venerdì 20 ott
  • Ecco come (10): circolazione dell’informazione e della conoscenza

    “Where the press is free, and every man able to read, all is safe”, Thomas Jefferson (1743-1826). È incredibile l’attualità del pensiero di uno dei più autorevoli padri della rivoluzione americana circa il ruolo salutare, in una democrazia, di una informazione indipendente. Come potremmo tradurre oggi questa citazione? Penso così: “Laddove stampa e TV non fossero pienamente indipendenti, ma l’informazione potesse comunque circolare liberamente in rete, la democrazia è al sicuro, a condizione di una diffusa alfabetizzazione digitale della popolazione”.

    Può mai essere veramente indipendente dal potere politico e/o da quello economico un mezzo di informazione il cui bilancio dipenda dai contributi della legge sull’editoria e dalla pubblicità degli enti pubblici e delle imprese?

    “People should not be afraid of their governments. Governments should be afraid of their people”. Altra citazione di Jefferson (lo stesso che, nella dichiarazione di indipendenza del 1776, aveva voluto includere il diritto alla “ricerca della felicità”): “Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli”. Nessun governo, però, ha mai dovuto temere una popolazione distratta e disinformata.

    Se i telespettatori della TV pubblica hanno dimostrato di saper apprezzare, in prima serata, addirittura delle letture dantesche, perché mai gli si propinano allora ogni giorno dosi urto di calcio, soap opera, reality, gossip, ecc. invece di parlare di cose più importanti ed interessanti per la nostra vita quotidiana e di cui tutti dovrebbero essere informati ed avere una propria opinione? Faccio solo alcuni esempi:
    1. la qualità dell’aria che respiriamo;
    2. la qualità dei cibi che ci vengono offerti: cosa contengono e da dove provengono;
    3. la formazione dei prezzi: come nascono e dove si gonfiano;
    4. onesto bilancio sull’adozione della moneta unica che solo in Italia ha portato agli aumenti dei prezzi che conosciamo: chi ne ha tratto un ingiusto vantaggio?
    5. le liberalizzazioni che promettevano minori costi: un affare solo per banche e grandi studi legali?;
    6. la sostenibilità ambientale del nostro modello di sviluppo: quali rimedi e alternative?;
    7. l’insostenibile costo della nostra classe politica;
    8. quanto ci costa la pubblica amministrazione e la burocrazia?
    9. la qualità del nostro sistema educativo e della ricerca;
    10. il risparmio e le altre fonti energetiche alternative.
    Se gli organi di informazione, se gli opinionisti di stampa e TV non parlano in primo luogo di questi temi, non credo che lo facciano per caso, ma per un implicito impegno a non impensierire, a non fare indignare e reagire, il cittadino/consumatore/utente, rispondendo così più agli interessi della politica e dell’impresa che non a quelli dei loro lettori o telespettatori. In questo modo stampa e TV, salvo poche eccezioni, hanno tradito la loro più nobile funzione e rappresentano oggi un serio problema per la democrazia in Italia: sono diventati un pezzo del potere, un’altra casta, invece che esserne il bilanciamento.

    Venendo quindi alla situazione siciliana che più da vicino ci interessa, posso solo affermare che i contenuti della stampa e dell’informazione televisiva locale, sui cui esponenti -s empre con le dovute eccezioni – stendo un velo pietoso, mi hanno portato quattro anni fa alla decisione di scrivere direttamente ciò che avrei voluto leggere: sono diventato un blogger. Un blogger che non parli solo del suo ombelico, ma che si sforzi di fare opinione, non è ovviamente infallibile, ma nessuno è disponibile a leggere a lungo sciocchezze, ove altri scriva cose più sensate. Il consenso dei lettori è quindi garanzia di autorevolezza dell’opinionista indipendente.

