martedì 21 nov
  • Repetita iuvant?

    Quanto segue lo scrissi un annetto fa.
    Lo lascio integrale, perché non è cambiato NULLA. Il pretesto era la cancellazione di kals’art. Quest’anno una rassegna estiva non è neanche stata prevista, ma il punto non cambia: in un anno non si è fatto niente ma, forse, la Giunta era troppo impegnata a partorire la grandiosa idea della ZTL.

    Poi, se a qualcuno piace questa Palermo così arida, chìsta non è una colpa che si deve accollare l’intera comunità.

    Una piccola precisazione sulla necessità di un piano culturale per la città: manca il lavoro, d’accordo, e manca pure il pane, certo.
    Ma l’anima? Non va nutrita? No? Beh, allora siete peggio dei marxisti più incalliti. E pure in malafede. Quindi non leggete ‘sto articoletto e uscite a godervi tra uno scippo e l’altro la vostra Palermo, che tanto vi piace. Magari incontrerete il sindaco senza ricorrere a “Chi l’ha visto?”, peccato che non ci sarà uno spettacolo, un concerto, una mostra, una rassegna di film da poter andare a vedere assieme.

    Buona estate.

    KULTURA

    “È stato nuovamente disdetto il programma (musicale) di Kals’art.

    Non so davvero se adesso serva una disamina.
    Di certo non serve nessuna scusa per l’impudicizia con cui è trattato quello che dovrebbe essere un necessario progetto Culturale per Palermo.
    Non c’è nessuna strategia, nessun piano Culturale che le istituzioni hanno per il territorio della città. La lunga estate vuota che si sta suicidando è la triste e drammatica conferma dell’assenza di uno straccio di progetto Culturale da parte della amministrazione in carica. In forza di un mandato quinquennale che è stato peraltro rinnovato, la giunta Cammarata non è riuscita a creare un programma, non è riuscita a lavorare sul territorio, non è riuscita a dare continuità ad un proprio progetto.
    Perché questo progetto Culturale, semplicemente, dolorosamente, non esiste (e richiedo qui uno sforzo di attenzione: non parlo di “spettacoli” e della logica di occupazione temporale di un territorio, ma di “Cultura”, cioè di inserimento in uno spazio e del seguente tentativo di trasformazione –in meglio- con una offerta che abbia le potenzialità di aumentare via via la domande di Cultura stessa).

    E questa, ahimé, è l’ennesima stimmate dell’ignoranza.
    Perché le istituzioni della Cultura, non sapendo cosa sia, se ne fottono.

    Quando si capirà che il primo intervento necessario su un tessuto lacerato quale è Palermo oggi deve essere Culturale?
    Quando si avrà l’onestà di ammettere che il cambio deve giocoforza essere nella mentalità degli abitanti?
    Quando sarà possibile che chi amministra soldi pubblici abbia, in un impeto di decenza, il coraggio di vergognarsi per la porcilaia in cui versa la città?

    Ma dico, ci vuole davvero tanto a osservare per una volta con purezza di sguardo quello che succede oggi a Palermo?
    Siringhe da eroina al bordo di marciapiedi pieni di merda anche se la TARSU è aumentata del 75%, scritte sui muri inneggianti alla mafia (“lo stato è sporco, la mafia è pulita”, “viva la mafia”, tutt’e due in via Ponticello), scippi sempre più frequenti, e strade che, dopo un silenzio di quindici anni, tornano a bagnarsi di sangue di mafia.

    La situazione è sempre peggio, Palermo ha una metastasi di violenza che ruggisce e vuole esplodere.

    Ma come si fa allora a non programmare un serio intervento Culturale sul suolo cittadino? Come si fa ad ignorare in maniera così meschina e delittuosa le immani risorse artistiche che oggi fioriscono nell’isola e che si lasciano sciattamente emigrare altrove? Come si fa a non comprendere che la Cultura è l’unica chiave che permette di scardinare i controsensi del reale, perché acuisce lo sguardo sui problemi?

