domenica 22 ott
  • I tempi che cambiano

    Ogni volta che mi fermo a riflettere sui tempi che cambiano mi sento un vecchio! Ma un vecchio struruso! Non uno di quegli anziani simpatici e saggi dispensatori di perle di vita…no! Proprio uno di quei vecchi ROMPICOGLIONI che, assittati davanti alla porta di casa in uno sperduto paese dell’entroterra siculo, giudicano qualsiasi cosa si muova dinnanzi a loro!
    Oh non è che lo faccio apposta! È più forte di me!
    Quando ero un fanciullo imberbe (a metà dei ruggenti anni ’90) la vita era molto più complicata! In tutto! Dal modo in cui spostarsi, passando per il modo in cui fregare ai tuoi genitori 10 minuti in più il sabato sera, arrivando all’approccio con il sesso femminile!
    Ma andiamo con ordine. Facciamo un esempio pratico.

    Racconto di una tipica serata del giovinetto medio (c’era pure allora il figo…ma noi parliamo di quello medio) 15enne. Anno 1995.

    Sabato mattina. Scuola. Quarto d’ora di ricreazione. Dopo aver fantasticato per tutta la ricreazione su cosa si potesse celare sotto il maglione tipo “polar express” della tua compagna “senomunita” l’amico di scorribande viene a distoglierti dai tuoi “pensieri” ponendoti la domanda cruciale che avrebbe assaltato le tua mente nelle successive due ore “che si fa oggi?”. Dopo l’iniziale nervosismo dovuto al fatto che la tua immaginazione complice la posizione leggermente piegata del busto era arrivata a figurarsi addirittura le clavicole nude della tua musa, il cervello comincia a rinsavire “Cavolo è sabato…unico giorno d’uscita…DEVO DIVERTIRMI”.

    Sabato mattina. Scuola. Uscita da scuola. Dopo attente dissertazioni ed innumerevoli proposte decidiamo bene di vederci alle 16.30 davanti il Paramatta.

    All’orario stabilito ti fai trovare lì davanti tirato a lucido (leggi “vestito con la prima cosa che ho trovato nell’armadio e che non facesse troppo puzza”) sul tuo fido SR LC Replica, regalato per la promozione dell’anno prima, kittato Polini fatto da te che rumoreggia come una 250 da GP. Poco importa se piove, ci sono 5 gradi e se hai parzialmente perso l’uso delle ultime due falangi della mano destra…sei lì! Bagnato e fiero!

    Si entra in discoteca: “ohmioddio…quella ha la minigonna!! Guarda che bona!!” I primi 40 minuti passano così tra un commento ed un’occhiata furtiva finche non arriva lui, il 18enne bastardo automunito (ed unico essere di sesso maschile ad essere asciutto in tutta la discoteca) che se la prende le posa un bacio con 2 metri di lingua se le porta via. Fine del pomeriggio. Ormai sei avvilito.

    Ore 20. Siamo tutti fuori. Diluvia. Mentre il bastardo automunito si carica le unica 4 ragazze un pizzico più maliziosette in macchina, noi poveri sfigati riprendiamo i motorini e andiamo da Di Martino 1 a mangiare. Tristezza mista a pititto. Ne manca uno…dov’è? Ovviamente lui non è uno di quelli “cellularemunito” e lo si va a cercare. Altra acqua. Dopo 15 minuti, ormai convinti di aver perso l’amico si decide di tornare in panineria. Entriamo e l’amico perduto è lì che mangia ci guarda con aria perplessa e sentenzia “dove eravate finiti?”

    Ore 22. Fine cena. L’acqua viene giù coi cati. Si va tutti nel pub/bettola a bere. Tra un cocktail e l’altro si parla di motorini, di guai e, come dice una famosa canzone di Max Pezzali, “delle ragazze degli altri” (sotto lo sguardo inorridito/incazzato delle fanciulle, zuppe anch’esse, che siedono al tavolo con noi).