    “Se due persone si scambiano una moneta, tornano a casa ciascuno con una moneta; se si scambiano invece un’idea, tornano a casa ciascuno con due idee”. Il che equivale al raddoppio delle idee o delle informazioni in proprio possesso. La circolazione delle informazioni, divenuta velocissima grazie alle tecnologie digitali, sta imprimendo una grande velocità ai cambiamenti culturali e sociali. La rete internet sta realizzando nel nostro tempo una rivoluzione paragonabile a quella della stampa di Gutenberg. È un processo da favorire in ogni modo rimuovendo il digital divide e investendo nelle infrastrutture telematiche. Il mio sogno è che la Sicilia possa essere presto coperta da una rete di commentatori indipendenti (vedi rete blogger di Manhattan divisi per stazioni della metropolitana) che rappresentino un “servizio di vigilanza critica” a copertura capillare del territorio contro le tentazioni di abuso del potere politico così come di quello economico, così frequenti quando nessuno ne ricordi il limite. I contributi di questi blogger potrebbero essere veicolati anche attraverso una WEB TV regionale. FINE.

    Sicilia
  • 37 commenti a “Ecco come (10): circolazione dell’informazione e della conoscenza”

    1. Bis… Biiiis… Biiiiis!
      Undici, undici, undici!

    2. Tutto giusto e sacrosanto; una piccola correzione…dopo l’adozione dell’euro si è avuto un incredibile aumento dei prezzi (non per colpa dell’euro stesso, come ha sempre affermato quella caricatura di tremonti), ma questo fenomento speculativo non ha interessato solo l’Italia, ma anche Spagna e Francia (forse in Francia in misura maggiore che in Italia). Paesi come la Germania, o l’Olanda, tanto per citarne due, non c’è stato alcun aumento dei prezzi, grazie alla serietà generalizzata di questi due popoli e ad un cotrollo capillare (con tanto di pene severe e certe) da parte dei governi, controllo che, come sappiano non solo è mancato in Italia (durante il governo berlusconi), ma addirittura a livello locale molti servizi pubblici hanno aumentato i loro prezzi (ricordiamo l’aumento ad 1 euro dei biglietti AMAT, o l’aumento della tariffa dei parcheggi da mille lire ad un euro) In linea di massima si può affermare che c’è stata una netta divisione tra i paesi dell’europa meridionale e quelli dell’Europa centrale e settentrionale. Questa differenza è stata anche sancita da uno studio di Eurostat. Come dire…siamo tutti latini…

    3. nemmeno il 10% della popolazione palermitana legge un quotidiano (ricerche condotte sulle edicole), ma molte famiglie in condizioni economiche precarie hanno una parabola e Sky !
      La Tv entra in tutte le famiglie italiane, ma internet no!
      Chi pensa a colmare il divario digitale ?
      Sembra l’istituzione statale. Il wimax (http://it.wikipedia.org/wiki/WiMAX) dovrebbe contribuire, a breve, a portare internet ovunque (niente piu’ fili e cablagi per l’internet ad alta velocità).
      Ma in Sicilia l’uso di internet per far veicolare informazioni e creare opinioni e idee sembra ancora una realtà da venire, se si pensa al rapporto tra numero di abitanti e numero di blog/forum o al numero di servizi pubblici ( e privati) erogati online.
      Certo il fenomeno dei blog/forum e’ sempre in continuo aumento, ma non è ancora tale da creare consapevolezza diffusa su numerose tematiche e creare conseguentemente azioni da parte dei cittadini che intendono contribuire al cambiamento del sistema attuale.
      La cittadinanza attiva diffusa dall’informatizzazione digitale deve fare ancora la sua comparsa in Sicilia!!!
      Piccoli uomini e donne crescono con amore i loro blog e forum, ma la vera rivoluzione socio-culturale da internet la vedo ancora lontana quì.
      Fino a quando 1 siciliano su 2 (giovane e meno giovane) non avrà l’accesso quotidiano ad internet non credo che nessun riscatto socioculturale possa prendere vita.
      E allora…..
      voto per il wifi pubblico nelle piazze di Palermo da Sferracavallo a Ficarazzi e nelle principali piazze di ogni città e paese della Sicilia, voto per il wimax a 10 euro al mese per una tariffa 24 ore al giorno, voto per le pubbliche amministrazioni che erogano tutti i servizi essenziali online, voto per pagare il parcheggio della zona blu con un sms dal cellulare (anzicchè cercare il gratta e vinci mentre mi fanno la multa), voto per chi è cosi’ intelligente da capire che l’uso della tecnologia digitale oggi ci rende la vita facile, ma mi sa che dai programmi che leggo ad oggi non andro’ a votare ad aprile!
      AAA cercasi candidati digital-tecnologicamente sensibili per lo sviluppo economico siciliano …