    La Cultura non è di destra o di sinistra. La Cultura appartiene all’essere umano, perché crea dubbi, pretende risposte, non tollera le ingiustizie e contrasta il Potere. E chi amministra una città ha il dovere (in primis morale, poi politico) di creare un progetto Culturale per la sua città: lavorare su un territorio preciso e definito, campionare i talenti emergenti, aprirsi all’esterno e tutelare e promuovere le proprie risorse locali. Non spettacoli per ammazzare l’estate quindi, ma una fruizione diversa della città capace di migliorare la vita stessa di chi la abita e di chi la fruisce.
    Tutto ciò che non è stato (mai) fatto.

    C’e solo pena, e l’ennesima -splendida, favorevole- possibilità mandata per incuria affanculo.

    Il resto sono soltanto scippi, suverchierìe, abusi domestici, rapine a mano armata, intimidazioni mafiose ed altre banalità da quella che 200mila euro di soldi pubblici urlano essere la città più cool d’Italia.

    Se non ci fosse davvero da piangere, finirei ’sto post con “amen”, ma di sdrammatizzare l’inizio di una frana, oggi non mi va.
    Buona fortuna allora, che ce n’è davvero bisogno, come l’acqua.”

    Palermo
  • 47 commenti a “Repetita iuvant?”

    1. Non è vero che a Palermo manca la cultura. Anzi per certi tipi di cultura abbiamo l’esclusiva: la cultura della mafia, la cultura del silenzio, la cultura della rassegnazione.
      Ricordo con nostalgia una manifestazione nata in questa città e invidiataci da tutti che (forse proprio per questo) è stata subito uccisa: il Festival di Palermo sul Novecento.
      Ma ogni popolo ha il governo che si merita.

    2. be’… se non ricordo male, fino ad un mesetto fa (circa), sul sito del (nostro-male) comune c’era un misero post in cui si chiedeva l’eventuale collaborazione di compagnìe di attori, di associazioni culturali & simili per le due maggiori manifestazioni estive: festino (!!) e kalsart.
      il festino è finito (ma la munnizza è rimasta).
      il kalsart è finito pure.
      peccato prima ancora di cominciare.

      io sono convinto che viviamo in una città fantasma: siamo tutti morti e non lo sappiamo.
      mmah.

    3. Lo dissio già un anno fa e lo ripeto adesso ancora più convinta di allora: se la Cultur non è nè di destra nè di sinistra, chiamarla Kultura ha, secondo me, già un orientamento politico (quello tuo!).

    4. @maria luisa: spero tu stia scherzando… “kultura” è ovviamente un titolo provocatorio… ah, ma in effetti anche un anno fa non l’avevi capito, e parli di orientamento politico nel post meno orientato di tutti… qua il problema è mancanza di un piano Culturale, e tu vedi soltanto (non capendone l’ironia) una “K” al posto di una “C”… o forse sei una elettrice PROFONDAMENTE soddisfatta dal nostro sindaco… mah

    5. Enia,in tempi di magra la cultura diventa un lusso, avanzano i bisogni elementari.
      Senza nulla togliere, ovviamente.
      Gran parte del Bilancio comunale serve a coprire gli lsu, i precari comunali, considerati mergenziali rispettoalla cultura o a tutte le altre cose che sarebbero necessarie alla città.Difatto paghiamo tasse solo per mantenere altri, la cui efficienza o ruolo certo di lavoro non é data. E Poco e niente si fa per i problemi della città strutturali e/o culturali, direi.
      La giunta difende il proprio elettorato di riferimento e basta, questa é la gestione della città.

    6. @ulderico: avrei preferito non risponderti, ma lo faccio perchè non posso non notare quanto tu sia contraddittorio. Mi definisci questo post il meno orientato politicamente di tutti e poi insinui la mia profonda soddisfazione per l’operato del sindaco. Suvvia, un po’ di coerenza e serietà…ed anche di senso dell’umorismo!

    7. @Uma:credo che faccia comodo a tutti trovare un capro espiatorio che tu vedi nei precari ebbene neanche x loro la Giunta sta facendo nulla, così come non ha fatto nulla negli anni passati quando ha sperperato i fondi a tale scopo stanziati dai vari governi nazionali.
      In realtà l’unico interesse è per le loro tasche: guarda la voce del bilancio destinata all’acquisto dei pc portatili per i consiglieri comunali……basta questo, in un periodo di ristrettezze economiche a dirti quanto siano interessati i nostri amministratori agli interessi di cittadini e città!

