venerdì 18 ago
  • Il libro mastro del pizzo di Lo Piccolo su Repubblica

    Ieri Repubblica Palermo ha pubblicato a sorpresa il contenuto dei pizzini e del libro mastro del pizzo del boss Salvatore Lo Piccolo. Tra gli esercizi elencati ci sarebbero i negozi Giglio, Bagagli, il bar Alba, l’Antico chiosco, Renato Bar e Caflish a Mondello, i negozi di Sferracavallo ma anche impianti sportivi, il circolo del tennis Country club, centri congressi, discoteche come lo Scalea club eccetera. Stupore per la presenza del Palermo, forse per lo stadio, e dei dirigenti Foschi e Sagramola. La squadra ha già divulgato una smentita ufficiale.

    Alla pubblicazione è seguito un vertice in procura e una perquisizione nella sede del giornale e nella casa dei giornalisti Francesco Viviano e Alessandra Ziniti che il comitato di redazione ha chiamato «attacco alla libertà di stampa» ricevendo alcune attestazioni di solidarietà.

    Palermo
  • 41 commenti a “Il libro mastro del pizzo di Lo Piccolo su Repubblica”

    1. La diffusione del malcostume dei commercianti e degli imprenditori di “mantenere” ed “ingrassare” criminali parassiti è una delle emergenze di questa città. Penso che il consumo critico che favorisce le imprese “pizzo free” dovrebbe avere un rovescio della medaglia. Il penalizzare con i mancati acquisti le imprese che risultano fuori da ogni dubbio “compiacenti” con la mafia. Attendo con interesse e fiducia le condanne definitive per favoreggiamento!

    2. La confindustria sicilia disse,tempo fa, che chi avesse pagato il pizzo sarebbe stata espulsa dalla sua organizzazione.
      Adesso li voglio vedere bene queste espulsioni oppure sara’ stata una bella occasione per farsi pubblicita’..

    3. Io trovo malcostume Italiano far circolare documenti di questo tipo, nomi, luoghi, persone e fatti, ancor prima che finiscano le indagini e si abbia un quadro chiaro della situazione.
      Per il resto, daccordissimo sul non pagare il pizzo e fare la lotta alla mafia, ma vorrei dire agli amici che scrivono prima di me che non è così semplice come sembra..
      non basta aderire ad un’associazione piuttosto che ad un movimento per risolvere il problema…quando dall’attak si passa alle pietre e dalle pietre alle fiamme……ed a casa hai una famiglia, dei figli, sei economicamente esposto e magari in difficoltà…è un po + dura.
      non possiamo pretendere che i commercianti e le aziende facciano tutto da soli…ci vuole un’aiuto ed un’intervento serio e costante da parte di tutti, dello stato in prima fila.
      E poi, vi invito a riflettere sul fatto che, i maggiori introiti, sono quelli che arrivano dagli appalti pubblici, vedi metropolitana (a proposito, quale metro???), aereoporto, ospedali etc etc…come si fa a pretendete risposte e fatti dai cittadini comuni, quando il primo finanziatore della malavita è lo stato che non riesce a gestire in maniera trasparente ed onesta i nostri soldi?

    4. E’ un’occasione storica per dare una mazzata memorabile alle organizzazioni malavitose ed alle attività commerciali che le favoreggiano.
      Sono queste ultime, che pagando il pizzo foraggiano la mafia, strangolano la città e fanno lievitare i prezzi delle merci, scaricando sui consumatori i loro “costi aggiuntivi”.
      Appuntiamoci i loro nomi e facciamo come nella famosa pubblicità: “se li conosci, li eviti!”

    5. @giggiottocrew

      Anche io faccio una differenza, tra chi pagava consapevolmente (a cui va la mia assoluta condanna) e chi è stato costretto a farlo in quanto vittima.

      Dalle vittime però pretendo un chiaro atto di coraggio, la denuncia piena con nomi e cognomi di chi li ha costretti a pagare e di chi si presentava a ritirare il pizzo, nonché la costituzione di parte civile nei processi che si terranno contro questi mafiosi.

