lunedì 21 ago
  • Presentata la “Carta regionale dei Luoghi dell’identità e della memoria”

    È stata presentata ieri la Carta regionale dei Luoghi dell’identità e della memoria, mappa realizzata dal Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro sulla memoria culturale della Sicilia. La lista è ancora parziale.

    Per Palermo e provincia sono presenti tra gli altri il tavolino del bar Mazzara dove si sedeva ogni pomeriggio Giuseppe Tomasi di Lampedusa per scrivere brani de Il Gattopardo, la casa natale del regista Frank Capra a Bisacquino (Pa), la surreale Abbazia di Thélema fiorivano nei pressi di Cefalù, i Quattro Pizzi dell’Arenella dove vivevano i Florio, l’albero Falcone e la cancellata di Villa Garibaldi a piazza Marina, vicino alla quale fu ucciso Joe Petrosino.

    I luoghi sono suddivisi in luoghi del mito e delle leggende (che evocano la presenza di forze primigenie), luoghi del sacro (legati alla vita di personaggi, a riti ed alle vicende del sacro), luoghi degli eventi storici (che hanno maggiormente segnato la storia della comunità), luoghi delle personalità storiche e della cultura (legati alla memoria di tali personalità), luoghi storici del lavoro (connessi alle tappe significative della storia del lavoro in Sicilia), luoghi storici del gusto (ovvero le principali testimonianze della storia del gusto in Sicilia) e luoghi del racconto letterario, televisivo e filmico (che hanno contribuito a riaffermare e promuovere l’identità culturale dei paesaggi siciliani).

    Palermo, Sicilia
  • 4 commenti a “Presentata la “Carta regionale dei Luoghi dell’identità e della memoria””

    1. Sapete come e dove è possibile fruire di questa carta? Su internet posso trovarla? ciao a tutti

    2. Rosalio, non mi dai nessuna notizia?

    3. Si, interesserebbe anche me…
      Dove la trovo?

    4. Già rosalio rimanda al sito del centro Regionale per la progettazione ed il restauro.
      Ho letto le due paginette che la illustrerebbero.
      Ma mi chiedo, con tutto l’immenso patrimonio storico-architettonico-archeologico, mal protetto, mal scavato, mal valorizzato, in mezza sicilia, il nostro problema é cercare nuovi oggetti da valorizzare?, sottraendo risorse a quelli forse più fondamentali?
      Il Bar Mazara dove si sedeva Tomasi di Lampedusa, non é neanche più quel bar che era. Basta metterci una targa a questo punto, a memoria dei personaggi storici che vi sono passati, stile hotel des palmes ‘qui soggiornò wagner’. E limimitiamoci a questo. Spendiamo invece soldi per scavare le tante aree archeologiche non indagate, o per fare un percorso dei palazzi nobiliari, che mantengono arredi, oltre che gli interni, come prodotto di cultura.
      Vedo molta dispersione, in questo programma, e molti interessi minori, rispetto alòla tutela dei maggiori contenuti.
      Vedo molta attenzione verso i fenonemi più che storici, culturali in senso di turismo vendibile ( tipo i percorsi del gusto), o delle specializzazioni artigianiali, che dovrebbero vendersi da sole (come la ditta fratelli Cimino, specializzata nella produzione di organi a canne).

      Sostegno e pubblicità sì, inclusione in itinerari non ha molto senso. Che il privato si avvalga del pubblico come sostegno promozionale, ma non in altro senso.

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