    8. @uma i precari contrariamente a quello che dicono Cammarata e Vizzini -ma loro lo sanno-, sono da anni finanziati dalla finanziaria nazionale. piuttosto bisognerebbe chiederea costoro come mai pur nella criticità della situazione economica cittadina hanno continuato a fare assunzioni -senza concorsi-, nelle aziende…ma tornando alla Kultura cittadina, e questo è un tema che si collega strettamente a quello del precariato cara uma, è una kultura per modo di dire…cioè è una kultura assistita dalla P.A., nel momento in cui mancano i finanziamenti pubblici la kultura aPalermo si “sgonfia”. a tal proposito mi faridere l’appello lanciati dagli “arkittetartisti” di expà…fino aquando il comune “pruieva” (porgeva), no problem, ora che sono rimasti senza finanziamenti piangono. bel modo di fare impresa e cultura in questa città che abbiamo…locali restaurati con soldi pubblici con annesse attività commerciali affidate ad amici senza alcun bando…e poi si lamentano pure.MMAHH???e naturalmente i riferimenti sono anche ad altre realtà cittadine vedi Montevergini o Palab…cara Uma lasciamo stare i precari che sono dei poveracci e sono diventato la foglia di fico di tutti i mali…
      la kultura a Palermo è un utopia, quella vera intendo che si fa da sola e come tale è libera esganciata dal potere….

    9. sei diventato noioso!
      Ma dove eri l’anno scorso quando si discuteva di cultura a palermo nel forum di Rosalio ? Un confronto costruttivo tra tante persone portato avanti con creativita’ e proposte e non da lamenti sterili.
      La situazione la conosciamo tutti, cosa credi che ci stai illuminando? Che ci stai aprendo gli occhi?
      Proponi strategie, metodi, percorsi aggregativi e allora sarai originale e sarai portatore di idee con le quali altri potranno costruire insieme a te. Non limitarti a lamentarti. Senno’ sarai noioso come mille altri.
      Per ora non stai che arriminando la solita minestra arriquadiata.

    10. se non fosse chiaro mi riferisco a te Davide

    11. Non chiedo di credere a niente.E’ statapubblicata .l’ipotesi di bilancio statale,da approvare.
      Alla fine op non sto in politica, ci stanno altri, chiedete ad altri direi

    12. @minestra: E questo confronto costruttivo portato avanti con creatività quali risultati avrebbe ottenuto, di grazia? Siete almeno riusciti ad essere d’accordo sul fatto che qualcosa andrebbe fatto?

    13. credo che possa essere utile raccomandarvi, per le vostre personali esigenze alle vostre personali conoscenze.

    14. fattelo raccontare da tony cosa e’ stato messo su’ l’anno scorso su Rosalio per tirare fuori idee dalle viscere delle persone. Idee per aggregare individui. Idee per creare nuovi percosi per rilanciare la cultura a palermo. Ma e’ tutto fallito. Fallito anche tra gente che campa di cultura e di arti a palermo. E’ stata la dimostrazione che a palermo non si puo’ costruire qualche cosa di interessante per tanti, che aggrega. Tutte le teorie che valgono in 100 posti del mondo si infrangono a palermo. Per diverse ragioni interconnesse. Che vanno dal politico all’invidia alla supremazia all’isolazionismo al primato alla fame del tutto mio al non condivido nulla con te. Quindi vacci piano ad addossare solo la responsabilita’ ai politici e alle giunte di qualsiasi colore. Loro, i politici, ci si abbagnano il pane in questa situazione che trovano gia’ pronta.
      Mi dispiace dirtelo ma le tue analisi della situazione cultura a palermo sono molto superficiali. Se avessi vissuto il forum dell’anno scorso su Rosalio avresti subito capito perche.
      Troppe minestre riscaldate incasinano l’intestino.
      Buona notte Davide.

