mercoledì 18 ott
  • A proposito di Sex and the City…il film

    Sono andata a vederlo, in un cinema palermitano, ovviamente. L’atmosfera era quella dell’8 marzo: tanti gruppetti di 3-4 ragazze, vestite, a loro modo, alla “Sex and the City”. Presenti anche gruppetti gay: “Io sono Carrie!”. “No, IO sono Carrie!”… Non mancavano le coppie, in cui il ragazzo, immolato, si scambiava con gli altri maschi occhiate di desolazione, mentre le ragazze, petulanti, si avviavano al botteghino mezz’ora prima dell’inizio del film. Qualcuna poi, si è subito fiondata dentro la sala: “Amore, non è ancora finito, non entrare, altrimenti vedi la fin…” . Lei esce: “Uffa, sta finendo, me lo potevi dire di non entrare!”. Il tutto in un trionfo di ballerine azzurre stampate a fiori, gonne ampie verde smeraldo di “seta”, pinocchietti improbabili e risatine isteriche. Ora, sarebbe già difficile a Palermo uscire con gli abiti estrosi originali di Sex and the City, pur se di ottima fattura e firmati da Ruiz De La Prada, Gucci, Versace, Vivienne Westwood e così via (che volendo si possono trovare qui), ma immaginate quale deve essere il risultato con degli equivalenti (o presunti tali) di pessima qualità e a (troppo) buon mercato. Ciò nonostante, il tentativo di imitare lo street style di Manhattan, rivisitato al sapor di caponata, è comunque da apprezzare perché, come diceva Estée Lauder, non esistono donne brutte, ma solo donne pigre: insomma, non è importante che tu sia Carrie, Samantha, Miranda o Charlotte, l’importante è provarci.

    Palermo
  • 35 commenti a “A proposito di Sex and the City…il film”

    1. è sotto gli occhi di tutti il pessimo modo con cui le ragazze palermitane cercano di scimmiottare i modelli proposti dalla tv. basta farsi un giro un sabato pomeriggio qualunque in centro per vedere certi orrori standardizzati: jeans a vita bassa, pancia (anzi, lardo) di fuori e maglietta 2 misure troppo stretta. oddio, non giudico una ragazza in base ai kg, anzi non sopporto quelle magre magre. ma se hai certe rotondità ai fianchi piuttosto palesi, evitate prego di farle dondolare a mò di Homer Simpson!
      i capelli poi, non ne parliamo: certi visi deturbati da frangette orribili… merito dei parrucchieri o di qualche giardiniere estroso?
      diverse volte sono stato a milano, a piazza duomo è tutto un fiorire di fanciulle ben vestite. non necessariamente con abiti firmati, ma sempre con gusto.
      la sera poi è la fiera dell’anonimato. una donna vestita bene ed elegante non si nota subito ma si ricorda dopo, secondo me. invece tutte in minigonna e top, minigonna e top, minigonna e top… e basta!
      per rimanere in topic: anch’io ho visto sex and the city al cinema, essendo un grande fan del telefilm ^__^
      mi sembrava di essere a qualche pigiama party per via dei gridolini e dei commentini ogni 10 minuti da parte del pubblico femminile! ^__^

    2. Trasferitevi a Milano, ohohohoh Voi che non apprezzate il gusto Palermitano…
      Sex and the City?
      Esattamente quello che mi aspettavo da COPIONE…
      ne + ne meno…
      ma se avessi voluto vedere qualcosa di impegnativo sarei andata a vedere altro…
      volevo un film LEGGERO e lo è stato…
      e il pubblico LEGGERO si adattava perfettamente al film LEGGERO…
      compresa me…

    3. La migliore descrizione di Sex and the City: “Donne eterosessuali che cuccano come uomini gay”.
      Dai Simpson.

    4. skaiwoka, sono d’accordo con te, bisognerebbe indossare ciò che si adatta al proprio corpo, e non viceversa…
      dici72: sto benissimo a palermo, ma il cattivo gusto è tale ovunque, anche a Milano, ciao!

    5. Ma non è una frase di Helena Rubinstein?

    6. Infatti Cristiana…
      sono d’accordo…
      ma l’invito non era per te…

    7. Mi dispiace ma non sono d’accordo.
      Chi l’ha stabilito che è una è tenuta ad indossare ciò che si adatta al proprio corpo. Una ragazza con le gambe da calciatore allora non può indossare una minigonna?
      Le vedo tante di ragazzine con qualche kilo in più che mettono una magliettina troppo corta, ma non ci vedo nulla di male.
      Io queste ragazze le ammiro perché se ne infischiano del “lardo” (come delicatamente lo chiama skaiwoka) e indossano ciò che più gli piace, senza farsi troppi problemi. Senza ossessionarsi davanti allo specchio e domandandosi quale dieta da seguire per scalare la pancia.
      Il cattivo gusto è tutt’altra cosa.

