lunedì 23 ott
  • “‘U tagghiamu ‘stu palluni…?!”

    “'U tagghiamu 'stu palluni...?!”

    È scaricabile da oggi ‘U tagghiamu ‘stu palluni…?!, pezzo dei Combomastas che racconta in palermitano la storia di uno come tanti, che nasce e cresce a Palermo, da «quannu è nnicu» a quando ormai comprende che si può fare qualcosa per gli altri: insegnare con la propria esperienza colma d’errori, raccontare la propria voglia di riscatto, restare a Palermo e modificarla in meglio. È disponibile anche una versione con Sasà Salvaggio.

    Sono in distribuzione in tutta Italia le cartoline e dal 14 aprile inizierà un remix contest sul sito.

    Consigliato da Rosalio.

    Palermo
  • 19 commenti a ““‘U tagghiamu ‘stu palluni…?!””

    1. mmm…. sto ascoltando il pezzo…
      si, ok, è una parte della nostra città… il dialetto in effetti è quello di alcune parti della città..
      mmm… forse il pezzo è troppo mery per sempre…

      mmm… non so se mi piace… scusate per tutti questi mmm…

    2. Ascoltai la prima volta il pezzo su una compilation realizzata dal Piotta. Si chiama Prodotti A-Tipici e racchiude brani di diverse parti d’Italia, nei rispettivi dialetti ovviamente.
      È naturale che la mia scelta d’ascolto ricadesse sul pezzo dei Combomastas. Secondo me sono bravi ed è un bel pezzo. Destinato a restare confinato a Palermo, però.

    3. Ehm… a questo punto aggiustare il link della versione con Sasà?! Sarei curioso di sentirla…

    4. Ho i brividi (non meglio specificati!).

    5. Cetty come sarebbe “il dialetto in effetti è quello di alcune parti della città..”
      Il dialetto è nostro, è di tutta la città. Semmai, le realtà raccontate sono di alcune parti della città anche se la cosiddetta palermobene non è tanto diversa tranne per il fatto che gira in audi comprata con i soldi di papà…
      a me cmq piace il pezzo “Palermo la vivi o ti vive lei a suo modo” è la pura verità.
      bravi.

    6. totodamilano posso assicurarti che non faccio parte della palermobene che a dirla tuta mi fa piuttosto schifo.
      il dialetto lo parlo, ma non con questa pesantezza che è tipica di alcune zone della città tipo la mia.
      vivo alla zisa.
      sono nata vicino via pitrè, quindi, come vedi, niente a che vedere con via pricipe di belmonte o via libertà.

      il dialetto in senso linguistico è nostro, l’accezzione e l’accento con cui lo parli è un altro.

    7. Cetty perdonami ma prima parlavi di dialetto.
      Il dialetto chiddo è. Stop. che lo parli alla Zisa o al Politeama o a Colonnarotta sempre chiddo rimane. Non cancia.
      L’accento o l’intercalare è diverso? (tra l’altro nel brano ci sono più voci che parlano lo stesso dialetto) Non l’ho mai notato. Mi faresti un esempio per esempio?
      Uno che ha la lingua di pezza o la r moscia o balbetta e vuole parlare il dialetto, parla quel dialetto lì solo che avrà un suono diverso.

    8. bellissima pezzo, quanti “SUPERSANTOS” mi hanno tagliato qnd ero “nicu”……!!!! sig.
      ancora sento le urla di quelli che nn volevano sentire le nostre grida di gioia per un pallone che rotolava….. “ORA VI TAGGHIU U PALLUNI..!!!!”
      Allora erano le strade i nostri campetti e con poco sognavamo di diventare qualcuno….

    9. bella, bella, proprio bella, più l’ascolti e più s’invischia nella linfa della gioventù ripescando qualche ricordo delle avventure incoscienti degli anni per fortuna “morti”. è realtà, c’è oggi chi la vive “a suo modo” come noi la vivevamo “a modo nostro” e non riesce ad afferrare altre .. perchè non è solo la loro vita ma, di ogni genere di generazione ch’è incapace (umilmente permettendo!!!)di trasmettere concretezza al cospetto dei percorsi che man mano si presentano, prima del lavoro, la droga, la fottuta, la vita in strada,etc.. c’erano gli stessi sogni che ogni persona-bambino dal nord al sud più o meno da una parte all’altra dei poli sognava credendo che crescendo avrebbe potuto tendere la mano come gli adulti non la tesero mai a loro…ed il cane che si morde la coda, cosa ci aspettiamo?