    15. Qualcuno ha avuto l’ardire di scrivere, palermo la città più “incool” d’Italia, ed onestamente non ho come dargli torto le ultime amministrazioni sono state pietose, ma è troppo facile dire “a palermo nn c’è cultura nn ci sono più inizziative culturali valide ed il comune è stato capace di generare solo le ztl”. Non voglio certo giutificare la condotta poco professionale, per usare un eufemismo, del nostro primo cittadino e della sua giunta, ma certamente sulle ztl si è fatto un gran parlare senza però cercare di vedere gli obiettivi che ci si era preposti di raggiungere uno su tutti la riduzione drastica del numero di veicoli circolanti in città, la congestion charge cugina londinese delle nostre ztl funziona benissimo da aanni. La verità è una sola a noi palermitani non deve essere negato mai l’uso sacrosanto dell’automobile anche per fare venti metri, si devono spendere miliardi per il festino, per scrivere manifesti pubblicitari come “plaermo ha l’acqua” con il fondo di riserva del comune, si devono alzare ringhiere a mondello e non recuperare quel tratto di mare stupendo ke va da s.erasmo fino Ficarazzi, si devono vendere al miglior offerente voti con il videofonino,si devono pagare 300€ quando ti va bene per avere restitutito il motorino quando ti viene rubbato da quattro macagni del borgo, si deve essere sempre pronti a lamentarsi senza assumersi mai le proprie responsabilità cercando sempre un capro espiatorio per lo schifo ed il degrado culturale e civile di questa perla che è la nostra città, e tutto questo accade perche siamo palermitani e perchè sotto sotto certe cose ci vanno pure bene ,perche ci abbutta , perchè c’è qualcunoke farà quello che si deve fare al posto nostro,
      chi vi parla è figlio di un ingegnere del comune, chee che forse per tanti motivi a natale non avrà più unop stipendio, e voi mi chiedete del kals’art???
      PALERMITANI IMPARATE A CAMMINARE PRIMA DI VOLER COMINCIARE A CORRERE

    16. quando la mano indica la luna, lo stolto guarda il dito.

      il problema non è riscaldare la minestra, il problema è la minestra. Questa Giunta non sta facendo nulla per la cultura a Palermo, è un (triste) dato di fatto

      @minestra riscaldata: sbaglio o il forum nacque proprio dal post “kultura”?…

    17. gia’, ma lo scrisse roberto alaimo.
      Non puntiamo il dito solo sugli amministratori del comune che, si, hanno le loro colpe di non pianificare la cultura insieme ai palermitani.
      I palermitani, quelli che di cultura hanno campato per anni (o di stenti) non sono capaci di unirsi, di essere compatti, di dimostrare agli amministratori pubblici che hanno vision per questa citta’. Nella frammentazione delle idee l’assessore di turno o il sindaco non mette regole chiare per tutti per l’elargizione delle somme destinate alla cultura, bensi’ si circonda degli amici lasciando che una moltitudine di soggetti non abbiano la minima possibilita’ di esprimersi nella propria citta’. Tutto questo quando ci sono soldi pubblici da spendere!
      Nel 2008 quanto scritto finora si va a fare fott*re.
      Niente cultura. E vorrei vedere chiunque sindaco con le finanze a disposizione organizzare “eventi culturali”. Lasciamo stare come sono stati spesi finora.
      Oggi non ci sono risorse pubbliche per la cultura, non c’e’ pianificazione strategica sulla cultura a palermo, non c’e’ una vision cultraledi medio luogo periodo in questa citta’.
      Ma non c’e’ nemmeno quell’aggregazione culturale dei soggetti animatori delle arti e della cultura che dovrebbe essere il motore propulsore sempre acceso che dovrebbe far tremare la terra a palermo.
      C’e’ solo una minestra riscaldata di lamenti percepibile a 360*. Questa e’ palermo. Tutti a puntare il dito da qualche parte ma mai a ficcarselo in quel posto cosi’ da poter trovare lo stimolo per reagire alla staticita’ mentale.
      Impariamo a riconoscere le nostre colpe e responsabilita’ prima di indicare gli altri.
      Impariamo ad aggregarci e a stare uniti anche nella diversita’, solo allora avremo una buona base di partenza per rompere schemi precostituiti e cambiare ordini di cose.
      Solo allora ci sara’ un altro piatto succulento da poter gustare al posto della solita minestra riscaldata!