    Ore 1. Shockati dagli innumerevoli cocktail a 2000 lire (di SOLO ALCOHOL), dal freddo e dalle cazzate si decide di tornare a casa. Fuori dal pub avvistiamo l’arca di Noé. Arrivo a casa con l’acqua che è arrivata fino a dentro le ossa. Tua madre ti cazzia perché era in pensiero per te “cavolo hai fatto fuori fino a quest’ora con sto tempo? Dirò a tuo padre che sabato prossimo non esci per punizione!!”. Tu non senti nulla! Sei come anestetizzato dal freddo e dall’alcohol. Non hai fatto nulla, non hai battuto chiodo ma sei contento come un pazzo.

    Racconto di una tipica serata del giovinetto medio 15enne. Anno 2008.

    Giovedì mattina. Scuola. Quarto d’ora di ricreazione. Dopo aver limonato per un quarto d’ora nel bagno del primo piano con la tua compagna di classe e dopo esserti accertato che neanche oggi ha messo su il reggiseno arriva da te l’amico di scorribande e ti pone la domanda che ti avrebbe dato più noia che altro: “che si fa oggi?”. Dopo l’iniziale nervosismo dovuto al fatto che, forse, la tua amichetta aveva deciso di non mettere neanche il tanga, il tuo cervello comincia a smaltire il testosterone: “cavolo…è giovedì…ma pure stasera devo uscire?”

    Giovedì mattina. Scuola. Uscita. Si decide che oggi c’è il giovedì universitario e quindi è il caso di andare in quella discoteca favolosa in centro storico. Ci vediamo alle 23:30 a piazza Unità d’Italia.
    Ore 23.30: dopo aver perso circa 2 ore a cercare cosa metterti ed a piastrarti i capelli, dopo aver fatto le cosacce nella tua macchinina con la tua amichetta (e dopo esserti reso conto che “NO” oggi il tanga non lo portava) ti fai trovare all’appuntamento. Fuori piove. Ma tu sei asciutto e felice. Oddio un po’ affaticato ma felice.

    Si arriva alla discoteca guidati dal tuo Pioneer X1R, ragalato per il 5 e 1/2 nel compito di matematica, che fa anche da TV, telefono, radio, Monitor per PS2 e localizzatore GPS della altre macchine dei tuoi amici (così inconvenienti tipo quello dell’amico perduto avvenuto nel lontano ‘95 non avverranno mai più) e, dopo aver passato 20 minuti per trovare un posto alla macchinina, si entra. Di universitari però manco l’ombra! Dove sono i grandi? Saranno a studiare? Macché studiare: quelli hanno capito che ormai i 15enni escono ogni sera e si intrufolano in ogni dove e, giustamente, i 26enni hanno noia a vedersi in giro i “pokemon”. In poche parole da giovedì universitario la serata e diventata di fatto un “giovedì liceale”. Dopo non aver fatto caso alle 200 ragazzine prive di vestiti che si aggirano per la discoteca ancheggiando a tal punto da rischiare di slogarsi un’anca, dopo aver fatto le cosacce con la tua amichetta e con le sue due migliorissime amiche (chi più ne ha…), balli per i 5 minuti che rimangono, ti prendi un cocktail annacquato da 12 € (leggi 24000 lire), ti senti ubriaco e decidi di tornartene a casa.

    Ore 3.00: diluvia e le strade sono allagate. Tu sei odiosamente asciutto. Dopo aver lasciato la tua amichetta, fiero come un crasto sopravvissuto a Pasqua, di averla tradita con la sua amica e di non averglielo fatto sgamare vai a lasciare l’altra amica conosciuta la sera stessa e che ti sei caricato, in barba al codice della strada, sul macchino, fai due minuti di cosacce anche con lei e torni a casa. Mentre sali le scale squilla il cellulare: è tua madre che timidamente chiede di te. La mandi a fanculo. Entri a casa, vai nella sua stanza, accendi la luce e la cazzii per averti chiamato e le comunichi che domani mattina avrai mal di testa e non andrai a “sQuola”. Lei sorride e ti dice di non preoccuparti!

    Cambiano i tempi. Cambiano le mode. Cambia, purtroppo, il modo di educare i figli. Ed io mi sento un vecchio! E penso anche che quando avrò un figlio istituirò, visto come vanno le cose, una paio da scarpe da usare SOLO per il calci nel culo!

