giovedì 17 ago
  • Il Capodanno per Addiopizzo è stato a novembre

    Capodanno per Addiopizzo è caduto lungo cinque giorni, tra il 5 e il 10 novembre.
    Sono stati giorni di indicibile euforia, dalla cattura di Salvatore Lo Piccolo alla nascita di “Libero Futuro” al teatro Biondo. Giorni, quelli, in cui tutta Palermo ha sentito la scossa non violenta di qualcosa di buono, sano, che promette un cambiamento. Lento, certo, come tutto in Sicilia; ma potremmo raccontare tra qualche anno, di come quell’onda di rifiuto, quell’accordo tra gente della città separata “come strati di una cipolla”, senza strazi e avventi sovrannaturali avrà semplicemente prevalso.
    Nulla di facile in tutto questo. Penso a Vincenzo Conticello, come racconta ogni giorno di quanto nel suo percorso dopo la denuncia abbia pesato la paura e quanto la dignità. Penso a Rodolfo Guajana e ai suoi figli, a come la loro ricerca di normalità si deve adeguare a convivere con una scorta. Penso a Damiano Greco, che non resse all’emozione di essere presentato al teatro Biondo come l’unico ribelle al pizzo del Borgo vecchio; ma che ha paragonato il presente al resto della sua vita, e ha deciso che era il momento di denunciare l’aguzzino.
    Se hai un negozio, e non vuoi pagare il pizzo, Palermo può essere l’inferno. Pizzo ai commercianti, pizzo alle officine, pizzo ai datori di lavoro: quella del pizzo è una questione vitale e irrisolta dell’economia, dà un’immagine del volto della società, e ne misura la soggiacenza alla consuetudine della prevaricazione. Leggere in questi giorni i libri mastri dei boss di San Lorenzo ci ha sbattuto in faccia l’altra prospettiva, quella del commerciante che si adegua, e finge di vivere in una città disneyana, una volta pagata l’assicurazione.

    Per chi ha una vaga idea di applicare un consumo critico contro il pizzo, passa ogni voglia di stappare spumante. Lo ha fatto notare Claudio Fava, come compito della società civile sia stappare bottiglie di fronte alla questura il giorno della cattura dei Lo Piccolo. È una fesseria, serve a dire che i cittadini devono essere accanto a chi reprime e cattura, tifare, se vogliamo, ma fare anche la sua parte manifestando sdegno. Non sono manifestazioni nuove, i primi erano stati i ragazzi del Meli, che negli anni Ottanta manifestarono a Ciaculli per cacciare i Greco dal quartiere; dire che la mafia c’è, e fa schifo, è battere sui tamburi dello sdegno. E si dà anche un senso agli slogan, provando a indebolirla, a farle un danno. Così Addiopizzo, così il Centro Pio La Torre, così Libera e le altre decine di associazioni palermitane contro la mafia hanno inventato dei gesti.

    Sono gesti da cittadini, da persone che hanno a cuore la propria città, la propria economia, la sorte dei propri contemporanei.
    Ma ci siamo accorti che la mafia non fa proprio schifo a nessuno. Cosa ci ha spinto lo abbiamo scritto su un adesivo tre anni e mezzo fa. Cosa ci motiva, nel 2008, è il pensare che con grandissima fatica e partecipazione di tutti ai problemi, la Sicilia possa smettere di essere militarmente occupata da dei criminali, peraltro ben accolti. Per questo tutti i commercianti, per primi quelli dei libri mastri, sono invitati a passare tra chi non paga. E gli promettiamo tutto il sostegno possibile; non noi trenta pischelli, ma i 9500 consumatori di Addiopizzo e tutti gli altri che ci credono.

    Gli appelli alle denunce arrivano ogni giorno, è nata una associazione antiracket che serve esattamente a fare da schermo a chi vuole denunciare senza esporsi. Sembra un buon momento, per crederci e metterci mano. Sembrano tutti uniti e decisi a farlo. Sembriamo tutti amici, fino allo spiacevole momento in cui si prova ad addebitare responsabilità – e Confindustria Sicilia ha preso le sue, arrivando a chiedere pubblicamente perdono a Pina Grassi -. Lì le amicizie rischiano di finire. Tuttavia ci daremo tutti da fare.

    Il pizzo non è il solo problema di questa città, né l’unico che vorremmo vedere risolto. È solo un augurio il nostro: buon anno, Palermo.

    Ospiti
  • 10 commenti a “Il Capodanno per Addiopizzo è stato a novembre”

    1. […] post by Francesco Galante Articoli CollegatiNapoli: tombola vivente al Maschio Angioino per Natale e […]

    2. Addiopizzo, grazie per esserci è per il grandissimo contributo che avete dato alla città.
      Ci vorrebbe adesso Addioladri per contrastare i politici mafiosi spesso anche massoni che infestano questa nostra amata/odiata Sicilia.
      Buon anno!

    3. i commercianti dovrebbero prendere la consapevolezza del fatto che la forza è solo se sono tutti uniti, se compatti e forti, uniti ,tutti, NESSUNO ESCLUSO!!!

    4. @ attenzione.
      se è uno scherzo..è di cattivo gusto e spero che Rosalio attraverso la tua mail ( o altro) ti denunci.
      Se è vero non capisco perchè TU non denunci Francesco.

    5. Goku credo che qualcuno abbia alzato un po’ il gomito ieri. Rimosso.

    6. come al solito sei sempre una gran penna!
      grazie “impavido” e tantissimo auguri!
      pequod

    7. GRANDI. come dice la mia(/vostra)thirt: “un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”

    8. Ciao io sono uno studente del Meli e mi fa piacere sapere che i miei predecessori hanno iniziato una lotta che voi continuate e rinvigorire! Grazie di esserci e di regalarci sempre anni migliori: anni con piu’ coscienza critica, anni con piu’ coinvolgimento nella lotta alla nostra PIAGA: la MAFIA. Mi piacerebbe che gli studenti della mia scuola oggi fossero quelli di 20 anni fa ma purtroppo nei ragazzi (nella maggioranza degli studenti della mia scuola) non c’è piu’ questa voglia di lotta e c’è un menefreghismo quasi totale nei confronti della politica e dei fenomeni sociali (mafia, camorra, ‘ndrangheta) E’ soprattutto grazie alle vostre campagne che gli animi si svegliano e che io spero in un 2008 ancora piu’ libero dal pizzo e dalla mafia! Grazie a voi Addiopizzo grazie a voi cittadini che continuano a sognare, come me, una Sicilia e un’Italia libere dall’economia e dalla politica sporche

    9. Buon anno Palermo e Sicilia! E buona nno a tutti i veri palermitani! Non possono e non devono vincere loro!

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