martedì 17 ott
  • 13 commenti a “Verso il terzo flash mob palermitano”

    1. “MOBbbbbaaastaaa!!!!!” 😀

    2. Ancora non ho partecipato nemmeno una volta. Mi hanno detto che è carina come iniziativa.

      Chissà!

    3. Stavolta voglio partecipare, mi sono iscritta anche alla newsletter. Si vive una sola volta, no? eheheh

    4. …..al segnale ci mangiamo i cannoli!!!
      🙂

    5. perdonate la mia ignoranza ma nonostante ne abbia sentito parlare in abbondanza non ho ancora capito con precisione in cosa consiste, se qualcuno mi puo’ illuminare… grazie

    6. @ Alex Se ho capito bene, ad una certa ora di un certo giorno i partecipanti, in qualsiasi posto si trovano, ricevono il comando, da parte di un matacchione, di fare qualcosa o assumere un atteggiamento ecc. per esempio mettersi le dita nel naso, grattarsi il sedere o altro. I partecipanti eseguono e anzichè sentirsi ridicoli si divertono moltissimo.

    7. Con il termine flash mob (dall’inglese flash – breve esperienza e mob – moltitudine) si indica un gruppo di persone che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un’azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell’azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l’azione abbia luogo.

      Nella maggior parte dei casi, il flash mob non ha alcuna motivazione se non quella di rompere l’ordinarietà dell’esistente. I partecipanti all’azione (flashmobbers) si incontrano in un punto prestabilito per realizzare assieme un’azione corale che non ha alcun senso, se non contestualizzato in quei brevi istanti di evento. In questi casi, il flash mob si presenta come un’azione apolitica, aconfessionale, priva di connotazioni religiose, politiche o sociali; in essa viene unicamente incoraggiata la piena libertà di espressione.

      I pillow fight (la battaglia dei cuscini) e i gavettoni non sono ritenuti flash mob. Mobilitazioni di massa che hanno precisi scopi sono chiamati smart mobs, ripresi nella teorizzazione del fenomeno ad opera del sociologo Howard Rheingold nel suo “Smart Mobs: The Next Social Revolution”. In tempi brevissimi il fenomeno di massa del flash mob ha investito tutto il mondo: il primo risale al 2003 a New York e via via ha avuto i suoi successi in tutte le zone d’Europa e non solo.

      (da Wikipedia)

    8. @Zelig: spero tanto abbia capito male! Sennò è grave!

    9. x Alex. E’ proprio grave! Come spiega in maniera più dotta Marco, avevo capito bene!!

    10. è grave vero!!! E’ grave che ci sia della gente che si fermi senza motivo per un minuto in strada, è grave che ci sia gente che si spara con una macchina fotografica in una piazza.
      Però è ancora più grave pensare che esista gente che parla, che giudica senza conoscere!

      Un bacio grosso grosso, da un malato grave!

    11. Voglio provare l’esperienza, sembra divertente. Ogni tanto è piacevole riscoprirsi un pò bambini e lasciarsi andare. 🙂

    12. non ho mai ptecipato ma non vedo l’ora!! mi sono già iscritta…!!!fatem sapere tuttoooo!!!^^
      😀 [lol]

    13. è stato bello…anche se chi era dietro no ne ha capito niente…io mi stavo litigando con una vecchia..perche stava uscendo pazza!!…cmq ragazzi bellissimo…

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