    Ospiti
  • 65 commenti a “I tempi che cambiano”

    1. Noooo! Non dovevi nominare il Paramatta!!! Ora piango. 🙁

    2. Ho fatto un tuffo nel passato! Grazie!
      Ricordo che a me e al mio zip fast rider giallo, montato con pezzi di cilindrata sempre 50 ma polini, (volava quel motorino anche se non era 80ino) non ci ha fermato neppure la neve, altro che pioggia.
      E quante serate nei pub, visto che in discoteca non di sera non potevamo entrare: al mitico Cimitero Pub, ad un’altro che si trovava in via principe di paterno` ma di cui mi sfugge il nome, o al taco loco, solo per citarne alcuni. E poi le feste in casa, che spesso aspettavi con impazienza per conoscere le compagne di scuola della tua amica che frequentava un istituto femminile.
      E la mitica vera e unica musica dance.
      Non so che darei per poter rivivere quei giorni di gioia e spensieratezza.

      ps (nel 95 nessuno di noi aveva il cellulare, per lo meno nel mio gruppo. E ci si perdeva spesso. I primi ad averlo furono 2 miei compagni di classe nel 97, per il loro 18esimo compleanno, ultimo anno di liceo. Oggi i bambini dell’asilo hanno l’iphone a momenti….)

    3. Il Paramatta è vivo è lotta insieme a NOI!!!!

      Bel post..complimenti.

    4. Il Cimitero!!! ma esiste ancora? Hai replicato perfettamente il mio sabato-tipo da 15 enne, con la variante pizza alla Carmen in alternativa al cartoccio Di Martino (ma nel mio caso stiamo parlando di fine anni ’80 primissimi anni ’90). Mah, se proprio devo essere nostalgico, preferisco buttarmi sui primi anni di università, quando facevo la vita di un 15enne di adesso. Con cognizione di causa, però…

    5. Io ricordo ancora la vodka che servivano al SETTIMO CIELO…mezzo bicchiere e ti sembrava di trasgredire!
      Che bei tempi!Sono passati ormai 10 anni da allora…
      Mitico Paramatta “dalle 5 alle 8” sconto se acquistavi la prevendita…io regolarmente la prendevo da una ragazza il sabato all’uscita da scuola! Bellissimo!!!!

    6. @Ami: si ‘na ‘mriacuna!!! Tu mezzo bicchiere di Wodka? Ma finiscila!!!

      A completamento del post aggiungo la notizie di ieri sera al TG: “alcune 15enni sono state chiamte in caserma perchè sospettate di aver spacciato droga davanti alla scuola. Le giovani sono inoltre state accusate di aver fatto sesso di gruppo con i loro amici dopo aver assunto droghe.”

      Ora voi vi immaginate a dover accompagnare VOSTRA FIGLIA 15enne dai carabinieri per rispindere di queste accuse? Da qui la mia idea della “scarpa da calcio nel culo”…ma in quel caso nonc redo che basterebbe per sfogare la mia rabbia!

    7. Mi hai ricordato il mitico buzzuki( era lui no??), anch detto duemilalire.
      Per me e la mia amica l’organizzazione del pomeriggio del sabato iniziava il mercoledì mattina (primi anni 90) alla ricreazione del Garibaldi, con le solite domande di rito:
      “Ma Lui quando lo chiamiamo per sapere cosa farà sabato, non sarà un pò prestino chiamarlo oggi?” oppure
      “tu come ti vesti sabato, mica mi potresti prestare le tue Tod’s rosse comprate in un posto che “conosciamo solo noi di via Garibaldi”?”
      e ancora “io non ho il videoregistratore, andiamo da te che tanto i tuoi non cisono?”
      per finire” ma poi la chiediamo cassettina remixata a quello del paramatta ( che era sempre amico del mitico Gatto dj)
      che bei tempi, adesso il max divertimento del sabato è andare da di martino a prendere un panino…..sigh..

