sabato 18 nov
  • Contro l’esodo dei ventimila a Roma

    Cari Rosaliani, io vi scrivo per chiedervi cosa ne pensate di quello che sta succedendo a Roma e in Italia. Vi scrivo per capire se per voi è importante il tema sicurezza come lo è nelle altre città italiane, in relazione agli stranieri. Vi dico subito per chiarezza che penso che il tipo di campagna che si sta facendo in questi giorni è per me segno del più tetro e violento fascismo. E che penso questa cosa non in relazione alla dialettica fra destra e sinistra ma in assoluto, ovvero in relazione al modo in cui si guarda ai problemi dell’integrazione e a quelli della diversità. Criminalizzando integrazione e diversità. Questa cosa capirete bene non può andar giù al “comunicatore” del vostro blog, perché la comunicazione inizia proprio dalla diversità, è un modo, se volete, prezioso di porsi di fronte alla diversità.

    Ma perché scrivere di questi temi difficili su Rosalio, sul blog di Palermo? Prima di tutto, io mi ricordo, un paio di cosette che sarebbe giusto tirare in ballo proprio adesso. Mi ricordo di quando il centro storico era un posto insicuro a Palermo, di quando la gente scendeva alla Ballarò tenendosi stretta la borsetta o il portafogli, di quando gli scippatori erano considerati caratteristica dell’ambiente urbano, di quando la sera la città si svuotava completamente e spostarsi da soli a piedi di notte era qualcosa di sconsigliabile non solo per le fanciulle ma per chiunque avesse un minimo di buon senso. Le cose non erano diverse in periferia, a Borgo Nuovo, io sono cresciuto con un “problema sicurezza”, non scendevo giù a giocare come i miei coetanei, mi guardavo bene dal farmi vedere in giro nei posti sbagliati. Per non parlare delle stragi di mafia, che, per me, nato nel 1976, erano ordinaria amministrazione. Negli anni ottanta “ammazzatine” e “sparatine” erano ordinaria amministrazione. E perché la cosa fosse evidente ai singoli cittadini e anche ai ragazzini come me non c’era di certo bisogno che a saltare fosse un intero pezzo di autostrada così come poi è effettivamente successo. Insomma, a Palermo c’è stato un “problema sicurezza” molto serio (e gli strascichi di questo problema sono tristemente evidenti anche oggi) che riguardava proprio noi palermitani, gli etnicamente puri, quelli che “non ti azzardare a chiamare arancini le arancine…”.

    Molte cose sono cambiate, è vero. Palermo è diventata una città mediamente sicura, la gente la sera esce, si diverte senza che si sentano storiaccie, le stesse storiaccie che invece i telegiornali, soprattutto in questi giorni di campagna elettorale ci raccontano costantemente. E la Palermo di oggi è una metropoli multietnica. È piena di gente nata in paesi lontani, che vive in condizioni di estrema povertà, che spesso non è in regola con i documenti. Palermo è piena di stranieri senza permesso di soggiorno, che però non stuprano le ragazzine per strada e non molestano e rapinano i passanti.

    E non a caso il nostro sindaco non ha mai detto una parola contro la presenza degli stranieri in città, pur essendo lui di destra, di uno schieramento che in campagna elettorale ha sposato alla grande la degenerazione razzista.

    Ora a uno normale dovrebbe venire in mente di chiedersi come mai. Come è possibile che nelle strade di Palermo, la gente vada in giro la notte sentendosi sicura, pur essendo la città piena di “extracomunitari” (rom, rumeni, marocchini, tamil, egiziani, sudafricani, cinesi e via dicendo).

    La risposta storica è sempre stata che i siciliani hanno sperimentato la durezza dell’emigrazione e nella loro storia hanno conosciuto il significato di vivere in una terra di conquista, in cui le culture si sono avvicendate senza soluzione di continuità.
    Io tendo per una volta a ritrovarmi in questo senso comune e per questo sono fiero di essere siciliano.

    Però se ci pensate questa affermazione ha anche un corollario, se il problema della mancata violenza urbana dello straniero nella nostra città è legata all’identità tollerante delle persone che la abitano, vuol dire che laddove la violenza invece c’è (per esempio a Bologna o a Roma), c’è un problema dei cittadini che accolgono il diverso. E che con la loro città, con l’uso sociale degli spazi e con i loro comportamenti rendono lo straniero marginale e violento, magari anche insabbiando volutamente tutti i casi in cui a essere marginali e violenti sono essi stessi.

    No?

    Per ogni approfondimento della questione vi riamando a un bell’articolo di Gad Lerner sul merito e vi rimando ai commenti per ogni discussione e chiarimento.

    Palermo
  • 140 commenti a “Contro l’esodo dei ventimila a Roma”

    1. A Palermo come in tutta la Sicilia gli extracomunitari sanno che se dovessero comportarsi male possono essere severamente puniti dalla “legge alternativa”. E questo vale per tutti, anche per gli stessi siciliani.

    2. Infatti, non e’ per essere qualunquisti, ma ricordiamoci che a Palermo c’e’ il controllo della mafia quando parliamo di sicurezza.
      Magari non e’ solo quello, ma non lo si puo’ non tenere in conto, ahime’.

    3. Scusate ma secondo voi la “sicurezza” è la mafia? Palermo è una città sicura perché c’è la mafia? Ma state scherzando?

    4. Caro Francesco, benvenuto in Sicilia.
      Il siciliano è stato educato si da piccolo a farsi i c…i suoi ed ha sempre vissuto nel timore (come tu stesso hai ammesso). Ed in Sicilia chi sbaglia paga, forse è l’unico posto in Italia dove c’è la certezza della pena!
      Attenzione, tutto questo non mi sta affatto bene, ma la realtà purtroppo è ancora questa.

    5. La vostra opinione oltre a essere smentita dai fatti (vedi l’articolo che ho appena linkato, vedi la piaga della microcriminalità negli anni ’80), non spiega come mai gli stranieri devianti non si siano affiliati alle cosche o anche come mai non si siano verificati episodi di cosche parallele di mafie di extracomunitari…

    6. Del buonismo della sinistra mi sono stancato e’ ora di mandare a casa i criminali e la gente socialmente pericolosa.
      Ti faccio un esempio se un lavavetri clandestino al mio rifiuto di dargli un soldo mi rovina la macchina o mi tira una bottiglia ; cosa realmente successa in via regione siciliana, deve essere rimandata a casa,questo almeno per la destra .
      La sinistra questa cosa non l’ha fatta .
      Perche’ bisogna chiamare fascista una persona che semplicemente si difende e vuole che lo stato lo protegga con le espulsioni effettive.
      E ti diro che da palermitano sono contento del risultato della lega che considero l’unico partito che ha compreso le paure della gente e che puo’ cambiare radicalmente la nostra costituzione.
      Ti chiedo Caro Francesco, Ti piacerebbe se accanto a dove abiti Tu si installino dei Rom o un campo nomadi.
      mi devi dire si o no ?

    7. A mia memoria, le luci a Palermo si sono accese con la seconda giunta Orlando, dopo le stragi Falcone e Borsellino. Prima di allora, Palermo era una città molto poco sicura nella vita quotidiana, l’ho ricordato anche nel post. Se poi si allarga un minimo lo sguardo, ci sono tantissime realtà siciliane in cui la mafia non è “protagonista” (per esempio le “provincie babbe”) in cui comunque non ci sono evidenti fenomeni di devianza degli stranieri…

    8. Io non credo sia del tutto vero…in realtà credo che tutto sia velato da un’ipocrisia e comportamenti di facciata evidenti. Cerchiamo di fare i multietnici però il senegalese a Palermo lo chiamano “niuru” e si ha la costante fobia che Palermo in breve periodo si trasformerà in una nuova China town. Fino a quando le differenze vengono notate e messe in evidenza non può esserci un’integrazione sociale in senso stretto. Londra sì che è una città multiculturale e multietnica ed è sorprendente il modo in cui diverse culture vivono insieme. Qui ancora si crede che l’extracomunitario “ruba” posti di lavoro ai residenti.
      Soprattutto (e questo è un quesito sul quale possiamo riflettere) credi che se lo stupratore di Roma se al posto di approdare nella capitale fosse approdato a Palermo non avrebbe stuprato, si sarebbe comportato diversamente perché noi palermitani siamo in grado di far integrare gli stranieri più facilmente? Io non ci credo tanto, ma sono pronta a sapere cosa pensate;)
      Sulla riqualificazione del centro storico siamo d’accordo, ma ci sono ancora le zone periferiche (dove io tra l’altro abito) in cui da sola di notte non mi azzerderei a muovermi.

    9. Caro Gianfranco, io sono un caso a parte, sono sposato con una persona “dall’accento slavo” e proprio la settimana scorsa ho ospitato un giovane zingaro (venuto qui per lavoro), facendogli vedere le meraviglie della nostra città. Devo dire che ne è rimasto impressionato e che mi ha promesso di ritornare. Spero non ti dispiaccia. La storia la racconto qui.
      Cmq so di essere in minoranza, solo che ci sono momenti in cui anche solo per testimonianza bisogna uscire allo scoperto e prendere posizione. Questo post rimarrà a futura memoria e mi permetterà di non dovermi vergognare di fronte agli scempi che fra poco verranno compiuti.

