giovedì 2 ott
  • Senza vignetta (per questa volta)

    Nella miriade di cose utili e meno utili (o sarebbe meglio dire remunerative e non) che mi trovo a fare ogni giorno, da due anni esatti c’è anche il blog Parliamo di città.
    È uno spazio, ideato e curato con Davide Leone e Daniele Panzarella, che accoglie articoli e riflessioni sui fatti che animano le metropoli contemporanee con una particolare attenzione alla città di Palermo. In due anni abbiamo cercato di porre l’attenzione su questioni come la mobilità urbana sostenibile, le periferie, gli spazi pubblici ma anche la comunicazione e l’impegno civile. Ci siamo fatti portavoce di campagne e iniziative come “M’illumino di meno”, la “Campagna per l’istituzione delle isole pedonali nel centro storico” e abbiamo attivamente partecipato alla conferenza sulla settimana europea per la mobilità. In 160 articoli abbiamo girato in lungo e largo Palermo, ma siamo andati anche più lontano, raccontando altre città e altri modelli a cui guardare, come Ferrara o Parigi. Abbiamo a poco a poco ospitato anche alcune firme autorevoli di addetti ai lavori che ci hanno mostrato il loro punto di vista.
    Abbiamo soprattutto cercato via via di parlare un linguaggio fatto di apporti diversi come i video, la musica, e i fumetti nella convinzione che la città, per capirla, bisogna sperimentarla attraverso suggestioni e chiavi di lettura molteplici. In questo percorso abbiamo ad esempio pubblicato a puntate il romanzo “I suoli di Izdik” di Gaetano Di Benedetto, intelligente novella che spiega con un linguaggio aperto a tutti i complicati meccanismi di trasformazione della città.
    Per celebrare il secondo compleanno di “Parliamo di città”, abbiamo deciso di rinnovare il blog, arricchendolo nella grafica, nei servizi e nei contenuti, perchè abbiamo intenzione di continuare a essere nelle città e di dar voce e spazio alle innumerevoli sfaccettature di un’opera che noi tutti ci troviamo più o meno inconsapevolmente ogni giorno a costruire.
    Ci venite a trovare?

    Palermo
  • Un commento a “Senza vignetta (per questa volta)”

    1. Apro io le danze. E dico: veniamoci a trovare. Le iniziative volte in direzione di una politica diversa per le città (e non vorrei si confondesse la bellezza della parola e dei suoi significati con la pratica gestionale di affari a cui il senso della politica è giunto) sono diverse, ma orientate tutte verso, come indicava Pietro Toesca, una pratica del potere diffuso. Il lavoro di “Parliamo di città” deve “interferire” con quello del Woz, con le cose che ha fatto Boa, con le iniziative, a più largo spettro, come “M’illumino di meno”. Noi iniziamo oggi una baraonda di cui io stesso non conosco i limiti e le possibilità (altrimenti non mi ci metterei a farlo, ogni anno), e mi piacerebbe vedere, tra gli iscritti al Woz, i nomi di Giuseppe, Davide e Daniele. Come anche, non me vogliate, i rosaliani tutti, o quasi tutti. Queste iniziative vanno supportate anche solo con l’iscrizione, soprattutto quando non sono finanziate dagli enti…

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