    8. Fermo restando che ognuno è libero di indossare ciò che vuole e quando vuole, ci sono comunque delle variabili da tenere in considerazione, sempre:
      – buongusto (per non dire decenza)
      – esame di realtà
      – capacità di autocritica
      – congruenza tra abbigliamento e situazione.
      Passando in rassegna queste variabili, FORSE, a qualcuno verrebbe il dubbio che il look alla “Sex and the City” non è sempre adatto a chiunque ed in qualunque occasione.

    9. Vivo a Milano e vi posso assicurare che tutto questo buon gusto in fatto di abbigliamento non si vede in giro. Specialmente in Piazza Duomo. Al sabato è tutto un viavai di adolescenti clonati, che girano in branco urlando e mettendo in mostra ombelichi e cosciotti. Adesso, una cosa è infischiarsene del “lardo” e vivere sereni con il proprio corpo un’altra cosa è il buon gusto, di cui purtroppo questa nuova generazione ne è assolutamente carente.
      @Noiselover: la citazione è di Helena Rubinstein infatti.

    10. Anch’io vivo a Milano e confermo: si vedono in giro certi tascioni che fanno spavento…

    11. …vestiva esattamente come la protagonista…! giuro! chanel, vuitton, gucci… poi però si pettinava in ascensore (con me dentro) e scendeva a firmare le raccomandate al postino con i pezzettini di cipolla che stava tagliando per fare il soffritto! mmm…

    12. Secondo wikipedia sarebbe la rubinstein…

    13. Da come parli e scrivi sembri proprio una Snob… BLEAH!

    14. Dina ti invito a essere rispettosa nei confronti di chi scrive. Grazie.

    15. Anche io il due giugno, sono andata a vederlo.
      Con una mia amica ed il suo fidanzato, il mio ha preferito dormire.
      Ho visto della solidarietà, per i ragazzi immolati con le rispettive donne, da parte di chi ha scritto il film: all’inizio c’e’ una sorta di riassunto. Credo sia inutile andare a vederlo se non hai seguito il telefilm in questi anni, comunque (e tutte le repliche nelle notti d’estate).
      Devo dire che mi aspettavo peggio, invece è carino. Ho solo deriso quelle che erano con abiti, secondo loro “fescion” nella sala….

    16. x mauro e manuela: avrò beccato le giornate fortunate allora 😉

      x giogi: sempre di lardo si tratta. ho visto ragazze pallavoliste con fisici abbastanza muscolosi trasformarsi in dee col giusto abito. non importa il fisico ma come calza l’abito. io stesso gioco a tennis 3 volte a settimana e mi ritrovo un notevole pancionello 😉 non mi metto certo magliettine attillate, farei riderei i polli come si suol dire 🙂

    17. si suol dire, si suol dire….

    18. Come diceva mio padre, un uomo meraviglioso a cui ho dato quasi soltanto dispiaceri, l’eleganza è quella cosa che alcune persone trasmettono – anche – a quello che indossano. Cioè, come la capisco adesso da adulto, è una qualità che va da dentro a fuori.

    19. @Skaiwoka: Ma perché dovrebbe far ridere i polli?!
      Se uno ha abbastanza sicurezza di sé la magliettina attillata se la mette e se ne fotte dei polli che ridono.
      Ciao.

    20. Per Rosalio: come mai ti rivolgi al maschile quando parli con “Dina”?

    21. ho capito, piuttosto di rischiare un bagno fra le tasce, aspetterò che esca il dvd!!! per quanto riguarda il buon gusto e la classe: suggerisco una distribuzione di specchi gratis e un premio alla miglior commessa per aver dissuaso una ragazzina panzona e brufolosa ad insaccarsi in un paop di jeans a vita bassa: colei che la convince ad uscire dal negozio con un elegante caftano nero vince la palma alla professionalità. di contro suggerire severe pene corporee a tutte le madri che non insegnano alle proprie figlie a “cummigghiari l’imbrogghi”!