    10. Certo Mangiapane…ma dove vivi? 😀
      Provo a fare un paragone per cercare di capire…Premetto che secondo me il problema della sicurezza è un falso problema. Volendo spiegare perchè a Palermo la cosa non è molto sentita parto dal presupposto che la differenza con le altre città sta nel numero degli immigrati e nell’accoglienza.Mi spiego meglio, Milano, che è considerata una delle città a rischio, ospita quartieri interi di extracomunitari, sono talmente numerosi che molti milanesi hanno abbandonato certe zone perchè si trovavano ad essere in minoranza, vedi la Chinatown di via Paolo Sarpi e la zona periferica di viale Padova. Il milanese vive la cosa come un’invasione, tanto che la Lega aveva dei manifesti che raffiguravano un indiano e lo slogan era “loro hanno subito l’immigrazione ed ora vivono nelle riserve”. Quindi prima del problema sicurezza c’è il problema dello spazio violato, che genera una paura secondo me irrazionale. Cosa provoca questa paura irrazionale? La necessità di trovare una paura razionale che giustifichi questo astio. Metti pure che alcune di queste persone non hanno una fissa dimora, sono dei “diversi”, vivono per strada, bevono, chiedono l’elemosina; nulla di grave ma fastidioso da vedere per le sciure milanesi. Aggiungi, per finire, la campagna di diffamazione costante che passa attraverso tv locali e nazionali, free press e giornali ed è quasi inevitabile che tutto si trasformi in una caccia al “muso giallo”. D’altro canto l’extracomunitario milanese è molto più nervoso di quello palermitano, chi non lo sarebbe sentendosi trattato sempre e comunque da idiota o da delinquente? A Palermo mi pare che il numero non eccessivo di immigrati ed una naturale solidarietà non creino il problema sicurezza. Detto questo e leggendo gli ultimi commenti la teoria di fondo è soltanto una “Se a delinquere è un conterraneo si può chiudere un occhio se lo fa uno straniero bisogna essere intransigenti”. Così se il posteggiatore abusivo ti chiede un euro glielo dai, se il lavavetri ti graffia la macchina va cacciato a calci nel sedere. Però io questo lo chiamo razzismo!

    11. Caro Andy, non mi sembra che quando arrivano i clandestini ci sia una categoria di stupratori che scelga volontariamente di andarsi a “stanziare” nelle città in cui un candidato sindaco ex fascista è candidato sindaco… eheh!

    12. Simona condivido a metà. Qui a palermo stranieri ce ne sono davvero tantissimi, quando torni fatti una passeggiata al borgo o vicino i quattro canti… Anche noi abbiamo una via Paolo Salpi che è via Lincoln, insomma… Perché i venditori della ballarò e soprattutto quelli del capo, non si “sentono invasi” più di tanto e al mercato del capo ci puoi comprare tranquillamente il burro indiano, i manghi e le stigghiole senza che la cosa sembri così scandalosa? Riflettiamo su quanto anche politiche urbanistiche scellerate abbiamo creato ghetti, che in quanto tali costruiscono la devianza…

    13. sembrerà assurdo ma il mio era un discorso che andava un attimo al di là della politica, delle città e dei candidati a sindaco…mi riferivo all’integrazione degli strenieri e a quanto ci fosse realmente la volontà da parte dei cittadini di far entrare nelle reti sociali gli altri. senza fascisti e comunisti rileggi con un’altra ottica il mio messaggio;)

    14. Per il resto è vero: se a graffiarti la macchina con le chiavi è il posteggiatore sicilianissimo perché non gli hai dato l’euro, tutti si mettono il parrapicca…

    15. Caro Andry, con assoluta sincerità, ti dico che anche la mia risposta come l’intero post era fuori dalle beghe partitiche. Io ti credo, tu fà altrettanto 🙂 Mi riferivo al fatto che c’è un sistema dei media ha costruito ad arte la questione e che questo, non a caso, ha avuto delle ricadute politiche sulla società. Il problema non è che vinca Alemanno, il problema è quello che Alemanno farà: espellere ventimila persone dalla città, questo al mio paese si chiama pulizia etnica.

    16. Fatti un giro alla stazione centrale la sera e vedi lo schifo che c’è. Magrebini che bevono, disturbano le persone, ti fanno le rapine, molestano le ragazze, spacciano. Io mi sono stufato di vedere queste persone che sono solamente dedite alla malavita. Mi sta bene solamente se uno straniero sia in regola e lavori senza creare danni alla collettività. La sinistra in questi anni non ha fatto nulla, anzi ha cercato di eliminare una legge, la Bossi/Fini, che se ben applicata rimanderebbe indietro in poco tempo i clandestini. Poi tu parli che la micro criminalità non ci sia, purtroppo ti devo smentire perchè giornalmente in città ci sono decine di rapine, scippi (soprattutto ai turisti stranieri) e furti operati sia da italiani che da stranieri. A Roma ha vinto un fascista, come definisci tu chi ha vinto le elezioni politiche e la carica di sindaco, ma ricordati che la sinistra, anzi i comunisti, in due mandati, 1995/2001 e 2006/2008, non hanno fatto altro che continuare con il loro buonismo, proteggendo soprattutto gli stranieri, anzi foraggiandoli all’ingresso in Italia, con una proposta di legge indecente (meno male che non è mai stata discussa), quella di dare il permesso di soggiorno per un anno a tutti in attesa di una occupazione. La sinistra, anzi i comunisti, non sono stati in grado di fare una legge sulla sicurezza e nemmeno un decreto legge, vista l’urgenza in materia, perchè hanno sempre pensato di proteggere questa gentaglia!

    17. certo che ti credo, rimango dell’opinione però che a Palermo ci sia solo la parvenza dell’integrazione. Ti dirò di più come i casi che avete riporto prima, senza generalizzare troppo. Gli stranieri hanno un senso del bene comune e del rispetto per la città che è superiore a quello della maggior parte dei palermitani che non idea di cosa sia il senso civico e il rispetto per la città. A fare i cumuli di immondizia 10 metri prima del cassonetto non sono mica gli stranieri sotto casa mia!ma questa è un’altra storia.

    18. Scherzavo, vedo che anche i palermitani si difendono bene! In effetti gli scippi, le rapine, il “disturbo” alle persone, le bevute per strada, a Palermo le hanno portate i magrebini… 😐

    19. Caro Davide, fuor di polemica, magari basterebbe aprire qualche locale vicino alla stazione, in modo che la zone si popoli di gente per bene, che protegga con la propria presenza la zona dagli episodi di devianza. È successo così in tutto il nostro centro storico. Bisogna presidiare con il sorriso i luoghi della città e non con le spranghe. Per quanto riguarda le beghe partitiche su cui tu mi vuoi trascinare, ho precisato che dico “fascista” in assoluto, se alemanno fosse stato iscritto al partito comunista, io che comunista non sono mai stato avrvei scritto la stessa cosa. In questo momento, si stanno criminalizzando i popoli, le etnìe, le religioni, si dice “i cinesi”, “gli islamici”, “i rumeni” gli “zingari”. È una cosa che non appartiene alla democrazia, è una cosa fascista, nelle democrazie, la responsabilità penale è sempre personale.

    20. scherziamo?! se non ricordo male qualche tempo fa erano i nostri bisnonni partivano con le valigie di carta in cerca dell’America…immigrati erano loro e immigrati sono questi. Oppure no?!o solo perché partivano della sicilia erano persone oneste? peccato che nella mia vita quelle poche volte in cui sono stata “inquietata” erano dei palermitanazzi che fischiavano, mi insultavano e mi seguivono con il motore. Nessun magrebino ubriaco!
      @Francesco: vedi perché ti dico che solo un’illusione, rileggi qualche commento qui sopra 🙂

    21. Una cosa volevo aggiungere, sapete quanto mi piaccia beppe Grillo, ma è innegabile che a costruire questo clima irrespirabile abbiano contribuito in maniera determinante i giornalisti, visto il risultato verrebbe proprio da dire: ma vaffanculo!

    22. Ciccio mi sembra un post buonista…quasi veltroniano negli intenti. A Roma molti pericoli vengono proprio dagli immigrati, c’è poco da contestare e la gente ha votato di conseguenza. Non ti candidare mai! 😛
      Scherzi a parte…a Palermo la delinquenza è meno connotata come straniera non perché conviviamo in perfect harmony (cosa che mi sembra tutta da dimostrare). A me sembra che il controllo capillare del territorio da parte di micro e macrocriminalità locale impedisca o disincentivi l’inserimento sul “mercato” di associazioni criminali o di singoli criminali stranieri.

    23. Vero è che tutto è costruito ad arte, ma è pur vero che quello che pensa la gente è: “non bastano i criminali che abbiamo in casa? Perchè li dobbiamo pure importare dall’estero?”.
      L’Italia è sempre stato un paese razzista. Qualche anno fa gli extracomunitari erano i terroni.

    24. Eh Tony che vuoi farci, sposare una delle parti in causa in questa diatriba mi sembra davvero mortificante. Preferisco la via veltroniana, in tutto il sud, stranieri e locali convivono e trovano un equilibrio pur difficile come dici tu. Magari in questo Milano o Bologna o anche Roma averbbero dovuto prendere esempio da noi (ovviamente non da certi commentatori.. eheh). Il risultato di questo clima è un impoverimento culturale che passa per la costruzione di un etnos violento di un noi provinciale che ignora dove va il mondo. Ciò ci affosserà ancor di più come economia. Ma ovviamente è molto più grave dell’economia la questione sociale di spostare 20.000 persone a forza, la pulizia etnica genera violenza ed è una tragedia per chi la vive. Insomma avremo tutto il tempo di vergognarci di quello che si sta per fare.

    25. Perchè non chiedi ad Alemanno di mandare queste 20.000 persone vicino casa tua e poi mi racconterai!

    26. Davide ma di cosa hai paura?

    27. Ho vissuto Palermo e a Palermo sin dagli anni 70 e ti assicuro che è sempre stata una città assolutamente sicura la notte.
      Certo la piccola delinquenza è sempre stata endemica, ma bastava come dici tu non sbagliare il quartiere o la via per potere tranquillamente uscire e divertirsi senza rischiare cose spiacevoli.
      E gli stranieri (non mi piace il termine extracomunitari, come se i Francesi o i Norvegesi fossero più vicini a noi in quanto comunitari rispetto a un Bulgaro o un serbo per esempio) all’epoca non c’erano.
      Adesso che invece sono presenti in massa, a Palermo la vita scorre come tanto tempo fa, sotto il punto di vista sicurezza.
      Per quel che so, sono ghettizzati in detrminati territori della città, e come già abbondantemente espresso da altri utenti, tenuti a bada da poteri alternativi…
      Non credo proprio che questa si possa definire integrazione.
      E non credo proprio che il popolo Palermitano abbia sviluppato una presunta e spiccata tendenza all’apertura verso la diversità, verso chi viene da altri paesi.
      Adesso vivo a Milano e ti assicuro che di stranieri ce ne sono in misura nettamente maggiore proporzionalmente a Palermo.
      E ti assicuro che in qualunque parte della città devi avere paura perchè non sai mai come può andare a finire.
      E’un roblema serio, e come tale deve essere trattato.
      Senza tirare in ballo destra e sinistra.
      Il problema riguarda tutti.
      Ma proprio tutti.
      E ad oggi non esiste una ricetta che possa arginare tale problema.

