sabato 18 nov
  • Sotto un palazzo c’è…

    Da circa quindici anni sotto casa mia c’è una chiesa evangelica.
    Prima al suo posto c’era una sala trattenimenti.
    Non c’era domenica che non veniva accompagnata dai successi di Natale Galletta.
    La pennichella pomeridiana, degno epilogo domenicale della pasta al forno coi broccoli arriminati, veniva regolarmente soppressa dal matrimonio della Rosy di turno.
    Di norma la sposina decideva di coronare il suo sogno d’amore sulle note dei neomelodici palermitani.
    Credo di avere augurato più corna allo sposo io, che un avvocato divorzista.
    Non che dopo le cose siano migliorate…
    Pare che il Dio che pregano i tizi sotto casa mia sia un po’ duro d’orecchi e allora iniziano a ‘iccare vuci che sembra stiano vedendo sarde a un euro!
    Al sonnellino pomeridiano avevo già rinunciato da anni, ma avete idea di che traumi possono provocare frasi tipo “Lui ti osserva”, se sei un adolescente, intento a condividere fantasie oniriche con un poster di Nadia Cassini?
    Davanti la porta della chiesa ci sono due vasi.
    In quello a destra cresce un ficus benjamin, quello a sinistra è il vespasiano della signora dei sacchetti di via Montalbo.
    In quello a sinistra non cresce niente.
    La signora dei sacchetti avrà ottant’anni.
    La sera si fa il giro dei panifici e raccoglie il pane duro rimasto.
    Infila una busta dentro un’altra come se ognuna fosse una matrioska di plastica bianca.
    Di lei si dice quello che si dice di tutti quelli che domandano piccioli per mestiere…che ha due palazzi ed un appartamento in via Libertà.
    Nella mia testa lei vive in un dirigibile bianco fatto di buste Conad, grattando pane duro per i piccioni.
    Con le persone che incontra è sempre più che gentile, con gli oggetti ogni tanto s’incazza.
    Cabine telefoniche, alberi, insegne, spesso diventano i suoi migliori interlocutori.
    Ricordo che anche un mio compagno di banco delle elementari parlava agli oggetti.
    Non ricordo come si chiamava…mi chiedo se dovrei!
    Ogni tanto tirava fuori qualcosa dal naso, per conservarla nella tasca del grembiule!
    Forse faceva parte di quelle persone che pensano che buttare le cose sia peccato.
    Spesso durante le lezioni si girava verso il termosifone ed iniziava a chiedergli: “Èvero? È vero?”
    Se esiste una verità, chi lo dice che non possa essere custodita da un termosifone?
    Una volta ho sentito la maestra parlare con i suoi genitori, diceva che era un bambino con dei problemi.
    Per me era solo un eccentrico!

    Colonna sonora: La casa (Sergio Endrigo).

    Ospiti
  • 46 commenti a “Sotto un palazzo c’è…”

    1. mimmuzzu, grande come sempre… il buon giorno si vede da mattino… speramo bbene! grazie 😀

    2. Gli eccentrici…bravo!Comlplimenti, Cristina

    3. Bel pezzo. Purtroppo, per dover di cronaca, devo avvisarti che la signora con i sacchetti se ne andata all’inizio di quest’inverno.

    4. Ho riconosciuto il palazzo, è quello dove vivono i miei genitori (io sto a Roma). Condivido…TUTTO! Quanto alla signora dei sacchetti, credo che si chiami Giovanna. Saluti.

    5. Meglio una manifesta eccentricità piuttosto che far finta d’esser sani …o no?

    6. Ps:….Ma sotto il palazzo…non c’era un cane pazzo?

    7. @ f@bio dici sul serio?Oddio mi dispiace un mondo….per questo non si vedeva piu’ in giro.

    8. ma poi ci si riette al pazzo cane un pezz’ i pane?