      Purtroppo, “la viltà delle vittime può essere la condanna dei coraggiosi” e questo è inaccettabile.

    6. Parlare di viltà delle vittime mi sembra proprio un ossimoro!
      Se le vittime sono davvero vittime (come io credo) hanno bisogno di aiuto e sostegno…non certo di condanna e disapprovazione.

    7. Mi chiedo come faceva a pagare la piscina comunale e chi,impiegati,funzionari,dirgenti pagava

    8. Lo Stato, lo Stato! Tutti quanti invocano lo Stato ma lo Stato controlla il territorio attraverso l’esercizio della forza, per riprendere il controllo del territorio dovrebbe occupare militarmente tutti i gangli decisionali della Regione, dei Comuni e dovrebbe controllare il territorio con qualche decina di migliaia di militari per diversi anni (come ai tempi del prefetto Mori). Chi paga? Eppoi mi pare che nessuno di quelli che contano in Sicilia gradirebbe ciò e quindi di che stiamo a parlare?

    9. Scopriamo che in troppi pagano il pizzo, che sono amici degli amici, che abbassano la testa. E anche se le indagini non sono concluse e se con la pubblicazione di certi documenti si rischia di danneggiare anche chi è già stato danneggiato o di mettere sotto i riflettori chi non lo merita, credo che più notizie circolino e più si ha la possibilità di farsi una idea precisa sulla città che viviamo e su quelli che ci stanno accanto. E non solo. Si può tracciare una linea netta e chiara tra chi merita la nostra attenzione e la nostra solidarietà e chi, invece, merita il nostro disgusto, la nostra disapprovazione. In questa città troppi silenzi: meglio parlare e scrivere.

    10. Questo per chi diceva che il pizzo lo pagava si e no il 10-20% e il vero problema di Palermo è il traffico.

    11. doveroso per me e per quelli come me.
      Tratto da Wikipedia
      Ossimoro:
      Esempi: brivido caldo, lucida follia, urlo silenzioso, disgustoso piacere, l’uomo nudo con le mani in tasca, ghiaccio bollente, attimo infinito.

    12. ma,chi non e’ nei pizzini,con chi e?

    13. Non ci sto!
      Pagare il pizzo è un reato col quale si foraggiano le attività criminose.
      Punto e basta.
      I giornali che, venuti in possesso dei nomi dei commercianti, li hanno pubblicati hanno fatto bene.
      I giornali che avevano l’elenco ed hanno deciso di non pubblicarlo sono venuti meno alla loro professione ed hanno violato il principio costituzionale del diritto-dovere di cronaca.
      Io, cittadino onesto, ho il diritto di sapere quali commercianti pagano il pizzo e quindi favoreggiano la mafia, per evitarli!
      Non voglio essere preso per il c*** da commercianti che mi scaricano addosso i loro “accresciuti costi di impresa” e non voglio, con i miei soldi, dare spazio alle attività criminose.
      Fine!

    14. Disapprovo con rabbia tutti quegli esercizi e commercianti che pagano il pizzo: non sono piu’ vittime ma complici consapevoli.

    15. Io mi “preoccuperei” di quelli che il pizzo non lo pagano , logica vuole che chi non paga è perchè o appartiene a determinate famiglie mafiose oppure ha delle pesanti amicizie all’interno di quest’ultime .

    16. accura
      ma,chi non e’ nei pizzini,con chi e?
      ……..
      di certo ci sono 226 attività inserite nella lista(pizzo free) del Comitato Addiopizzo(www.addipizzo.org) che in tempi non sospetti,per molti,hanno deciso di esporsi..e di questi NON UNO è in nessun pizzino..direi che un punto d’inizio per credere per quanto è possibile al “consumo critico”(sono sempre in pochi,si sa..)poi mi piace ricordare che tutto ebbe inizio il 29 giugno del 2004:
      Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza DIGNITA’.
      ADESSO le cose sono cambiate,parecchio.Noi la ns parte l’abbiamo fatta e continuiamo a farla adesso tocca all’INTERO POPOLO. (compreso chiaramente ,tutti quelli dei pizzini..)
      pequod