    28. Ciccio quella che tu chiami pulizia etnica al mio paese si chiama applicazione della legge. Sei contro la legge?

    29. La Bossi-Fini è più vicina al concetto di pulizia etnica che non a quello di legge….

    30. Io non ho nessuna paura. Io quando vado in un paese straniero rispetto la loro legge e così mi piacerebbe che chi viene in Italia rispettasse le nostre leggi.

    31. @tony

      Qualcuno, a suo tempo, emanò questa merda che copio e incollo in coda.
      Io, in questo caso, sono contro la legge.
      E sono contro le leggi fasciste razziste xenofobe.
      Vorrei vedere i lavavetri cingalesi puniti subito dopo i posteggiatori mafiosi panormiti, i commercianti mafiosi, i bancari mafiosi…devo continuare? Se però, mi si obietta, da qualche parte bisognerà pur cominciare…proporrei di cominciare dalle massime cariche dello stato e poi…a scinniri…fino ai lavavetri cingalesi.
      p.s: vivo a Roma e i pericoli che ho conosciuto io sono tutti italianissimi (ALCUNI SICILIANISSIMI!!!)
      P.P.S: sai che sul lungomare di torvaianica una rampantissima italianissima ragazza ha falciato mamma e bambina uccidendole?? (ovviamente è scappata lasciandole lì) sai perché non lo sai? perché erano rumene…e nessuno ha mai detto il nome della cara ragazza 250.000 volte al giorno in televisione…

      ciao
      vassallus

      DECRETO-LEGGE 17 novembre 1938-XVII, n.1728

      Provvedimenti per la difesa della razza italiana

      VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER LA VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D’ITALIA IMPERATORE D’ETIOPIA

      Ritenuta
      la necessità urgente ed assoluta di provvedere;
      Visto l’art. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926-IV, n. 100, sulla facoltà del potere esecutivo di emanare norme giuridiche;
      Sentito il Consiglio dei Ministri;
      Sulla proposta del DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato, Ministro per l’interno, di concerto coi Ministri per gli affari esteri, per la grazia e giustizia, per le finanze e per le corporazioni;
      Abbiamo decretato e decretiamo:

      CAPO I
      Provvedimenti relativi ai matrimoni

      Art. 1. Il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito. Il matrimonio celebrato in contrasto con tale divieto è nullo.
      Art. 2. Fermo il divieto di cui all’art. 1, il matrimonio del cittadino italiano con persona di nazionalità straniera è subordinato al preventivo consenso del Ministero per l’interno. I trasgressori sono puniti con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a lire diecimila.
      Art. 3. Fermo il divieto di cui all’art. 1, i dipendenti delle Amministrazioni civili e militari dello Stato, delle Organizzazioni del Partito Nazionale Fascista o da esso controllate, delle Amministrazioni delle Provincie, dei Comuni, degli Enti parastatali e delle Associazioni sindacali ed Enti collaterali non possono contrarre matrimonio con persone di nazionalità straniera. Salva l’applicazione, ove ne ricorrano gli estremi, delle sanzioni previste dall’art. 2, la trasgressione del predetto divieto importa la perdita dell’impiego e del grado.
      Art. 4. Ai fini dell’applicazione degli articoli 2 e 3, gli italiani non regnicoli non sono considerati stranieri.
      Art. 5. L’ufficiale dello stato civile, richiesto di pubblicazioni di matrimonio, è obbligato ad accertare, indipendentemente dalle dichiarazioni delle parti, la razza e lo stato di cittadinanza di entrambi i richiedenti. Nel caso previsto dall’art. 1, non procederà nè alle pubblicazioni nè alla celebrazione del matrimonio. L’ufficiale dello stato civile che trasgredisce al disposto del presente articolo è punito con l’ammenda da lire cinquecento a lire cinquemila.
      Art. 6. Non può produrre effetti civili e non deve, quindi, essere trascritto nei registri dello stato civile, a norma dell’art.5 della legge 27 maggio 1929-VII, n. 847, il matrimonio celebrato in violazione dell’art.1. Al ministro del culto, davanti al quale sia celebrato tale matrimonio, è vietato l’adempimento di quanto disposto dal primo comma dell’art.8 della predetta legge. I trasgressori sono puniti con l’ammenda da lire cinquecento a lire cinquemila.
      Art. 7. L’ufficiale dello stato civile che ha proceduto alla trascrizione degli atti relativi a matrimoni celebrati senza l’osservanza del disposto dell’art. 2 è tenuto a farne immediata denunzia all’autorità competente.
      (omissis)

    32. Vassallus mi pare che la tua citazione sia molto fuori luogo. Il fascismo è finito da molto tempo per fortuna…quando lo capirete vincerete qualche elezione magari. 😛

    33. Faccio un intervento a gamba tesa: la assurda campagna mediatica condotta dalla destra italiana che identifica immigrati con criminali proponendo una equivalenza basata solo sugli assunti del razzismo leghista (a cui il berlusconismo si è candidamente adeguato senza giustificazioni) è, nel contesto attuale italiano, assolutamente antistorica e, in quanto pericolosa, totalmente da condannare. Calata poi nell’ambito specifico di Roma, città in cui l’integrazione tra culture ha fatto passi notevolissimi negli ultimi vent’anni assume tutto il carattere dell’assurdo.

    34. Caro Tonello, il concetto di pulizia etnica è su un altro piano rispetto a quello della legalità. Le migliori pulizie etniche sono sempre state fatte applicando la legge… Lo sai che di pulizie etniche, mio malgrado, sono esperto.

    35. Comunque, sempre in riferimento ad alcuni commenti, molti cittadini di destra e di sinistra, pensano che per ristabilire la legalità bisogna partire dai lavavetri (mentre votano condannati per mafia e eleggono plurinquisiti a rappresentarli).

    36. Volevo anche dire che la citazione di Vassallus non è affatto fuori luogo. Stiamo parlando di fascismo di quello vero, vecchio stile. Il deputato eletto della lega Matteo Salvini qualche giorno fa a Radio Padania, diceva che derattizzare dai topi è più facile che derattizzare dai rom, perché i topi sono piccoli e si annientano più facilmente. È esattamente, e quando dico esattamente intendo pedissequamente, letteralmente, la stessa metafora che veniva utilizzata dai nazisti durante lo sterminio degli ebrei.
      Ovviamente questo, caro Toni, dovrebbe dispiacere anche a te, in un ipotetico mondo veltroniano.

    37. Siccome ogni virgola di quello che dico è documentata e non sono un esaltato, lascio il link per chi volesse sentire la voce del simpatico Salvini e verificare quello che vi ho raccontato: basta cliccare qui.

    38. Mi ci metto anche io, per dire che sono d’accordo su Siino (solo) sull’ingenuità della tesi di Mangiapane sul fatto che a Palermo ci siano meno crimini perpetrati da stranieri perchè i siciliani avrebbero già sperimentato sulla loro pelle l’alienazione dell’emigrazione. A Palermo ci sono pochi crimini commessi da stranieri perchè la malavita locale abbonda e il controllo del territorio è serrato. Se ti fanno un “fermo” con la macchina stai sicuro che senti parlare un dialetto familiare non un idioma straniero. Un paio di anni fa, si sentì parlare, brevissimamente, di una mafia cinese a Palermo; se mai ci fu ebbe vita molto breve…
      Io penso che il palermitano medio è razzista (o non razzista) quanto l’italiano medio, se non di più, visto che le vie di mobilità sociale a Palermo per chi ha la pelle scura sono strettissime, tant’è vero che mentre altrove gli immigrati si inseriscono nel tessuto produttivo, a Palermo continuano a lavare i vetri ai semafori e a pulire nelle case.

    39. Nicola diciamo che questa era una spiegazione provvisoria, insomma una scusa per parlare di una triste deriva cui tutti sembrano volersi rivolgere, persino festeggiando. Io volevo tirarmene fuori pubblicamente (e non c’entrano la destra e la sinistra) e farmi promotore di una discussione in merito.

    40. salve a tutti.
      i fatti criminali a roma nell’ultimo periodo sono DIMINUITI (fatto documentabile. se ci sono scettici, vado a cercare la fonte).
      eppure il “pericolo criminalità” pare cresciuto. bizzarro, no? come lo spiegate?
      certo, un popolo impaurito tende per lo più a ignorare la presenza in parlamento di grandi criminali e mafiosi, per preoccuparsi più degli immani pericoli che lo attendono sotto casa a tutte le ore del giorno e della notte.
      conosco persone che non escono di casa dopo le venti, a torino, perché CREDONO che fuori ci sia il bronx. e NON E’ VERO.

      io, che palermitana non sono ma vengo da una grande città del nord, quella che ha ancora – e fieramente – un sindaco di sinistra che ha preso il 66percento dei voti (chiamparino), vi dico che l’unica “ricetta” per “combattere il nemico” è integrarlo.
      al di là dell’obiettiva tristezza della filosofia “ognuno a casa propria” (proprio noi, popolo di emigranti, e proprio voi siculi, emigranti fra gli emigranti!), l’unica REALISTICA possibilità che abbiamo è ACCETTARE che la nostra civiltà diventi multietnica. lo è già, e voi (noi) non ci possiamo fare assolutamente nulla se non riconoscere la ricchezza che il diverso, negro, arabo o frocio che sia, porta nelle nostre vite.

      da torinese, non posso che ricordarvi che 40 anni fa, erano i terroni che portavano la criminalità, erano i terroni che rischiavano “l’espulsione”, erano i terroni che stavano ai margini della società.

      a torino, i murazzi sul po sono stati infrequentabili fino a quando la giunta di sinistra del sindaco castellani non ha promosso l’apertura di diversi locali, fino a quando gli stranieri non sono diventati il tessuto della città, fino a quando non li si è accettati in quanto tali invece di lasciarli ai margini.

