sabato 21 ott
  • Auto yoga

    Giorni fa, mentre ero imbottigliata nel traffico, ho pensato che un corso yoga con tecniche avanzate di rilassamento, ci vuole nella vita di una persona.
    Ho anche pensato che frequentare un simil corso ha un certo costo che in questo momento le mie tasche non possono affrontare in quanto vuote o quasi. Quindi, potenza di internet, in casi come questi si digita su google “tecniche rilassamento yoga” e ti stampi tutto lo stampabile che ti serve all’uopo.
    Così ho fatto.
    Ieri, ore 18:30 con pioggia, ovviamente ero imbottigliata nel traffico in di via Notarbatolo con un casino di semafori in 500 metri col risultato che, coloro che avevano il verde, passavano fino al successivo semaforo che diventava rosso, facendo poi muro davanti a quelli che avevano il rosso così che, quando scattava il verde, trovavano una barriera e lì a strombazzare come dei matti.
    Anche io ero fra quelli che avevano davanti il muro di macchine.
    Oltre, la strada è libera, è verde e non puoi passare.
    Scatta il rosso, il muro, che ora ha il verde, si muove come d’incanto ma tu passi lo stesso anche se hai il rosso perché quando c’era il verde non potevi passare, creando un casino indescrivibile. Tutti con le mani ad indicare gli altri coi finestrini abbassati, mentre i motorini sfrecciano tra i parafanghi a ottanta all’ora spruzzando acqua di fogna ai pedoni che cercano di guadagnare l’altra sponda.
    Uno schizzo arriva anche sulla mia giacca nuova.
    Sono sulla corsia degli autobus, mi ci hanno trascinato, non volevo.
    Dietro ho un taxi che suona tipo pronto soccorso e lampeggia.
    Non ho dove andare.
    Mi pizzica sul paraurti piano piano. Una botticella ogni tanto.
    Prendo il mio foglio con le istruzioni wikipediane sullo yoga e leggo.
    Meditazione: comprende una serie di pratiche contemplative che aiutano a sviluppare o aumentare la concentrazione e la consapevolezza di se stessi e, quindi, a migliorare la qualità della vita. La meditazione, grazie a semplici esercizi di respirazione, rilassamento e visualizzazione, permette di vincere lo stress e ritrovare la serenità.
    Quindi, medito. Devo raggiungere la consapevolezza di me stessa anche se uno stronzo mi strombazza dietro e mi tocca il sacro paraurti. Respiro profondamente ma una zaffata di smog mi fa tossire mentre dal finestrino aperto arrivano, come una granata, gli schizzi dal tombino otturato. Rinuncio alla meditazione.
    Musicoterapia: si basa sul principio che la musica ha una grande influenza sull’equilibrio psicofisico dell’uomo e che il suo ritmo ha effetto sulla pressione sanguigna, la respirazione ed il battito cardiaco. Il paziente, soggetto ad ansia o stress, può raggiungere uno stato di relax e di calma ascoltando i brani musicali più indicati per lui, individuati e selezionati da un musicoterapeuta.
    Freneticamente cerco una stazione che trasmetta musica ad hoc, ma trovo solo hip hop e Radio Maria che insiste col programma “Una voce cristiana nella tua Panda” condotto da Suor Orsola Carmela. Spengo e mi appoggio alla radio del vicino di imbottigliamento che, manda in onda l’ultimo stumpf stupmf di qualche gruppo autoctono che mi fa sentire un gorgoglìo all’intestino come se avessi fame e una grattarola al centro del petto tipo bronchite. Però a parte i capelli “a leccata di mucca” il tipo sembra che abbia la faccia di uno che ascolta musica “ anke leggera e quando kapita anke classika”.
    Mi concentro sul mio battito cardiaco.
    Il taxi mi da un’altra spintarella.
    Ora sono sicura di sentire extrasistole e una leggerissima fibrillazione atriale al ventricolo sinistro, ma non desisto. Mi occorre subito un musicoterapeuta.
    Un vigile con fischietto incorporato andrebbe benissimo.
    -Senta…mi scusi…non è mi fischierebbe “Suoni e musiche dalla foresta”? Magari un ruscelletto che vien giù verso la valle? –
    Nel frattempo passano quelli che prima avevano il verde e che ora hanno il rosso tra gli strombazzi di quelli che hanno il verde. Tutti con le bocche aperte a sputarsi addosso insulti.
    Rebirthing: insegna a rallentare il ritmo respiratorio rendendolo anche più profondo per aumentare l’ossigenazione del sangue e favorire l’eliminazione delle tossine. In questo modo si raggiunge una sensazione di benessere che aiuta a lasciarsi andare e a stare bene con sé stessi.
    Provo a rallentare il ritmo respiratorio ma mentre sono in apnea il taxi dietro mi illumina con le sue fotoelettriche e mi dà un colpetto. Tossisco, sputo il lavoro del dentista e finalmente raggiungo la sensazione di benessere che aiuta a lasciarsi andare e a stare bene con sé stessi e lancio l’urlo liberatorio.
    -Ma la vuoi minchia finire di toccarmi dietro? Scendi che ti faccio un culo così-
    Butto alle ortiche la borsetta del Louis e vesto la tuta dei black-blok. Tolgo il fard rosa pesca e mi tingo coi colori di guerra. La Panda è ormai un mezzo da sbarco in Normandia, imbraccio l’ombrello come un kalashnikov ma intanto il semaforo cambia.
    Rosso.
    Sgommo e passo.

