domenica 22 ott
  • Questo è suo!

    Sono stato ad assistere ai fuochi del Festino, da via Messina Marine. Nel casino, nella tolleranza, nel disagio, nell’improbabilità più totale in cui si vengono a mescolare razze, religioni, identità, colori, odori, suoni, occhi, gambe, braccia, motori, bibite e bancarelle. Ci sono stato con mia figlia. Lei era stanca per aver tirato così tardi, ma i fuochi li voleva vedere tutti; io ero stanco di quella promiscuità, ma deciso ad andare fino in fondo e tenerla sveglia per evitare di portarla in braccio (la cosa si poteva fare fino a otto anni fa, ma adesso è alta più della metà di me) fino a casa. Insomma, ce l’abbiamo fatta.

    Ma il ritorno a casa, come tutti i palermitani sanno, è stato una sorta di esodo, un vagare epico, un nostos dentro flussi e fiumane di corpi, talvolta controcorrente, cercando, io, di difendere la posizione e la difficoltà ad orientarsi di una donna alta mezzo metro in meno rispetto al resto del mondo percepibile. Nonostante la calca e gli inossidabili idioti che pretendevano di andare controcorrente con i motori accesi, in cattivo equilibrio e caricati di almeno quattro persone, tutti si capiva, intuitivamente e senza sospetto alcuno di poter sfuggire alla marea, che il problema non era raggiungere la propria meta ma fuggire da lì, scavalcando quelli che sarebbero rimasti in compagnia dei Tinturìa e di Nino D’Angelo. Insomma, a cavallo delle nostre gambe abbiamo affrontato le terre di mezzo.

    A un certo punto, all’imbocco di via Alloro, mi sono sentito tuppuliare sulle spalle. Mi sono voltato e un signore in canottiera a righe e volto abbronzatissimo mi stava porgendo un portapatente giallo (il mio?) nell’inferno di volti e voci dicendomi “Questo è suo!”. In questi casi, dopo si capisce che i neuroni elaborano informazioni ad una velocità imponderabile, come quando ci passa la vita dinanzi in prossimità di un incidente. Quello era un incidente, un flesso, un punto di rottura.
    Il signore mi stava dicendo “Questo è suo!” con la certezza che fosse mio, non con l’espressione di chi si chiede di chi sia quel coso giallo. Tra me e lui c’erano almeno tre corpi, e davanti a me stava mia figlia. Poi lui continua la sua frase: “Questo è suo, un bambino gliel’ha sfilato dalla tasca!”.

    Ho preso il portapatente con un’espressione inebetita, ho ringraziato blaterando un “grazie” e sorridendo (o forse annuendo, come se lui avesse dovuto farlo) senza riuscire a ringraziarlo quanto avrei dovuto, per almeno tre motivi. Uno, la prima cosa che ho pensato, “ecco una persona onesta, ce ne sono ancora”. Due, lui ha detto la parola “un bambino” e non un ragazzo o, al più, un ragazzino, no, proprio un bambino, e lì ho sentito (dalla voce di mia figlia che mi diceva “cos’è successo?”) che non tutti i bambini sono come idealmente li pensiamo. Tre, che nell’occasione del Festino, sotto l’egida di una santuzza, in prossimità di una meta, qualunque essa fosse, qualcuno aveva “lì” la ferma intenzione di rubare qualcosa. Il nostro tempo è ancora questo?

    Palermo
  • 27 commenti a “Questo è suo!”

    1. complimenti Domenico per la semplice chiarezza lucida con la quale hai descritto quella sera, ho avuto sensazioni simili e non avrei saputo riportarle in maniera migliore; sarà strano ma ho avuto lo stesso pensiero anche io e prima di uscire di casa ho pensato:” lascio il portafogli, in un tutto quel caos sarebbe facile averlo sfilato, e un secondo dopo mi sono detta:”ma và, chi vuoi che stasera si ali con l’intento di rubare a te il tuo portafogli insignificante, sono tutti li per omaggiare la Santuzza…”
      E invece non è così…un alone di incomprensibile ottimismo mi circonda considerando la gente che mi circonda sempre ben intenzionata…sono un’idealista? forse ma spesso ho avuto testimonianza che rafforzzassero il mio pensiero; credo che il nostro tempo sia anche questo ma non solo questo.
      …ci vediamo in giro.

    2. Proprio in queste occasioni (tanta gente che si muove verso lo stesso posto, attirati da un’unica attrazione) capita che gente con poco da perdere approfitti della situazione per rubacchiare qua e la…. Questa è anche palermo.

    3. Ma che razza di racconto è!!ti volevano fregare il portafogli?Succede in tutte le capitali del mondo
      da Bombay a Barcellona da New York a San Paolo.E che l’abbia fatto un bambino non mi stupisce più di tanto.
      Prova a farti un giro tra le favelas di Rio.Stai più attento la prossima volta e ritieniti fortunato che hai trovato i documenti. Palermo è come altri luoghi nel mondo la differenza è che non è una capitale.
      Per quanto riguarda la calca continuo a non capire il senso del tuo racconto:la prossima volta chiedi al sindaco di farti un festino personalizzato per te e la tua figliola!!!