      “Cmq so di essere in minoranza, solo che ci sono momenti in cui anche solo per testimonianza bisogna uscire allo scoperto e prendere posizione. Questo post rimarrà a futura memoria e mi permetterà di non dovermi vergognare di fronte agli scempi che fra poco verranno compiuti.”
      –> non posso che sottoscrivere le parole di francesco. sempre meglio buonisti che fascisti.

    41. Io non accetto che la nostra civiltà diventi la loro inciviltà (nei casi in cui loro pretendono di portare comportamenti inaccettabili e contrari alle nostre leggi): chi sgarrà va espulso. Si devono accogliere e rispettare tutti quegli stranieri che vogliono abitare in Europa condividendone però i valori (in nome di un pluralismo culturale che tende a rimanere “plurale” nell’ambito privato, mentre la cultura maggioritaria prevale nell’ambito pubblico) e soprattutto le leggi.

    42. mi spiace vedere post come questi:(

      il fenomeno immigrati e “pericolo sicurezza per i cittadini” a Palermo non esiste quasi per niente.

      a Palermo non c’è lavoro per noi, mi fate capire perchè dovrebbero starci gli stranieri?
      quelli decidono di stanziare nella nostra città sono assolutamente imparagonabili per numero e integrazione con gli stranieri delle grandi città del centro-nord.

      paragonare via Lincoln a Paolo Sarpi è come paragonare una goccia all’oceano…andateci e ditemi se non avete paura, mentre via lincoln è una strada “paolo Sarpi” è un quartiere intero e nemmeno tanto piccolo.

      sono assolutamente d’accordo a regolamentare la presenza di immigrati spesso clandestini in italia e credo proprio che la presenza di un campo nomadi dietro le nostre case ci farebbe reagire come tutti quelli che stanchi di vivere in città “abbandonate” hanno votato lega.

      A Milano abitavo in zona stazione centrale (via ferrante aporti) che guarda caso è piena di clandestini che si rifugiano per andare in svizzera… non vi dico quello che si vedeva, ed è altrettanto inutile dire che tutti i milanesi da là son fuggiti lasciando belle case e bei quartieri che distano appena 300 metri da piazzale Loreto!!!

      il problema a palermo non lo viviamo…
      prima di vivere in realtà difficili come quella milanese e prima di vedere con i miei occhi, avrei forse parlato io di “pulizia etnica”!

    43. Questo non lo accetta nessuno. Ognuno si tiene la sua di “civiltà”. Il fatto di essere contro l’espulsione indiscriminata non significa accettare tutto. Al contrario. Qui si sta parlando di interi popoli che vengono ritenuti “inintegrabili”, di fare campagna elettorale sulle epurazioni, di paragonare degli esseri umani ai ratti. Insomma, di cose che ci farebbero sfigurare di fronte a qualsiasi giudice di “civiltà”. Confidiamo nel buon senso.

    44. Panda per favore recupera i dati: sono scettico.

    45. Tamburino io in Via Paolo Sarpi ci ho dormito un paio di notti, ospite di due ragazze milanesissime che vivevano lì da anni. Devo dirti che non ho avuto paura, anzi. Però non nego che ci possano essere situazioni difficili. Mi sembra però che la Moratti, non abbia usato certi toni e non abbia fatto promesse come quelle fatte adesso. Credimi non ho mai sperato tanto di avere torto.

    46. Lasciami dire…la Moratti non conta nulla! il 15 Aprile la Lega ha chiesto, ha intimato anzi, di iniziare gli sgomberi..qualcuno c’era già stato adesso vedremo fino a che punto arriveranno. Vorrei capire quali sono i comportamenti per noi “inaccettabili”, così inaccettabili da non poter esser in alcun modo tollerati! Caro Tony lo sia meglio di me che non si vuole cacciare soltanto chi sgarra…

    47. Caro Ciccio, mi ha fatto piacere leggere il tuo post e lo condivido quasi del tutto. Dico “quasi” perché è pur vero che al sud gli immigrati sono più integrati che al nord, ma non sarei così ottimista sulla nostra onestà e tolleranza in merito all’accoglienza che siamo capaci di offrire. Sono d’accordo con andy quando parla della nostra velata ipocrisia. Noi non accogliamo a braccia aperte, possiamo dire di essere un po’ meno razzisti del resto d’Italia. La nostra è riduzione del danno, l’integrazione per fortuna c’è, sarebbe stupido negarlo, ma è in certi casi un po’ posticcia.
      Ah, riguardo al tuo accenno su Grillo, sai come la penso. Attento… perché, anche se qualcosa di quello che dice può essere condivisibile, il suo innegabile qualunquismo e il modo in cui “fa politica” rischia paradossalmente di sfociare nel fascimo. Quando c’è sfiducia nelle istituzioni e nella “politica” in modo così generico e disfattista, il fascismo è dietro l’angolo. Lui ha colmato un vuoto, approfittando del disincanto di chi non crede più nella “politica”, mandando tutti a quel paese e proponendo pozioni magiche contro in mali del mondo. Le sue grida sono inopportune, inopportuno è il suo “antidoto antipolitico”. Secondo me è lo specchio deformato della nostra società decadente.

    48. Quello che succede non lo vede solo chi non vuole vederlo: orde di disperati, dai mille sud del mondo, cercano di salvarsi venendo qui. La soluzione di un problema così grosso non può essere la guerra ai poveri fatta quartiere per quartiere, a parte ogni considerazione morale. Non è possibile fermare una migrazione. Fuori dal recinto dell’Europa premono in troppi. E’ già successo, quando crollò l’impero romano. Non esistono soluzioni locali a problemi globali. Quand’anche il nuovo sindaco di Roma riuscisse a cacciare via 20.000 persone, ne arriverebbero altre 20.000. Guardiamo in faccia la realtà: questi sono profughi, e vanno gestiti. Nel frattempo, va inventata una politica estera europea, e dannatamente in fretta.

    49. Io lavoro con una ragazza rom. E’ la migliore di tutti noi. Certo nessuno ha raso al suolo il suo campo e piano piano i suoi genitori hanno cercato una casa che in un primo tempo era una roulotte. Hanno potuto mandare a scuola i figli e adesso questa mia collega ha un diploma e parla correttamente 5 lingue. Non ha scritto rom sulla fronte. Nessuno la riconosce come rom e nesssuno la criminalizza , ma lei dice tranquillamente di appartenere a questa etnia (che brutta parola!). Non credo che il fascismo sia finito, lo ha detto anche l’onorevole Fini, ma è molto grave che la destra abbia vinto dicendo alla gente di essere l’unica garante della legalità, quando nei 5 anni passati di Berlusconi erano raddoppiati gli sbarchi clandestini. Non dimentichiamo che è la nostra mafia che li porta. Anche i miei amici di estrema destra sono comunque preoccupati dai toni razzisti che sta prendendo la nostra politica. Prima o poi succederà il fattaccio. Qualche poliziotto ucciderà un extracomunitario e tutti questi bravi politici lascieranno il povero poliziotto nella m… . Non vi sembra grave che Alemanno abbia fatto politica nelle caserme ? Polizia e carabinieri non dovrebbero essere neutrali ?

    50. Cito dalla ricerca “IMMIGRAZIONE E CRIMINALITA’: LA SICUREZZA DEI CITTADINI E DEGLI IMMIGRATI.” di Irene Greco.
      “A queste analisi vanno poi affiancati i dati del Ministero dell’Interno del 2005-2006 sulla sicurezza in Italia, i quali sono rivelatori della tendenza dei
      clandestini a finire nelle maglie del crimine o dell’illegalità, ma allo stesso tempo ci rassicurano sulla questione dell’emergenza: su un totale di 644.533
      soggetti denunciati, 210.231 erano extracomunitari, di 145.231 arrestati, 23.630 immigrati, in maggioranza clandestini.
      Però, mentre nel 2005 si è assistito ad un leggero aumento della delinquenza, il crimine, nella sua totalità è diminuito del 4,6% nel primo quadrimestre del 2006.
      Già nel 2005 si assiste ad una flessione netta degli omicidi volontari (- 15,3%), mentre nel 2006 diminuiscono anche i tentati omicidi (-19,7%), le violenze sessuali (-3,5%), i furti (-5,1%) le rapine (-6,9%), i reati inerenti agli stupefacenti (-10,1%) e anche quelli inerenti allo sfruttamento della prostituzione (-7,8%).
      Dati illuminanti, che ci mostrano un’Italia abbastanza sicura, nonostante le paure dei cittadini e ci fanno giungere ad una conclusione: gli immigrati oggi tendono,
      in percentuale, a delinquere più degli autoctoni, per motivi sociali e legislativi che sono stati sopra esposti e meglio verranno approfonditi nei prossimi capitoli.
      Ma questo fenomeno, contrariamente al sentore comune, non costituisce un problema di ordine pubblico.”
      (Dati del ministero degli interni)
      .
      ribadisco quanto detto da francesco: qua non si parla di accettare violenze e criminalità. qua si parla di ritenere alcuni popoli inintegrabili, per l’appunto.
      e per quanto sgradevole possa essere in questa sede, vi ricordo, che gli “inintegrabili” eravate voi qua al nord fino a 50 anni fa. questo dovrebbe farvi capire l’idiozia del concetto di “inintegrabilità”.