    Ospiti
  • 14 commenti a “Auto yoga”

    1. Troppo forte, veramente!
      Una curiosità: ma il tassista… non ha reagito?

    2. Ciao cognatola! Mi ci sono ritrovata para para..!!! Per fortuna è una zona che non bazzico spesso.In compenso non credere che Viale Strasburgo con le sue pseudo traverse sia molto meglio! E comunque l’ideale sarebbe prendere l’autobus o la metro (Se solo portassero da qualche parte costruttiva in tempi ragionevoli!) A questo punto stiamo a casa, troviamoci (a 60 anni) un lavoro via Web così possiamo andare al cesso o bere una sprite quando ci pare senza neanche doverci vestire(vedi che bel risparmio di tempo e di denaro)E mentre si lavora si ascolta musica alternativa, si fa yoga sullo sgabello rigorosamente ergonomico mentre il partner ti concede un massaggio erotico-rigenerante sulla schiena atrofizzata. Pensaci bene…!!!

    3. L’ho sempre detto che a Palemmo c’è traffico…
      Speriamo che ora u sinnacu cu sti picciuli ca n’avi a prelevare ca scusa ri ZTL-A & ZTL-B risorba cocchi cuosa… a mia me pare na strun…!!!

    4. Quanto liberatorio e catartico è urlare un bel “MINC*IAA!!” all’uopo!! L’ho assunto come mio mantra ogni qual volta sono sotto pressione…funziona.

    5. Da leggere è più divertente il tuo profilo che il tuo post!
      Dico davvero…ed è un complimento (anche se non sembra!).

    6. vedi che lo yoga è servito a qualcosa? Iosarei sceso dalla mia auto, avrei constatato il danno (ed anche la polvere levaata dal paraurtiin quel caso è danno), sarei andato dal gentile tassinaro, gli avrei espsoto un catartico sorrisone dopo di che, con a chiave della mia vettura avrei scrittoun un ancor pù catartico “ma a vu finì ‘ran tist’i min@#a” sul cofano del suddetto taxi. Alla, probabile, reazione del tassinaro avrei, sempre in pace con l’ambiente circostante e con l’universo, risposto con 4 timpuluna ‘nta facci!!

    7. […] Si può praticare meditazione imbottigliati al semaforo nel centro di Palermo? Laura ci prova e racconta la sua esperienza qui. […]

    8. @Fabrix.
      Il tassista muto restò.

      @Marikakka.
      Bandii da tempo il tratto incriminato, specialmente durante le feste di Natale. Il lavoro via Web lo trovai. Qui mi danno 1 euro a pezzo… ma mi sa che devo ancora trattare.

      @YoursBlog.
      Ma che hai dei dubbi?

      @Isola81.
      Miiiii a chi lo dici!

      @Maria Luisa.
      Tenchiù.

      @Beny.
      Dai non fare così Beny. Stampa pure tu quello che ti serve dalla rete. Te lo dico come una sorella.

      @Yoga al semaforo at yogasutra@areablog.
      Ora mi dovete pagare i diritti d’autore mi dovete pagare!

      Laura

    9. Anche a me è capitata la stessa cosa, 10 anni fa circa, Via Morello semaforo con via Notarbartolo. Non era un taxi, ma uno str…. Ho spento la macchina e sono scesa come una pazza piazzandomi davanti al suo finestrino. Gli ho chiesto gridando perchè faceva una cosa del genere: giuro, non è stato in grado di dire o fare nulla. L’ho guardato e me ne sono andata. Ha smesso come per incanto!!

    10. Ma uno che le fa i complimenti per come narra no eh? Complimenti Laura, buona scrittura, eccellente poetica. Hai un piccolo dono letterario. In bocca al lupo con il traffico m’PALEMMU.

    11. Della serie Rambo is BACK!!!

    12. Amavo una palma………la mia palma………sarei tornato solo per lei. Ora che la palma non c’è più che minkia ci torno a fare ?

    13. Ciao,
      stavo pensando a quante persone vorrebbero fare yoga ( ma anche altri tipi di attività) ma nn hanno i fondi per farle o magari pensano di essere le uniche sceme a cui interessi.. Non sarebbe bello creare un gruppo autogestito di persone che si riuniscono per esercitarsi insieme in tecniche anti-stress?

    14. Salve a tutti, sono Gio, insegnante di Yoga, ma quanto costa un corso di Yoga a Palermo??? Tanto da non poterselo permettere? Illuminatemi.
      Rispondo a Laura: l’idea di un gruppo autogestito non è male, magari meglio se coadiuvato da una persona che ha esperienza di questo genere di pratiche, ma vi assicuro che sedersi sul tappetino e praticare è “tutto un altro mondo”. Certo non si può eliminare il traffico, ma si può vedere il mondo con occhi diversi, con una consapevolezza migliore di sé e di ciò che ci circonda.

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