    8. @Beny: ero piccolina…avevo 16 anni (anche se la prima ubriacatura è stata a 14 anni alla festa di un mio compagno..in via Catania..)!!! E poi parli tu…ex alcolista anonimo!!!! I ragazzi di oggi cominciano con quali schifezze? Io non ucciderei mia figlia!!! La manderei in campagna a badare alle galline, alle capre e a zappare! Accussì s’insigna!

    9. @alberta: SIIIIIII!! Prima Buzuki e poi Vaca Paka…sempre bettola iera!!!

    10. Aggiungo la Tavernetta di Johnny, dietro al tribunale

    11. Beh cosa dire… mi hai fatto quasi piangere,la verità fa male… anch’io sono un vecchio burbero,ed istituirò un paio di scarpe da usare SOLO per il calci nel culo!

    12. E quella panineria sotto i portici accanto al fiamma, come cacchio si chiamava?

    13. Vabbè, picciò (ma qua la cosa si fa da intenditori..) Quando il Mikalsa non si chiamava Mikalsa ed era il mitico Memphis? Serate di blues dal vivo indimenticabili, e indimenticabili ‘mbracatorie. Basta, voglio tornare matricola!

    14. avevo 18 anni nel 95 e facevo la stessa vita dei 15enni di quel periodo.
      era bellissimo, tutto più genuino e si trasgrediva, per carità, ma era una trasgressione che ti rendeva consapevole di essere uscito dai binari una volta tanto.
      questi 15enni di oggi credono che sia normale fare sesso di gruppo e farsi riprendere col telefonino da 4 tipi che ancora non hanno manco la barba e puzzano di nesquik.

      la cosa peggiore sapete qual è? che forse, quando avranno 30 anni loro, guraderanno i 15enni e diranno, ah… ai miei tempi non eravamo così…
      una domanda per tutti:
      COME SARANNO I 15ENNI DEL FUTURO?????

      ho già paura..

    15. I ragazzi rispecchiano i tempi che vivono. Nel 1847 erano più trasgressivi di quelli del 1820. Penso sia normale. E’ ovvio che oggi ci fanno paura, però non si può far molto. Dovremmo fare una rivoluzione contro fenomeni a dir poco naturali dei nostri tempi, come la globalizzazione, la comunicazione sfrenata, il consumismo sfrenato, la non-educazione dei genitori ancor prima della loro non-educazione ai figli.
      Se proprio vogliamo cambiare il mondo, come diceva il buon Mahatma, dobbiamo in primo luogo cambiare noi stessi.

    16. ahhaahhahaha Delizioso! Ma perchè non mettere il tanga?

    17. @Simona: perchè a giudicare da quello che si vede in giro molte “puellae” di oggi o hanno le mutande invisibili o ritngono questo capo d’abbigliamento un inutile quanto scomoda pedita di tempo!!

    18. Bravo Benedetto, mi ha mandato indietro di parecchi anni. Tutto quello che hai raccontato é pura verità. Ti sei scordato a dire che oggi i 15enni non solo fanno sesso di gruppo ma provano qualunque droga senza pensarci due volte!! ai miei tempi solo perché i miei si erano sgamati che avevo provato uno spinello volevano mandarmi in cura di disintossicazione!! Parlavano di me come se fossi Cristiana F. , avevano contattato pure il medico…..A ripensarci mi fanno pure tenerezza!!!

      Che deve essere dura essere genitore oggi!!! probabilmente saremo noi i nuovi ROMPIPALLE ?
      C’erano altri locali di cui non ricordo più il nome…

    19. @Maria: grazie. purtroppo oggi tra politici che parlano di legalizzazione delle droghe leggere (pi mmia dalla canna alla cocaina su tutte la stessa fitinzia e non mi si venga a dire il contrario! Se a 13 anni accuminci a farti le canne prima o poi lo spinno di provare la “bomba” seria ti viene!), tra genitori (e che genitori) che si fanno le canne sentendosi nostalgici e un po’ “radical chic”, tra TUTTI I MEDIA che parlano della marjuana come se fosse una stronzata e prendono per bigotto chi pensa che “illegale è ed illegale è bene che resti”…siamo proprio alla frutta!
      Ditemi bigotto ma per me è così!

