venerdì 24 nov
  • Entra nel vivo la campagna per la presidenza della Regione

    Anna Finocchiaro Raffaele Lombardo

    Ieri mattina a Villa Igiea Anna Finocchiaro (centrosinistra) ha presentato la sua candidatura per la presidenza della Regione Siciliana. Il manifesto ha come slogan «Cambia il volto della Sicilia». Era presente anche Rita Borsellino.

    Raffaele Lombardo (centrodestra) apre oggi alle 16:30 la campagna ad Acireale (palasport) con diretta televisiva sui canali 830 e 873 di Sky, dalle tv private Rete8 Telejonica di Catania e TeleOne di Palermo e in via streaming sul sito dell’MpA.

    Sicilia
  • 72 commenti a “Entra nel vivo la campagna per la presidenza della Regione”

    1. 22:17 Romano (Udc): “Bene il sostegno della Pdl a Lombardo”

      “Salutiamo con soddisfazione il sostegno del Pdl alla candidatura dell’onorevole Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l’Autonomia, a presidente della Regione siciliana. L’Udc ha già assicurato a Lombardo il pieno appoggio, consapevole che la sua candidatura è la scelta migliore non solo per vincere le elezioni, ma anche per governare la Sicilia nell’esclusivo interesse dei siciliani”. Così Saverio Romano, segretario dell’Udc Sicilia, commenta l’intesa annunciata dal Pdl per la candidatura di Lombardo alla presidenza della Regione siciliana
      21:48 Berlusconi ringrazia la Prestigiacomo

      “Il presidente Silvio Berlusconi ringrazia l’onorevole Stefania Prestigiacomo per la disponibilità che aveva offerto a lasciare il Parlamento nazionale, pronta ad impegnarsi nella corsa alla presidenza della Regione Sicilia, dando prova di spirito di sacrificio e di amore per la sua terra”. Così si legge in una nota diffusa dall’ufficio stampa di Forza Italia dopo l’annuncio dell’intesa tra Pdl e Mpa sulla candidatura di Raffaele Lombardo alla presidenza della Regione siciliana.

      http://sicilia2008.splinder.com/

    2. Il Centro destra è compatto …vincerà.
      Ma quello che mi chiedo è, chi sarà il candidato della Presidenza della Provincia ????
      Spero lo diventi … chi è stato lanciato da Musotto…
      L.

    3. Sono sconvolta, non ci sono speranze di liberarsi di cuffaro. Si può sperare solo in un miracolo, forse è il caso di organizzare una bella veglia di preghiera…e chissà che Dio non si decida a fare ciò che gli uomini, e in particolar modo i siciliani, non sono in grado nemmeno di pensare…

    4. (wikipedia) Raffaele Lombardo, laureato in medicina e chirurgia, partecipa alla fine degli anni settanta alla gioventù DC catanese e con la Dc farà carriera all’ombra di Calogero Mannino. Consigliere ed Assessore al Comune di Catania, diventa nel 1986 deputato alla Regione Siciliana e, rieletto nel 1991, diviene assessore regionale agli Enti Locali. Ebbe delle vicissitudini nell’epoca di Tangentopoli, iniziate nel 1992 con un arresto per abuso d’ufficio, e dopo essere stato stato condannato in primo grado, assolto in appello dallo scandalo giudiziario. Nel 1994 fu coinvolto, e ancora arrestato per corruzione, per lo scandalo dell’appalto dei pasti all’ospedale di Catania, dell’azienda dell’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini. Sospeso dalla carica di deputato ai sensi della legge 55/1990 e successive modifiche, dal 22 luglio al 29 settembre 1994. Nel dicembre 1994 lascia anticipatamente l’Assemblea regionale. Alla fine Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato 5 miliardi ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma per i giudici alla fine furono solo un regalo, e il reato derubricato a finanziamento illecito ai partiti, e quindi prescritto (vedi “Il Venerdì” di Repubblica del 8/2/08).

      Lombardo allora torna in politica e diventa europarlamentare nel 1999 nel Centro Cristiano Democratico, vicesindaco di Catania nel 2000 ed eletto presidente della provincia di Catania nel 2003, carica che ricopre tutt’ora. Nel 2004 viene riconfermato europarlamentare, dopo le dimissioni di Salvatore Cuffaro, nell’UDC, partito col quale si è schierato fino al 2005.

      Nell’aprile 2005 costituisce quattro liste, tra cui il Movimento per l’Autonomia che, raccogliendo complessivamente il 20% circa di voti, si rivelano decisive per rieleggere Umberto Scapagnini (Forza Italia) sindaco di Catania.

      In seguito alle accuse di gestione antidemocratica del partito rivoltegli dagli esponenti quarantenni dell’UDC siciliana, alle richieste di commissariamento degli stessi, all’arrivo di Luca Volontè in qualità di supervisore, e di Francesco D’Onofrio in qualità di commissario, Lombardo esce definitivamente dall’UDC e lancia il suo Movimento per l’Autonomia prevalentemente su scala meridionale, con l’intenzione espressa di costituire una sorta di terzo polo, in alternativa agli schieramenti tradizionali, come già avvenuto alle elezioni comunali di Messina del novembre 2005, dove era alleato con l’europarlamentare ex-Alleanza Nazionale Nello Musumeci e la sua Alleanza Siciliana, oggi confluita ne La Destra, causando la sconfitta del candidato di centro destra.

    5. Katia
      parlane con il milionequattrocentomila elettori di
      Cuffaro.E’ a loro che ti devi rivolgere.
      Sconvolta,mi pare un termine eccessivo.
      Non ci credo proprio.
      In fondo Palermo e’ una citta’ pacifica
      dove ormai non succede piu’ niente.

    6. Micciché è meglio che si ritiri… non ha fatto una bella figura.

    7. Micciché…come si suole dire a Brescia: “Se la cacò”. Andrà a fare il ministro per Silvio. Altro che fronda. Altro che revolution. Fino a stasera resta libero il posto da presidente per un’isola a Cuba 🙂

      A questo punto c’è da capire se Lombardo vincerà con più o meno del 60 per cento…Si accettano scommesse.

    8. Sono sconvolta perchè non immaginavo che fosse totò cuffaro a comandare su silvio berlusconi,mi sembrava più ovvio il contrario. Comunque non credo che la partita sia chiusa e che lombardo possa vincere facilmente, molta gente di fi e di an è rimasta delusa dalla scelta del cavaliere che non ci ha pensato 2 volte a tradire il suo partito. Considerando poi le critiche mosse a casini per non aver tradito l’udc, abbiamo di che riflettere sull’etica dei nostri politici…moriranno schiavi di quel potere che si illudono di esercitare.

    9. @katia
      “Comunque non credo che la partita sia chiusa e che lombardo possa vincere ”
      concordo in pieno….FINOCCHIARO FOR PRESIDENT!!!!!!

    10. miccichè come al solito gli avranno proposto il contentino
      Lui ama roma,e con gli agganci giusti a ! robba ! è buona……
      il paparino gli avrà detto dai micci,ritira la candidatura,che lo sai che a te ci penso io.