    18. A Palermo non c’è gioia ad esclusione di quella onanistica.
      A Palermo non c’è gioia perchè altrimenti non avremmo (in)certi sindaci.
      A Palermo non c’è gioia perchè si aspetta sempre che sia il nostro vicino ad alzarsi e dire: “Ho un sogno e voglio realizzarlo”.
      Cultura? E già si pensa, ma a quale ruolo aspira?

    19. nemo propheta in patria.
      lascia stare, davidù

    20. beh, qua sembra che si vuole dare la colpa agli artisti (quelli veri) quando basta leggere un pò il loro curricula e vedere come sono osannati fuori dall’rticello palermitano. E tutto senza aiuto delle Istituzioni. Quando si parla di alcuni artisti palermitani sarebbe bene sciacquarsi la bocca col sapone, e poi tacere in ogni caso. Se oggi si parla di Palermo anche in termini positivi è merito loro, non dei nostri politici. Poi, certo, fa comodo dividere le colpe, ma è una generalizzazione meschina e scorretta. Senza rancore.

    21. GENESI DELLA “QUESTIONE CULTURALE PALERMITANA” AFFRONTATA SU ROSALIO.
      Per chi non c’era e per chi c’era ma non si ricorda.
      Era il 20 agosto 2007, tutto nacque in quel giorno caldo: http://www.rosalio.it/2007/08/20/mi-vergogno-un-po/ da una vergogna che Roberto Alaimo sentiva sulla situazione culturale palermitana (oltre 220 commenti).
      http://www.rosalio.it/2007/09/11/kultura/ Davide Enia contribuì ad ampliare il confronto sulla questione della produzione culturale a Palermo (125 commenti).
      http://www.rosalio.it/2007/08/31/apre-il-forum-sul-piano-strategico-di-palermo/ da quel post di Alaimo (“Mi vergogno un po’”) nacque il forum “LA CITTA’ CHE VORREMMO” che ebbe la velleità di voler creare stimoli dal basso da veicolare presso l’amministrazione comunale che costruisce il Piano Strategico di valorizzazione culturale economica della città e che prevede la condivisione con i cittadini locali.
      http://www.rosalio.it/2007/09/09/23-thread-aperti-nella-prima-settimana-del-forum/ il forum cresceva.
      http://www.rosalio.it/2007/09/14/il-forum-sul-piano-strategico-su-la-repubblica/ il forum venne pubblicato su Repubblica Palermo.
      http://www.rosalio.it/2008/01/03/forum-la-citta-che-vorremmo-ma-la-vorremmo/ il forum mostrava le sue falle e si apprestava all’agonia.
      Agosto 2008, fa caldo, Davide Enia ripropone http://www.rosalio.it/2008/08/04/repetita-iuvant/ considerata da qualcuno minestra riscaldata.
      C’è chi si occupò della “questione cultura a Palermo” parallelamente al forum su Rosalio con alcuni interessanti post:
      http://www.rosalio.it/2007/12/12/emergenza-cultura-a-palermo/ EMERGENZA CULTURA A PALERMO – REGOLE PER UN DIALOGO, l’incontro ci fu ma le regole non furono mai fissate.
      http://www.rosalio.it/2007/11/29/i-luoghi-della-creativita/ morale dell’incontro: “creativo” = fantasioso + concreto! A Palermo si consuma la creatività prodotta altrove, ma non si produce creatività da esportare, quindi non gira economia della creatività. Siamo solo consumatori a Palermo.
      Rosalio oggi è diventato una preziosa fonte di informazioni sulla memoria storica su questo interessante argomento. Magari qualcuno ci farà qualche tesi di laurea.