    4. Purtroppo i luoghi affollati, in tutte le grandi città, sono meta di ladruncoli. Che sia un autobus della linea 101 all’ora di punta o il festino di Santa Rosalia poco importa. I ladri non si fanno scrupoli di sacralità violate. Ha detto bene la signora Rosa; purtroppo il consiglio migliore in queste occasioni è quello di lasciare le cose di valore a casa e portarsi soltanto l’essenziale. Per il resto, che durante il festino ci sia una calca esagerata è arcinoto, e dopotutto rientra nel folclore locale. Un festino organizzato con ordine svizzero non sarebbe più il Festino di Santa Rosalia a Palermo.

    5. Quando leggo su Rosalio commenti gratuitamente antipatici, incattiviti e supponenti come quello di tempoperso resto sempre stupita, ma non di un bel stupore, stupita di quanto si possa essere spiacevoli e diciamocelo, anche un po’ vigliacchi quando si sa che le parole sono coperte da anonimato. Ciao Domenico!

    6. caro tempoperso, finchè c’è gente come Domenico che ama parlare e si sente libero di parlare significa che c’è gente che vive.
      Se dovessimo stare zitti e pensare che Palermo è come tutto il resto del mondo bhe allora camminiamo con il paraocchi e restiamo convinti che tutto va per il meglio

    7. Mia nonna paterna era solita ripetere: Munnu ‘a statu e munnu sarà.
      Non è una consolazione ma una constatazione: ci sarà il ladro, il delinquente ma anche la persona onesta e perbene. Ovunque.

    8. Non voglio fare l’avvocato del diavolo, ma alla fin fine “tempoperso” ha soltanto criticato il racconto descritto in questo post. Non arriverei a dire che è un vigliacco solo perché nei blog si può mantenere l’anonimato. Mica ha minacciato l’autore, ha soltanto dissentito sul livello qualitativo della storia. Chi scrive un post su un blog non credo si aspetti soltanto commenti positivi; quelli negativi vanno messi in conto. L’importante è che non siano volgari.

    9. ragazzi io sono uscito solo con la patente in una tasca ed il cellulare nella tasca davanti… (le chiavi del motore in mano)…in questa ressa di gente è facilissimo “”perdere”” qualcosa e non accorgersene affatto…!

    10. proprio stamattina leggevo sul giornale di sicilia che la sera dei giochi di fuoco e di nino d’angelo, in via lincoln ignoti approfittando della grande confusione hanno forzato gli sportelli (o rotto i vetri…) di molte auto in sosta x rubare autoradio o altro. Che schifo siamo nel 2008! X restare in tema domenica scorsa sono andato a etnaland e non ci crederete li rubano le ciabatte…le tappine…non ci credevo ma poi mi sono ricreduto. Questi episodi mi fanno vergognare di essere siciliano…

    11. andre@ capita anche questo, le havaianas soprattutto vanno a “ruba” 😀

    12. in ogni luogo e in ogni occasione c’è il bene e ed il male….anche al festino

    13. ma scusa, ma chi ti nni futte? hai avuto il tuo miracolino da Festino, il resto? tutte ste domande? tutta sta retorica? sangue e latte.

    14. l’altro giorno vedevo un servizio di mtv chiamato ItaloAmericano….bene, nell’azienda di youtube tutto è gratis e chiunque può entrare prendere, usufruire dei servizi e quant’altro.
      Saremo in america, anche lì c’è la delinquenza ma hanno un alto senso civico…mai è stato rubato qualcosa.Forse dovremmo imparare qualcosa da fuori. L’esempio di tempoperso ci fa capire come ormai siamo paragonati alle favelas o a paesi del terzo mondo
      PS: in effetti le tappine fregate è davvero da terzo mondo

    15. …propriorepresso… propriotempoperso…
      per fortuna c’è ancora chi dice “questo è suo” a chi, un attimo dopo, si rammarica di non aver potuto ringraziare più di quanto abbia fatto.
      ma perchè noi palermitani non ci possiamo nemmeno permettere il lusso di portare i bimbi tra la calca nella speranza che degli scimuniti non sovvertano l’ordine più ovvio delle cose, come il semplice andare controcorrente, in tre, in quattro, su un trispito, possibilmente pure “arrubbatu”!
      se c’è chi si rassegna all’inciviltà costituzionalizzata, non mi resta che pensare che è altrettanto buzzurro! che schifo i mao-mao!

    16. @riccardo, ma che ti salta in mente? come puoi ambire ad emulare l’andazzo di oslo o stoccolma? naaa!!! nel bronx dobbiamo restare! l’importante che ci vestiamo con le panze di fuori come le veline… dov’è lo zio erode?

    17. Erode….grande pedagogo….

    18. 😉
      se solo ci venissero incontro un po’ meno di ipocrisia e di buonismo! una mia amica milanese, reduce dalla ressa del festino, da lei definita “scandalosa”, dopo aver sempre criticato il mio cinismo, ha finalmete ammesso: “quanto ti ho pensate, e come ti ho capita!”