    11. Raffaele Lombardo

      Laureato in medicina e chirurgia, partecipa alla fine degli anni settanta alla gioventù DC catanese e con la Dc farà carriera all’ombra di Calogero Mannino. Consigliere ed Assessore al Comune di Catania, diventa nel 1986 deputato alla Regione Siciliana e, rieletto nel 1991, diviene assessore regionale agli Enti Locali. Ebbe delle vicissitudini nell’epoca di Tangentopoli, iniziate nel 1992 con un arresto per abuso d’ufficio, e dopo essere stato stato condannato in primo grado, assolto in appello dallo scandalo giudiziario. Nel 1994 fu coinvolto, e ancora arrestato per corruzione, per lo scandalo dell’appalto dei pasti all’ospedale di Catania, dell’azienda dell’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini. Sospeso dalla carica di deputato ai sensi della legge 55/1990 e successive modifiche, dal 22 luglio al 29 settembre 1994. Nel dicembre 1994 lascia anticipatamente l’Assemblea regionale. Alla fine Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato 5 miliardi ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma per i giudici alla fine furono solo un regalo, e il reato derubricato a finanziamento illecito ai partiti, e quindi prescritto (vedi “Il Venerdì” di Repubblica del 8/2/08).
      Lombardo allora torna in politica e diventa europarlamentare nel 1999 nel Centro Cristiano Democratico, vicesindaco di Catania nel 2000 ed eletto presidente della provincia di Catania nel 2003, carica che ricopre tutt’ora. Nel 2004 viene riconfermato europarlamentare, dopo le dimissioni di Salvatore Cuffaro, nell’UDC, partito col quale si è schierato fino al 2005.
      Nell’aprile 2005 costituisce quattro liste, tra cui il Movimento per l’Autonomia che, raccogliendo complessivamente il 20% circa di voti, si rivelano decisive per rieleggere Umberto Scapagnini (Forza Italia) sindaco di Catania.
      In seguito alle accuse di gestione antidemocratica del partito rivoltegli dagli esponenti quarantenni dell’UDC siciliana, alle richieste di commissariamento degli stessi, all’arrivo di Luca Volontè in qualità di supervisore, e di Francesco D’Onofrio in qualità di commissario, Lombardo esce definitivamente dall’UDC e lancia il suo Movimento per l’Autonomia prevalentemente su scala meridionale, con l’intenzione espressa di costituire una sorta di terzo polo, in alternativa agli schieramenti tradizionali, come già avvenuto alle elezioni comunali di Messina del novembre 2005, dove era alleato con l’europarlamentare ex-Alleanza Nazionale Nello Musumeci e la sua Alleanza Siciliana, oggi confluita ne La Destra, causando la sconfitta del candidato di centro destra.
      Alle elezioni politiche del 2006 si allea con la Lega Nord Padania di Umberto Bossi, sancendo il Patto per le Autonomie che si schiera con la Cdl e Silvio Berlusconi, che nel programma di governo recepisce i punti programmatici per lo sviluppo del Sud del paese.

      Questo dovrebbe essere il Presidente della nostra regione? Mi è sembrato che qualcuno a destra in questi giorni parlasse di liste pulite…mahhh forse l’ho sognato…
      Ma uno più pulito non c’era?

    12. la biografia l’ho presa su Wikipedia.

    13. di Lombardo si racconta la storia su wikipedia, chissà se corrisponde al vero o se è inventata di sana pianta
      http://it.wikipedia.org/wiki/Raffaele_Lombardo

    14. Una cosa che mi fa imbestialire è,scusa sei chirurgo? e fatti u dutturi,ma chi ti laureasti a fari?
      A certo picciuli riunnegghiè.
      Politica,visite private
      La politica a chi di dovere,medici,chirurgi veterinari.,attori veline e sgallinate varie

    15. Se fosse vero, sarebbe scandaloso. Non ci resta che augurarci che qualcuno abbia scritto fandonie o che si sia presentato un caso di omonimia.
      Nell’attesa di scoprirlo, nell’attesa che qualcuno che ne sappia più di noi smentisca o confermi, ritengo opportuno stendere un velo pietoso 🙁

    16. Berlusconi conferma inoltre che Gianfranco Micciché avrà un ruolo nell’eventuale futuro governo in materia di sviluppo del Mezzogiorno

      Si cderto controllo sulla qualità della Manna delle madonie,o meglio mannite,sempre meglio delle vivincin scafazzate
      dai tutti a pranzo da filippo lamantia
      schifo totale,si aggiustano le cose come vogliono loro.

    17. Ebbe delle vicissitudini nell’epoca di Tangentopoli, iniziate nel 1992 con un arresto per abuso d’ufficio, e dopo essere stato stato condannato in primo grado, assolto in appello dallo scandalo giudiziario. Nel 1994 fu coinvolto, e ancora arrestato per corruzione, per lo scandalo dell’appalto dei pasti all’ospedale di Catania, dell’azienda dell’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini. Sospeso dalla carica di deputato ai sensi della legge 55/1990 e successive modifiche, dal 22 luglio al 29 settembre 1994. Nel dicembre 1994 lascia anticipatamente l’Assemblea regionale. Alla fine Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato 5 miliardi ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma per i giudici alla fine furono solo un regalo, e il reato derubricato a finanziamento illecito ai partiti, e quindi prescritto (vedi “Il Venerdì” di Repubblica del 8/2/08).

      e poi dicono che la mafia e la corruzzione non manovri i voti
      schefè

    18. Davvero un bel curriculum!

    19. Bisogna dare atto al fatto che Lombardo ha coraggio. Ha inserito il link di questa pagina di Wikipedia nel suo sito ufficiale. Complimenti, quando si dice “faccia di bronzo”. Se per lui è un curriculum di tutto rispetto perchè non dovrebbe esserlo per noi?

    20. Io credo che dopo aver traballato non poco nelle ultime settimane, la potenza del centrodestrarischia di sanire definitivamente alle prossime elezioni. Non sono assolutamente contento della scelta fatta dai vertici del Pdl.

    21. E’ incredibile ho provato a inserire il link di wikipedia di lombardo sul blog di miccichè e mi hanno censurato. Ma dove ho vissuto in questi giorni? Mi sbaglio,ma era lui o no a parlare di lotta al cuffarismo? Vado a pranzo,sempre più preda di una forte perplessità…

    22. Anna Finocchiaro (Modica, 31 marzo 1955) è una politica italiana, è stata Ministro della Repubblica per le Pari Opportunità.

      Laureata in giurisprudenza, nel 1981 diventa funzionario della Banca d’Italia nella filiale di Savona. Pretore a Leonforte dal 1982 al 1985, fu sostituto procuratore nel tribunale di Catania fino al 1987, anno in cui venne eletta deputato nelle file del Partito Comunista Italiano. Dal 1988 al 1995 fu inoltre consigliere comunale a Catania, dapprima con il PCI e poi con il Partito Democratico della Sinistra.

      Ministro per le Pari Opportunità durante il governo Prodi I, nel 2001 confermò il suo seggio alla Camera dei Deputati candidandosi con i Democratici di Sinistra. In vista delle elezioni politiche del 2006 sbarca al Senato ed ottiene un nuovo mandato parlamentare risultando eletta nella circoscrizione Sicilia per la lista de L’Ulivo.

      Dal 3 maggio 2006 (XV Legislatura) è capogruppo a palazzo Madama del gruppo parlamentare de L’Ulivo.

      È stata membro della segreteria nazionale dei DS, di cui è anche stata responsabile del settore giustizia.

      Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico.

      A seguito della costituzione del gruppo del Partito democratico, è stata confermata capogruppo a palazzo Madama del relativo gruppo parlamentare.

      Il 16 febbraio del 2008 accetta la candidatura a presidente della regione Sicilia, che le era stata proposta dal alcuni esponenti del PD e dell’Unione.

      Visto che la Finocchiaro è laureata in giurisprudenza perchè anche lei non esercita la professione?
      Smettetela!Sei concorde diffidato?
      ah ah ah sapete commentare solo quello che non vi interessa!

    23. “Anna Finocchiaro, vita e opere di una Ségolène con l’inciucio”