    51. Buon primo maggio…
      Il Post di Ciccio lo condivido in pieno, aggiungo che non è possibile considerare il fenomeno migratorio e le relative politiche di inclusione/interazione/integrazione non considerando che si tratta di esseri umani come noi o quasi tutti noi (considerato che alcuni destroidi si definiscono SUPERUOMINI)…
      Leggo inorrridito alcuni commenti, che mi sembrano davvero fuori dal tempo, anacronismo puro.Ma qualuno si è reso conto ad esempio della grande risorsa che gli immigrati rappresentano per la nostra economia basata per l’80% sull’agricoltura?Operai specializzati, semplici contadini, gli immigrati svolgono il lavoro che ormai i giovani siciliani per paura di sporcarsi le mani, per timore di ledere la nuova immagine borghese evitano di svolgere.Ma qualcuno dimentica come venivano trattati i nostri immigrati con la valigia di cartone in U.s.a in Germania etc…?Qualcuno ricorda anche cosa abbiamo esportato in quei paesi?Impariamo dalla storia, fermiamo i pregiudizi, anche nei piccoli gesti. La sicurezza non è ne di destra ne di sinistra. Proviamo a sentirci cittadini del mondo, proviamo a sperimentare buone prassi che rendano la nostra società più ricca, plurale e felicemente multietnica…

    52. @ Carmelo Greco: da produttore agricolo trovo conveniente che ci siano molti stranieri disponibili ai lavori stagionali.
      Gli operai italiani che occasionalmente lavorano per me, invece, si sentono minacciati perché gli stranieri si svendono per due soldi e gli fregano gran parte del lavoro.
      Quindi il punto è: la presenza massiccia dei lavoratori stranieri giova ai padroni, ma spesso è un dramma per i poveracci italiani.

    53. e basta con ‘sta storia dei nostri nonni con la valigia di cartone! se gli extracomunitari non abbassassero il mercato molti dei “nostri giovani” prenderebbero in considerazione lavori che, altrimenti, avrebbero retribuzioni più congrue, è come la storia dei prodotti cinesi: se anche loro avessero i sindacati e non si accontentasero di una ciotola di riso non esisterebbe il fenomeno del mercato del falso! tornando al post, credo si debba tornare a riproporre l’argomento con leggi severe più generalizzate, sono d’accordo ad inorridire contro il razzismo gratuito nonchè potenzialmente pericoloso, ma non possiamo essere il centro d’accoglienza del mondo per ovvie ragioni, quindi entri e rimanga chi ha i presupposti legali per farlo, e fuori i criminali che, già rifiutati dal loro stesso paese, cercano ricovero nel nostro buon cuore! e combattiamo con uguale severità posteggiatori e borseggiatori indigeni!

    54. @ tere: concordo con te. riproporre il ritornello dei nostri nonni con la valigia di cartone non ha senso. per un motivo preciso: è cambiato il contesto. I nostri nonni emigravano verso mercati in espansione. Gli immigrati che oggi vengono in Italia invece si ritrovano in un sistema in preda a recessione, debito pubblico e disoccupazione dilagante.

    55. certo, il “nostro” caso è sempre diverso.

    56. mi stai dicendo che l’Italia di oggi ti sembra uguale a quella del boom economico?
      A me non pare.

    57. e poi perchè, in virtù dei nostri nonni (che nel frattempo sono diventati bis-nonni, se non quando tris-nonni) dovremmo ancora piangerci piaghe sociali che rendono il quotidiano oggettivamente invivibile, dobbiamo forse pagare una penale’, uno scotto? è sempre l’ammuffita cultura cattolica del senso di colpa che prevale, bacchettoni che non sanno alzare la testa ed avere il coraggio di affrontare, nonchè portare avanti posizioni scomode perchè impopolari. non se ne può più di questo atteggiamento pietistico e lacrimevole, così stucchevole!

    58. Non tiriamocela tanto, l’Italia è spesso soltanto una tappa intermedia verso nazioni più ricche della nostra.

    59. Ho ripensato alla questione della mafia come “legge alternativa” che garantisce l’ordine pubblico. Secondo me non spiega tutto. Secondo me, c’è una questione forte dei popoli del sud, un modo di stare al mondo che è funzionale nei fatti all’integrazione. Mi spiego meglio, in primis ribadisco che per me palermo è cambiata dopo le stragi di mafia di falcone e borsellino e prima la vita quotidiana era molto ma molto più inibita dalla questione sicurezza di come lo è oggi. Poi è anche vero che tanto più un territorio è “controllato” dai mille sguardi dei passanti tanto più cresce la sicurezza. In questo, riaccendere le luci nel nostro centro storico ma anche aprire locali e frequentare gli spazi è di sicuro servito moltissimo. Nelle grandi città, come insegna Jane Jacobs, tanto più occhi estranei ci sono tanto più cresce la sicurezza. Quindi aprirsi, sorridere, frequentare la propria città è il miglior modo di proteggerla ed è anche il miglior modo di integrare il diverso. In questo le nostre classi popolari possono insegnare molto alla media borghesia palermitana che non saluta nemmeno il proprio dirimpettaio e va alle riunioni di condominio scortata dall’avvocato. L’alternativa è “pagare” la sicurezza che non si è in grado di gestire come gruppo e questo vale sia per la polizia pubblica che per le ronde che si stanno organizzando per esempio a Verona. Chiedeteci quanto questo ci costi alla lunga e se ce lo possiamo permettere, noi che in piena recessione siamo già da moltissimo tempo. Insomma, bisognerebbe trovare il coraggio per dire che esiste un modo progressista e ottimista di gestire la sicurezza che è molto diverso dai toni fascisti dei nostri giorni. Noi passeggiando a Palermo lo possiamo vedere coi nostri occhi, ma la televisione sembra essere più forte, conta di più della nostra esperienza quotidiana nella nostra città.

    60. Cari Mauro e Tere e purtroppo tanti altri, vorrei vedere se vi trovaste voi domani a vivere in un paese estremamente povero, senza ALCUNA POSSIBILITA’ di sopravvivenza, senza ALCUNA PROSPETTIVA PER IL FUTURO, SENZA SAPERE COME SFAMARE I VOSTRI FIGLI, vorrei vedere se non scegliereste comunque, CORAGGIOSAMENTE E DOLOROSAMENTE, di abbandonare quel paese per approdare tra mille incertezze e pericoli (quante di queste persone hanno miseramente perso la loro vita solo nel tragitto?) in un paese che quanto meno vi offre un’alternativa, una possibilità, UNA SPERANZA!
      penso che prima di generalizzare e dare facili giudizi, calcolando col bilancino se ci siano prospettive di boom economico, piuttosto che stagnazione, piuttosto che recessione, dovremmo un attimo calarci davvero nei panni degli “altri” e capire che anche noi siamo stati e potremmo di nuovo essere gli “altri”.
      Non nego che ci siano problemi legati all’immigrazione, ma una grossissima parte di questi problemi non ci sarebbe se si riuscisse a creare vera integrazione e comunicazione, se si mettessero gli “altri” nelle condizioni di senirsi parte di un “noi” plurale e capace di valorizzare la ricchezza di questa pluralità.

    61. Mari vuoi raccontare per piacere come ti trovi a interagire coi tuoi vicini di casa indianini? La tua vita è un inferno? Vuoi scappare dal tuo quartiere? Ti minacciano? Insomma, come è vivere con vicini di casa extracomunitari e anche poveri?

    62. “Caro” Mauro, la tua concezione di “PADRONE”/imprenditore agricolo è alquanto preistorica, mi chiedevo in quale mondo vivi o a quel categoria di imprenditore agricolo appartieni? La tua analisi sui meccanismi che portano un imprenditore agricolo a scegliere tra un immigrato ed un italiano preferisco non commentarla, si commenta da sola…risibile.

      Hai mai parlato con un immigrato? Hai mai chiesto cosa lo spinge ad abbandonare la sua terra, la sua famiglia i suoi colori?

      Come panduzza confermo, meglio buonista veltroniano che mediocre fascista che vive su marte… 🙂

    63. @Closka, x niente cara… comincia tu allora col metterti dentro quanti più morti di fame incontri… e vediamo come te la cavi, e se ad un certo punto non ti ritrovi anche tu a dire: “non ce n’è più per nessuno!”, mi verrebbe da dirti “cretina!”, mi astengo, ma solo perchè secondo regole non certo stabilite da me, mi censurerebbero.

    64. Cara tere, sorvolando sui toni che sarebbe opportuno abbassare, il problema è che tu i “morti di fame” li consideri soltanto come consumatori della ricchezza, mentre è vero il contrario. Paesi come gli Stati Uniti del lavoro degli immigrati hanno fatto la loro ricchezza. E anche il nord est italiano. La differenza sta nel fatto che gli states sono riusciti in un’inclusione anche culturale dei tuoi tanto odiati “morti di fame” tanto che uno dei candidati alla presidenza è figlio di un immigrato africano e nel nord est si fanno le ronde a caccia del diverso che di giorno si preferisce sfruttare.

    65. no, ti sto dicendo che le pezz’ar’culo sono pezz’ar’culo, che le persone sono persone, e i razzismi sono razzismi.

    66. hai mai sentito dire che il razzismo nasce dalla difficile convivenza, dalle rabbie represse nel constatare che lì dove non ce n’è nemmeno per noi, si stanziano fondi e si cercano alloggi per gli immigrati? ma dove vivi, nel mulino bianco?

    67. beh tere, io con i “morti di fame” ci convivo, visto che HO SCELTO di vivere proprio in uno di quei quartieri-getto pieni di immigrati! i miei vicini sono indiani, rumeni e maghrebini e devo dire che non mi sento per niente minacciata! semmai le uniche forme di mancanza di rispetto per me e per il quartiere in cui vivo vengono dai “civilissimi” palermitani della zona! per il resto mi trovo molto bene ad avere per vicine persone diverse da me per lingua, abbigliamento e probabilmente religione, ma con le quali c’è piena armonia e rispetto reciproco….
      no, non mi sento per niente minacciata, semmai arricchita dal vedere altri modi di fare, cucinare, pregare.W la diversità…:)

    68. Io vivo a Palermo. E a Palermo ci sono anch’io, una persona che la pensa, credo di capire (ma ti prego smentiscimi!) molto diversamente da te. Possiamo parlare quanto vuoi delle ragioni che fanno nascere il razzismo, nella misura in cui il dibattito serve a provare ad assorbire le ragioni che lo fanno nascere e non a leggitimarlo.

    69. e allora continuiamo a fare i santoni: avevo già precisato che il razzismo è deprecabile, ma che il favorire situazioni cariche di tensioni, ahinoi, lo alimenta, pertanto, visto che non viviamo nel paese di bengodi, si dovrà cominciare con il creare leggi deterrenti, che sentire salire il profumo del curry e farsi passare la ricetta dalla vicina di colore che fa tanto alternativo ammirarne il sahari colorato, non risolve i problemi pratici!