    22. Basta cambiare “palermo” con “patria” che la fotografia della nostra città è precisa precisa:

      “Povera Palermo! Schiacciata dagli abusi del potere
      di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
      si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
      e tutto gli appartiene.
      Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
      Questo paese è devastato dal dolore…
      ma non vi danno un po’ di dispiacere
      quei corpi in terra senza più calore?
      Non cambierà, non cambierà,
      no cambierà, forse cambierà.
      Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
      Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
      Me ne vergogno un poco, e mi fa male
      vedere un uomo come un animale.
      Non cambierà, non cambierà,
      sì che cambierà, vedrai che cambierà.
      Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
      che possa contemplare il cielo e i fiori,
      che non si parli più di dittature
      se avremo ancora un po’ da vivere…
      La primavera intanto tarda ad arrivare”

      la canzone è di Franco Battiato, tratta dall’album Fisiognomica. la realtà è quella di Palermo, tratta dal disastro della giunta cammarata.

      Bravo Enia che ci metti faccia, nome e cognome e non ti nascondi vigliaccamente dietro un nickname!

    23. Io sono una stupida illusa che pensava di cambiare il mondo con il teatro la danza l’arte; quando mi proposi per un semplice tirocinio ( non pagato) in una delle strutture della nostra città mi lasciarono totalmente
      ” sbattere”, come se avessi chiesto la luna! Ora mi ritrovo in una città straniera a fare tutto l’opposto di quello che avevo sognato per me e per la mia terra…e non solo, devo ogni giorno combattere contro chi nn fà altro che parlare male della Sicilia!
      Ma io una semplice studentessa del Dams che posso fare?Se non ci riuniamo,se le cose non partono prima da noi, se continueremo a fare finta di niente, non cambierà mai nulla!

    24. La cultura rende intelligenti gli elettori. Un elettore acculturato è consapevole. Un elettore consapevole rischi di non comprarlo più con il pacco di pasta da 10Kg o con la ricarica del cellulare…

      intelligenti pauca!

    25. Questo dibattito ha sollecitato in me forti reminiscenze dei tempi universitari di carattere filosofico-politico sul modo di intendere e bene comune, sosietà e organizzazione politica di epoca settecentesca!

      Per chi avesse tempo e voglia di leggere: http://www.controluce.it/giornali/a08n08/a8n8-18.pdf
      (c’è di che meditare e secondo me qualcuno si potrebbe anche stupire!)

      Grazie per lo spunto
      Linda

    26. Ho avuto la fortuna di partecipare ad uno spettacolo di Perriera all’interno del Festival di Palermo sul Novecento..sarà che avevo 10 anni meno,ma lo ricordo come un momento bellissimo..e qualche tempo prima ,che oppurtunità ,conoscere Judith Malina esponente del Living theatre..Noi..(accomunati dalla voglia di esprimersi e dall’amore per il teatro,senza alcuna pretesa di grandi attori) che improvvisavamo teatro di denuncia alla Vucciria(riuscimmo a fare anche “Not in my name”,spettacolo contro la pena di morte,per le vie del centro storico napoletano)..quanta vitalità(di mente ,corpo,anima…) s’è assopita da allora.. che nostalgia!

    27. Per odisseo:

      Uno stralcio su cui riflettere del maggiore romanzo (definito romanzo dell’utopia negativa) di George Orwell, pubblicato nel 1949, dal titolo “1984”
      http://isole.ecn.org/filiarmonici/1984.html

      Non posso che essere d’accordo con te: l’ignoranza è la leva del mantenimento del potere.

    28. quello che è ALLUCINANTE è vedere come i nostri artisti (Sollima, Enia, Dante, Cuticchio) sono celebrati FUORI dall’isola e qui NIENTE! Assurdo! Ma chi gestisce i teatri e i concerti, perché si lascia scappare sempre tutto?
      E comunque io personalmente mi sento orgogliosa che senza elemosinare niente e niente ricevere dalla città, questi Artisti fanno parlare di sè e di Palermo in tutta Europa. Ciao, Alice

    29. si sta facendo tutto per didtruggere la nostra bella palermo.
      Deve arrivare un sultano per avere un concerto (offerto da lui)
      Che fa il sindaco dei soldi?

    30. Davide non ha nulla da rispondere ai commenti? 😉

    31. davide, perle ai porci.
      continuando così avremmo pancie sempre più grosse e menti sempre più asfittiche.
      basta che quando le nostre menti smetteranno di produrre alcunchè, le nostre pance non saranno gonfie solo di fame.