    10. IN effetti sono daccordo con cetty.
      Ho capito la bellezza del siciliano e anche dell’accento palermitano quando ho sentito parlare gli anziani che girano in autobus..
      Molto spesso i giovani comunque sono sguaiati per scelta, per fare ridere, per fare gli spacconi.

    11. Per quanto mi riguarda è un’interpretazione fedelissima! mille complimenti ai Combomastas’.
      Al di là dei commenti ignoranti che possono venire dagli invidiosi è una grande operazione! chi crede che sia solo una furbizia per un pugno di fama credo che sia totalmente fuori strada! Tatuatevele sul cuore queste parole!
      “DOBBIAMO RESTARE A PALERMO PER CAMBIARLA E FARLA DIVENTARE DAVVERO GRANDE!!!”
      Se se ne vanno tutti a Palermo chi resta? e che fine facciamo fare alla nostra città?!!!

      FORZA PALIAIMMU E SANTARROSALIAAA!

      A.

    12. COMPLIMENTI ai COMBOMASTAS’. BELLA TUUTA L’OPERAZIONE e faccio un appello a tutti i PALERMITANI: AIUTIAMO QUESTI RAGAZZI, stanno facendo grandi cose, hanno innescato una miccia, facciamo la prima mossa per un vero cambiamento, per una volta uniamoci, UNIAMOCI a chi ha iniziato qualcosa di nuovo o vecchio che sia, ma lo hanno iniziato ed è costruttivo. UNIAMOCI E AIUTIAMOCI a migliorare UN’OPERAZIONE PER TUTTI NOI PALERMITANI che viviamo PALERMO.

    13. Chi trova sguaiati questi ragazzi, non sa e non conosce cos’è il palermitano.
      Dizione perfetta, e aggiungo anche nell’ italoparlato,padronanza assoluta del dialetto.
      Inchi u cuori ( rallegra il cuore) sentire questi giovani esprimersi in modo viscerale, con l’anima che vibra di passione per questa nostra Palermo, matrigna ma alla fine sempre madre comunque….bravi picciuotti…

    14. @Totò, chiddo?
      mmmh…. chiddru(non è proprio giusta la fonetica ma il palermitano sa come pronunciarlo)

    15. siete fortissimiiiii la prima volta ke vi ho visti al meeting (pompei) mi sono divertita un mondo!!! shorty 6 prp bonooooo!!! vi amoooo

    16. Sono una mamma ma abbastanza giovane ed una cultrice della storia e del costume palermitano. Quindi compliementi per aver associato un genere musicale nuovo, con i nostri dialetti. Parlo di dialetti perche’ e’ giusto precisare che il dialetto palermitano (ed escludo siciliano che e’ piu’ vasto) varia a seconda la zona. Per cui gia’ parlarlo e’ difficile figuriamoci poi leggerlo e sciverlo. Baci e Bravi

    17. Giustu giustu, pure la città di Palermo ha dei suoi propri dialetti. Posso riferirmi a “La Carta dei Dialetti d’Italia” di Giovan Battista Pellegrini in cui ha classificato la lingua siciliana, i suoi numerosi dialetti (sì, esistono!) e le sue innumerevoli parlate locali. C’è pure la grammatica del nostro grande Pitrè. Anche se è vissuto cent’anni fa, iddu scrissi di li tanti dialetti in Sicilia e ca macari la “Kalisa” nn’avia unu tuttu lu so’.

      Dio mio talè quanti sono i modi per dire “Palermo”:
      Palermu (in lingua siciliana)
      Palèimmu
      Palemmu

      Palièrmu
      Palièimmu
      Palièmmu

      Palìermu, Palìarmu
      Palìeimmu, Palìaimmu
      Palìemmu, Palìammu

      W Sicilia, Palermu e Santa Rusulìa!

    18. que significa: tutti a casa ri vanni alle sei pa paittita ru paliaimmu.. en español por favor..

    19. en espanol: todos en casa de vanni a las seis para ver el partido del palermo

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