    70. che se poi vengono loro a chiedere a noi di togliere la croce dalle nostre aule scolastiche, il NOSTRO simbolo da CASA NOSTRA!, allora cominciamo con l’insegnare intanto noi a loro a rispettare chi li ospita!e vediamo quanto loro apprezzino la diversità!!!

    71. w la diversità lo dici tu! sono Loro che vengono a casa nostra chiedendoci di abolire i nostri simboli sacri dalle aule e dai luoghi pubblici!

    72. la tolleranza non è a senso unico e mi insegni che se vado io in casa d’altri intanto mi adeguo rispettosamente, poi caso mai comunico il mio pensiero ed il mio credo, non mi pare che le cose stiano proprio così

    73. Guarda che ne risolve tantissimi, sai che sfiga a vivere nei quartieri in cui non c’è integrazione, dove persino il colore del sahari viene percepito come una minaccia? Ci possiamo se vuoi soffermare sui problemi pratici ma se dici che i problemi pratici non hanno a che fare con le relazioni di buon vicinato con gli stranieri in città, il problema sicurezza svanisce di colpo!

    74. io non parlo di curry e di vestiti colorati, anche perché la vita quotidiana, quella vera, di quando sei stanco e hai il mal di testa con consiste nel fare l’alternativo perché va di moda, ma del riconoscimento di una stessa natura umana, che fonda la capacità di entrare in relazione con rispetto reciproco… il folklore di cui parli tu è un’altra cosa….molto banale per altro.

    75. tere: la croce non è il NOSTRO simbolo. al massimo è il TUO simbolo. sicuramente non il mio (ma te lo lascio appeso al muro, finché non lo usi come fosse un’arma contundente).

      non abito nel mulino bianco. abito a torino, in una casa di ringhiera (sono case “popolane”) non distante dal centro.
      su 14 famiglie del mio palazzo, siamo in 3 a non essere mau-mau. sai cosa vuol dire? i mau-mau (come il gruppo omonimo) sono i forestieri (spregiativo, spregiativissimo!). termine sgradevole usato dai vecchi torinesi per identificare soprattutto i negri, ma nel calderone ci vanno anche i terroni (come te, perdonami).
      14 famiglie, di cui 3 romene e 8 meridionali. ti assicuro che le peggiori cose se le fanno gli italiani (calabresi, nello specifico).
      i vicini di casa dei miei sono marocchini e cucinano molto puzzoso e ascoltano musica impossibile a tutte le ore. quelli di sopra sono indiani e sono talmente ascetici che paiono muti.
      non vorrei essere violentata, ma della nazionalità dello stupratore non mi frega nulla.
      se mi passate la battuta, visto che la maggior parte delle violenze sessuali avviene in famiglia, aboliamo il matrimonio?
      nessuno dice che si deve tollerare la criminalità, o la non osservanza delle leggi. semplicemente mi pare più saggio e più intelligente non semplificare troppo la realtà, per adattarla ai nostri preconcetti.

    76. A Milano ad essere più integrato è l’extracomunitario, che mi ha preso in giro, dopo aver provato a vendermi qualcosa, chiamandomi più volte TERRONA!

    77. A me l’esodo forzato di 20.000 persone sembra un po’ una semplificazione, eh!

    78. vabbeh, ho capito: voi vivete sulla luna, circondati da tanti palloncini colorati e gli angioletti che cantano nelle recite natalizie, io che sono una molto intollerante non accetto di continuare a parlare con chi ripete solo le strofette del catechismo senza mettersi in discussione, oltretutto che siete con i paraocchi lo dimostra anche il fatto che vi siete lasciati sfuggire l’opportunità di attaccarmi quando mi sono contraddetta parlando negativamente del bigotto senso di colpa istillato dalla nostra religione per infierire subito dopo sugli islamici che vorrebbero l’abolizione della croce: non posso perdere tempo a sproloquiare con chi non mi suscita sentimenti di stima e mi dà l’idea di possedere solo pochi centimetri quadrati di materia grigia, che non gli permette di svettare! no, voi sapete solo ripetere che dobbiamo essere buoni e bravi.adios, la vita è fatta anche di brutture, e bisogna avere il coraggio di controbbattere anche a costo di dover fare poi i conti con la propria coscienza, ma vi vedo troppo pusillanimi per essere in grado di farlo. peace e love e avanti così, io in paradiso con voi non ci voglio venire, perchè mi farei due palle così ad incontrarvi pure lì, aspiro alle fiamme dell’inferno, almeno ci troverò cervelli interessanti e non ci sarà da annoiarsi!

    79. non è un’identità molto debole, quella che teme le altrui identità?
      comunque i simboli sacri starebbero meglio nei luoghi di culto, non nei luoghi pubblici. insomma, non siamo come gli arabi che c’hanno la religione di stato, noi, no? 😉

    80. silvia: ROTFL!

      tere: vabbeh, me ne farò una ragione 😉 ma, per curiosità… tu, dove abiti?

    81. Si ma non pensare che l’inferno sia ripulito dai marginali. La questione sicurezza, credimi, all’inferno è un po’ più pressante che a Palermo. (Apprezza almeno il senso dell’umorismo!) Ciao!

    82. francesco: l’esodo forzato è LA semplificazione esemplare, purtroppo.

    83. what’s rotfl?

    84. ma non c’entriamo tutti!!! e se non c’è lavoro per gli italiani, nè case, nè sussidi per i disoccupati italiani, mi dite come cazzarola possiamo pretendere di accogliere il mondo? cominciamo col dare una regolata a chi entra, trattandolo sì con rispetto, e dando a quei pochi che riuscirebbero ad entrare la certezza di un lavoro dignitoso, rafforziamo la nostra economia e poi ne riparliamo!!! te l’ho detto, è come se tu, colta da un raptus di buonismo, volessi accogliere tutti a casa tua!

    85. Rolling On The Floor Laughing. mi rotolo sul pavimento dal ridere. è un acronimo usato in chat (mi do della sborona da sola dopo questa spiegazione 😉

    86. Tere, una cosa ma non ti sembra di andare un po’ offtopic e di giocare sul doppio senso fra questione sicurezza e immigrazione? Si sta parlando del problema sicurezza o del fatto che dovremmo buttare, come dice virus, la “gentaglia”? Se stiamo sul primo caso, la testimonianza di buon vicinato di Closka, se sei in buona fede, dovrebbe essere per te un buon segno, dovresti accoglierla come una buona notizia, giusto?
      Per il problema dell’immigrazione, hai ragione, bisogna limitare, non si può accogliere il mondo e infatti c’è già una legge molto severa che limita gli accessi in Europa. Hai mai sentito parlare dei centri di accoglienza temporanea? Hai mai ascoltato le storie di cittadini europei, italiani e non, che hanno provato a costruirsi una storia d’amore con cittadini extracomunitari? Magari mi scrivi due righe in privato e ti racconto, io sono parte in causa in questo. Qui si parla del problema sicurezza e la testimonianza di Closka, che vive in un condominio multietnico come tantissimi cittadini palermitani, mi sembra più utile delle tue generalizzazioni e lo dico senza polemica. Ascoltiamoci prima di tutto.

    87. Panduzza dopo la manifestazione di “materia grigia” di tere lasciaci un pochino di spazio sul pavimento, vogliamo rotolarci pure noi dalle risate… 🙂

    88. e allora andatevi a rileggere il mio 1 commento in cui già deprecavo il razzismo e davo addosso anche ai nostri posteggiatori. è la dimostrazione che siete così compresi a fare i buoni samaritani che quelli che non ascoltano siete voi. io non intendo buttare fuori la mauritiana che frequenta casa mia, che mi aiuta, che fa studiare 2 figli a parigi e ha tutta la mia ammirazione, il mio rispetto e il mio affetto, nonchè il mio rammarico perchè vorrei davvero poterla aiutare economicamente per realizzare i suoi sogni e quelli dei suoi figli, non parlo del compagno di classe di mio figlio, un indiano che dimostra la sua sana voglia di riscatto prendendo ottimi voti in tutte le materie, a cominciare dall’italiano, io ho parlato di gente crea seri problemi a maggior ragione in situazioni di tensione e, visto che gli italiani alla loro stessa stregua, ahimè, non li possiamo ancora deportare in alaska, almeno proteggiamoci dagli stranieri! è facile: andate col mouse un po’ più su e vedrete che è tutto scritto lì.

    89. @rosalio: tanto vale che ormai il mio commento lo approvi, visto che è stato a sua volta ampiamente commentato da tutte queste personcine tenere che ammazzerebbero un diabetico

    90. D’accordo, però rifletti, il problema è anche integrare gli italiani devianti. Non si può dire dato che non li possiamo sbattere in alaska allora ce li teniamo e buttiamo fuori gli stranieri (qui si contestava l’esodo dei 20.000 non il rimpatrio di chi turba l’ordine pubblico). Ieri Agazio Loiero presidente della regione Calabria chiedeva aiuto perché nella questione sicurezza fosse compresa anche la sua regione, che è totalmente sotto il giogo della criminalità. Noi siciliani abbiamo una mafia bella potente. Magari contro la mafia e le illegalità che noi siamo abituati a subire dai nostri concittadini “etnicamente puri” e non deportabili, può servire anche il compagno di classe di tuo figlio, l’indiano il cui papà magari è senza permesso di soggiorno. Insomma, ribadisco che ho usato la parola fascista per indicare l’inclinazione a fare di tutta l’erba un fascio, di criminalizzare intere popolazioni, di fare campagna elettorale promettendo esodi di massa. Dal tuo primo commento e anche dal tuo ultimo, penso proprio che su questo Palermo può contare anche sulla tua voce contro la deriva fascista.

    91. E in questo ha ragione Gad Lerner, i Rom sono come gli ebrei prima delle leggi razziali. Tutti ci tengono a precisare che i rumeni sono brave persone, mentre i rom sono come i ratti. Preoccupiamoci di difenderli, capiamo che queste ambiguità possono lasciare spazio a cosette che noi tutti rifiuteremmo se messe nero su bianco.