    17. E’ difficile giudicare chi é stato o si é sentito minacciato, é difficile dire se non si vivono certe esperienze, di paura, di intimidazione.
      Difatto chi é stato pubblicato ha la grande occasione di liberarsene, con la scusa, se vogliamo che lo possano buttare fuori dalle associazioni di categoria. Quindi é un’opportunità molto utile questa della pubblicazione degli elenchi degli esercizi, anche da parte degli esercenti.
      Un’occasione da sfruttare.
      Di contro in quella lista emergono differenze notevoli, forse frutto di una diverso approccio al problema. C’é chi pagava mensilmente, chi solo a Natale e Pasqua, chi cifre altissime, e chi cifre ridicole. Forse questo frutto di contrattazioni locali. Meditate gente, meditate.

    18. Qualcuno dice: chi non paga è pulito o solamente il suo nome non è venuto fuori.
      Attendiamo notizie (se consentiranno ai giornali di darle).
      Però chi paga è sicuramente sporco!
      E le persone per bene hanno il dovere di fare concretamente qualcosa contro la mafia e i conniventi: evitare di frequentare i loro negozi.

    19. Vorrei dire uma cosa tutti quei commercianti che non sono elencati nella liste o sono fortunati, oppure….fanno parte della stessa cosa.Adesso voglio proprio vedere come si comporterà la confcommercio di Helg ,la cosa più importante è stata pubblicare il nome del negozio, e tutto questo è stato fatto dopo 50 gg dalla cattura per vedere se i commercianti si presentavano di loro spontanea volontà, questo non è stato fatto allora si è provveduto con la “”pubblicità”” poco apprezzata dagli interessati.Però una riflessione va fatta,ma li avete letti i nomi dei negozi famiglie tra le più in voga di palermo, che tristezza,mi fa rabbia pensare che il pizzo olter che il negoziante lo paga il cliente che va li per conprare ed il commesso che molto spesso non è messo in regola.CAMBIAMO QUESTA MENTALITA’.

    20. Non potremmo fare una sottoscrizione per una campagna di spot per pubblicizzare i negozi pizzo-free ?
      Forza ragazzi, pensiamo positivo !

    21. Luca,Pequod
      e’ la vostra,la risposta che ho sollecitato.Togliendo i 224,gli altri
      sono ben individuabili.

    22. scusate,226

    23. Facile,troppo facile dare del vile a chi pagava.
      Sono sicuro che molti di voi sotto la minaccia di una forbicina avreste dato portafoglio e chiavi di casa.
      Il segnale forte doveva venire dallo stato, che sapeva e lasciava fare,lasciando soli i commercianti e le loro famiglie.
      Quello che successe al povero Libero Grassi era la punizione standard a chi osava alzare la voce,ma la memoria è corta e fare l’eroe con il “c…” degli altri altrettanto facile.

    24. Autofocus, io non sono commerciante, ma posso mettermi in certi panni altrui, visto il clima di totale assenza dello Stato di anni fa. Eviterei di dire che certi commercianti sono ‘sporchi’, direi che sono stati meno coraggiosi o più spaventati.
      Ci andrei piano, con certe affermazioni.

    25. Questo sdoppiare Stato e cittadini è una cosa che non ho mai capito! Lo Stato sono i cittadini, lo Stato siamo noi …. troppo comodo non assumersi le proprie responsabilità di cittadini e dare le colpe agli altri. Da cittadino:
      O vai a votare, allora ti meriti i governanti che voti…
      O non vai a votare, allora ti meriti i governanti che votano gli altri …
      Per chi ha votato l’opposizione, mi dispiace, la democrazia chiede il sacrificio della minoranza.
      Mi sembrano abbastanza semplici come concetti!
      Per il resto, ieri è differente da oggi, oggi esistono i commercianti di “addiopizzo”, esistono le associazioni antiracket … oggi si deve pretendere un atto di coraggio da tutti, perché l’unione rende forti e invincibili.

