lunedì 22 dic

Archivio del 5 agosto 2008

  • Il sultano dell’Oman

    Nell’attenzione mediatica suscitata dalla visita a Palermo del sultano dell’Oman, c’è qualcosa di più di un ritorno alla memoria ancestrale degli arabi di Sicilia.
    Si favoleggia sulle sue ricchezze, persino sul numero delle mogli: Sei, nientedimeno, ha detto qualcuno a un certo punto, e che delusione invece quando si è scoperto che l’unica consorte è pure una ex. Gli si tendono le mani per un’elemosina, gli si offrono le chiavi dell’antimafia. S’è capito che se l’Oman facesse tanto per annettersi la Sicilia, noialtri, insomma, un pensierino ce lo faremmo.
    Lo spettacolo è da commedia plebea, alla Franchi e Ingrassia, ma il risvolto malinconico di tutta questa devozione risiede nell’invincibile vocazione dei siciliani alla sudditanza. I due gioiellieri cittadini che hanno portato doni al sovrano sono una piccola metafora di quest’Isola, specializzata nel dare a chi già possiede, sperando che poi paternalisticamente decida di portarci via con sé. I doni dei gioiellieri sono stati rifiutati, stavolta: e questa rappresenta una piccola lezione di civiltà.

    (In collaborazione con www.robertoalajmo.it)

    Palermo
  • Tutto il mondo è paese

    Sono in Inghilterra. Quest’anno, come era mia consuetudine sino a qualche tempo fa, ho rinunciato ad un periodo di meritato riposo ed ho utilizzato le mie ferie per buttarmi a capofitto in…un altro lavoro. Niente sole, mare, case affittate, grandi manovre per mettere “insieme” tante teste e trascorrere sette giorni sette alle Eolie o a Pantelleria. Nossignore. Quest’anno sono tornato in un paese britannico per una vacanza-studio. Ma non è la mia…vacanza-studio. Io la gestisco. O meglio, coordino lo staff che la gestisce e la rende possibile. Una bella responsabilità, ma molto gratificante. E come se questa gratificazione non bastasse, a cavallo di un destriero telematico, mi giunge l’ambasciata di Sir Tony Siino che, dalle lontane lande di Trinacria, mi ha nominato cavaliere della sua tavola rotonda. Ebbene sì, sono il provinciale di Rosalio. E non sapete quanto. C’è chi mi “sfotte” perché, anche negli angoli più sperduti del globo, nella lontana Cuba per intenderci, riesco a scorgere delle somiglianze con il paese che mi ha dato le origini, Prizzi. E se ci sono riuscito nella terra del Líder máximo e del Che, volete che non ci riesca anche nella vicina Inghilterra? Continua »

    Palermo, Sicilia
  • T.v.t.b

    Io non me ne accorgo mai.
    Quando mi pizzicano intendo.
    Sento solo il prurito, quando tutto è finito, quando la stronza è ormai lontana.
    Pagherei pur di vedere la zanzara nel momento preciso in cui mi sta pungendo.
    Non la scaccerei neanche, vorrei solamente vederla.
    Non pretendo molto in fondo.
    Desidero solamente un po’ di consapevolezza.
    Il fatto è che sono sempre distratto.
    Non mi accorgo delle cose.
    Quello che mi accade intorno non ne vuole sapere di fissarsi nella mente: scivola via.
    È un po’ come quando ti presentano ad una comitiva nuova. Continua »

    Palermo
  • La Regione emana una direttiva anti-assenteismo

    Si preannuncia vita dura per i dipendenti “fannulloni” della Regione Siciliana. Una direttiva dell’assessore Giovanni Ilarda prevede che tutte le strutture regionali vengano dotate di sistemi elettronici di rilevamento della presenza che non permettano falsificazioni e duplicazioni dei badge, controlli a campione sulla effettiva presenza dei dipendenti in servizio con ”fogli di intervento” senza preavviso (a intervalli che non superino i due mesi) e relazioni dei dirigenti.

    La Regione si costituirà parte civile nei procedimenti penali contro i dipendenti assenteisti e avvierà indagini amministrative per verificare che i dirigenti controllino i loro sottoposti.

    Sicilia