    92. allora, non so perchè sono ancora qui a ribadire le stesse cose con voi che, credetemi, non mi piacete nemmeno un poco col vostro atteggiamento: DISSI DA SUBITO CHE INVOCAVO PENE PIU’ SEVERE A COMINCIARE DAI NOSTRI… ecc…, è chiaro che poi trai 20mila ci capiteranno anche delle brave persone, ma si auspica che si cominci dalla feccia!

    93. io per lavoro frequento tutto il capo e d’intorni e ho imparato a tener testa ai prepotenti, mentre so essere disponibile con chi sa porgersi: e questo vale con l’avvocato come col pescivendolo, passando per l’extracomunitario, solo che a violenza io reagisco con violenza, e non credo al recupero, perchè cu’ nasci tunnu un po’ moriri quatratu, e la dimostrazione è che nella stessa famiglia crescono parallelamente pezzi di m…a e belle persone, indiscriminatamente

    94. Beh la reazione violenta alla violenza è violenza. Io sapendo che una come te gira liberamente per le strade della mia città non mi sento sicuro. Davvero.

    95. vabbeh, e allora quando ti aggrediscono fermati a spiegargli: “no tesoro, non te l’ha detto la mamma che così non si fa?” e gli racconti pure la storiella del porgi l’altra guancia… ma dì un po’: ci fai o ci sei?

    96. Ovviamente ci sono. Io come tutte le persone civili chiamo la polizia, se sono aggredito fisicamente, il nostro codice penale prevede una cosetta che si chiama legittima difesa.

    97. poi gli lasci pure le chiavi di casa e il pin del tuo bancomat, così magari lo recuperi

    98. e questo vale per il malacarne del capo come per il rumeno

    99. Questo vale per tutti. Il tema di questo post era il fatto che si promettono deportazioni di massa, si chiamano “ratti” alcuni cittadini comunitari nonché essere umani, e che si criminalizzano intere etnìe, in una nazione democratica dove la responsabilità penale è sempre personale.

    100. davvero, credimi, dinanzi a tale e tanta ottusità,io rinuncio, mi voglio troppo bene per sottrarmi ulteriori ore alle letture per stare a perdere tempo con delle teste di caciucco: hai paura perchè? non ho detto che cammino con le pistole in pugno sparando all’impazzata tra la folla, ho detto che un sano istinto per l’autodifesa in caso di pericolo mi fa scattare dell’altrettanta sana aggressività fedele al detto: “meglio un brutto processo che un bel funerale”.

    101. credo che la legittima difesa sia prorpio quella utilizzata da tere. La polizia la puoi chiamare dopo aver subito il danno se non hai provveduto con le tue forze ad affrontare il nemico o fuggire sperando di essere più veloce di lui.

    102. @rosalio, rilassati, vado a nanna, a sognare che una nuova legge razziale intervenga a proteggerci anche dai puri di spirito

    103. Ti ribadisco che il tema del post era un altro. E comunque non hai detto questo rileggiti i tuoi commenti, hai detto che alla violenza rispondi con la violenza. Cosa che è incompatibile con la democrazia e che in Italia molti come te stanno cercando di fare.

    104. @virus… grazie, già il tuo nick la dice luunga :-)))

    105. esatto, leggi il labiale: se mi aggrediscono come la chiami? “V I O L E N Z A”… appunto!!! vuoi che lo porti al bar? “pigghiamuni ‘u cafè, niente un successi nenti!”, così ti piace tesoruccio?

    106. Amore, direi che allora ci siamo capiti. Grazie per la precisazione.

    107. Tere, adesso che sappiamo che frequenti il Capo il Tribunale, e che sei pure mooolto violenta e armata di tanta “materia grigia”, evitermo accuratamente quelle zone… 🙂

    108. Gentile Closka,
      se hai finito di ridere, puoi leggere la mia risposta:
      1) la disperazione che spinge un immigrato a cercare fortuna in Italia la posso ben capire. Ciò non toglie che la misura è colma. Non credo che l’Italia sia al momento il paese più indicato per accogliere massicci flussi di immigrazione. Il fatto che ho dovuto trasferirmi a milano perché nella mia città ero disoccupato credo sia una delle tante conferme della situazione difficile che vive l’italia. Semmai una corretta politica di aiuti dovrebbe prevedere la creazione di infrastrutture e posti di lavoro direttamente nei paesi di origine dei migranti.
      2) Mi chiedi in che Paese vivo. Risposta: vivo in Italia. La mia concezione del padrone purtroppo non è “preistorica”, ma è la triste fotografia di una situazione attuale: grande parte dell’economia dell’onesto, laborioso nord est si fonda sullo sfruttamento becero della manodopera straniera. Lo stesso nelle regioni meridionali dedite all’agricoltura (hai letto le inchieste di Fabrizio Gatti?)
      3) Se sottintendi che io sia uno sfruttatore ti informo subito che non lo sono. Con 3 ettari di vigna mi bastano i pochi operai che ingaggio da una vita, sempre gli stessi con tanto di contributi. Quello che intendevo nel mio commento precedente è che se il mercato del lavoro è dominato dall’incontro fra domanda ed offerta di manodopera, i padroni sono ben felici se lo stesso viene inondato da migliaia di disperati pronti a svendersi per poche decine di euro. A te dispiace per loro? Anche a me, cosa credi? Ma mi dispiace tanto anche per quei braccianti che devono competere con la concorrenza di immigrati che chiedono pochi soldi, non pretendono che gli versi i contributi e non rompono le scatole.
      4) mi chiedi se ho mai parlato con un immigrato? quando stavo a palermo mi sono preso qualche sbronza al bar dei neri all’albergheria. Non so se c’è ancora. Ne ho conosciuti tanti di immigrati e ho sentito le loro storie. Sono tragiche, ma che avrei dovuto fare? Mantenerli io?
      Avrai notato che non ho voluto raccogliere la tue provocazioni e risponderti a tono. Niente male per un “mediocre fascista che vive su marte”, no? (Un fascista che vota a sinistra, fra l’altro)

    109. @mauro vorrei rivolgerti tutta la mia ammirazione per aver mantenuto l’autocontrollo e avere esposto con fredda razionalità le tue ragioni che, malamente perchè troppo impetuosa,condividendole, avevo tentato di far capire a questi simpaticoni.

    110. Quindi se un “padrone” decide di sottopagare uno disposto a svendersi la colpa è di chi si svende? Io tenderei a dare la colpa al padrone….

    111. @stanton: mauro ha affermato che questo non fa parte della sua linea di condotta ma ne ha parlato come di un fatto oggettivo: c’è chi lo fa, non ingarbugliamoci con ulteriori polemiche sterili. è chiaro che tendenzialmente chi gestisce un’azienda e ha problemi economici, aggravati magari da pressioni fiscali, può essere tentato di assumere manovalanza in nero. tutto ciò non è giustificabile ma, di fatto, è!

    112. Caro Mauro, mi sembra abbastanza corretto. Obietterei che molte altre nazioni, riescono a crescere anche grazie all’apporto degli extracomunitari e soprattutto a “scremare” le entrate in funzione delle esigenze economico/sociali. Spero che anche in Italia accada ma sono scettico perché siamo un paese molto arretrato e che si sta impoverendo così in fretta che persino i politici più moderati gridano al si salvi chi può. Insomma, le politiche di selezione degli ingressi non erano in discussione nel mio post anche se credo, se vuoi la mia opinione, che esse potrebbero essere di moltissimo migliorate. Il tuo ragionamento però, non risponde alla domanda nel mio post. Non mi sarei mai sognato di scrivere “fascista” persino della legge bossi-fini che comunque non mi piace. La mia era una protesta per i toni in cui si dà la caccia allo straniero con la scusa della sicurezza e su come si criminalizzino intere etnie e promettano esodi di massa. Questa non è la soluzione di sicuro. Cerchiamo di controbattere culturalmente alle derive reazionarie dei nostri anni, te lo dico da cittadino supermoderatissimo e che non ne fa assolutamente una questione di divisione fra destra e sinistra. Destra e sinistra, lo ha ribadito anche fini ieri al senato, dovrebbero essere ugualmente antifasciste. Spero di essermi spiegato stavolta. 🙂

    113. La colpa, ritengo, è di chi l’ha fatto entrare in un paese in cui non c’è lavoro nemmeno per chi ci vive.
      Oltre che di chi se ne approfitta (i padroni).
      e di chi non vigila sull’appricazione delle leggi (enti previdenziali e direzione provinciale del lavoro).
      Ma questa è solo la mia opinione.

    114. Polemiche sterili? A me sembra assurdo pensare che l’extracominitario rovina il mercato perchè si svende! Se il padrone vuole risparmiare, chi e’ in difficoltà economiche cerca di guadagnare, e tra i due è sicuramente il padrone ad avere il coltello dalla parte del manico!

    115. vedi che ti devo fare il disegnino? la definizione “polemica sterile” era riferita al fatto che non si attaglia al modus agendi di mauro che ne stava solo parlando come un fatto oggettivo, a prescindere da lui

    116. @ Stanton: non sta a me convincerti. quella è solo la mia opinione e la denuncia che ho sentito da diversi lavoratori sia nel settore agricolo, che nell’edilizia che da alcuni camionisti.
      @ Tere: grazie
      @ Francesco: il tuo post è molto interessante. sono contento che tu l’abbia scritto.

    117. Disegnino? Teresa prenditi una camomilla intanto….io non sto facendo polemiche con nessuno..Cosa c’entra Mauro?? Lui riporta la sua testimonianza e a me sembra assurdo non quello che dice lui ma che le cose vadano in questo modo!

    118. @Francesco Mangiapane “In questo momento, si stanno criminalizzando i popoli, le etnìe, le religioni, si dice “i cinesi”, “gli islamici”, “i rumeni” gli “zingari”. È una cosa che non appartiene alla democrazia, è una cosa fascista, nelle democrazie, la responsabilità penale è sempre personale.”