    26. Condannare chi paga il pizzo è un atto che non tiene conto delle paure umane di una persona che mette a rischio la propria attività e il futuro della propria famiglia. Occorre sicuramente eliminare questa forma di esigenza dei commercianti nel mettersi “apposto”, vissuta come un atto dovuto e per questo bisogna giustamente agire da cittadini consapevoli e le istituzioni devono far sentire il proprio appoggio.
      Un’ultima cosa sulla lista dei commercianti. Pur essendo un iniziativa intelligente credo che non abbia attecchito piu di tanto nella nostra città(spero di essere smentito dai rappresentanti di Addio Pizzo) per le caratteristiche prettamente comodiste del palermitano e perche sono ancora pochi i palermitani che hanno sviluppato una tale coscienza critica. La strada fondamentale è agire sempre e ancora di piu sull’educazione alla legalità e far conoscere alla cittadinanza che la mafia non conviene a nessuno, anche e soprattutto economicamente.

    27. La maggior parte di sti tizi che pagavano sono ricchi e straricchi non avevano bisogno di “campare”.
      giglio e giglio in etc etc

    28. leggo la lista e trovo il 442 “Natale e Pasqua” (1.000 + 1.000);
      Ma non era un locale associato contro il pizzo?
      O sbaglio?

    29. Palermo, 28 dic. (Apcom) – Nessun imprenditore che avrebbe pagato il pizzo ai boss Lo Piccolo è associato a Confindustria e Confcommercio di Palermo. E’ quanto emerge dalle dichiarazioni fatte ad Apcom dai presidenti provinciali delle due associazioni, Nino Salerno e Roberto Helg. Il presidente di Confindustria Palermo, Salerno, dice che sono in corso ulteriori verifiche, mentre quello di Confcommercio, Helg, le farà dopo il 2 gennaio ma “a memoria” si dice certo “che non ci sia nessuno dei miei iscritti”.

    30. Sono daccordo con Isola81,chi paga o ha pagato il pizzo rimanendo in silenzio si e´reso complice ma non solo,diciamolo duramente,si e fatto regalare le tre scimmiette da mettere sopra il comdodino.Ho letto di persone che hanno reagito rischiando molto…mi inchino davanti a queste persone che sono eroi veri e non a quelli che si sono fatti prendere dalla paura pagando.Qui due sono le cose…o vivi un giorno da leone o 100 da pecora,ce da decidere.Turiddu

    31. diffidato
      sbagli,è una questione di numeri
      il 442 è quello che si trova nel libro mastro e si trova a p.zza don bosco
      quello della lista pizzo free è il 161 e si trova in via libertà e non risulta nel libro mastro.
      attenzione a non dare i numeri…
      pequod

      p.s. il coraggio lo si trova INSIEME E GLI STRUMENTI CI SONO…e se non lo si vuole trovare allora è connivenza e al peggio si trasforma in favoreggiamento.

    32. a si 442
      il locale di un dei leader storici della curva nord di palermo
      certo
      copertura ambo i lati iin curva e nel suo locale
      ecco perchè nessuno li sposta da li
      se poi ci aggiungiamo le ultime news il dado è tratto

    33. pequod non è qustione d dare numeri
      può solo farmi piacere se un comerciante non figura in quella lista schifosa.
      Ricordo anni fà,vennero da mio padre nella nostra piccola e modesta friggitoria,calci in culo.
      LE TASSE HANNO SOSTITUITO DEGNAMENTE IL PIZZO PURTROPPO.

    34. diffidato
      quella sui numeri..era solo una battuta credimi!
      e complimenti per i calci in culo…

      p.s. se poi volete entrare con la vs attività nella lista pizzo free ,fammi sapere.