      di Marco Travaglio

      “La Ségolène de’ noantri è nota per la sua modestia. Infatti, l’anno scorso, quando Giorgio Napolitano fu eletto al Quirinale, dichiarò al Corriere: ” Un uomo con il mio curriculum , l’avrebbero già fatto presidente della Repubblica”. Ma Anna Finocchiaro è nota pure per le sue eccezionali capacità politiche. Infatti, come capogruppo dell’Ulivo al Senato, all’inizio di quest’anno riuscì a far passare una mozione di Calderoli sull’Afghanistan. E quando, a fine febbraio, Fassino ebbe la bella pensata di far prelevare a Torino Sergio Pininfarina, assente al Senato da otto mesi, per rafforzare le esangui truppe unioniste intorno alla mozione D’Alema sulla politica estera, lei rassicurò il suo gruppo: «Tranquilli, è arrivato Pininfarina». Cinque minuti dopo, la mozione D’Alema veniva bocciata grazie anche all’astensione di Pininfarina, che con la sua presenza aveva alzato il quorum senza che nessuno gli spiegasse che astenersi, al Senato, equivale a votare contro. Un’ora dopo, Prodi saliva al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Eppure, per imperscrutabili motivi (a parte la sua proverbiale, quasi leggendaria avvenenza), Anna Maria Finocchiaro detta Annuzza, nata il 31 marzo 1955 a Modica (Ragusa) ma cresciuta a Catania, iscritta al Pci a 17 anni, laureata in legge a 25, funzionario alla Banca d’Italia filiale di Savona a 26, pretore di Leonforte (Enna) a 27, pm di Catania a 30, parlamentare da quando ne aveva 32, cioè da vent’anni giusti, è l’astro nascente dei Ds. l’amica dalemiana in grado di contendere la leadership del futuro Partito democratico a Walter Veltroni, suo coetaneo. All’ultimo congresso Ds, quello di Firenze, il suo discorso di 21 minuti interrotto da 21 applausi con citazioni di Temistocle e Aristide nella guerra ai Persiani, è stato più elogiato di quello di Walter. E, come di Walter, anche di lei parlano tutti benissimo. Anzi, è più facile trovarle qualche detrattore nel centro-sinistra (soprattutto fra i fassiniani e fra le donne uliviste, gelose del suo fascino) che nel centro-destra. Qui, in partibus infidelium, piace proprio a tutti. Lino Jannuzzi, che pranza spesso con lei nel ristorante del Senato, l’adora e le ha dedicato un giulebboso ritratto-intervista sul Giornale. Un altro ancor più zuccheroso glie l’ha riservato, sempre sul quotidiano berlusconiano, il solitamente perfido Giancarlo Perna. Il Foglio di Giuliano Ferrara s’è sperticato in un’imbarazzante paginata di elogi. E di Anna Finocchiaro parla un gran bene anche l’onorevole avvocato professore Gaetano Pecorella, che nella scorsa legislatura le subentrò come presidente della commissione Giustizia della Camera. Lei ricambiò l’affetto invitandolo a un dialogante dibattito sulla giustizia alla festa dell’Unità di Genova nel 2004, passando sopra qualche dozzina di leggi vergogna. Quando ha voluto illustrare in un libro le sue idee sulla giustizia, ha scelto come ghost writer un giornalista del Tg4 e del Foglio Antonello Capurso, e come titolo una frase da perfetto inciucio: Dialogo sulla giustizia. Per un nuovo patto di legalità (Passigli, 2005). E, per presentarlo a Catania, ha voluto al proprio fianco Salvo Andò, il dinosauro del vecchio, Psi uscito indenne da vari processi per mafia e tangenti, ora per assoluzione ora per prescrizione. Quand’era in pretura e si occupava di liti fra pecorai, già fumava Muratti e si mangiava le unghie. La chiamavano «la pretora bona», ma lei preferiva «la professoressa». In quell’ambiente decisamente popolano la raffinata rampolla della buona borghesia catanese, con i suoi studi classici al liceo Cutelli, le sue ascendenze risorgimentali (pare che il bisnonno fosse l’avvocato difensore di Giuseppe Garibaldi), il marito ginecologo Melchiorre Fidelbo (con cui ha avuto due figlie, Miranda e Costanza), incutesse soggezione. A Catania – ricorda Aldo Cazzullo sul Corriere – «i Finocchiaro abitano da generazioni nella villa ottocentesca sulla via Etnea, dove sono passati Verga, Capuana, De Roberto». «Famiglia di garibaldini, mazziniani, repubblicani», precisa lei, «sempre dalla parte progressiva. Mio padre mi ha cresciuto con i racconti di suo nonno Lucio, grande avvocato, che da bambino vedeva don Blasco, il personaggio dei Viceré, appendersi all’architrave delle porte e dondolarsi con il suo mantello nero come un pipistrello, per spaventare i piccoli». Il padre Luigi era procuratore capo di Enna e presidente di sezione della Corte d’Appello di Catania. E a Catania lei approdò nel 1985, ma come pubblico ministero. Iscritta a Magistratura democratica, ne divenne subito segretaria per la Sicilia orientale. Anna Finocchiaro arrivò in una procura scossa dallo scandalo che aveva portato in carcere alcuni magistrati catanesi accusati di collusioni mafiose. Ma non ci restò molto. Due anni, non di più: giusto il tempo di mettersi in evidenza e di incriminare un manager dell’Asl (che poi ritroverà molti anni dopo tra i suoi colleghi deputati) per un supercontratto d’affitto che pagava a peso d’oro un immobile del padrone di Catania, l’editore monopolista Mario Ciancio, proprietario di tv e dell’unico quotidiano cittadino. Una perizia accertò poi che l’affitto era congruo e la posizione del manager fu archiviata. Così Ciancio continuò a incassare soldi a palate dalle casse della sanità pubblica. Nel 1987 la prima elezione a deputata e l’anno successivo anche a consigliera comunale. Passava per una dura e pura (la sezione della sua prima tessera era tutta ingraiana). Tant’è che nel ‘90, quando Occhetto promosse la svolta della Bolognina dal Pci al Pds, lei s’oppose. E pianse. Voleva fortissimamente restare comunista sotto la falce e il martello. Ma quando capì di essere in minoranza, si convertì al nuovo corso dalla parte del più forte: Massimo D’Alema. «Un uomo delizioso», almeno per lei. Gli ex magistrati che sbarcano in politica passano tutti, chissà perché, per «giustizialisti». Lei, come pure l’amico Luciano Violante, è la smentita vivente di questa leggenda metropolitana. Tutta la sua carriera politica, quattro volte più lunga di quella giudiziaria, sembra fatta apposta per far dimenticare quella precedente. Il 6 dicembre 1994, quando i ricatti berlusconiani costringono Antonio Di Pietro a lasciare il pool Mani Pulite alla vigilia dell’interrogatorio del Cavaliere, la capogruppo dei progressisti in commissione Giustizia Anna Finocchiaro dichiara all’Ansa: «Avevo già auspicato un calo di tensione fra il pool e l’esecutivo, poiché lo scontro si era troppo personalizzato, e da istituzionale era divenuta una battaglia tra Borrelli e Berlusconi. Il leaderismo non è indice di democrazia e identificare una persona con le regole non giova a nessuno». Come se quella che si sta consumando fra il Polo e i Pool fosse una guerra per bande. L’indomani l’avvenente Annuzza rincara la dose in un’intervista al Corriere. Non contro i berluscones. Contro Di Pietro e Borrellli: «Basta con queste vergini violate, sembra che in Italia ci sia solo il pool di Milano. Non siamo più allo scontro fra poteri, ma alla radicalizzazione di un conflitto personalizzato. Berlusconi e i suoi da una parte, Borrelli e i suoi dall’altra. I giudici di Milano farebbero bene ad evitare di rincorrere sempre l’ultimo fatto e l’ultima dichiarazione, sapendo che saranno poi al centro di attacchi… Quando il paese si divide tra chi sta con Borrelli e chi sta contro Borrelli, significa che nel paese è passata l’idea che la procura di Milano sia l’unico soggetto capace di esercitare il controllo giurisdizionale. Questo è un pericolo». Né con il pool né con Berlusconi. Perfetta ortodossia dalemiana, un antipasto della Bicamerale che verrà. Figurarsi 1′entusiasmo del popolo della sinistra, che scende in piazza angosciato contro le vergogne del primo governo Berlusconi. Ma Anna Finocchiaro tira dritto, continua a vaneggiare di un non meglio precisato «protagonismo» dei