    22. Mai visti così tanti tasci come a Milano…..
      Adesso l’ultimo must delle palermitane sono gli hot pants, pantaloncini inguinali che mettono d’accordo tutte, dalla 40 alla 52… E non è un bello spettacolo!
      Silvia

    23. @silvia hai ragione, ahimè! e dire che negli anni ’80 era tutto un altro vivere, allora era lì lì per decollare come capitale europea e vi si respirava un’aria elegante che ti faceva voglia di prender spunto per imparare ad essere eleganti con un blazer ed un jeans. prima era la madre degli scemi ad esser sempre incinta, ora lo è la madre dei tasci, anche lì, sigh!

    24. E vogliamo parlare dei capelli a strisce, biondo-nero-biondo, che adornano le teste di ragazze e signore? Dei tacchi da 12 cm che tentano invano di prolungare gambette appena più lunghe? Della biancheria a vista, che occheggia da canotte e pantaloni a vita troppo bassa? E delle vociacce sguaiate che si lanciano strilletti e richiami da una parte all’altra della strada? E delle borsettone di plastica stampate a pianetini o a marchi Gucci e Vuitton, del profumo che sembra insetticida mescolato a estratto di ascella di facchino, e potrei continuare per ore?

    25. Picciotti, ma uno si potra vestire come gli pare o deve venire a rednere conto a voi gente per bene e carina dell’upper east palermo? andate a farvi una zuppetta di..luppini 😉

    26. W le panze, se non ci fossero dovrebbero inventarle!
      Altrimenti chi e cosa fotograferebbero i tanti turisti a Palermo?
      😀

    27. andrò a vedere il film …. più x vedere come si veste chi va a vederlo che per il film in se 😀

    28. Ah, gli anni ’80… due giorni fa hanno trasmesso yuppies, che nostalgia…
      Ah, gli hot pants… ABOLIAMOLI!!

    29. Il lato fashion di tutte le gioventù ha sempre cercato di emulare il modello più trend della propria generazione: è stato così fino agli anni ’80. Ora è diverso.
      La commistione culturale globale crea infiniti misunderstanding.

      I ragazzini di oggi hanno tutti capelli rasati, tendono all’obesità e vestono come i ragazzi dei video Rap. Le ragazzine hanno capelli lisci con la riga di lato e si vestono come le corrispondenti cantanti. Hanno tutte le tette uguali compresse dentro lo stesso reggiseno, quando invece non esistono al mondo due donne con la stessa forma di seno.

      Questo modello è ormai planetario.

      Ma mi viene tenerezza a guardarli, perché loro non sanno una cosa: stanno copiando un modello che viene dai quartieri più tristi e degradati del mondo occidentale, come South Central in L.A., dove non c’è nulla di nulla di nulla oltre alla disperazione più buia del mondo occidentale.

      I nostri ragazzini e le nostre ragazzine credono di esser cool, ma sono esattamente come i ragazzini obesi messicani o misti che scendono un solo giorno l’anno nelle spiagge di Santa Monica e fanno il bagno con la maglietta. Nessuno di loro gira a destra verso Malibu. Vivono una specie di riserva mentale e sociale di leggi non scritte.

      L’obesità è il risultato di polli trasludici, grassi e tossici del prendi 3 paghi 2.
      I ricchi comprano da Wild Oats verdurine organiche, insalate chic e gioiellini di carne allevati da veterinari con camice Prada. In fondo delle casse c’è sempre un massaggiatore biondo pronto a sollevarti il peso della spesa su un lettino profumato.

      La globalizzazione culturale è un po’ come la storia dei centri commerciali.
      Noi adesso andiamo lì, per trovare tutto.
      Ma pochi sanno che i nostri centri commerciali sono nati negli States per riempire la mancanza del centro storico da passeggio nelle città americane, e sono stati costruiti avendo per modello la Piazza italiana (o Plaza, come dicono loro).
      Noi li importiamo e viviamo dentro piazze artificiali create dagli americani per avere l’illusione delle piazze italiane, che nel frattempo noi disertiamo.

      Io sono sicura che se fermassi uno dei ragazzini italiani e gli dicessi: guarda che sei vestito come un povero, lui ci rimarrebbe male. Anche perché ha speso un sacco di soldi per sembrarlo.

    30. missy io ti voto, ti trovo in qualche lista domani?

      io ho vissuto a milano per un pò e devo dire che il mio target 25-35enni ha molto più buon gusto rispetto ai corrispettivi palermitani.

      intanto on esistono tessuti stampati: è stato debellato sul nascere il fenomeno “Alviero Mertini Prima Classe” assolutamente gargio… a Palermo anche gli uomini hanno perfino gli occhiali, per on parlare dei neonati, per non parlare degli oggetti nelle liste nozze… sarà per questo che alviero martini sta aprendo un flagship store proprio in questi mesi a palermo;
      debellato il tessuto stampato polliniiii
      cavolo pollini è liscio, essenziale nella natura con qualche applicazione che rende tutto originale, un pò come prada… noooo a palermo tutti con la borsa pollini e vistiti stampati, marroni di inverno bianchi d’estate.
      estinguetevi se fate parte di queste categorie.