    19. Capita,Donato. Poi voi uomini avete luoghi poco sicuri per il portafoglio.
      Tienilo nella testa interna della giacca,piuttosto che sul di dietro.Già é meglio.

    20. Quarto…colto in flagrante dalla Santuzza nell’atto dello “sfilamento”, il gentile signore è stato posseduto subito da un insostenibile senso di colpa, in tempo per restituirle il portapatente giallo. Attribuendo ad un bambino l’ignobile gesto, avrebbe assunto il sapore di una “bravata” sperando, così, di smorzare un pizzico la sua rabbia….

      Ma quindi…piccioli…nun ci n’eranu? ;-D

    21. Devo ammettere di avere avuto lo stesso malizioso pensiero di DanielaC…
      Se fosse successo a me, in un primo momento sarei rimasta spiazzata dal gesto della restituzione della patente, ma il pensiero successivo, a mente più fresca, sarebbe stato il malevolo dubbio che il ladro avesse avuto lo “scrupolo di coscienza” di restituirmi i documenti facendomi risparmiare le varie trafile.
      Per la serie che chi denuncia un crimine è il primo sospettato, mi fa davvero paura pensarla così…

    22. A me sa di favola:
      C’era una festa.
      La festa di una santa.
      Un ragazzino tra la calca si sente ancora più piccolo.
      Persone più grandi di lui lo sovrastano.
      Zampilli di fuoco colorano il cielo come un’insegna al neon.
      Il bambino alza gli occhi al cielo e chiede di essere grande.
      C’è confusione.
      Troppa confusione.
      Così tanta che le sue parole non arrivano al cielo.
      Vede un uomo.
      “Enorme!” pensa
      “Sarà almeno due metri”.
      L’uomo in realtà è alto poco meno di un metro e novanta.
      Una mano piccola in una tasca grande.
      Un battito d’ali.
      Il bambino ruba al gigante la sua identità di carta e plastica gialla.
      Improvvisamente ha 45 anni, una barba, che gli copre il viso e finalmente riesce a vedere la festa intorno a lui
      Alza di nuovo gli occhi al cielo e pensa:
      “E adesso voglio vedere se mi dicono che al Malizia non ci posso entrare!”

    23. Grande Bulgakov! 😀

    24. Quando al foro italico c’erano le giostre, mille anni fa, assistetti al furto di un portafogli. Una cosa fenomenale: nel giro di tre secondi l’oggetto cambiò mani tre o quattro volte per cui alla fine chi l’aveva preso non lo aveva più perché passato ad un altro e così via. Dopo i tre secondi, non mi fu possibile più seguire il viaggio del portafogli, era già troppo lontano. E nemmeno potevo accusare il primo, che non aveva in mano nulla… era un sistema perfetto e strabiliante, nella sua velocità di esecuzione.
      Per essere riuscito a recuperare il portapatente, il ladro doveva essere davvero scarso, quindi…

    25. Il festino é una marsma di anime e corpi, se ci stai dai dentro, e non lo vedi dalle terrazze, come molti snob palermitani, fanno.
      Questi possono essere gli inconvenienti.
      La massa che ti trascina,può diventareoccasione per alcuni, e come vedi senso di solidarietà per altri.
      Vivere il festino in mezzo al festino é un po’ un’esperienza da incubo,ma anche molto interessante,per molti aspetti.
      Tu vedi solo l’incubo.

    26. Concordo con Uma, il festino lo vivi, lo partecipi, non puoi “guardarlo”.
      O sei parte attiva, e te lo godi in tutte le sfaccettature, o diventa un supplizio, della serie ma quando finisce…
      Devo dire che negli ultimi dieci anni, ho partecipato a sette o otto festini, tutti belli e popolari al punto giusto tranne quelli troppo coreografici, troppo “difficili” per la maggior parte dei partecipanti.
      La gente, alla fine, aspette i giochi di fuoco, sono l’appuntamento che classifica il festino, se è uscito bello o brutto.
      Questo è il mio pensiero, non dimentichiamoci inoltre che una buona fetta dei palermitani vivono il festino dal punto di vista religioso ed è davvero un momento di sintesi tra il sentire la Santuzza, il momento della preghiera e della riflessione, il tutto condito da una palermitanità autentica, senza colori politici e spesso con una semplicità emotiva che nasce dal cuore.

    27. Quest’anno purtroppo non ho visto il festino perche’ mi trovo dall’altra parte del mondo, ma quando il 14 ho pensato “oggi a Palermo c’e’ il Festino, non ho potuto fare a meno di pensare a quella stessa sera di 2 anni fa in cui mi hanno rubato il motore… carino intorno all’1.00 tornare in via dei chiavettieri e trovare il vuoto! E credo che abbiano fatto un bel servizio visto che ci siamo ritrovati almeno in tre nello stesso punto, nella stessa situazione e con lo stesso senso di impotenza. Fanno proprio il servizio straordinario in quell’occasione! Ah… e confermo che ad Etnaland rubano le tappine! Che tristezza! Non e’ bello pensare alle favelas, dovremmo pensare sempre a chi e’ un passo avanti a noi, altrimenti non miglioreremo mai!

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