mercoledì 22 nov
  • 24 commenti a “Munnizza delle Due Sicilie”

    1. cocè, grande come sempre! hahahah ci facciamo sempre meraviglia di quello che succede altrove! “taliati u to’ immu!”che tipi siamo noi palermitani!

    2. da

      http://www.lospettro.it/pagina693.htm

      La Procura della Repubblica di Napoli ha emesso tredici avvisi di garanzia, e sequestrato quattro cave, insieme a tre impianti industriali. Gli impianti sotto sequestro sono quelli della Pellini con sede ad Acerra, della Pozzolana Flegrea , con sede a Bacoli e della Igemar con sede a Qualiano

      La Procura di Napoli sulle tracce dei rifiuti tossici

      NAPOLI – Comincia ad aprirsi uno squarcio sul traffico dei rifiuti tossici che dalle regioni del nord arriva fino in Campania. L’allarme lanciato nelle settimane scorse dal Commissario Straordinario per la gestione dei Rifiuti, Giulio Facchi, è stato raccolto dalla Procura della Repubblica di Napoli che ha emesso tredici avvisi di garanzia, e sequestrato quattro cave, insieme a tre impianti industriali. Gli impianti sotto sequestro sono quelli della Pellini con sede ad Acerra, della Pozzolana Flegrea , con sede a Bacoli e della Igemar con sede a Qualiano.

      E di queste quattro imprese sono anche le quattro cave: due a Qualiano, una a Bacoli e una a Giugliano. Ma ci sono anche altre aziende coinvolte, intermediari che operano fuori regione, la Rossi di Garate, la Cepi Ambiente, la Agricompost, tutte imprese laziali. La procura Napoletana ha inviato avvisi di garanzia ai rispettivi titolari e amministratori, sequestrando contemporaneamente tutta la documentazione contabile delle società, che da ieri viene sottoposta ad un esame meticoloso. Legambiente di Napoli aveva già segnalato il traffico di rifiuti dal Nord verso il Sud. In questo vero e proprio business ecomafioso, sono coinvolte società del nord di quasi tutte le regioni, producendo nel bacino che li riceve, ovvero la Campania, un danno ambientale incalcolabile, con effetti sulla salute devastanti. I rifiuti arriverebbero in particolare dalla Liguria, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Marche.

      E nei rifiuti vi si trova di tutto: scorie derivanti dalla metallurgia termica dell’alluminio, reflui liquidi contaminati, come quelli al mercurio dell’Enichem di Priolo, fanghi conciari, polveri di abbattimento fumi, trasformatori con oli contaminati da Pcb (i famigerati Policrorofenili), ma anche rifiuti e terre provenienti da attività di bonifica. Intanto Un’interrogazione al ministro dell’Ambiente è stata presentata dal senatore del Prc Tommaso Sodano per chiedere, dopo aver appreso che circa 6.500 tonnellate di rifiuti sono state spedite dalla Lombardia alla discarica di Trentola Ducenta (Caserta), di accertare la tipologie dei rifiuti che effettivamente vengono smaltiti in Campania. Come risposta il Ministro Matteoli ha disposto una serie di accertamenti al fine di avere un quadro chiaro della situazione che era già stata denunciata da alcuni consiglieri regionali della Lombardia.

      li 31/03/2003

    3. Stavolta non riesco proprio a sorridere nel guardare la vignetta.
      Il tema in questione è infatti troppo “ingombrante”.
      Da una parte c’è la consapevolezza che anche qui da noi potrebbe succedere la stessa cosa, visto che non è mai stato attuato un serio piano di riciclaggio dei rifiuti e spesso le discariche utilizzate finora hanno creato diversi problemi.
      D’altra parte c’è anche il timore di scoprire prima o dopo, come avvenuto in Campania, che anche qui in Sicilia la malavita organizzata ha scaricato tonnellate di rifiuti tossici e altamente inquinanti senza che “nessuno” si accorgesse di nulla.
      Credo proprio che da questo punto di vista siamo in una situazione molto simile a quella dei nostri cugini campani.
      Per fortuna, giusto per tentare di riderci un pò sopra, siamo messi meglio di loro per bruciare i rifiuti: loro hanno il Vesuvio, noi l’Etna ed eventualmente le succursali Stromboli e Vulcano…

    4. da
      http://www.archeologia.com/forum/ecologia-problematiche-ambientali/2517-i-rifiuti-della-campania-le-industrie-del-nord.html