    4. Franz, qual è questo studio di Eurostat ?

    5. Antonio, mi riferisco all’indagine “comsumer price” che EUROSTAT pubblica ogni anno suddivisa per area euro e UE.
      disaggregata per singola merce del paniere.

      Se sei interessato, dai un’occhiata quì
      http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page?_pageid=1996,45323734&_dad=portal&_schema=PORTAL&screen=welcomeref&close=/euro_cp&language=en&product=EUROIND_CP&root=EUROIND_CP&scrollto=0

    6. Avevo qualche dubbio sul fatto che Eurostat avesse certificato aumenti “incredibili” dei prezzi con il passaggio all’euro.
      In effetti, anche utilizzando Eurostat (che non fa altro che riprendere i dati Istat), l’indice armonizzato dei prezzi al consumo dal 2001 al 2003 è aumentato del 4,4% nell’area euro, e del 5,5% in Italia. Per un periodo di 2 anni, non mi pare una crescita così elevata.

    7. “Paesi come la Germania, o l’Olanda, tanto per citarne due, non c’è stato alcun aumento dei prezzi, grazie alla serietà generalizzata di questi due popoli e ad un cotrollo capillare”

      Non è assolutamente vero per quanto riguarda la Germania, c’è una continua inflazione, i guadagni “reali” (cioè ci sono sì aumenti degli stipendi grazie ai sindacati, però l’inflazione “mangia” questo aumento e addirittura diminuisce lo stipendio reale).
      Poi dobbiamo accettare che in un mercato “libero” sono processi che fanno parte di esso.
      L’aumento dei prezzi in Germania riguarda sopratutto il mercato di gas, energia, e generi alimentari, di questi i più importanti come pane, latte, pasta.
      Anche i prezzi dei servizi e mezzi pubblici in Germania
      sono aumentati.

    8. Non per ricordare cose ormai vecchie e che tutti si ostinano a non voler ammettere, ma il semplice arrotondamento dell’euro alle 2000 lire, ovvero il semplice considerare un euro come 2000 lire e non come le famose 1936.27 previste dal cambio, comportò di fatto un aumento di oltre il 3% dell’inflazione (le 63 lire e rotte di differenza ammontano a più del 3%, come chiunque abbia una calcolatrice può dimostrare). Così, senza che nessuno dovesse far nulla. Se poi invece teniamo conto dell’equazione 1 euro = 1000 lire, tanto cara ai ns posteggiatori, l’inflazione sale di botto a cifre a due zeri, ovviamente.
      E questo solo nel primo anno, anno e mezzo. Se poi consideriamo che ora i prezzi si arrotondano per la grandissima parte ai 5 centesimi (al mercato anche ai 10 cents) abbiamo dei salti di inflazione dei prezzi che l’istat non ha il coraggio di riconoscere pubblicamente ma che invece chiunque faccia la spesa è in grado di sentire in prima persona. Se la pasta da 85 cents al chilo passa a soli 95 cents, l’aumento è di più dell’11.5% e non del 4% come dice l’istat!
      Il guaio è che l’istat per calmierare i suoi dati e non fare impaurire la gente, oltre a tenere in considerazione il prezzo del pane e della pasta, gli associa prezzi di cose che di solito invece scendono di prezzo. Così se un cellulare nokia lo compro a gennaio costa 350 euro ma poi ne compro un altro a maggio a 170 euro (perché il prezzo è sceso) ecco che il forte calo di prezzo me lo posso giocare per bilanciare gli aumenti del pane e della pasta e non farli apparire alti come sono. Adesso, forse, col paniere dei beni di consumo la situazione dovrebbe cominciare ad assomigliare maggiormente alla realtà, ma siamo ancora indietro di un buon 5% sull’inflazione reale, a mio avviso.