    35. pequod,ironia della sorte mio padre ha deciso di dare in affitto la sua attività a terzi e lui da padron ha preferito fare il garzone,e dove sta l’ironia? dove lui ha lavorato spunta nella lista nera del pizzo,ma questo lo sapevano tutti ,le 13° erano destinate ad altri e non ai dipendenti che gli toccava un panettone e una bottiglia di asti i chiddu scarsu mancu bonu per digerire.
      Uno schifo,davvero uno schifo
      Tu che conosci la lista,una curiosità,visto che ci lavora una persona molto cara,ma la catena di negozi niceta che fattura miliardi da ani leader nel settore a PALERMO si trova in qualche list particolare?
      No perchè ragionando un momento come loro,io chiederei il pizzo ad un negozio che funziona,e loro funzionano,mi auguro che non paghino come tanti onesti cittadini.

    36. Ho letto che la Confesercenti sta mandando una lettera ai commercianti elencati nella famosa lista per esortarli a collaborare.
      Ecco, io credo che, per non sospingere ancora di più i taglieggiati ai margini della società civile, dobbiamo fare sentire loro la nostra vicinanza e aiutarli a collaborare con la giustizia.
      Brava la Confesercenti.

    37. BEN VENGA LA CONFESERCENTI!
      solo per ricordare che 6 mesi fa NOI di addiopizzo ,da soli,abbiamo mandato una lettera alle vittime degli estortori della Noce.Poi ci siamo costituiti parte civile al processo contro quei commercianti a cui avevamo spedito la lettera per dargli un supporto ed erano sono stati accusati di favoreggiamento. ed infine abbiamo ottenuto il risarcimento. in quel caso nessun altra associazione si era costituita parte civile contro i commercianti accusati di favoreggiamento nè aveva spedito nessuna lettera. ADESSO le cose sono cambiate ed abbiamo fatto SCUOLA ,sia a livello processuale sia a come operare per essere di aiuto ai commercianti.
      tutto questo lo dico ad onor di cronaca ,sicuramente per confesercenti è utile dire :meglio tardi che MAI!”
      ADESSO SPERIAMO CHE ALZINO LA TESTA,TUTTI!
      buon anno PEQUOD

    38. attenzione a nn giudicare le debolezze umane.

      Cercherò di misurare le parole in modo da nn offendere la sensibilità di nessuno.

      Premetto, perché voglio che sia chiaro, che approvo nei fini la campagna di sensibilizzazione di associazioni antiracket come addiopizzo. Premetto, perché voglio che sia chiaro, che ammiro (e come nn si potrebbe?!) chi ha avuto e chi ha tuttora la forza di sfidare la mafia nelle sue molteplici forme (compresa quella dell’estortore del pizzo) a rischio o a costo della propria vita. Premetto, perché voglio che sia chiaro, che anche io, nel mio piccolo, sfido giornalmente la mafia essendone circondato nell’ambiente di lavoro, nelle vie del mio quartiere, nei modi di agire e di pensare di tanti miei concittadini.

      Vedo spesso, però, un accanimento contro quei commercianti che, loro malgrado, nn riescono ad opporsi, per paura della propria incolumità o per sfiducia verso le istituzioni che li dovrebbero difendere, alla richiesta del pizzo.
      Perché è un dato di fatto che chi è cresciuto come noi nelle città di mafia non ha e nn può avere fiducia nelle istituzioni. Quelle stesse istituzioni che hanno consentito ai boss mafiosi di girare indisturbati in mezzo a noi per decenni (tutti sapevamo dove erano, tutti sapevano dove erano). Quelle stesse istituzioni che hanno partecipato (o almeno acconsentito) alle uccisioni dei magistrati, dei giornalisti, dei poliziotti e di tutti i cittadini che in tanti anni di inutili lotte antimafia hanno sacrificato invano la loro vita. Quelle stesse istituzioni che condannano un funzionario dello stato per alto tradimento e poi, dopo qualche mese, lottano per tirarlo fuori di prigione.

      Possiamo obbligare al sacrificio, indistintamente, tutti i commercianti? O, comunque, possiamo pretendere che dimentichino la paura e si facciano soldati eroici di una guerra da combattere per nostro conto?