    20. e quindi? what’s happen? comu finiu?

    21. @ Beny: sei tu che approvi?

    22. @rob: approvo che?

    23. Il locale in via P.pe di Paternò era il mitico Buddy. Il Cimitero Pub non c’è più da tempo. Che bei tempi, ci divertivamo con niente. La vita era lenta, semplice ed economica. Il consumismo ha rovinato la nuova generazione. Io il primo paio di Adidas Torsion, quelle azzurre per intenderci, le ho avute a 18 anni. Comprate con i soldini guadagnati lavorando d’estate. Adesso vedo poppanti in giro con cellulari da 500 euro (leggi 1.000.000 di lire), come se fossero dei giocattolini.
      Sarà dura educare i figli in questa situazione. Penso comunque che un bel calcio in culo fa sempre bene. Anche se in certi casi ne servirebbero molti di più.

    24. @ beny: ho mandato un post e non mi è stato approvato e mi chiedevo se fossi tu ad approvare tutto qui.

    25. Mitico! Ottimo post.
      Che ricordi, io avevo il SI e ricordo che prima di uscire dovevo mettere un cuscino per fare salire la zita di allora. Prima tappa al “muretto per parlare” e poi a scaminiare. Ma rigorosamente alle 00,00 dovevo essere già a casa con il pigiama e chi rienti lavati. Ora a mezzanotte si stanno ancora preparando per uscire…schifiu!

    26. @ rosalio: problems?

    27. Scusate ma allora non è un blog libero se uno non può neanche esprimere un parere.

    28. eccomi ancora qui

    29. ho l’impressione che mi stiate ignorando

    30. Si stava meglio quando si stava peggio. E si, non ci sono più le mezze stagioni. Ai miei tempi ci si divertiva con poco. Una volta qui era tutta campagna. Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno. Vent’anni si hanno una sola volta nella vita. I soldi non fanno la felicità. @ rosalio : così va meglio?

    31. Io sono un blogger di Rosalio da poco e da quello che ho potuto notare è che, non appena c’è curtigghiu o odore di rimembranze, si scatenano i post, basta pensare agli oltre 200 posts per l’inaugurazione di una buticchi (ripeto che u sacciu come si scrive) ed a tutta la bagarre che ne è nata. Di contro, non appena ci sono post, diciamo culturali, se arrivano 5 commenti è assai. Certe volte mi fanno pena, manco un commento, quasi quasi mi verrebbe da scriverne uno io magari per salutare la zia Carmela, oppure per mandare un bacione al figlio della zia Tana, tipo radio canzoni napoletane, tanto per fare numero. Minkia, che ci sono post di presentazione di libri? Mììì e che è l’acquasanta per i diavoli? Viene un campione di tennis a Palermo? un solo commento (forse lui stesso),anzi facciamo una cosa riepiloghiamo:
      Notte di Galileo = 0 commenti
      TGS studio Stadio = 0 commenti
      Presentazione libro Fondazione BDS = 0 commenti
      Demopolis = 0 commenti
      Proiezione Documentario Nel cuore dello Stato = 0
      Addio Pizzo = 2 commenti
      Palluni (nel senso di pallone calcio) e cà aumentano i commenti, 36
      a ura ri palluni e di curtigghiu e di tempi perduti….
      Trovo un pò triste la cosa che dire.

    32. @rob: non sonoio che approvo! Penso che, se lasci post con insulti o commenti “pesanti” rosalio te li cancella! 😉

    33. niente di tutto questo caro beny

    34. almeno a mio avviso

    35. te la giro al tuo indirizzo?