    9. La Lira debole e la mancanza di dimestichezza con gli
      spiccioli non sono la sola causa del raddoppio dei prezzi.
      A chi spettava sorvegliare la parità di cambio valutario nel 2002 e perché non è stato protratto il controllo anche nell’anno successivo?

    10. @abacus:
      Vediamo se indovino… forse al governo di centro-destra?

    11. @fabrix

      toccava al governo in carica, non importa lo schieramento. Governava il centro destra? Allora spettava a loro

    12. @Franz:
      E’ chiaro.
      Però rimane, come dire, il dubbio (o il sospetto…) che non si sia fatto nulla proprio perchè conveniva così ad una certa “classe” sociale…

    13. @ANTONIO.
      EUROSTAT non elabora solamente i dati riportati dagli istituti di statistica dell’area euro; si occupa anche di fare sondaggi per conto della Commissione Europea. In particolare, ha svolto un’indagine riguardante le conseguenze delle operazioni di introduzione dell’euro fiduciario e la percezione degli aumenti da parte dei cittadini; da questa indagine risulta che il 67% dei cittadini ritiene che i prezzi siano stati il più delle volte arrotondati al rialzo, il 28% ritiene che gli aumenti e le diminuzioni si compensino. Soltanto l’1,9% ritiene che i prezzi siano stati arrotondati al ribasso. I valori dell’inflazione pubblicati da Eurostat mostrano infatti che tra dicembre e gennaio l’inflazione è aumentata dal 2% al 2,7%. Questi dati sono stati resi noti nel 2005 in una comunicazione della Commissione al Consiglio europeo non pubblicato in Gazzetta ufficiale. In un solo mese, non mi sembra un’aumento da poco. In questo caso il dato più significativo è la variazione mensile e non anua; le statistiche vanno lette bene…ma capisco che forse l’unica cosa che ti ha urtato è stato che io abbia citato il governo in carica di allora. Ripeto, non è un problema di colore politico. La sorveglianza spettava al governo in carica, che in quel caso era il governo Berlusconi.

    14. @FABRIX

      Io dico che non c’è stata la giusta sorveglianza…non mi azzardo a dire che la cosa sia stata voluta perche più, conveniente per una classe sociale, perchè in quel caso significherebbe che un governo in carica abbia fomentato una lotta di classe…e onestamente mi sembra una ipotesi fantasiosa. Siceramente non credo neanche che un governo di centro sinistar avrebbe fatto diversamente, visto che a conti fatti i veri controllori sarebbero stati gli enti locali sulla base di direttive del governo centrale.

    15. @Franz:
      Va bene, sarà che sono un pò… prevenuto nei giudizi.
      Però allora vorrei chiederTi che spiegazione dai a certi “segnali” o “atteggiamenti” verificatisi durante governi o amministrazioni (locali) di centrodestra.
      Tipo le molteplici (non tutte attuate, per fortuna) proposte di “finanza di progetto” che, ad un esame più attento, si rivelano molto convenienti solo per pochi imprenditori e di contro molto onerose per la collettività, oppure, più banalmente, il considerevole aumento nel numero di autorizzazioni concesse per circolare nelle corsie preferenziali cittadine alle auto private di VIP (si dice così, no?) palermitani…
      Sono tutti elementi, secondo me, di una tendenza più generale, tipica del centrodestra, nel favorire “pochi” rispetto alla maggioranza… o no?