    9. L’importante è non scivolare su rime e assonanze!

    10. credo che l’adolescente al quale fai riferimento resterebbe alquanto deluso dell’oniricità riguardo al poster di Nadia Cassini che credo, allo stato attuale, abbia all’incirca una sessantina d’anni.
      Diciamo che una macchina del tempo sarebbe più consona alle fantasie cui fai riferimento e visto che in tema di fantasie nulla è vietato perchè non un poster della Fenech o Barbara Bouquet?(ah! il cinema d’essai)

    11. da quando parlare con le cose è diventato sintomo di pazzia? io do un nome a tutti gli oggetti piu cari..uno dei miei preferiti è il mio cinquantino che si chiama Frankie (ma solo per gli amici, altrimenti Franklin). adoro il mio Frankie e non lo dividerei con nessuno

      ps. non sono la signora dei sacchetti

    12. Bravo!!!:-)

    13. @ f@bio: nel vaso a sinistra ora sta crescendo un piccola palma…
      @ manueluccia: anche io a volte parlo alla mia auto… specie quando si ferma in mezzo al traffico ed il meccanico mi presenta un conto di 300 euro!

    14. per isola…io sono sempre dalla parte degli eccentrici. Cristina

    15. A scoppio ritardato mi è venuta in mente una canzone che poteva star bene come colonna sonora di questo post (almeno per una buona parte) ed è:
      “Charlie fa surf, quanta roba si fa\
      M D M A\
      ma le mani inchiodate\
      da un mondo di grandi\
      e di preti, fa skate\
      non abbiate pietà\
      una mazza da baseball\
      quanto bene gli fa\
      ALLELUJA ALLELUJAAAAAAAAAAAAA” 😀

    16. SOTTO un palazzo c’è … il ricordo di un eccentrico DENTRO la scuola, un poster eccessivo SULLA parete, un passo scomparso DAVANTI la porta, un piccione affamato SOPRA la testa, una coppia agitata FUORI uno studio legale, un termosifone animato DI FIANCO al banco, pensieri nascosti DIETRO le riga.
      Oltre, si spera, cemento, acciaio, resine, fibre di carbonio e … per i dettagli prego rivolgersi a freschi di scienze delle costruzioni 🙂

    17. semplicemente un genio!!

    18. Mimmo favoloso post! Complimentissimi da Marsala.
      Lasciate trionfare questo “complimentissimi”, non mi è scivolato dalle mani, rende l’idea del mio entusiasmo alla lettura di questa bella pagina di diario.

    19. Ricordo bene quel bambino.
      Ci creò non pochi problemi.
      Allora noi termosifoni discutemmo animatamente a lungo; si formarono scuole di pensiero ma ancora siamo ben lontani da una conclusione. Gli esseri umani riescono a comunicare? Hanno l’intelligenza? Hanno un’anima?
      Certo, noi termosifoni crediamo di essere il centro del mondo, siamo eccessivamente termosifonocentrici, però arrivare a pensare che gli esseri umani possano avere la pretesa di parlare di verità mi sembra eccessivo.
      Eppure qualche termosifone eretico comincia a fare queste affermazioni azzardate.
      Non c’è più religione.

    20. Rime? Assonanze?
      Bulgakov…ma cosa stai dicendo? 😉

    21. Il mio termosifone ieri mi ha detto con voce sfottente: “vedrai la bolletta che ti arriva!!”…

    22. non ho un termosifone, una stufetta alogena ma non ci pallo. però pallo con il mio telefono cellulare, il mio computer portatile e la mia bicicletta (nero velodestriero), pallo con la mia gatta che mi ascolta meno della mia bicicletta. pallo con la strada quando è in salita e faccio fatica…

    23. @chiara chiaramonte…
      insomma..ti palliano tutte cose 😀

    24. io il naso lo usavo come contenitore di fortuna per oggetti preziosi.
      Ricordo come ieri,avrò avuto 3 anni…Agosto,spiaggetta vulcanica di sassolini neri…erano bellini,piccolini lucenti.Avevo solo il costumino:dove riporre quel tesoro? silenziosamente ,tranquillamente iniziai col primo eee…su…dentro una narice! Poi l’altro ,e l’altro ancora …finchè un urlo di mia madre,io che non riesco a respirare dal naso e la corsa al pronto soccorso…

    25. Valentina sei fortunata… pensa se invece trovavi dei ricci!

    26. @Valentina. Sei la sorella dell’eccentrico, vero?!