suoi ex colleghi, almeno di quelli che lavorano bene. Nel ‘96, quando Prodi va al governo per la prima volta, D’Alema la impone come ministro. Lei, sempre modesta, dice di avere «tutti i titoli per essere ministro della Giustizia». Invece Prodi la manda alle Pari opportunità. Farà molto fumo e poco arrosto, con battaglie di pura demagogia come la legge sul doppio cognome. Poi nel ‘98, perduto il ministero, diverrà presidente della commissione Giustizia della Camera. Di Catania s’interessa poco o punto. Tant’è che, quando cambia il sistema elettorale da proporzionale a uninominale, non riesce più a farsi eleggere nel suo collegio: si salva regolarmente grazie al paracadute della quota proporzionale. All’ ombra dell’Etna, intanto, è esploso il secondo «caso Catania», che vede magistrati l’un contro l’altro armati per un verminaio di mafia, politica, toghe, affari e malaffari. Il nome di Anna Finocchiaro affiora in una complicata storia di ville costruite da un’impresa vicina a Cosa Nostra a San Giovanni La Punta, incantevole comune turistico ai piedi del vulcano, dove nei primi anni Settanta latitavano Luciano Liggio e Bernardo Provenzano. Dagli anni Ottanta su San Giovainni regna e governa il clan Laudani, una delle famiglie più sanguinarie della Sicilia orientale che, a furia di speculazioni selvagge. ha trasformatio quel piccolo paese agricolo in una cittadina di 25 mila abitanti. Secondo gli inquirenti, la cosca agisce tramite un suo affiliato, Carmelo Rizzo, molto attivo nell’edilizia anche grazie alle sue entrature negli uffici pubblici. Rizzo gestisce alcune società di costruzioni, intestate o a lui o ad altri (come la Di Stefano Costruzioni). I suoi rapporti col clan Laudani sono noti fin dal 1981, quando la «famiglia» lo incarica di lottizzare (abusivamente) un loro fondo. Due anni dopo Rizzo vende i terreni, divisi in 19 lotti, ad altrettanti acquirenti. E su San Giovanni incombe anche il re dei supermercati Sebastiano Scuto, sospettato anche lui di rapporti con i Laudani e oggi imputato di concorso esterno in associazione maliosa: il trait d’union fra il suo gruppo e la cosca, secondo l’accusa, sarebbe stato proprio Rizzo, ben introdotto nella buona società catanese. Un suo stretto collaboratore, un certo Cali, racconterà ai giudici che «da noi venivano magistrati e politici a comprare ville con sconti di centinaia di milioni. Uno di essi pretese l’abbattimento di un albero secolare, segnato sulle mappe, che dava fastidio perché prossimo all’ immobile da lui comprato». Le ville sono quelle costruite da Rizzo sotto il nome della Di Stefano su un terreno ceduto da un certo cavalier Vincenzo Arcidiacono. Una, bifamiliarc, l’acquista nel febbraio 1991 il pm catanese Giuseppe Gennaro, futuro membro del Csm e poi presidente dell’Anm. Un’altra la compra il cognato di Anna Finocchiaro. Rizzo, sotto processo per mafia, sentendosi ormai spacciato, lascia trapelare propositi di collaborazione con la giustizia. Ma non fa in tempo a parlare: nel 1997 viene assassinato dalla mafia, e non si può dire che sulla sua morte si indaghi in profondità. Ma della sua figura si torna a parlare al processo a carico di Scuto. Fra i testimoni c’è un ispettore di polizia che la sa lunga sui rapporti fra mafia e affari a San Giovanni La Punta, dove lui stesso risiede: si chiama Antonino Gemma ed è un militante Ds. In questa veste ha avuto modo di conoscere la Finocchiaro. E il 29 gennaio 2002 consegna alla procura generale di Catania un appunto, ricordando un episodio di qualche anno prima, legato proprio ai villini acquistati dal giudice Gennaro e dal cognato della Finocchiaro: «Era notorio a San Giovanni La Punta che Rizzo fosse il prestanome del clan Laudani. Rizzo costruiva villette lussuose da vendere a persone rispettabili. Posso dire di conoscere la situazione criminale di San Giovanni La Punta, non solo in quanto poliziotto, ma anche perché ho vissuto in quel territorio. Capitò, così, che avendo dei rapporti di conoscenza con l’onorevole Finocchiaro Anna, sentii il bisogno di informarla allorché appresi che il dottor Gennaro stava acquistando una delle villette realizzate dal Rizzo. Ciò avvenne all’inizio degli anni Novanta [la proposta della questura di Catania di sottoporre e misura di prevenzione della sorveglianza speciale Carmelo Rizzo è del 20 ottobre 1992 e nel 1993 il nome di Rizzo compare nel decreto di scioglimento per mafia del comune di San Giovanni La Punta; dieci anni dopo il comune verrà sciolto per mafia una seconda volta] dopo che io avevo ultimato il servizio di tutela al figlio Roberto del giudice [sic!]. Ricordo che l’onorevole rimase molto turbata, anche perché il cognato di quest’ultima stava acquistando o aveva acquistato la villa adiacente a quella che doveva comprare il dottor Gennaro: e nella circostanza riferì che avrebbe parlato col giudice per dissuaderlo dall’acquisto dell’immobile». Che cos’abbia poi detto la Finocchiaro a Gennaro e al cognato, non è dato sapere. Si sa invece che sia Gennaro sia il cognato della Finocchiaro acquistarono la villa costruita dal mafioso. La deputata, se tentò di dissuaderli dal loro proposito, non fu molto persuasiva. Gennaro ha sempre rivendicato la propria buona fede e querelato chiunque abbia rievocato quella vicenda. La Finocchiaro invece non ha mai detto una parola in proposito. Nemmeno sul caso Catania. Nemmeno quando i magistrati che l’hanno denunciato – il pm Niccolo Marino e il presidente del Tribunale dei minori Giovanni Battista Scidà – finiscono nel mirino dei politici e di una parte del Csm. Quando palazzo dei Marescialli propone di trasferire Scidà per incompatibilità ambientale, molti politici – da Lumia a Vendola, da Fava a Pacione – intervengono in sua difesa. La Finocchiaro no, a dispetto dell’amicizia che in passato la legava all’anziano collega. Un silenzio, il suo, che la allontana vieppiù dalla società civile più impegnata sul fronte antimafia in città. Qualcuno la ribattezza «la compagna c’arriniscìu», la compagna che ha avuto successo e dimentica le radici. Recentemente uno dei leader di Legambiente, il giurista catanese Ugo Salanitro,l’ha accusata in un dibattito antimafia organizzato da Rifondazione comunista, a proposito di un mostruoso megaparco costruito nel centro della Sicilia: il parco di Regalbuto (Enna). «E un’operazione», ha tuonato Salanitro, «che a livello economico non ha alcun senso. Eppure è stato proposto al giudizio per il finanziamento di Sviluppo Italia ed era sostenuto da due sponsor politici di rilievo: il forzista Gianfranco Miccichè e il diessino Vladimiro Crisafulli [filmato a colloquio con un boss mafioso nel 2002 e tutt’oggi indagato nello scandalo Messinambiente insieme a Cuffaro, dunque promosso senatore nel 2006]. Qualcuno vicino a Sviluppo Italia ci contattò perché li aiutassimo a non buttar soldi in quella struttura. E il progetto fu bocciato. Ma quel che non è riuscito a Miccichè alcuni anni fa, è riuscito a Crisafulli di recente. Infatti l’anno scorso il progetto è stato approvato. Il senatore Ferrante di Legambiente ha fatto battaglie contro il progetto; ma quando ha presentato interrogazioni parlamentari, chi è venuto in qualche modo a interloquire con quel senatore? Non è stato certo Crisafulli, ma è stata una persona che poteva farlo. E’ stata una donna, un’importante donna della nostra classe politica di sinistra». «La Finocchiaro!», ha indovinato qualcuno dalla platea. Cioè la capogruppo del senatore ambientalista. Salanitro ha sorriso: «In tutto questo, è chiaro che si tratta solo di politica…». Che la società civile catanese non la veda più di buon occhio lo conferma padre Salvatore Resca, anima di Cittainsieme, movimento nato una ventina d^anni fa per il riscatto della città intorno a una delle parrocchie più attive nella denuncia del malaffare: «Roma si disinteressa di Catania. Dovrebbe interessarsene sotto lo stimolo dei deputati e senatori eletti