      I rifiuti della Campania e le industrie del Nord

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      La cosa di cui non si parla sono i rifiuti tossici industriali che sono finiti nelle discariche RSU della Campania.
      Le proteste popolari nascono soprattutto per come vengono poi gestite le discariche, dato che nelle discariche della Campania arrivano rifiuti tossici. Sotto la gestione di Impregilo, tramite la Fibe, e del commissario di Governo che per il periodo di Montesarchio era il Prefetto Catenacci. Per la discarica di Montesarchio i suddetti personaggi sono stati rinviati a giudizio per smaltimento illegale di rifiuti tossici.
      Pianura è stata riempita dai rifiuti dell’ACNA.
      Ci sono risultanze giudiziarie sulle collusioni tra industrie del Nord e la camorra.
      A questo punto a CHI fa più comodo la camorra? Ai campani che si tengono le discariche coi rifiuti tossici o alle industrie del Nord che smaltiscono illegalmente a prezzi molto minori?

    5. da
      http://altocasertano.wordpress.com/2008/01/07/monnezza-campana-e-rifiuti-tossici-del-nord-italia-sversati-nel-casertano/

      IL NORD SI STUPISCE(GIUSTAMENTE) DELLA MONNEZZA IN CAMPANIA E INTANTO HA BUTTATO E BUTTA NOTTETEMPO ALL’OMBRA DEL VESUVIO RIFIUTI ALTAMENTE TOSSICI

      Caserta( di Giuseppe Sangiovanni)-Sull’immondizia conviene- questo punto far pulizia in un mare di luoghi comuni che continua a sommergere la Campania. La storia dell’immondizia è la storia di un intero Paese- che sversa i suoi rifiuti al Sud e che dal Sud prende risorse.(Grandi catene di distribuzione alimentare impiantate a chi venderebbero i loro prodotti?). Dai fascicoli di innumerevoli inchieste condotte dalla Magistratura campana risulta:”18mila tonnellate di rifiuti tossici partiti da Brescia, sono stati smaltiti tra Napoli e Caserta.

      I rifiuti trattati negli impianti di Milano, Pavia e Pisa-sono stati sotterrati in Campania. Nel Casertano e nel Napoletano i Nas -hanno scoperto “rifiuti prodotti dall’Enichem di Priolo, fanghi conciari della zona di Santa Croce sull’Arno, fanghi dei depuratori di Venezia e di Forlì, di proprietà di società a prevalente capitale pubblico”. Il che non vuol dire, ovviamente, che i napoletani , soprattutto i loro amministratori, siano innocenti. Prima di accusare il popolo campano- bisognebbe chiedersi-come farebbero certe zone del Nord ad essere linde e pulite-se i loro rifiuti-non fossero trasferiti al Sud. La storia dell’immondizia napoletana e dell’intera Italia-diventa molto più nauseabonda, soprattutto quando, oltre i rifiuti- che il Nord ci rifila- bisogna sopportare pure qualche inutile lezioncina di qualche moralista dell’ultimo minuto!(Articolo di Giuseppe Sangiovanni, giornalista freelance caiatino)
      Pubblicato da red. prov. Alto casertano-matesino & d

    6. da
      http://gianmoenia.com/200801/mappa-rifiuti-tossici-illegali-in-campania/

      La mappa dei rifiuti tossici del nord in Campania

      La Campania ha un altro problema di spazzatura. Oltre alla sua, che non sa smaltire, è piena di rifiuti tossici illegali che arrivano dal centro-nord e sono gestiti dalla camorra.

      In Gomorra di Saviano è raccontato l’affare iniziato alla fine degli anni ‘90, da quando in Campania finiscono:

      scorie della lavorazione dell’alluminio;
      polveri di filtri di industria siderurgica, di centrali termoelettriche e inceneritori;
      morchie di verniciatura;
      rifiuti dell’ex Enichem di Priolo;
      fanghi conciari di Santa Croce sull’Arno;
      fanghi dei depuratori di Venezia e Forlì;

      Come funziona? Ci sono i mediatori (detti Stakeholder), giovani e laureati che mettono in contatto i pochi scrupoli degli industriali del nord con la capacità della camorra di trasformare aree in discariche di rifiuti altamente tossici.

      I prezzi possono andare da 9 a 10 centesimi al chilo quando un servizio legale si paga da 21 ai 62.

      Nella mappa (qui è interattiva) ci sono le zone più inquinate indicate nel libro; solo nella zona di Giugliano è stata scoperta una cava dismessa con l’equivalente di 28.000 Tir di porcherie.

      Siamo sicuri che Bassolino & C. non abbiano altre colpe oltre a quelle che si vedono al telegiornale in questi giorni?