    36. @rob:vai! cmq anche io sono in attesa dell’approvazione di un commento

    37. Il popolo che siede nelle tenebre si fa ritroso. Ha iniziato ad allarmarsi. E’ diventato sospettoso nei confronti delle benedizioni della civiltà. Peggio ancora: ha iniziato ad esaminarle.
      E si è accorto che dentro la confezione gradevole e attraente che esibisce le offerte della nostra civiltà… si trova l’oggetto reale che il cliente che siede nelle tenebre acquista con il sangue, le lacrime, la terra e la libertà. Mark Twain

    38. dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:
      art. 18, art. 19, e poi: La libertà di espressione è sancita anche dall’art. 10 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ratificata dall’italia con l. 4 agosto 1955, n. 848:

      1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
      2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.
      La violazione del citato art. 10 della Convenzione Europea legittima il cittadino a proporre ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro lo Stato Italiano, per ottenere il ristoro dei danni subiti, anche morali, purché siano esauriti tutti i possibili rimedi giurisdizionali interni [

    39. L’art. 21 della Costituzione italiana [modifica]
      La Costituzione italiana del 1948 supera l’esigua visione fornita un secolo prima dallo Statuto Albertino, che all’art. 28 prevedeva che La Stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi. Saranno proprio delle leggi dello Stato, infatti, a consentire le censure tipiche del periodo fascista. L’art. 21 della Costituzione stabilisce che:

      Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
      La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
      Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
      In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
      La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
      Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

      La Corte di Cassazione italiana ha recentemente stabilito una serie di requisiti affinché una manifestazione del pensiero possa essere considerata rientrante nel diritto di critica e di cronaca: veridicità (non è possibile accusare una persona sulla base di notizie false), continenza e interesse pubblico. Se si tratta di fatti personali, anche se veri e continenti, non dovrebbero essere pubblicati. Al riguardo operano i limiti previsti dai reati di diffamazione e ingiuria. In generale costituiscono un evidente limite al diritto di cronaca anche l’onorabilità e la dignità della persona. Tutto ciò è diventato sempre più vero dopo la legge sulla privacy del 1996. Chi è coinvolto in procedimenti giudiziari non potrebbe essere fotografato in un momento in cui è sottoposto a carcerazione (come invece è accaduto all’attuale deputato della Margherita Enzo Carra durante Tangentopoli). Allo stesso modo il nome e le immagini di minori sono oscurati dal 1996.

    40. bravo beny

    41. Bel post “amarcord”, complimenti.
      E’ da stamattina però che non riesco a ricordare il nome della discoteca che c’era vicino al Liceo Cannizzaro, faceva i matinèe e ci si organizzava con Assemblee di Istituto proprio il venerdì per andarci.
      Chi si ricorda il nome? eheh 🙂 Per fortuna che c’è Rosalio, così ci si può ricordare tutti insieme di quei bei tempi che non torneranno più. Ciao.

    42. E tu, Benedetto, sei un pochino più giovane di me. Già per me i tuoi quindici anni erano pieni di trasgressione!
      Come vedi…tutto è relativo! 😉

    43. Sono andata al paramatta solo per vedere albertino! Di sera…avevo 15 anni e per entrare bisogna averne almeno 16, sono stata col timore di essere mandata a casa ma non accadde! Per il resto visto che avrei fatto tappezzeria che motivo avrei avuto di andarci? Passavo i sabato sera con le amiche a mangiare la pizza a giro, visto che ancora poi eravamo tutte senza patente…
      Adesso alla soglia dei 30 anni, credo di avere vissuto quasi ogni tappa quando andava vissuta, adesso quando avranno la nostra eta’, gli adolescenti di oggi, cosa faranno il sabato sera? Io ad esempio lo passo sempre a casa a vedere un giorno in pretura sul lettone, lo so sono noiosa!!!

    44. che nostalgia…… 8)

    45. p.s. quando brevetti quegli stivali, me ne fai avere un paio??? 😉

    46. Ma uno che a sto schifo di paramatta non ci ha mai messo piede che è un alieno? L’idea del giovane di ieri e di oggi che esce da questo articolo è a dir poco qualunquista.

    47. Rob ti invito a utilizzare soltanto l’e-mail per quelle che mi sembrano rimostranze. Qui è inappropriato. Grazie.

    48. @Doppiomalto: Il BUDDDYYYY, grazie per avermelo ricordato. Quante risate e bevute in quel posto.
      E le adidas torsion… erano le scarpe piu` ambite del momento. Io ne trovai un paio davvero belle, me le ammiravano tutti. Poi un giorno mio fratello le volle prestate, se le porto` in campeggio e ci futtiero….