    16. Lotta di classe o meno è il risultato quel che conta e se un governo non è stato capace di prevedere e contenere una così grave svalutazione.

    17. Franz, non conosco queste rilevazioni Eurostat non ufficiali, ma anche se si fosse verificata questa crescita dei prezzi del 2 per cento in un mese, sarebbe stata riassorbita nel corso dei mesi successivi (se crediamo alle statistiche ufficiali annue).

      Quanto al resto, non mi sono sentito urtato, ma il tono forse un po’ pedante del mio commento precedente dipende dal fatto che tanta gente spara giudizi (es. sull’Istat) senza un minimo di supporto. Mi fa piacere sapere che non e’ il tuo caso, anche se rimangono le differenze di opinione.

      Inoltre: cosa avrebbe dovuto fare il governo di allora ? mettere i vigili urbani a sorvegliare il prezzo delle zucchine ? Ti ricordo che siamo in un’economia di mercato, e se oggi siamo disposti a pagare una pizza il doppio di 5 anni fa…

    18. Esiste il reato di aggiottaggio. I prezzi e la valuta li dovrebbero sorvegliare la Banca d’Italia, il MinTesoro, la Magistratura. http://it.wikipedia.org/wiki/Aggiotaggio

    19. Ha dell’incredibile il citare l’economia di mercato quando quasi il 50% delle famiglie italiane non arriva alla quarta settimane del mese in conseguenza al limitato ontrollo sulla parità valutaria effettuato all’epoca del cambio di conio. Per la verità il governo dell’epoca applicò strettamente le direttive europee, ma era ampiamente prevedibile la necessità di un controllo protratto nel tempo perché l’aggettivo levantino in Europa lo attribuiscono ai meridionali (greci, spagnoli, italiani), non ai tedeschi o agli olandesi … invece la comunità emano direttive standard che andavano bene nel Centro Europa ma non nel Sud. In Spagna governava Aznar, centro-destra.

    20. Tornando al tema, l’introduzione dell’euro non avrebbe portato in Italia all’aumento dei prezzi che abbiamo conosciuto se la stampa e la tv se ne fossero occupate per tempo, dando voce a chi denunciava tanti colpevoli comportamenti ed omissioni.

    21. Thomas Jefferson disse anche:

      “Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Essi hanno di già messo in piedi un’aristocrazia facoltosa che ha attaccato il Governo con disprezzo.

      Il potere di emissione deve essere tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.”

    22. e disse anche:

      “Se gli Americani consentiranno mai a banche privati di emettere il proprio denaro, prima con l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri. Il potere di emissione va tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.” (Thomas Jefferson)

    23. Ha perfettamente ragione, sig. Didonna.
      E anzi le chiedo scusa per l’O.T. precedente.
      In verità, però, qualcosa che sia più di un timido tentativo di informazione utile e sociale esiste già: esempi di trasmissioni televisive come “Report”, “Striscia la notizia” e “Mi manda Raitre” o pubblicazioni come “Altroconsumo” ne sono la conferma.
      Il problema è che rappresentano ancora l’eccezione e non la regola.
      Comunque, ho fiducia per il futuro: come Lei ben sa, ad esempio, c’è il sito di Beppe Grillo…

    24. Il presidente James Madison :

      “La storia testimonia che i cambiavalute hanno usato ogni sorta di inganno, macchinazione, frode e violenza possibile al fine di mantenere il controllo sui governi per gestire il denaro e la sua emissione.” President James Madison

    25. “Tutte le perplessità confusioni, e afflizioni in America sorgono non tanto dai difetti della Costituzione, né dalla mancanza d’onore o di virtù quanto dall’assoluta ignoranza della natura della moneta, del credito, e della circolazione.” John Adams, Padre Fondatore degli Stati Uniti d’America

    26. “È un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina.” Henry Ford

    27. “Il Governo dovrà creare, emettere e far circolare tutta la valuta e il credito necessario a soddisfare il potere di spesa del Governo e il potere d’acquisto dei consumatori. Il denaro cesserà di essere padrone e diventerà servitore dell’umanità. La Democrazia si ergerà al di sopra del potere monetario.” Abraham Lincoln, Presidente degli Stati Uniti d’America, morto assassinato

    28. @FABRIS:

      “Sono tutti elementi, secondo me, di una tendenza più generale, tipica del centrodestra, nel favorire “pochi” rispetto alla maggioranza… o no?”