    7. da
      http://www.diggita.it/story.php?title=Padre_Zanotelli_parla_di_rifiuti_e_camorra_in_Campania

      Padre Zanotelli parla di rifiuti e camorra in Campania

      Inviato da LuigiSiviero 11 ore fa (http://www.ladige.it) Vedi profilo
      Categorie: Notizie Italia | Tag: camorra napoli immondizia trentino
      Il quotidiano L’Adige ha intervistato il missionario trentino Alex Zanotelli, attivo per molti anni a Korogocho in Kenya ed ora a Napoli.
      “La politica dei rifiuti attuati dalla Regione ha portato la Campania allo stello livello di tumori del Nord Est. Ma il Nord Est ha fabbriche e lavoro che la Campania non ha. Tutto questo a causa dei rifiuti, tossici e ordinari, sepolti dalla camorra. La malavita ha sotterrato rifiuti tossici nel triangolo della morte Nola-Acerra-Marigliano, a nord di Napoli. (…) Se la camorra ha riversato rifiuti tossici in Campania, deve esserci pur stato un accordo con il mondo industriale del Nord. E su queste cose, per favore, quelli del Nord non vengano a prenderci in giro.”
      Tutta colpa della camorra?
      “No, perché le istituzioni si sono comportate come la camorra. In quattordici anni di commissari straordinari sono stati spesi più di 1,5 miliardi di euro per produrre 6-7 milioni di ecoballe che di eco non hanno nulla.”
      Tutta l’intervista su http://www.ladige.it

    8. da
      http://comunitadigitali.blogosfere.it/2007/06/rifiuti-doro-in-campania.html

      Rifiuti d’oro in Campania
      Pubblicato da Luca Dello Iacovo alle 14:08 in periferie, storie

      Pesano oro i rifiuti, tanto oro: tutto quello versato dagli imprenditori alla camorra per seppellire illegalmente l’immondizia in Campania. Roberto Saviano sull’Espresso scrive:

      “L’operazione Houdini del 2004 ha dimostrato che il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, proprietà di un’azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso: un risparmio dell’80 per cento. Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di 3 ettari. Questa montagna di rifiuti sarebbe la più grande montagna esistente non solo in Italia, ma sulla Terra. I traffici di rifiuti tossici hanno visto il sud Italia essere il vero luogo dove far ammortizzare i prezzi elevati dello smaltimento. La camorra ha fatto risparmiare capitali astronomici alle imprese del nord Italia”.

      continua su
      http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Ecco-i-padrini-dei-rifiuti/1629407&ref=hpstr1

    9. Le grandi imprese del Nordest dove li buttano i loro tanto cari e amati rifiuti tossici? Io dico: ma i moralisti padani industriali della serie “noi siamo più seri e lavoratori di voi terroni”…gente alla stegua di filosofi statisiti del vivere di sani principi…ma che mi facciano il piacere…sulla nostra immondizia possono mangiarci…è sicuramente più genuina della loro!!!:-)

    10. a me quello che fa’ più impressione è vedere persone che si prendono a legnate…per la munnizza!! questo è veramente triste

    11. … la cosa che rattrista di più e che alla luce di quanto emerso circa i rifiuti tossici delle industrie del nord scaricati illegalmente in campania, proprio le regioni del nord hanno dato un secco no alla possibilità di accollarsi un po della semplice “munnizza” napoletana!… un bell’esempio di civiltà!

    12. Già, Gabriele. La presunta superiorità morale del Nord rispetto al Sud in certi casi mi pare proprio un luogo comune

    13. questa vignetta interpreta benissimo anche realtà palermitane vicino al municipio: scendendo dalla discesa dei giudici, direzione via roma, a sinistra c’è un strada dove vi sono cumuli di spazzatura e cassonetti indecenti, e dire che siamo a meno si 100 metri dal municipio di palermo.

    14. Mi hai strappato il solito sorriso amaro, Giusè…a presto.

    15. ci vuole solidarieta’ anche nella munnizza!

    16. Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio “indifferenziato”

      http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1758

      e intanto vogliono costruire subito i termovalorizzatori, tecnologie vecchie che creano tanti problemi quanti ne risolvono e costano due occhi della testa

    17. La vignetta sembra quasi l’espressione visiva di un mio pensiero formulato oggi pomeriggio: ma se raccogliessimo tutte le immondizie per strada a partire dalla regione Lazio in giù (isole comprese e non solo), di fronte a quanti Vesuvii ed Etna di spazzatura ci troveremmo? A quel punto forse ci converrebbe espandere i nostri pensieri, includendo in essi l’Himalaya e il K2. Non è il cumulo che fa il monaco…

    18. Provate a dare uno sguardo alla vignetta “Matita Allegra” apparsa su Repubblica Palermo il 13 gennaio scorso. E’ visibile on line sul blog di Repubblica edizione di Palermo: http://www.repubblica.palermo.it

    19. 😀 Ho dato uno sguardo. E quindi?