      Uomini e donne cmq a milano hanno la grande di fferenza rispetto ai palermitano che lavorando (per lo più in ufficio) fanno un pranzo veloce e arrivano stremati la sera a casa…risultato mangiano meno, hanno meno lardo, e ovviamente danno un’impressione diversa rispetto agli ombelichi goodyear con percing che si vedono in via Principe!

    31. mi è saltato un pezzo…detto questo
      ogniuno fa quello che vuole nel rispetto di chi gli sta accanto.

      devo dire che vedere un sedere peloso di ragazzino 17enne in un motorino come risultato di un pantalone a vita bassa…quello sì mi fa un pò vomitare…

    32. Pollo, devo dire che anche “ogniuno” mi fa vomitare, ma detto questo, concordo con te e mi stai simpatico! 🙂
      I refusi si perdonano, ma di sedere c’è uno solo (non dico quale).

      No, nessuna lista per la Missy… lasciamola andare da Wild Oats.

    33. no no questo è proprio un’errore 😀

      ovviamente lo so che “un” seguito da un coso maschile non si “accentua” o “aprostata”…

      cito un bimbo alunno di mia sorella!

    34. E’ giustissimo che ognuno metta quello che vuole, ma se si parla di buon gusto, allora se uno mette quello che vuole, poi non deve sentirsi offeso se non è proprio il massimo per la gente. Detto questo, premetto che il parere della gente x me “un passa e un cunta” e quindi un grande applauso a chi realmente se ne frega. Il punto però è che i vestiti, che siano costosissimi o che siano stati comprati alla bancarella, non fanno i signori. L’eleganza bisogna possederla o acquisirla, è il portamento quello che fa la differenza. Quindi grasse e magre, glabri o villosi, mattete quel che vi pare ma nei limiti e con eleganza. Perchè nei limiti? Perchè è vero che bisogna infischiarsene del giudizio della gente, ma se il vostro scopo è essere eleganti e avere buon gusto, rendetevi conto che non è facile indossare con eleganza un toppicino strettissimo se avete una quinta di seno, come “sembra” impossibile (dovrò provarlo e magari aggiudicarmi qualche premio, vista la difficoltà dell’impresa in questione) andar in motorino con dei pantaloni a vita bassa senza mostrar a tutta palermo il sedere. Che abbiate un bel sedere o no, non è carino mostrarlo anche a chi non vuole vederlo… Qui non si parla di bellezza, ma di buon gusto..

    35. Le femmine “tasce” esistono ovunque, in ogni angolo del mondo; Il buon gusto…beh, diciamo che è soggettivo, l’importante è premettere se le femmine ci vestiamo per piacere agli uomini, a noi stesse o per “la moda”! Ecco allora è meglio entrare in “analisi”. Francamente sono stufa di essere circondata da femmine di ogni età con l’ombelico di fuori (quando è visibile e non è ostruito dai cuscinetti lardosi) sarebbe ora che finisse sta moda, e cosa ancora più assurda gli slip alla vista di tutti, ora anche i ragazzi, non bastavano le femmine: e qui ditemi, per favore, dov’è il buon gusto? Se si vuole essere alla moda, credo sia meglio avere “un bel fisico”, non necessariamente da modella, ma almeno ben distribuito nelle misure! Se è per piacere a noi stesse, cioè vogliamo stare comode, senza problemi: a che serve l’ombelico o le mutande alla vista di tutti (e correre il rischio del ridicolo)? Se è per piacere al nostro uomo, ebbene: prima guardiamoci allo specchio, e se ci piacciamo senza apparire ridicole, allora si; ma ovviamente non dico di accontentare il proprio uomo in ogni caso, ma lasciarsi consigliare si, anche perchè, onestamente, anche noi femmine lo facciamo con loro! No, non ho visto il film “Sex and the City”, e non ho la minima intenzione di farlo, non lo seguivo in televisione…secondo me “distorce” troppo la realtà, però se i cinema hanno registrato molte presenze, specie femmine naturalmente (mi spiace per i ragazzi che sono stati “costretti”, sicuramente preferifano “Indiana Jones”), ecco dicevo se il film è stato visto da molte…vuol dire che io NON CI CAPISCO NIENTE, quindi scusate il mio intervento! Antonella.

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