      Tornando in tema post, credo che buona parte della spregiudicatezza dei 15enni di oggi derivi anche da internet. La possibilita` di avere accesso velocemente, facilmente e gratuitamente ad una quantita` incalcolabile di informazioni di qualsiasi genere, e` una cosa che nei primi anni 90 noi ci sognavamo. Con questo non voglio criminalizzare internet come spesso molti bigotti fanno con la televisione, con i videogiochi o con i film. Io adoro internet e oggi non saprei farne a meno. Internet e` diventato un luogo di socializzazione come la scuola (il cui livello oggi e` ai minimi storici), il luogo di ritrovo con gli amici etc. Il punto sta che nei luoghi di socializzazione nasce un naturale senso di imitazione.
      Faccio un esempio. Ai miei tempi passeggiavamo per strada o ci incontravamo sotto casa di qualcuno e spesso ci imbattevamo in motorini “montati”. A quel punto ti veniva quasi d’istinto la voglia di farti montare il tuo di motorino. Oggi i 15enni vanno su internet e trovano i video delle orgie dei coetanei, il sesso orale a scuola (dove di orale si dovrebbero fare solo le interrogazioni) e tante altre belle cosine, e anche a loro viene quel senso di imitazione.

      Un po li guardo anche con invidia i 15enni moderni che hanno le loro coetanee cosi “aperte” e disponibili a sperimentare, ma io i miei tempi me li sono goduti e mi sono piaciuti per quello che furono. Ricordarli mi da sempre emozioni.

    49. boh io ho la stessa età del benedetto, eppure a 15 non mi ubriacavo e non avevo il cellulare (nel novantacinque non erano così diffusi). andavo al paramatta (paura!) al kandiski e tutto quello che volete, mi bagnavo come un coglione, ma alcune coglionate fortunatamente le ho rimandate ad un’altra età.

    50. @monachella: un giorno in pretura è finito, riprenderà non so quando, adesso faranno una cosa inguardabile con Camilla Ratz…ecc..come faremo senzo lo sguardo inquetanto di Angelo Izzo & c.??

    51. Commento di un 50enne con un figlio di 15 fin troppo educato: i calci non serviranno, come non sono serviti quelli che qualcuno dei vostri genitori certamente vi avra’ dato quando avevate i vostri 15 anni. Non a caso il post di Beny descrive una madre completamente disarmata.

      Un’altra possibilita’ e’ – per quanto triste cio’ possa apparire – educare sin da piccoli i propri figli alla futilita’ della maggior parte di cio’ (leggi societa’) che ci circonda. Il risultato che rischiate pero’ e’ un figlio che non sa capire che senso abbia la propria vita.

      Quindi, a volte, mi chiedo se non sia meglio lasciare che tutto vada avanti “come capita”, tanto ci pensera’ l’evoluzione Darwiniana a spazzare via, col suo tempo,
      coloro che non sono adeguati al mondo che ci ospita
      (e potremmo essere noi i primi…).

      Ci sarebbe una terza alternativa, ma e’ altrettanto difficile che quella del calcio nel sedere o quella del lasciar fare: l’alternativa e’ provare a mettersi letteralmente nei panni dei propri figli e sperimentare in prima persona come stanno le cose. Per alcune cose si puo’ fare, vedi ad esempio la partecipazione alle comunita’ virtuali su Internet, per altre e’ impossibile (vedi le uscite la sera). Forse scopriremmo che i loro comportamenti non sono poi cosi’ censurabili o pericolosi. Ma il problema e’ un altro, a una certa eta’ manca semplicemente il tempo di farlo (certo non la voglia).

      ADM

    52. @alberta: mi dai una funesta notizia…si lo sguardo di Izzo…mio fratello non ha dormito

    53. @Antonio: con me i calci nel culo hanno avuto l’effetto desiderato 😉
      Cmq grazie per aver condiviso il pensiero di un genitore!

    54. @ clada: la discoteca vicino al Cannizzaro si chiamava “ALIBI” .