qui, non tanto uno stimolo clientelare, ma politico. Anna Finocchiaro è sparita, Bianco pure. Dove sono i parlamentari eletti in città? Se li inviti. non vengono». Nel 2001, col ritorno di Berlusconi al governo e del centro-sinistra all’opposizione, Anna Finocchiaro rimane responsabile Giustizia dei Ds. E non si può dire che si scaldi più di tanto contro le leggi vergogna sfornate a getto continuo dal governo più losco della storia repubblicana. Mentre alcuni parlamentari ulivisti organizzano sparuti ostruzionismi e la società civile promuove girotondi e manifestazioni contro la legislazione ad personam e l’attacco continuo alla legalità, lei cura il «dialogo» bipartisan. Nel dicembre 2001 il governo Berlusconi depenalizza il falso in bilancio e cancella per legge le rogatorie. Lei si dice pronta a discutere sulla fine dell’obbligatorietà dell’azione penale e dell’indipendenza delle procure: «Non abbiamo paura di affrontare i nodi che pesano sul dibattito istituzionale, come l’obbligatorietà dell’azione penale e l’indipendenza del pm». Poi conclude che «oggi i giudici si occupano di troppe questioni» (.Ansa, 14-12-2001). Il 14 settembre 2002 oltre un milione di persone autorganizzate scendono in piazza San Giovanni a Roma per la manifestazione promossa da Nanni Moretti e Paolo Flores d’Arcais contro la legge Cirami. Qualche giorno dopo un giornalista dell’Espresso «intercetta» una conversazione tra la Finocchiaro e l’onorevole avvocato del premier, Niccolo Ghedini. Questi sonda una disponibilità della prima a trattare sull’ approvazione definitiva della Girami. Lei, sempre secondo l’Espresso, risponde: «Cercate di capire i nostri problemi… a partire dai girotondi… ». Come a dire che, sopite le proteste degli elettori, ci si può pure mettere d’accordo. Qualche giorno dopo, a una festa dell’Unità, un gruppo di girotondini furibondi la contestano e le chiedono conto dello scoop dell’ Espresso. Lei, come raramente le accade, perde la calma. Paonazza in volto, le vene che si gonfiano sul collo, esplode: «l’Espresso non è il Vangelo!». Voci dal pubblico: «E allora smentisci!». E lei: «Le smentite non servono a niente. Semmai si querela! ». Per la cronaca, la querela non è mai arrivata. Nel 2003, mentre Berlusconi prepara la propria impunità prima tentando di traslocare i suoi processi a Brescia, poi di abrogarli per legge con il lodo Maccanico-Schifani e con una guerra senza quartiere alla giustizia e alla magistratura, Annuzza dichiara serafica al Sole-240re che il premier non dovrebbe dimettersi nemmeno in caso di condanna per corruzione giudiziaria: «Nella malaugurata ipotesi [sic!] in cui dovesse essere condannato, ricorra in Appello e in Cassazione. Per quanto mi riguarda, il presidente Berlusconi resta non colpevole fino a sentenza definitiva, come qualunque altro cittadino» (Ansa 18-1-2003). Il fatto che quel «cittadino qualunque» sia anche presidente del Consiglio e stia per diventare presidente di turno dell’Unione europea, non la sfiora proprio. Anzi, a fine anno caldeggia addirittura il ritorno all’immunità parlamentare per tutti gli eletti e annuncia un’iniziativa del suo partito: «Ho già presentato una proposta di legge che prevede una composizione paritaria della giunta per le autorizzazioni, e la necessità che l’aula si pronunci con un quorum dei due terzi. L’immunità è uno strumento di protezione delle funzioni parlamentari tipico delle democrazie liberali» ( Giornale, 8-12-2003). Il solco con la società civile catanese più impegnata sulla legalità si allarga vieppiù. E diventerà un autentico fossato nel 2005, quando in vista delle elezioni regionali in Sicilia, i movimenti antimafia candidano Rita Borsellino per il centro-sinistra contro il governatore Totò Cuffaro. Metà dei Ds isolani, dopo aver impallinato ed esiliato in Europa Claudio Fava, osteggiano la sorella del giudice assassinato. Le preferiscono il barone universitario catanese Fernando Latteri, trasmigrato un anno prima da Forza Italia alla Margherita e già sonoramente trombato alle europee del 2004. In prima fila a sponsorizzare il voltagabbana sono Anna Finocchiaro, Sergio D’Antoni (altro transfuga dalla Cdl) e l’ex sindaco Enzo Bianco, luogotenente di Rutelli appena sconfitto ignominiosamente alle comunali dal forzista Umberto Scapagnini, medico personale di Berlusconi. Nell’occasione, la Finocchiaro è capolista dei Ds, che infatti precipitano ai minimi storici raccogliendo un misero 5,5 per cento. Ora, se alle primarie Latteri battesse la Borsellino, i siciliani dovrebbero scegliere (si fa per dire) fra un democristiano del centro-sinistra passato al centro-destra (Cuffaro) e un democristiano del centro-destra passato al centro-sinistra (Latteri). Qualche mese prima la Finocchiaro ha avuto parole di elogio addirittura per Cuffaro che, nonostante le sue disdicevoli frequentazioni, «al contrario di altri non si è sottratto ai suoi giudici, pur avendone la possibilità» (Ansa 1-10-2004) : come se un governatore imputato per favoreggiamento alla mafia meritasse un encomio solenne solo perché si fa processare come tutti i cittadini. Alla fine le primarie le stravince la Borsellino, che alle regionali – pur battendosi a mani nude, nel disinteresse degli apparati di partito – raccoglierà 5,5 punti in più della somma della coalizione. Un mezzo miracolo. Il 2 maggio 2003 la Corte d’Appello di Palermo ribalta l’assoluzione di Andreotti nel processo per mafia e lo dichiara colpevole (reato commesso ma prescritto) fino alla primavera del 1980. La Finocchiaro commenta che è stato così premiato «il suo comportamento esemplare», alimentando la leggenda di una nuova assoluzione del senatore a vita. Quando poi, il 30 ottobre 2003, la Cassazione annulla senza rinvio la condanna d’appello a 24 anni subita da Andreotti a Perugia per il delitto Pecorelli, lei concede il bis: «La sentenza della Cassazione è per me un motivo di grande sollievo. Il fatto che uno degli uomini politici più rappresentativi della storia della Repubblica italiana non venga ritenuto dalla Corte di Cassazione come un mandante di un omicidio dovrebbe essere un sollievo per il paese, per tutti i cittadini di questa Repubblica». Insomma va sempre tutto bene, sia che il senatore sia colpevole di mafia, sia che sia assolto dall’omicidio. E lo stesso vale per Berlusconi, imputato di corruzione giudiziaria. Il 10 dicembre 2004 il Tribunale di Milano gli regala le attenuanti generiche, mandando così in prescrizione la sua tangente da 500 milioni di lire al giudice Squillante. Anche stavolta Anna Finocchiaro spaccia la prescrizione per un’assoluzione: «Io credo che una sentenza di assoluzione per il presidente del Consiglio, rispetto a fatti così gravi, sia una buona notizia. Un Tribunale della Repubblica ha deciso dopo un lungo processo che il premier di questo paese non è colpevole di reato gravissimo come la corruzione in atti giudiziali. Mi fa piacere per l’Italia». Da suonare le campane, da vantarsene in tutto il mondo. Il vizio di non chiamare mai le cose con il loro nome la tradisce anche il 30 ottobre 2003. Quella sera è ospite di Porta a Porta, quando Giuliano Ferrara definisce l’Unità « foglio linguisticamente e tecnicamente omicida che predica l’annientamento dell’avversario ». Vespa, col consueto coraggio, balbetta: «Omicida mi pare una parola un po’ forte». E Ferrara: «Me ne assumo la piena responsabilità». A questo punto tocca alla Finocchiaro, che lancia il cuore oltre l’ostacolo con queste parole: «Anche il Giornale, però…». Come se l’house organ berlusconiano fosse paragonabile a l’Unità. Come se i linciaggi base di Telekom Serbia, Mitrokhin e altre bufale inventate a tavolino fossero paragonabili alle polemiche del quotidiano della sinistra. E, soprattutto, come se non ci fosse proprio nulla da dire sull’accusa di «omicidio» lanciata al quotidiano di Furio Colombo. Molti lettori, per quell’incredibile performance, protesteranno