      Ineccepibile…sono attegiamenti tipici del centro destra.
      E’ quello che sta facendo Sarkozy in Francia. Da noi osannato come il portatore dei nuovi valori di una destra moderna, ma in Francia (ve lo assicuro visto che sono reduce da una permanenza di un mese a Parigi) ricoperto dallo scherno dei Francesi per bene e dalla disillusione di chi lo ha votato. Ma in Francia i cittadini votano sulla base di valori che sono diversi da quelli nostri. I loro voti non sono in vendita e la cosa che si guarda e il benessere della collettività, ovviamente con qualche dovuta eccezione.

    29. @Antonio Lo Nardo

      il fatto che l’aumento sia stato in parte riassorbito è vero. Infatti analizzando la serie temporale si vede che a fronte di una forte accelerazione nel giro di un trimestre, vi sia stato poi un aumento modesto dell’inflazione. Ma quello che volevo sottolineare è che in ogni caso, il tentativo di speculare ci sia stato e in maniera eclatante. Un controllo dei prezzi poteva essere fatto, attraverso studi di settore campionari e un capillare controllo con una certezza della penza (bella parola…ma in italia del tutto vuota!). Mi rendo comunque conto che non sarebbe stato facile…ma provarci in maniera più seria era obbligatorio!

    30. Tornando al tema dell’informazione, ribadisco (forse noiosamente come tutte le mamme sanno essere) che la scuola può fare molto. Un docente liceale che “obbliga” alla visione di Report o AnnoZero, o alle letture dantesche (come accade in classe da mia figlia) contribuisce sicuramente nella formazione di una coscienza sociale di questi ragazzi. Cioè, il nostro futuro. Ma questi illuminati docenti sono delle mosche bianche e pochi sono i genitori che seguono la formazione culturale dei propri figli.
      Visto che ammettiamo l’incapacità della scorsa classe dirigente e poco ci stiamo fidando di questa che verrà cerchiamo almeno di pretendere la migliore educazione per i nostri figli.

    31. Vertigo, hai perfettamente ragione

    32. sì Donato, e come si suol dire: me la mangio squarata 🙂

    33. Con tutta questa economia e la raffica di citazioni di sopra mi sento stunata. Complimenti mister ix in particolare per A Lincoln.
      Ma così…solo per capire, il problema qual è?

    34. Vertigo, stai facendo circolare opinioni sensate, la tecnologia sta rendendo più veloce di un tempo questa circolazione. Pensa che la forza delle idee è paragonabile al più pericoloso nemico delle rocce che non è la dinamite, ma l’acqua che, goccia a goccia, la penetra.
      Cambiare una mentalità richiede tempo, non impazienza: accontentati, al momento, dai fare ciò che è giusto fare e per il resto … “non ti curar di lor, ma guarda e passa”.

    35. Ros, Ix voleva parlare del signoraggio, ma non è riuscito a farlo con parole sue 😉 …

    36. Donato, basterà questa pazienza a fare risalire in classifica la qualità dei nostri studenti, ad impedire le migrazioni all’estero dopo la laurea (declassificata anch’essa), a svecchiare questi docenti fissati con la paginetta di grammatica invece di una bella lezione di etica, di morale, di educazione civica (intesa come comportamento civile)? oppure è meglio “più non dimandare”?

    37. “Dimandare” è lecito, rispondere è cortesia 😉

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