      Durante la prima guerra mondiale Cadorna dava ordine di fucilare tutti i soldati che si rifiutavano di uscire dalla trincea per sferrare un inutile attacco in campo aperto contro l’artiglieria nemica. Era quell’ordine sensato? Gran parte degli storici concordano sul fatto che una simile condotta era motivata solamente dal soverchio disprezzo nutrito da Cadorna nei confronti della vita dei propri uomini e dalla sua considerazione per il fattore umano in termini meramente quantitativi.
      Ciò che (mi sbaglierò?) si sta facendo è paragonabile a quella situazione. O muori in campo aperto (affrontando il nemico a viso aperto) o muori perché ti uccido io (estromesso da confindustria ed estromesso dalle liste dei commercianti con la testa alta). La tua vita per la nostra causa. La vita di (relativamente) pochi soldati per la salvezza della patria.
      C’è un altro modo per affrontare il nemico che nn sia necessariamente quello di costringere i nostri soldati ad uscire sotto minaccia fuori dalla trincea armati solo delle loro baionette e della loro paura?
      Secondo me sì. Ci deve essere. E dobbiamo cercarlo assieme. Non possiamo delegare la nostra guerra solo ai commercianti.

      E poi. Siamo sicuri che quella sia la battaglia indispensabile per vincere la guerra? Siamo sicuri della buona fede e della qualità dei nostri generali (intendo Confindustria!)?
      riporto alcune frasi (ho cercato, in effetti, di fare un sunto) che il buon scarpinato ha avuto modo di pronunciare in due diverse lezioni di antimafia. Gli interventi integrali sono qui:

      http://www.radioradicale.it/scheda/231169/la-cosa-nostra-politica-dalle-origini-al-sistema-provenzano

      http://www.radioradicale.it/scheda/240114/i-complici-tutti-gli-uomini-di-bernardo-provenzano-da-corleone-al-parlamento

      “le imposture hanno sempre contraddistinto il potere di mafia nelle sue fasi storiche: la prima impostura, caduta intorno agli anni 60/70, è che la mafia non esisteva, la seconda è durata fino all’inizio del maxiprocesso: sì, la mafia esiste ma è una galassia anarchica di bande criminali, la terza (dopo le stragi) è che sì, la mafia esiste ma è composta da ex contadini semiilletterati che si esprimono in un italiano ridicolo come provenzano e lo piccolo. […] E come si fa a tacere che i veri protagonisti della mafia, oggi come ieri, sono i borghesi? Da un lato si censurano tutti i fatti di mafia che coinvolgono il potere e la borghesia mafiosa, dall’altra parte si accendono dei fari mediatici accecanti che illuminino tutto il giorno le icone di provenzano e di matteo messina denaro; e così si crea l’effetto nuvola. Alla gente si dice: questa è la faccia nota del pianeta mafia; la faccia oscura nn la vedi ma immagina che sia grosso modo come questa. Il risultato di tale manovra a tenaglia è che nove italiani du dieci pensano che andreotti, personificazione del potere statale e politico colluso con la mafia, è stato assolto e che, invece, la mafia è solo provenzano. Il resto è roba da piovra […].

      Lo zavorramento dell’economia meridionale è causata dell’estorsione dei piccoli negozianti?
      Facciamo i conti della serva: il fatturato delle estorsioni dei Lo Piccolo è di circa 1 milione di euro. Per un solo affare della borghesia mafiosa (la clinica s.teresa di aiello) la regione ha pagato duemila volte il prezzo di mercato delle prestazioni: 40 milioni di euro … chi zavorra veramente l’economia meridionale???

      le battaglie (per carità, condivisibili e nobili nei fini) dei comitati antimafia (come addiopizzo, ad esempio) rappresentano una novità ma nn un grande progresso come VOGLIAMO illuderci che siano.
      e ancora: è accettabile che confindustria esprima giudizi in merito ai piccoli imprenditori o commercianti vittima del racket delle estorsioni ma nn prenda netta posizione contro quegli imprenditori condannati per corruzione che conquistano posizioni di oligopolio in settori vitali attraverso le “estorsioni dei colletti bianchi”?, della borghesia mafiosa?
      L’estorsore o la sua vittima sono più pericolosi di chi ha truffato lo stato facendo sparire nel nulla milioni di euro della 488? Può confindustria fare lezioni?”