    27. Mimmo complimenti, mi piace come scrivi!;-)

    28. Conosco uno che con un termosifone caldo e una bistecca di carne di vitello cruda… vabbè và…
      Vero e verità ma chisto eccentrico è?

    29. Io usavo il mio naso per conservare le famigerate TitTac.. altro che aereosol… aah! Che sensazione di freschezza esplosiva… 😀

    30. Bulgakov…hai detto ricci?
      Ah!..che corde fai vibrare! pescati e riposti nel sacchitello di plastica debitamente “spunnato”(e se no,si gonfia d’acqua e non ti puoi calare)assolutamente mangiati li stesso, a mare; aperti col coltellone da sub,decisamente senza pane ,col “sucatillo” inebriante ,dopo averli puliti dal “granellame “scuro!
      Albi,
      son la sorella di tutti gli eccentrici,io!!! 😉
      Eli,
      i TicTac? Ma sai che mi dai un’idea?!

    31. @ Maria Letizia: si, non avrei potuto scherzarci sopra, purtroppo è stata investita…
      @ Bulgakov: è incredibile come riuscisse a farla li, in pieno giorno, io la beccai parecchie volte (molti anni fa) all’uscita dalla scuola, verso le 14.20…

    32. La sala si chiamava …”La Cupola”…e si vede in un film di Cipri’ e Maresco dal nome “Enzo domani a palermo”…le scene degli invitati ad un banchetto nello specifico dimostrano che nome piu’ adeguato a quella sala non potevano dargli…
      Vi consiglio la visione del sudetto film-documentario…una fotografia ad alcune personalita’ palermitane…

    33. SOTTO UN PALAZZO C’E’ UN CANE PAZZO.

    34. @valentina diba. si si tictac… liberi il naso che è un piacere!! ahahah… 😉

    35. bravo mimmo e grazie, almeno qualcuno si è accorto di noi; da quando giovanna non gioca più con noi, ci sentiamo tanto sole;
      le briciole del pane indurito.
      complimenti, ti ammiro molto; animo fino e occhi assorbenti

    36. @ Valentina e Eli.
      Sono le vostre narici che vi parlano. Potreste per favore custodire solo profumi ed odori, dal momento che saremmo state predisposte proprio per assolvere a tale funzione?!?
      Grazie per la collaborazione!

    37. A naso direi il sig. Caruso ha tutte le caratteristiche per diventare autore fisso di Rosalìo
      E dire che Rosalìo per queste cose c’ha fiuto.

    38. Totò il signor Caruso non considera limitante il vestito di ospite. 🙂

    39. Ma io ne che dico che il vestito di ospite è limitante, dico solo che il vestito di autore è un po’ più assistimato.

    40. Totò ma il vestito non sta bene a tutti. 😛

    41. Si ma se il vestito è di tela in filo o sitigno…

    42. E poi il signor Caruso svetta quotidianamente in cima alla pagina!Amiamo vederlo così, disteso e sorridente, mentre sussurra all’orecchio del Siino parole che noi non conosceremo mai… 😀

    43. @ Stanton: AMEN! 😀

    44. @ Totò
      L’ho inventato io!

    45. Caro Mimmo, qui mio fratello mi conferma che il bimbo (del quale non farò il cognome) si chiamava Carlo… e mi offre una citazione: “è vero bella, oi!”.
      E ora io mi chiedo, chi decide chi è normale e chi no? forse che i normali sono solo più numerosi?
      con affettuosa rimembranza, la sorella di Vincenzo

    46. Adele, la frase è incompleta.
      Per esteso darebbe il “la” a così tante riflessioni sulla “normalità”, che preferisco trincerarmi vilmente nella mia stranezza. Un affettuoso saluto a te e Vincenzo.

    Lascia un commento (policy dei commenti)