sul giornale. Come pure quando, nel maggio 2006, la neocapogruppo dell’Ulivo a palazzo Madama difenderà Andreotti, candidato del centro-destra alla presidenza del Senato, da un articolo dell’Unità che ricorda la sua prescrizione per mafia. Quella volta Annuzza si fa intervistare dal Corriere della Sera per dichiarare che è «sbagliato politicamente e anche strategicamente ricordare le vicissitudini processuali di Andreotti, come invece ha fatto Marco Travaglio su l’Unità». Ci sono infatti – spiega – «ben altri argomenti a sfavore di Andreotti: per esempio l’età». E dunque non è il caso di «perdere tempo a discutere delle sue vicissitudini giudiziarie». La nota stratega, forse, ignora che quelle di Andreotti non sono «vicissitudini processuali»: c’è una sentenza definitiva che dichiara il senatore a vita mafioso fino al 1980. Ai tempi della vecchia Dc, si diceva «meglio mafiosi che rossi». Ora, grazie a lei, lo slogan va leggermente corretto: «Meglio mafiosi che vecchi». Nella nuova legislatura, dinanzi al crollo verticale d”immagine e di credibilità della vecchio establishment unionista, la Ségolène de’ noantri è candidata un po’ a tutto: ministero delI’Interno, ministero della Giustizia, addirittura presidenza della Repubblica e ultimamente segreteria del Partito democratico prossimo venturo. La qual cosa solletica la sua sconfinata ambizione e, nell’ansia di non farsi nemici, la porta a esercizi di equilibrismo al limite della temerarietà. Come quando critica il Family Day, ma anche la contemporanea giornata del Coraggio laico. Del resto, la Finocchiaro è quella che telefonò a una giornalista del Manifesto che la criticava e le propose di andare a lavorare con lei perchè «quando uno è bravo a sparare, è meglio averlo a sparare dalla propria parte». Il 27 aprile 2005, in piena campagna per le elezioni comunali catanesi, aveva dichiarato: «La Sicilia dev’essere dotata di nuove infrastrutture, anche con il ponte sullo Stretto di Messina». Un anno dopo, il 19 settembre 2006, il governatore Cuffaro scende in piazza per il ponte. E allora, contrordine compagni: «II ponte sullo Stretto», dichiara Annuzza, «è un’opera inutile e difficilmente sostenibile economicamente». Idem sull’ indulto. Il 4 maggio Previti viene condannato definitivamente a 6 anni per la corruzione giudiziaria dell’Imi-Sir e finisce in carcere per quattro giorni. poi grazie all’ex Cirielli spunta i domiciliari. La Cdl preme per un condono di 3 anni che gli risparmi anche quelli e gli restituisca la libertà. Sulle prime, la Finocchiaro non ci sente proprio: «Sono storicamente a favore dell”amnistia che sia accompagnata dall’indulto e che non riguardi i reati più gravi e quelli contro la pubblica amministrazione» (Ansa. 22 -0-2006). Poi i vertici di Ds e Margherita concordano con Forza Italia un indulto che comprende tutti i reati contro la pubblica amministrazione, compresa addirittura la corruzione giudiziaria. E lei, capogruppo al senato, non fa una piega. Anzi, finge di dimenticare la sua prima dichiarazione e si batte come una leonessa per mandare in porto l’operazione, in nome di un fantomatico «dialogo con l’opposizione sulla giustizia in generale». Sostiene che «il collante dell’antiberlusconismo non basta e rende effimero il progetto del Partito democratico». Poi plaude alla proposta Pecorella di condonare pregiudizialmente i reati contro la pubblica amministrazione che lei fino a un mese prima voleva escludere: «Sono assolutamente con l’idea di Pecorella di fare subito l’indulto prima dell’estate, per fare poi l’amnistia in un secondo momento dopo la pausa estiva. I tempi, per quanto mi riguarda, si possono accelerare» (Ansa, 5-7-2006). Sandro Bondi, naturalmente, trova la cosa «ragionevole e promettente». E quando il ministro Di Pietro denuncia gli inciuci sottobanco per includere i reati finanziari e di Tangentopoli, la Finocchiaro che un mese prima diceva la stessa cosa ora lo liquida sprezzante: «Parole semplicemente ridicole». L’inciucio col centro-destra prosegue in autunno: ma non sull’amnistia (Previti è ormai in salvo, l’opinione pubblica è inferocita per il boom di criminalità seguito all’indulto e nessuno ne parla più), ma sull’ordinamento giudiziario. Prodi e tutto il centro-sinistra, Ds in testa, avevano promesso agli elettori di «cancellare» tout court con un decreto urgente, l’entrata in vigore dei decreti delegati attuativi della legge Castelli che controriforma la magistratura. Invece il ministro Mastella e la capogruppo Finocchiaro la mandano in vigore quasi tutta, con qualche ritocco concordato con i vari Pecorella, Castelli e Schifani. Il tutto con la scusa della maggioranza risicata in Senato. Senonché alla fine, nonostante i continui cedimenti ai desiderata della Cdl, nemmeno un voto arriverà dal centro-destra. Ma Annuzza esalta come un memorabile successo politico il compromesso al ribasso con chi negli ultimi anni ha devastato la giustizia: «L’accordo fra Unione e Cdl sull’ordinamento giudiziario è frutto della volontà del governo, dell’intelligenza politica dei gruppi della maggioranza e dell’opposizione» (Ansa, 28-9-2006). «Piena soddisfazione per l’accordo raggiunto sulla giustizia tra maggioranza e opposizione. La ricerca di un accordo è fondamentale su questioni centrali come quelle istituzionali. Va dato particolare valore ai meriti del ministro Mastella e del governo. Siamo partiti da una semplice sospensione [della legge Castelli] e siamo arrivati a un accordo tra maggioranza e opposizione» (Ansa., 4-10-2006). Dopo l’indulto, per tenere a bada la base, la Finocchiaro aveva promesso almeno l’immediata cancellazione delle leggi vergogna: «La Cirielli sulla recidiva e la Cirami sul legittimo sospetto vanno abrogate e basta: rimetterci le mani è praticamente impossibile. Il falso in bilancio deve tornare un reato e la Cassazione deve essere salvata dalla paralisi totale alla quale la condannerebbe la legge Pecorella» (Ansa, 20-7-2006). Naturalmente non se ne parlerà più. Anzi Annuzza fa autocritica sulla passata legislatura. Ma non per l’opposizione troppo morbida, al contrario: «Abbiamo commesso il peccato di remare contro il governo Berlusconi» (La Stampa, 20-5-2007). La sua tecnica è sempre la stessa. Dire una cosa, poi lasciarla cadere nel silenzio e nell’oblio collettivo, infine fare il contrario. Così, finora, non ha avuto risposta la lettera aperta inviata dal vecchio giudice Scidà a lei e al presidente rifondarolo dell’Antimafia, Francese Forgione, con la proposta di un pubblico dibattito sulla giustizia a Catania. Un dibattito per affrontare, fra l’altro, la discussa nomina a consulente della stessa commissione Antimafia di un pm catanese «a cui dovrebbero essere chieste spiegazioni di ciò che è stato fatto in procura o di ciò che è stato omesso o ritardato a vantaggio della cosca mafìosa di San Giovanni La Punta in offesa al normale funzionamento dell’ufficio» Una questione che, secondo l’ex presidente del Tribunale dei minori di Catania, dovrebbe stare a cuore anche «alla senatrice Finocchiaro, catanese, magistrato, in servizio – prima dei fatti – proprio presso la procura di Catania, parlamentare già da vent’anni, sempre eletta in queste circoscrizioni, e in vari tempi ministro o presidente della commissione Giustizia alla Camera o incaricata del suo partito per il settore giudiziario». Difficile però che Annuzza accetti. O risponda. Lei non ha tempo per queste cosucce locali. Lei volteggia nell’empireo della politica nazionale tra squilli di tromba e rulli di tamburi: «E’ come il Concorde, vola troppo alto per planare a terra», osserva il segretario dei Ds catanesi, o di quel che ne resta. La Ségolène de’ noantri si prepara per le primarie ottobrine del Pd. Un partito che, a suo modesto avviso, sarà «il partito delle donne e dei giovani. Con un leader fresco anche dal punto di vista anagrafico. E possibilmente di sesso femminile». E possibilmente lei.”