    32. La mia prof. del liceo diceva sempre “repetita non iuvant sed stuffant”. 😉

    33. Per quanto mi riguarda : Davide Enia BOCCIATO.
      credo sia meglio se anche tu continui ad andare da Maurizio costanzo a recitare “C’era una volta un re bifè,biscotto e manè.Che aveva una figlia “bifiglia, biscotto e maniglia……. ” (tristezaaaa) Oppure a raccontare le storielle di te e tuo fratello che giocate a pallone e di vostro padre che ve lo taglia….
      Se devi scrivere qua dei post in cui aggiungi ad una situazione triste e disperata come quella della nostra città, le tue lagne e le tue critiche fine a se stesse è meglio che eviti del tutto. prima ti si criticava che i tuoi post fossero dei commentucci ora scrivi un testo dell’anno scorso che è solo un piangersi addosso….. BASTA ENIA VAI IN VACANZA e torna solo se hai qualcosa di interessante. Le cose che scrivi le sappiamo già tutti, le viviamo gia tutti e ne abbiamo gia tutti le bolle rotte.

    34. Pippiniello l’argomento del post non è Davide Enia (quindi il commento è fuori luogo) e non credo che stia a te decidere quando andrà in vacanza. Spero che tu voglia cogliere il mio suggerimento, visto che qui credo di poter dire la mia. Grazie.

    35. In questo ed altri post noto che da parte di qualcuno non c’è il legittimo diritto di critica che renderebbe il dibattito più interessante ma un’espressione di vero livore, così sproporzionata da far ritenere che nei confronti dell’autore c’è un misto di invidia, odio personale o altro non meglio identificabile.

    36. Resistenza Resistenza. Sopravvivenza in attesa che un incantesimo esca da un cilindro nero e trasformi la Sopravvivenza in Vivenza.
      Certo qualche anno fa era molto meglio: avevamo Bob Wilson, Pina Bausch, il Living Theatre, Peter Brook, Stockhausen, Teatri 90, il Festival del Novecento, tanto bel Teatro al Libero, alcuni gruppi di vivaci sperimentatori in città, etc. etc. e oggi solo sindaci, assessori e direttori artistici che non sanno neanche cosa sia il Teatro (o il Rock o l’Arte Contemporanea). Tant’è. Li hanno eletti la maggioranza dei Palermitani che sembra amare solo il cabaret (?), il folk (?) e la musica napoletana (?).
      Nel frattempo non dimentichiamoci un gruppo di animosi ragazzi che in totale autofinanziamento (e con molti boicottatori attorno) hanno organizzato e proposto “L’Estate a Cappello 2008” (ripartirà il 26 agosto), coinvolgendo quasi 300 artisti da tutta la Sicilia. E’ l’unica Manifestazione di tutta l’estate della città + cool d’Italia!
      Un caro saluto a tutti quelli che credono che questa città possa avere ancora un Futuro.

    37. Io trovo e lo ribadisco che il post di Enia sia una lamentela fine a se stessa un piangersi addosso e la cosa che mi spinge a scriverlo e che questo è l’ennesimo suo post in cui non vi sono dei concetti giusto per avere un metro di paragone come Roberto Alajmo (il quale spinge alla riflessione).Il fatto che scriva di andare in vacanza è ovvia sia una provocazione ma questa fa parte della libertà di espressione , non credo di averlo offeso, magari mi ci mandassero a me in vacanza ;). la mia era una critica al post se poi vi sono anche delle linne giuda da seguire su come commentare…ditelo…e ci limiteremo solo a scrivere ” Bello” oppure “Brutto” sempre che scrivere brutto sia consentito dalla normativa e dalle linee guida.

    38. Zelig hai ragione ma ti prego di rimanere in tema. Grazie.

    39. Pippiniello non prendiamoci in giro. Tu hai attaccato Enia come persona e come artista e non il suo post. Saresti liberissimo di farlo se il post fosse su di lui ma siccome non lo è lo trovo improprio. Detto questo ritengo che sia opportuno non annoiare i nostri lettori con discussioni non pertinenti al post. Se in futuro vorrai rimanere in tema ok, diversamente saprò come fartici restare con metodi più convincenti (rimozione dei commenti off-topic).