    55. @cerasello: grazie!!! Proprio non riuscivo a ricordarlo. L’Alibi fa parte dei miei ricordi da quindicenne 🙂 Ciao

    56. 6 un genio

      grazie per avermi fatto rivivere antiche emozioni!!!
      🙂
      io cm a 15 anni non potevo uscire la sera!!!!!dai 17 in poi!ahahahah!

    57. ma tutta sta pioggia unne a viristi ???

    58. MA CHE NE SAPETE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      ERAVATE TROPPO PICCOLI PER TUTTO QUELLO CHE ERA VERAMENTE IL PARAMATTA !!!!!!!!!!!
      O ANCORA MEGLIO IL PARE-CHOC!!!!!!!!!!!!!!

      UN MITICO 34ENNE!!!!!!!!!!!

    59. Beny, non sei bigotto, non c’entra; sei solo ignorante. se sapessi di cosa si parla di certo non diresti simili falsità

    60. 1988.. io scendevo da casa, abitavo in via de gasperi, mi veniva un tiro andare al paramatta… anche se il VELENO o il PARECHOC erano più vicini.
      Minkia ricordo che il proprietario (che sarebbe diventato mio amico di lì a poco) aveva trovato la furbata di farsi fare le sfogline (i biscotti di sfoglio va…) ma non dolci… SALATI, così i ragazzini, con la secchezza delle fauci, andavano a bere… che furbo il Ciccio…
      da quell’anno ho cominciato a mettere musica lì i sabati pomeriggio, insieme a Roberto Nicastro…

    61. A quei tempi era quasi axis mio caro peppe!!!!!
      E la persona si chiama come me!!!
      Mi rendo conto che non ci può essere una persona che conosce quel giro come me 🙂 🙂
      Roberto tra l’altro è un amicone!!!
      Peppe…Peppe… Non ricordo bene fatti riconoscere?!?!?!?

    62. Per me è stato prima un divertimento e poi un lavoro dai 16 fino ai 30 anni ho organizzato serate, pomeriggi, aperitivi, eventi… di tutto!!!!Passando per tutti i locali con tutti i dj e con tutti i buttafuori… ore ed ore passate a pensare agli special thanks… a dividere biglietti…discutere per le liste gli omaggi, le consumazioni!!! UNA VITA FAVOLOSA!!!!!
      Ricomincerei domani,anzi subito… purtroppo poi però mi scontro con la realtà e mi rendo conto che i tempi passati non tornano più… sabato mi hanno invitato ad una festa….

    63. Una festa anni90!!! e molti di voi erano lì … devo dire che la volontà è da premiare ma il risultato un po’ meno!!!
      90% ragazzi under 26..
      la restante parte era del periodo giusto ma gente che non aveva un grande ruolo all’epoca…
      il mio amico peppino s. (dj della serata) ha provato a fare di tutto per fare divertire il nostro gruppo (veri di quegli anni!!!)ma alla fine la grande maggioranza della gente voleva musica fine anni 90 e quindi …poco a tema la festa… comunque ottimo tentativo!!!

    64. Tanto per dire quanto quegli anni hanno significato per noi e quanto il nostro gruppo si è legato in quel periodo….eravamo in 7 ( ormai con mogli!!) tra cui: un ex organizzatore ( forse il più conosciuto dell’epoca);
      un ex dj ( non molto quotato ma sempre in mezzo);
      un ex aiuto organizzatore ( giro collica);
      un altro ex organizzatore ( giro bar alba) e per finire l’ex proprietario della discoteca in cui facevano la serata!!
      IN CONCLUSIONE … QUELLI SONO STATI I TEMPI PIU’ BELLI E PIU’ SPENSIERATI !!!!
      BACI A TUTTI

    65. anch’io negli anni 90 ero una ragazzina ma ero una di quelle molto ribelli quindi il sabato mattina con i miei compagni mi facevo i matinee al cerchio(buona armuzza) o all’axis, poi la sera con gli amici quelli grandi, con la macchina(quelli asciutti :-D) andavo agli after hours nei vari maneggi e altri posti scafazzatissimi dove mi “collocavo” di cocktail perchè al bar c’era un tale detto LO SQUALO che non mi faceva mai pagare.

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