      Marco Travaglio

      Giuseppe Giustolisi

    24. sempre da wikipedia:
      Questa pagina di biografie è ritenuta da controllare: per contribuire, partecipa alla discussione e correggila.
      Motivo: Un utente non registrato ha inserito affermazioni, corredata di fonti web non referenziate e del tutto assente su altre fonti web, sulla quale nutro sospetti di dubbia autenticità.
      Comunisti nn fatte i furbi…

    25. Gongo mi sono limitata a riportare la pagina, non mi ero accorta di quanto era scritto su. Sinceramente anch’io preferirei che ci fosse uno sbaglio. Comunque ritengo giusto che ogni elettore abbia il diritto di conoscere,non la vita privata, ma sicuramente la vita pubblica di ogni candidato, perchè ritengo che sia un mio diritto conoscere la persona che dovrebbe rappresentarmi come presidente della regione. Quando fai un colloquio di lavoro tutti pretendono curricula stellari, altrimenti patate, anche quello di presidente è un lavoro, la differenza è che il datore non è uno ma siamo tanti.
      Detto questo, ti ripeto che sarei ben più contenta se qualcuno potesse intervenire e smentire quanto riportato su wikipedia.

    26. @ Francesca
      Dimenticavo:
      1) Non vedo nulla di strano nella biografia della Finocchiaro.
      2)Per governare è più opportuno conoscere le leggi in vigore e sapere anche come si fa una legge. Forse non riesci nemmeno ad immaginare quante leggi regionali ho visto scritte con i piedi. Sicuramente è molto più importante che saper togliere la cistifellea o curare un’appendicite.

    27. @Katia
      Il mio commento non era per te ma per diffidato, visto che qui come ho già ribadito, ma più che altro è noto, chiunque commenta in base al proprio filone politico.
      Mi sembra giusto e ovvio, ma non sono d’accordo sul fatto che per elogiare qualcuno si debba necessariamente infamare l’altro.
      E allora un pò di obiettività dovrebbe condurvi sulla giusta via.
      Sono compiaciuta che gongo abbia captato il mio messaggio.

    28. Katia,infamare?
      Parlano i fatti,e non sono assolutamente comunista,figurati neanche ho diritto al voto visto che la mia residenza non è in sicilia
      Non mi sento rappresentato dala classe politica siciliana,troppi scheletri nell’armadio,ma onestamente La finocchiaro mi ha impressionato molto.

    29. @francesca
      infamare?????
      ma se la destra da quando ha perso le elezioni non ha fatto altro che infamare la sinistra in ogni modo
      tutto ciò che non va…colpa della sinistra
      debito pubblico….colpa della sinistra
      spazzatura a napoli…..colpa della sinistra
      c’è freddo….colpa della sinistra
      smettiamola dai….

    30. Giusto per capire … volete paragonare il curriculum della Finocchiaro con quello di Lombardo? 😀

    31. Pollon
      “…spazzatura a napoli…..colpa della sinistra…?
      .
      con un sindaco di sx(Jervolino)
      un presidente di regione di Sx(Bassolino)
      un Ministro di Prodi gov. o di Sx (Pecoraro)
      .
      HAI UNA BELLA FACCIA
      E SEI PURE RECIDIVO CON LE SPARATE.
      almeno informati da quanti anni questi sono li’.
      .
      .c’è freddo….colpa della sinistra…
      .chiedilo a Pecoraro ,che ha sempre detto no a tutto
      e dobbiamo importare energia dalla Francia che ha
      50 centrali nucleari a ridosso delle alpi,
      meno che al matrimonio fra Gay.
      Su questo dice Siiiii.
      .
      Comunque continua con le tue uscite,cosi’ ci dai modo di sottolineare certi concetti…
      suvvia…

    32. vabbe supervisor.. hai iniziato di nuovo’??
      vuoi pure qui le prove??
      hai visto anno zero questa settimana??
      cerca di informarti….sembra che in meno di 2 anni la sinistra abbia distrutto un mondo perfetto…
      mi allora sono proprio dei supereroi!!!

    33. qualche problema con i gay???
      scopriamo ???
      che oltre ad essere acido sei razzista??
      nooooo dai nn posso crederci

    34. http://www.skylife.it/html/skylife/tg24/cronaca.html?idvideo=63901
      Dovremmo veramente darci da fare (indipendentemente dal partito di appartenenza) a raccogliere le firme per un referendum sull’allontamento dalla vita politica di chi è stato condannato.

    35. sono severo con la gente che reputo sciocca
      (intendo volutamente sciocca,perche’ se invece incontro un idiota per disgrazia di natura,gli sono solidale).
      .
      Per me esiste solo l’universo femminile.
      Le donne sono la gioia piu’ grande della vita.
      .
      il resto non e’ nei miei pensieri.

    36. Don’t reply please.
      Stop your conversation.

    37. attento supervisor potrei prenderla come un’avaces 🙂
      (mi permetto di replicare perchè non è una polemica, ma non dirmi di stare zitta!)

    38. ma in che tempi viviamo?
      Non ci posso credere!
      Ero convinto che fossi un ragazzetto in vena di
      vivacizzare i blog,tanto per rompere, e
      ti ritrovo una rappresentante del gentil sesso?
      Faccio immediatamente un passo indietro.
      Pero’ cerca di essere piu’ attenta,se segui i miei
      ragionamenti,
      perche’ sono uno scorpionaccio,sempre pronto
      ad andare in profondita’.
      L’oroscopo di oggi mi ha assegnato 5 palle.(La 7)

    39. Super troppo facile adesso
      minch..avutru chi scorpiene sta facennu u marpiuni
      coerenza,continua col tono che hai usato fino adesso
      che ora sei diventato progressista e fai un passo indietro 😀 ???

    40. beh
      hai fatto tutto tu….
      mi hai dato del ragazzetto
      non ho mai detto di essere uomo
      ecco sei scorpione…ora capisco
      non vado d’accordo con lo scorpione e poi…lo scorpione puo essere velenoso… 🙂
      piccola tregua

    41. ahahah
      diffidato sei un mito

    42. Caro diffidato
      accetta questo consiglio.
      Raccogli i miei scritti e conservali.
      Quando avrai sessanta anni,rileggili.
      Avrai la maturita’ giusta per comprenderli.

    43. Supervisor io ho già i miei annie onestamente dopo tutto quello che ho visto nella mia vita con i tuoi scritti mi ci pulisco….stop
      cresci mentalmente,visto che non hai saputo raccogliere la mia provocazione scherzosa.
      questione di mentalità….

    44. @pollon
      e con il cancro come sei messa?? 😀 😀 😀
      anche se devo essere sincero fra te e soleluna non saprei chi scegliere ahahahah.
      tornando seri
      mi spiace che supervisor non ha capito il mio discorso,e la cosa che mi fa incazz è che si litiga per qustioni davvro assurde,la politica,cosa che dovrebbe unire perchè è quella che dovrebbe fare i nostri interessi,e invece nel 2008 ancora divide

    45. concordo, bisognerebbe prendere tutto quello che leggiamo qui con molta filosofia, semplici punti di vista di gente grazie a dio diversa!(ti immagini fossimo tutti filoberlusconiani……..)
      diffidato a noi la distanza ci frega!!!siamo sulla stessa lunghezza d’onda 🙂

    46. senti diffidato.Hai bruciato un idillio che stava li
      li per nascere.Ma ormai e’ andata cosi’,che ci vogliamo fare?La vita continua…finche’ continua.
      Ci sara pure qualche altra Pollon,vero?
      Ridiamoci sopra.
      Qui non si litiga,si disserta.
      Ed ora vado a prendere un buon caffe’.

    47. esatto filosofia,ma se no mi conosci e non sai chis ono,non puoi dirmi conseva i miei scritti e conservali ect ect ect e no…
      Distanza ? Io in settimana sono a Palermo per un seminario sull’educazione sanitaria alimentare
      ti posso sempre invitare per un aperitivo a base di stigghiole e vino russu bellu mpiatra 😀

    48. punti di vista ….solo punti di vista

    49. Io ho bruciato? Bè allora,al mess di prima che no hai inteso togli la faccina,non ha senso
      assumiti le tue responsabilità
      esatto non litighiamo
      rispetto genera rispetto
      Buon caffè,io mi faccio un biccherino di arancello fatto da me medesimo.
      saluti

    50. le stigghiola buone sono
      ma è il vino che non digerisco…

    51. naseva un idillio e non me ne sono accorta??
      ohhhhhh torniamo indietro che non ne ho capito niente

    52. @gongo
      mio caro la petizione te la firmo quando vuoi,
      ma non facciamo paragoni insulsi, vuoi mettere sullo stesso piano la diffamazione con il rivelamento di segreti d’ufficio, l’abuso d’ufficio, la corruzione,il peculato ecc? Per non parlare del favoreggiamento alla mafia o dell’associazione mafiosa. Non sono di destra e non sono di sinistra, sono semplicemente stanca e nauseata. Se tutti i reati fossero uguali ci sarebbe una sola pena per tutti, ma non mi sembra che sia così.

    53. @ Katia:
      Ovviamente no. Ma se chiediamo che i condannati stiano fuori dal parlamento ti faccio notare che c’è un condannato definitivo che ne risiede come tutti gli altri 24 ed è giusto chiedere che lì nn stia. Oppure diciamo che tutti i condannati debbono stare fuori dal parlamento tranne Leoluca Orlando perchè fa parte della nostra parte politica.
      Ti riccordo solo che ci sono altri parlamentari con lo stesso reato iscritti nella lista Grillo (Mauro FI).
      Solo questo KATIA.