      Non posso non contraddire quello che scrivi.
      Non sono certamente razzista ma una cosa non posso fare a meno di constatarla, la diversa dignità fra gli immigrati.
      Prova a dare un euro al venditore indiano di rose o qualsiasi altra cosa senza ritirare l’oggetto che vuole venderti e vedrai come te lo rifiuta. O ti prendi la rosa o puoi conservarti il tuo schifoso euro.
      Prova a farlo con un nordafricano e ben diversa sarà la sua reazione. Gli si stamperà sul viso il ghigno canzonatorio di quello che secondo il suo pensiero è la tua stupidità, s’ammucca l’euro e mancu ti ringrazia.
      Il rom, l'”emigrato” dell’Europa dell’est non ti propone alcun oggetto, vuole i soldi e basta.
      Bada bene non lo intende un omaggio ma qualcosa che tu “ricco” gli devi perchè la tua pseudo ricchezza l’hai usurpata a sue spese.

    119. Ninni non posso fare a meno di notare nei fatti quello che hai detto tu e credo che non sia possibile l’integrazione con tutti.

    120. Mi unisco a Francesco nell’auspicio di un maggiore rispetto nei confronti degli altri commentatori e di un linguaggio meno colorito. Grazie.

    121. “credo che non sia possibile l’integrazione con tutti.” (tony).
      e si torna a bomba. ci sono dunque etnie non integrabili e persone non desiderabili.
      nero su bianco, grazie per la chiarezza.

    122. la signora esce dall’Ufficio Postale in zona Strasburgo,e sale in macchina.
      Abbassa il vetro e fa capolino faccia e braccio di “una tizia”,con in mano un’arma,che minaccia
      “dammi l’anello o ti sparo”.
      La signora,terrorizzata, sfila l’anello (tremila euro)
      e glielo porge.Quella sparisce in un attimo.
      Fatto realmente accaduto a Palermo.

    123. a palermo vi è un menefreghismo assurdo della polizia, dei vigili e di chiunque abbia na divisa…. sara’ il sole, sara’ il mare…. sara’ la mafia?

    124. Finalmente è tutto chiaro,
      1) non possiamo accettare tutti;
      2) se ci sono pressioni fiscali è giusto assumere in nero sfruttando l’immigrazione;
      3)alla violenza bisogna rispondere con violenza;
      4)meglio mafiosi che neri…
      Per fortuna il “piccolo” banale ed isolato pensiero di pochi non potrà mai diventare il pensiero di tutti.

    125. In risposta o in appoggio a Panda confermo che ci sono persone non desiderabili e Palermo ne è piena (e parlo dei palermitani). Ora è vagamente possibile che anche un uomo di colore o di un’altra etnia non sia proprio uno stinco di santo, però siccome è immigrato dobbiamo avere pietà e perdonare gli eventuali crimini che possa commettere? Per non essere accusati di razzismo?

    126. no, virus, la responsabilità penale è personale, come diceva francesco.

    127. ops, mi partì il commento.
      dicevo: la responsabilità penale è personale, ergo il reato è reato da chiunque venga commesso, e la giustizia è uguale per tutti (ma tutti tutti). non mi pare sia mai stato detto diversamente in questa sede.

    128. Per non essere accusati di razzismo bisognerebbe evitare l’equazione “immigrato=crimine” che mi sembra il punto di partenza di molti, non a caso nei commenti si continua a confondere il discorso dell’integrazione con quello dei “profanatori” della italiota sicurezza

    129. Virus, stiamo parlando proprio di crimini eventuali. Stiamo parlando di spostare a forza ventimila persone, stiamo parlando di paragonare i rom ai ratti, stiamo parlando delle ronde notturne. Forse non è chiaro questo.
      Per quanto riguarda la questione immigrazione dato che esce ogni secondo vi dico perché non mi piace la legge bossi fini. La legge bossi fini subordina l’entrata in italia al contratto di lavoro, questo penso lo sappiate tutti. Ma qual è la conseguenza di questa cosa? Semplice, che è impossibile entrare legalmente, dato che se, come dite, lavoro non ce n’è per noi italiani, figuriamoci come si può trovare lavoro da un paese estero e per di più povero. Insomma stranieri legalmente non ne entrano più. Siete disposti a chiedervi se il fatto che non entrino legalmente significa che non ne entrino affatto? Ovviamente gli stranieri entrano tutti i giorni illegalmente o sfruttando il visto turistico per cercare lavoro e quindi ancora una volta mentendo alle istituzioni. Succede poi che le brave persone trovano un “padrone” che sia disposto a regolarizzarli e che quindi alcuni emergano e possano usufruire delle tutele che la legge offre. Ovviamente la stragrande maggioranza resta in questa sorta di limbo della clandestinità, pronta ad essere epurata dalla politica. Le cose, dato che stiamo parlando di esseri umani, dovrebbero andare diversamente. Ancora volevo dirvi riguardo alla questione nord est e all’agricoltura. È vero molti extracomunitari sia in nord est che qui in sicilia fanno i braccianti per niente. C’è di strano che laddove il problema occupazione non esiste quasi per niente ovvero nel nord est si fanno le ronde, qui in Sicilia non avviene e pure siamo molto più poveri. Ancora dovremmo dire che l’equilibrio di mercato dei nostri prodotti agricoli si regge proprio su questo meccanismo di sfruttamento illegale. Se un “padrone” illuminato dovesse alzare il costo del lavoro di un minimo i nostri prodotti andrebbero immediatamente fuori mercato. Sapete in questa situazione quanti prodotti agricoli vengono distrutti all’anno e quanti non vengono nemmeno raccolti proprio perché verrebbe a costare troppo? Insomma, questi sono anni in cui il buon senso viene calpestato giorno per giorno, sarà perché come sistema paese stiamo andando in bancarotta e un capro espiatorio fa sempre comodo. Però ricordatevi che ci sono delle persone lucide, come me e altri, che queste cose le stanno dicendo, con chiarezza. Nessuno di noi, tanto meno io, voglio istaurare il comunismo, qui si sta facendo appello al buon senso delle persone da una parte, e si sta anche dicendo che i problemi sono altri, che forse ogni tanto bisognerebbe spegnere la tv e fare una passeggiata al centro, oppure anche chiedere a Closka che con gli immigrati, vivendo al centro storico ci abita. Di colpo il problema sicurezza svanirebbe come una bolla di sapone. E quando, per esempio, in città come Roma o Milano, questo non dovesse avvenire, bene è arrivato il momento di chiedersi perché le cose vanno così, e perché grazie all’immigrazione i paesi più importanti del mondo hanno costruito la propria ricchezza.

    130. ma perche’ in italia dobbiamo continuare ad essere ipocriti con questa stupidaggine di “antifascismo”….il ascismo e’ sparito da 60 anni ed anche l’antifascismo.

      chi difende gli immigrati, i clandestini, i delinquenti rumeni, slavi etcc. e’ IPOCRITA!

      chi avrebbe il coraggio di tenerseli a casa ?
      e allora perche’ dobbiamo tenerli nelle nostre citta’

      non c’entra niente la destra e la sinistra: i clandestini vanno CACCIATI, perche’ ci bastano i delinquenti italiani e BASTA.

    131. Chi difende gli immigrati ???
      Io sono immigrato.
      Se non mi difende nessuno mi difendo da solo.
      Sono onesto e non sono ipocrita. Solo straniero
      E’ reato ?

    132. In Sicilia non si fanno le ronde perché non c’è n’è bisogno, abbiamo alle spalle qualche secolo di ottimo controllo del territorio, che bisogno c’è di fare le ronde? Mi piacerebbe sapere se i 20000 che vogliono cacciare sono degli immigrati senza permesso di soggiorno o degli immigrati che hanno già commesso reati. La vita ha dei risvolti pratici tutt’altro che simpatici, tra questi anche la detenzione nelle carceri. Siccome “si sono mangiati l’Italia” non abbiamo denaro per costruirne di nuove, quelle che abbiamo sono svoraffollate, ci sono circa 56 mila detenuti e tra questi 21 mila sono stranieri. Stanton ha detto bene, nel nord hanno un problema di spazi sottratti, il loro ordine mentale (più o meno ipocrita e artificioso, non importa) viene sovvertito dallo straordinario afflusso migratorio e la reazione è irrazionale.

    133. Cosa c’entra il problema sicurezza con la presenza di immigrati extracomunitari in Italia? E’ un falso problema! Basterebbe snellire le procedure attuative delle leggi in materia di sicurezza e applicare queste ultime. Educazione e repressione. Se un magistrato impiega 10 anni per scrivere le motivazioni di una sentenza e decine di mafiosi escono ce la vogliamo prendere con i rumeni? In Italia, come sempre, pur di non risolvere i problemi preferiamo crearne di sana pianta di nuovi.

    134. caro Francesco, non ho letto tutti i post e non ne ho voglia, hai ragione tu, per me, noi siamo un popolo multietnico da millenni ed è per questo che non abbiamo particolari problemi con li “estranei”. La mafia non c’entra, ameno che non vogliamo risolvere tutto, nel bene e nel male con questa pustola acneica che ci deturpa l’aspetto.
      ciao

    135. Non a caso ritornano i gruppi neonazisti, Verona è una delle città delle ronde e della caccia allo straniero.

    136. Piano Ciccio. Stai forzando la mano, la tua affermazione non è dimostrabile.

    137. Piano tony, io ho mostrato un’evidenza, che gruppi neonazisti, che in precedenza avevano perseguitato cittadini extracomunitari, sono ritornati drammaticamente attivi proprio nelle città in cui tanto si sbandiera la caccia allo straniero e dove si organizzano le ronde. Diciamo che è un brutto segno e speriamo che sia solo una triste, funerea, maleaugurata coincidenza.

    138. Eh poi non ho capito perché la parola “neofascista” sia passata di moda per certi gruppi e certi reati. Adesso si preferisce “neonazisti”…
      Dove sono finiti i cari vecchi “neofascisti” di una volta? Ecco, dove?
      Questi giornalisti!

    139. ma francesco, perchè gli stranieri non li ospiti a casa tua.
      non ti fideresti.
      bene e perchè dobbiamo infestare le nostre città!
      BASTA VIA I LADRI E DISONESTI: quelli italiani in galera quelli stranieri a casa loro.

      sai quanto costa uno straniero in carcere 400 EURO AL GIORNO!!! e li paghi anche tu

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