    20. Two vignette meglio che one.

    21. 😀
      “Sarà la musica che gira intorno…”
      Allegra rimane per me un maestro e l’accostamento dei miei scarabocchi alle sue cose mi gratifica alquanto (e mi imbarazza parecchio 🙂 )

    22. Già Mauro. Mi dispiace che tu non abbia colto l’umorismo senza pretese delle mie frasi. Ma quando sento certe persone su tutte le tribune politiche in onda sulle nostre reti….l’unica cosa che mi viene da dire anzi da fare e riderci su…ironicamente!

    23. Voglio dare una testimonianza. 4 – 5 anni fa, in un parcheggio di un supermercato, in un’ area boschiva del Carso Triestino, ho visto una macchina, guarda caso targata Avellino, da cui stavano scaricando dei calcinacci per buttarli nel prato vicino.

      Ho preso il cellulare, ho chiamato i Carabinieri, mi sono avvicinato per avvertire che, se facevano in fretta a raccogliere, forse non li avrebbero beccati in fragrante.

      Non è che l’abbiano presa bene, anzi, ma nel piazzale c’erano parecchie altre persone, e, senza che chiedessi nulla o conoscessi nessuno, molte, forse tutte, mi si sono affiancate per darmi appoggio.

      Ovviamente hanno raccolto le cose e se ne sono andati prima dell’arrivo della pattuglia che si è fatta vedere in una decina di minuti.

      Nulla di strano, l’ho anzi trovato normale. Sia chiamare la polizia, sia il fatto che altre persone la pensassero come me. Non sono un ambientalista, anzi, ma se vedo una cosa che non va fatta o mi accorgo di un problema chiamo la polizia, è facile, è gratis, lo trovo giusto. Inoltre sono sicuro, per esperienza diretta, che la stragrande maggioranza delle persone che conosco avrebbero fatto lo stesso.

      Non sono così ingenuo da non pensare che, alla fine, abbiano buttato le cose altrove, ma lo hanno dovuto fare di nascosto e preoccupandosi, si trattava inoltre di qualche mattone e qualche mattonella buttate a ridosso di un muro di cemento, una cosa da rimuovere ma nulla di sospetto o di pericoloso. Se avessi visto invece cose peggiori mi sarei attaccato al telefono finché qualcuno non fosse intervenuto.

      Perché è normale la polizia non possa essere ovunque, ma è anche giusto che ognuno abbia un occhio di riguardo per il bene comune.

      Questo per dire che, se la Campania è diventata un ricettacolo di rifiuti, ritengo non sia stato perché qualcuno lo abbia imposto ma perché la sua popolazione non si sia opposta alla cosa.

      Se poi ci si vuole sentire vittime delle aziende del nord si faccia pure, ci si chieda però perché le schifezze non si possano buttare a pochi chilometri dalle fabbriche ma si debbano portare per mezza Italia e di come sia possibile che ad un industriale di Treviso salti in testa di mandare un camion in un campo della Campania. Lo ha scelto a caso o gli è stato offerto? Ed è un regalo che gli si è fatto oppure gli sono stati chiesti dei soldi in cambio? È tanto lontano il paragone con il drogato e lo spacciatore, oppure quello col ladro e chi ricicla? A chi va la colpa maggiore? A chi offre una prestazione delittuosa oppure a chi la accetta? Perché non è reato produrre rifiuti, il reato è smaltirli in un modo non consono.

      Tra l’altro, visto che le aziende devono tenere un registro dei rifiuti e presentarne le documentazioni d’appoggio (ed i controlli ci sono), credo che l’offerta fosse: dammi i rifiuti, io ti do tutti i documenti in regola, pagami meno di quanto pagheresti normalmente, poi sono problemi miei.

      Quindi non si scarichi la colpa, se uno ritiene che le leggi, il senso civico ed il rispetto delle regole siano dei fastidi da ignorare prima o poi ne paga le conseguenze

      Ps
      Tanto per chiarire, i miei nonni sono meridionali. Quindi non centra il razzismo cretinate simili.

      Saluti
      R.D.

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