    54. @ Katia
      Cmq vedi che la diffamazione aggravata è un reato penale…

    55. Gongo ha ragione,per coerenza anche ad Orlando tocca la proposta,certo è che tra avvertire gli amici degli amici su indagini della magitratura e reati per diffamazioni non è la stessa cosa.

    56. Non metto in dubbio che sia un reato penale e aggiungo che per quanto mi riguarda Leoluca Orlando può rimanere a casa sua. Apprezzo la tua iniziativa ma credo che ci vorrebbe una raccolta di firme per mandare a casa tutti, soprattutto quelli con reati più gravi. Mi spiego: non vorrei che la tua iniziativa fosse soltanto una sorta di ripicca di un uomo di destra,preferirei che fosse piuttosto espressione della tua indignazione in quanto cittadino di questo paese. Ma le mie preferenze e i miei desideri contano ben poco…

    57. PROPOSTA : e se sulla scheda elettorale mettessero le foto dei candidati e non i nomi?
      Forse solo così i siciliani riuscirebbero a fare una scelta più ….oculata.
      Che qualcuno ci salvi da Lombardo. Non so , ma solo a guardarlo ,con quel baffetto brancatiano,mi fa sentire più fottuta di prima.
      Che sarà di noi?

    58. Certo, siamo tutti presi dalle vicende elettorali.
      Però, secondo me, non è stato dato sufficiente risalto ad una notizia che invece, se opportunamente analizzata, potrebbe avere contraccolpi nelle scelte, almeno da parte dei cosiddetti indecisi.
      L’Istat ha “scoperto” che il tasso di inflazione che ha rilevato in questi anni (dal 2002 al 2007) non corrispondeva a quello reale, come del resto già sapevano bene tutti i cittadini che hanno visto inesorabilmente, dall’avvento dell’euro in poi, dimezzare il potere d’acquisto delle loro retribuzioni.
      Era quello che gridavano da tempo le associazioni di consumatori e che non sarebbe stato molto difficile da verificare: invece no, ci si ostinava a mettere nel cosiddetto “paniere” di rilevamento prodotti di scarsissima diffusione e dall’acquisto ancor meno probabile, invece di ciò di cui qualunque famiglia ha bisogno quotidianamente per campare.
      Il fatto è che il tasso di inflazione ufficiale rilevato dall’Istat, con questo metodo poco rispondente a quanto avveniva in realtà, ha comportato che anche le politiche salariali sono state compromesse, per cui, ad esempio, gli stipendi dei lavoratori dipendenti sono cresciuti meno di quanto avrebbero dovuto…
      Chi c’era al governo quando tutto questo succedeva?

    59. da L’Espresso del 28/2/2008 CITAZIONE
      Giorgio Bocca (l’antitaliano):
      …quanto al Partito Democratico,si sta gia’ preparando alla grande coalizione,volta le spalle alla Sx,si appresta a formare il partito dei buoni cittadini che trascurano le idee e pensano al fare,che naturalmente sara’ anche il partito del rubare….
      .
      … su tutto e tutti regna un generale smarrimento,
      un vago senso di camminare nel vuoto…

    60. Non so se il PD guadagnera’ nell’avere imbarcato certi personaggi.
      I Siciliani non dimenticheranno chi
      ha fatto una politica devastante criminalizzando tutto e tutti.
      La politica di o con me o tutti contro di me.

    61. Questa l’ho letta stamani su Repubblica e mi è piaciuta: Lombardo sta a Cuffaro come Marx stava a Saint-Simon.

    62. buongiorno supervisor 😀
      diciamo che anke berlusconi avrebbe imbarcato qualche personaggio in piu se avesse accettato i simboli…
      poi secondo me nn ci fa una bella figura: lega al nord e mpa al sud uno le coalizioni se le accetta le deve prendere in toto
      tanto per non smentirci sempre in disaccordo noi due 🙂

    63. ma smettila!!!
      è da quando si è presa in considerazione la proposta che ci opponiamo….
      ma che ponte e ponte, che poi va a finire come ficarra e picone
      pure il boowling ci metterebbero!!!

    64. Per chi diffida di wikipedia e delle scorrettezze dei comunisti sulle opere e passioni del Lombardo Raffaele:

      Arresto nel 1992:
      http://archiviostorico.corriere.it/1992/aprile/23/concorso_truccato_cella_assessore_co_0_92042310058.shtml

      Arresto nel 1994:
      http://archiviostorico.corriere.it/1994/luglio/24/manette_rinnovatori__co_0_9407247505.shtml

      Etcera etcetera.

      Certo, si sa, anche il Corriere della Sera è un covo di comunisti.

      Veramente un bel curriculum, per un uomo che si candida a rappresentare e governare la Sicilia e i Siciliani.
      Veramente, ci vuole coraggio a difenderlo, anche solo per desiderio sputare sui “comunisti”.

      Buona lettura.

    65. Grazie Giovanni per il tuo contributo.
      Dobbiamo pur dire che Lombardo è stato assolto, sebbene, personalmente, la sentenza del secondo processo (quella sulle tangenti)mi fa un pò ridere.
      Ma chi era il giudice? Comunque non mi stupisco dei reati di cui è stato accusato, qui in Sicilia non rappresentano una “novità”. Allora qualcuno potrebbe spiegarmi a chi è venuta in mente la brillante idea di definirlo “l’uomo nuovo”? Incoerenza ormai è all’ordine del giorno in questo paese; Udc no in italia, si in Sicila; Bondi propone le liste pulite, Berlusconi appoggia Lombardo,(che ripeto sebbene sia stato assolto mi sembra un personaggio con non poche zone d’ombra).
      Nel Medioevo c’era una casta con dei privilegi, ma c’era anche un preciso codice etico, era importante l’onore ,la dignità, la fedeltà ai propri ideali. Nel 2008 c’è sempre la casta con i privilegi, ma la dignità, la coerenza,il rispetto di se stessi e degli altri che fine hanno fatto? E se il medioevo non fosse mai finito…

    66. @Katia: Tanto meglio se è stato assolto.
      Ma ciò non toglie che il personaggio sia francamente molto discutibile e che, nel momento storico definito di “antipolitica”, candidare uno così, poco o per niente limpido, è da criminali. Tanto più se consideriamo quanto tanta gente della società civile ci potrebbe rimettere il culo (vedi AddioPizzo, le ultime decisioni di Confindustria e simili) con tutto il lavoro di pazienza e resistenza di anni.
      Mi spiace, o forse è meglio così, che non voterò in Sicilia, avendo ormai la residenza altrove.

      Ad maiora

    67. Fabrix, non è affatto vero che l’Istat abbia “scoperto” che il tasso di inflazione rilevato finora non è quello reale.
      Ha semplicemente calcolato un *altro* indice, l’aumento dei prezzi per i prodotti a più alta frequenza di acquisto, che è cosa ben diversa dal tasso di inflazione, che considera l’insieme complessivo dei beni.
      Il tasso di inflazione quello era e quello rimane.
      Saluti.

    68. buon pomeriggio Pollon (pur con 3 gg.di ritardo)
      vediamo se siamo d’accordo su:
      POTERE D’ACQUISTO
      e’ andato giu’ di parecchio
      (vedi aumento carburanti,bolletta Enel,tassa Rifiuti,
      addizionali,molti generi alimentari,etc)
      .
      POTENZIALE DI CRESCITA (SICILIA)
      Mi pare che sia precipitato ai minimi.
      Le forze migliori,le intelligenze piu’ vive,i talenti
      sono andati(e vanno)via dalla Sicilia.
      .
      In Italia siamo al fanalino di coda per capacita’ di dare un’occupazione ai nuovi laureati.
      Cosi’ sprechiamo le risorse piu’ preziose e lasciamo
      in mano a soggetti “indefinibili” la gestione della cosa pubblica.

    69. @Antonio Lo Nardo: grazie per il chiarimento.
      Avevo avuto comunque l’impressione, parlando un pò in giro, che anche altri avessero inteso la notizia nel modo in cui l’avevo recepita io.
      Come dire, forse occorreva maggiore chiarezza da parte degli organi di informazione, oppure… io sono e frequento “turduna” 😉
      Saluti anche a Te.

    70. 😀 e pollon e pigghiatillu stu aperitivo con Supervisor 😀 ;d ;D ;D

    Lascia un commento (policy dei commenti)