martedì 21 nov
  • Invisibili

    Nonostante le apparenze, Woz è un soggetto politico. Sono molti i soggetti politici che fanno politica vera e, per esigenze di leggibilità (non di eleggibilità), dicono che lavorano nel sociale o che si impegnano in attività di scambio culturale o interculturale. Da una parte. Poi ci sono quelli che fanno confusione, e che di politica ne sanno come ne so io di bob a quattro. Il bob a quattro è una disciplina sportiva in cui quattro soggetti spingono uno slittino che scivola in una pista di ghiaccio, il più veloce arriva primo. Quelli che fanno confusione, mi pare di aver capito, sono la maggioranza e per questo replicano a gran voce epiteti che altri hanno declamato interpretando quello che hanno sentito da un altro che ha detto di aver sentito una certa notizia da un telegiornale. Mai fidarsi di qualcuno che ha vissuto in prima persona una certa situazione e, in particolar modo, evitare di prendere posizioni in prima persona. E Woz necessita di un impegno diretto. Per cui, da scartare.

    Attivando il Woz per Palermo mi pareva di sentire le vocine, e non ero nel dormiveglia, che dicevano “siamo con te”, “ azione interessante”, “ce ne fossero come questa”, “ parteciperemo certamente”, “ottima scelta”. Anzi, ho il sospetto di avere anche delle email da qualche parte che mi rammentano la cosa. Insomma, sono stato buggerato dalle vocine, e l’impegno declamato era quello di chi era solito dire “Armiamoci e partite”. Woz è un laboratorio volutamente temporaneo, o nomade, e il prossimo anno verrà proposto altrove. Palermo non si ripete (e chi se ne frega, no?) e nonostante le azioni che verranno operate nell’arco dell’anno (ce ne proponiamo da cinque a sette) per presidiare il luogo e il concetto di cambiamento in un luogo, ritengo che rimarremo comunque invisibili. Già perché il concetto, e la pratica, di visibilità passa solo con il placet della liceità informazionale: se la notizia “passa” attraverso una redazione giornalistica, allora l’accadimento correlato è visibile e, per esteso, ha senso.

    Ad oggi, nei primi due giorni del Woz a Palermo, il resoconto è scarno di notizie, non è avvenuto nulla di eclatante, tranne il fatto che i palermitani presenti sono una esigua minoranza: e questo dà il senso dell’impegno politico della città che, come sopra detto, è disimpegnata, tranne che elettoralmente. Vedremo di traghettare il lavoro con azioni civili e concrete almeno fino al 30 aprile evitando che accadano cose notevoli, in maniera da mantenere lo status di invisibilità che tanto confligge, oggi, con il senso delle notizie, e che, altrimenti, darebbe fastidio a questa città placida e silente dell’occidente mediterraneo. Capisco adesso le difficoltà reali dentro cui operano le associazioni culturali e religiose che lavorano all’interno di derive urbane come Albergheria: non è tanto lo status e l’humus “politico e sociale” degli abitanti del quartiere che preoccupa quanto, invece, la sindrome da Robinson Crusoe che devono soffrire essendo, praticamente, abbandonati dal resto della città.

    Palermo
  • Un commento a “Invisibili”

    1. Ciao Domenico,
      se vivessi a Palermo passerei sicuramente dal Woz e mi dispiace molto che sia rimasto “invisibile”. Non sono però d’accordo con la tua caratterizzazione dell’Albergheria come “deriva urbana” o come luogo “abbandonato”. Ho vissuto l’Albergheria da residente e lo trovo un luogo dove ci sono dei densi network sociali, dove in pratica la gente si conosce, interagisce sotto vari aspetti e crea legami di vario tipo. Ballarò è un grande “polmone” economico che, per la sua vivacità, permette a molti di sbarcare il lunario, anche a persone a cui, per i loro trascorsi e la loro ignoranza, altrove sarebbe negata questa possibilità. E il contesto archittetonico, seppure fatiscente, è accattivante. Certo c’è molta povertà e ci sono molti problemi sociali, ma non mi pare più deriva urbana della maggior parte di questa malamministrata città. Per la sua vivacità non mi sembra nemmeno abbandonata; si, forse disertata dalla borghesia della Palermo bene, ma chissenefrega. Chi decide quando una zona è abbandonata da chi? La descrizione che fai tu mi sembra che si adatti più a posti come Falsomiele. Detto questo, ben venga qualunque iniziativa di stampo “politico”.

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