      L’arringa di Scarpinato è contro quella mistificazione culturale secondo cui la mafia è solo una questione di sanguinosi protagonisti tutti provenienti da un mondo contadino arcaico o dal ventre del proletariato urbano che nn sanno neanche esprimersi in corretto italiano: siamo costantemente immersi in una vulgata mediatica in cui da un lato c’è il mondo dei cattivi e dall’altro quello dei buoni, in una retorica ufficiale in cui la mafia è quella della fiction e quella della fiction è invece la malavita.

      Per tutto questo, vi dico:
      ben vengano le persone di coraggio, gli audaci, le persone di alto valore civile. Noi tutti (me compreso, vi assicuro) ne andremo fieri e, per quanto possibile, li difenderemo e li appoggeremo.
      Attenzione, però, a non mettere tutti gli altri commercianti e piccoli imprenditori nelle condizioni di dover morire, ad opera della mafia o sotto il fuoco amico) in una inutile battaglia sacrificale combattuta per tutti noi.

    39. Capisco bene le tue ragioni ed ho assistito come te alla lezione di Scarpinato e sottoscrivo appieno le sue analisi attente e precise.Proprio alla fine della lezione con altri tre del comitato siamo andati da lui a parlare e già il giorno dopo aveva sul suo p.c. le lettere che in passato il comitato aveva spedito ai giornali proprio per attaccare quella borghesia mafiosa di cui lui stesso e tu parlavate. E’stata una lettera ai giornali dove il comitato per la prima volta spostava l’asse della sua lotta e individuava un altro bersaglio(facendo i nomi e avendo una minaccia di querela…)ma non se ne è parlato molto,nulla.
      E’ stato un primo passo (nel sito la trovi..).Poi per il Vday abbiamo letto in piazza la lettera che Manfredi Borsellino scrisse tempo fà contro questa borghesia mafiosa che fa affari e frequenta circoli e salotti..ed infine il 10 novembre abbiamo rilanciato dal palco del teatro il ns discorso e la ns linea (anche questo lo troverai nel sito)
      quindi sappiamo bene che la lotta alla mafia va fatta anche sù altri fronti.NOi abbiamo preso come primo quello della lotta al racket e sappiamo che anche nel passo fatto da confindustria c’è stato dietro il ns lavoro.
      quanto alle strategia d’azione,c’è poco da fare.solo il coraggio dei commercianti come è stato quello a Palermo di Conticello,Guajna ,Greco e di tutti quelli della lista pizzo free ,può abbattere il muro del silenzio.Si è creata una associazione antiracket(che ha come supporto le giuste professionalità)pronta a dare supporto a chi riesce a trovare il
      coraggio della denuncia .Le forze dell’ordine stanno lavorando egregiamente, ma solo con le denunce collettive e singole si potrà andare avanti in questa lotta , solo con una popolo che non giustifica più un atteggiamento di acquiescenza( che credimi spesso non è affatto di paura..)si potrà provare a vincerla questa battaglia.E’l’unica strada ,quella del coraggio e della presenza di tutti oppure saremo condannati sempre a subire.
      Adesso è il momento,ora o mai più.Avrai letto i nomi del libro mastro e sono molti, molti di più..speriamo che alcuni,tanti, alzino la testa.
      Per il resto c’è tempo e spero che siano sempre di più quelli che come te vogliono fare la loro parte.
      Le analisi servono ed hanno le loro buone ragioni,ma poi occorre un Azione corale che possa portare a qualcosa..è l’unica possibilità che abbiamo per CAMBIARE.
      pequod

    40. Juan sin tierra
      di questo intervento appassionato
      mi colpisce:
      “chi ha truffato lo stato facendo sparire nel nulla milioni di euro della 488?”
      1. e’ vero?
      2.se e’ vero,chi deve indagare?

    41. Ma smettiamola con la rabbia verso i commercianti vorrei vedere voi davanti alla scelta:o pago o chiudo come è successo recentemente a due depositi di giocattoli…

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