    40. io so solo che la sera del 7 agosto di qualche anno fà ero in giro per la kalsa a litigare con i miei amici a cui non piacquero le foto di Lachapelle (a me si, molto), passando da un concerto a palazzo bonagia ad uno a piazza magione, mentre adesso sono qui a casa ad abbrutirmi.
      che ci siamo persi qualcosa è sicuro. che si contesti ad enia il fatto di fare notare (abbastanza regolarmente) questo stato di cose mi sembra assurdo e controproducente. ma soprattutto mi sembra chiaro, come è sembrato ad altri, che sia più un attacco all’uomo che alla questione sollevata, del tutto palese e innegabile.

    41. peppiniello, brutta bestia l`invidia…
      riflessione? su cosa vuoi riflettere? sul fato che dopo 5 anni c`e` il nulla a palermo?…
      ha ragione chi scrive “perle ai porci”… continuate a scannarvi tra di voi mentre palermo muore

    42. Dando per scontato che io sia invidioso ( ma di che poi?) e che i miei siano attacchi a Enia vi arrogate il diritto di stabilire cio’ che io penso al posto mio. Posso giurare sulla cosa che di piu’ sacro ho al mondo che non esiste nessun motivo per cui possa essere invidioso.
      Mi sembra doveroso chiarire a questo punto. Seguo Rosalio da tantissimo tempo e quando ho letto i post di Enia per curiosità ho cercato se c’era qualcosa su You tube visto che non ne avevo mai sentito parlare. Ho visto dei filmati in cui recita dei racconti ( da lui scritti ) o delle filastrocche e non mi è piaciuto perchè non mi fa ne ridere ne riflettere. Sono padrone di poter esprimere il mio parere sui suoi post che trovo vuoti quando sono una specie di commento anonimo che scrive così solo perchè ha la reputazione di artista?? O forse pensate che scrivere un post “Festino Non ha avuto neanche il coraggio di salire sul carro” ( o qualcosa del genere ) sia un post interessante. Questo post a me sembra una versione ben scritta del discorso che potrebbe fare un anziano quando si lamenta alle poste per i disservizi. Parole fine a se stesse.

    43. Sui post liberissimo. Sull’uomo e artista risulta improprio (visto che il post non parla di lui). Vi invito per l’ultima volta ad attenervi al tema del post. Grazie.

    44. peppiniello, ma che per caso non ti è piaciuto il post di enia???
      ps il lapsus “linne giuda” al posto di linee guida non è male! 😉

    45. “Quando non si può smontare l argomento, allora si smonta l argomentatore”.
      Mi pare che Enia abbia colto nel segno ecco perchè ha ri-re-suscitato un dibattito intorno alla deriva culturale di Palermo e mi pare anche assurdo attaccare giusto lui che produce cultura, che porta il suo nome – e con quello, Palermo – fuori dalla Sicilia, facendo sentire orgogliosi, una volta tanto, quanti stanno fuori dall’isola dei veleni come me. La sua amarezza deriva, tutta, intera e tangibile, dal non riuscire a fare nella propria città, le cose meravigliose che fa altrove, lui come Emma Dante e altri ancora. Non solo: di vedersi spesso, come dice il proverbio, “curnutu e vastuniatu”. Ci vorrebbe un vento, uno scirocco potente, capace di scacciar via l’invidia, l’abulia, il fatalismo, che sembrano aver coperto come una coltre pesante Palermo. Riconosco e capisco che ci siano anche le ragioni per l’invidia, l’abulia e il fatalismo: anni di malgoverno, di azioni mancate, di lassismo ad ogni livello: ma che fare? Svegliarsi. Partecipare. Parlare. in una: rompere i coglioni.

    46. ahahahah… ho visto su youtube e non m´`e` piaciuto… ahaahah´… c´é i muoriri… ahahahah…
      vattelo a vedere a teatro, o ascoltalo su RADIO2, poi macari puoi esprimere ´sto giudizio… bravo Davidu, almeno uno che non e´ servile e si espone…

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