giovedì 17 ago
  • T.v.t.b

    Io non me ne accorgo mai.
    Quando mi pizzicano intendo.
    Sento solo il prurito, quando tutto è finito, quando la stronza è ormai lontana.
    Pagherei pur di vedere la zanzara nel momento preciso in cui mi sta pungendo.
    Non la scaccerei neanche, vorrei solamente vederla.
    Non pretendo molto in fondo.
    Desidero solamente un po’ di consapevolezza.
    Il fatto è che sono sempre distratto.
    Non mi accorgo delle cose.
    Quello che mi accade intorno non ne vuole sapere di fissarsi nella mente: scivola via.
    È un po’ come quando ti presentano ad una comitiva nuova.
    Te ne esci con:
    «Ciao Mimmo».
    E segue un’ eco di:
    «Ciao Marina».
    «Ciao Fabio».
    «Ciao Andrea».
    «Lucio».
    «Luciana».
    «Maria Grazia».
    … …
    Praticamente un’orgia di nomi.
    Alla fine in testa rimane solo “Ciao Mimmo”.
    Ora siamo qui a Mondello, seduti su una panchina.
    Il tuo cellulare tra le mie mani, il mio tra le tue.
    Tutta la nostra storia raccontata da sms.
    Il nostro primo appuntamento
    Il nostro primo bacio.
    Ed è incredibile scoprirti ancora più bella, quando mi prendi in giro!
    «Guarda che avevi scriiiiitto…vergoooognaaatiiiii».
    Ed intanto arrossisci.
    Ed intanto arrossisco.
    Un violinista ci osserva impietrito.
    È solo una statua.
    Improvvisamente sorridi ed io lo conosco quel sorriso.
    Mi stai sfidando.
    «E dimmi una coooosaaaa…chi sarebbe questa Agostina?».
    «Ma chi quella che dà i numeri del lotto in televisione?».
    «No…quella che hai come primo numero in rubrica».
    «Io?».
    «Proprio tu… Proprio!».

    A me le cose succedono e neanche me ne accorgo.

    La spiaggia non è la stessa.
    E fa freddo di notte.
    Siamo lontani dal falò… un ragazzo stona una canzone degli Otto Ohm con la sua Ibanez.
    L’ultimo bacio a così poca distanza dal primo.
    Prendi il mio cellulare e componi un numero.
    Chiami.
    Il tuo cellulare squilla.
    «Questo è il mio numero, magari ti fai sentire ogni tanto».
    Lo salvo in rubrica.
    Il cellulare chiede: AGGIUNGI NOME
    ”Ferragosto 2004”?…mmm no suona male… ecco sì trovato: “Agostina”!

    Colonna sonora: La vita e che ci fai (Otto Ohm).

    Palermo
  • 7 commenti a “T.v.t.b”

    1. ahahahahaahah….credo di averla già sentita da qualche parte… del resto “nomina sunt consequentia rerum”, quindi Agostina ci sta tutta!! POst carino come sempre. Bravo.

    2. PS: il mio commento potrebbe dare adito ad equivoci di sorta: NOoo… non sono AGOSTINAAA!!

    3. ..e io che ti avevo soprannominato GF04_SCR : (gran figo 2004. se chiama rispondi)
      e comunque mi chiamo STELLA!!

    4. Stella?… se il tutto fosse successo il 10 Agosto avrei sicuramente messo quel nome 😀

    5. Apprezzo molto il tuo stile di scrittura. E’ come se dipingessi un quadro. Qua e la metti delle frasi che apparentemente non hanno una continuità con quello che stai raccontando (Es. “La spiaggia non è la stessa.
      E fa freddo di notte…”) Ma nel quadro che dipingi sono particolari che danno vita a sfumature di meravigliosi colori. Bravissimo Mimmo

    6. Io riesco a prenderle al volo.
      Soprattutto dopo che mi hanno pizzicato.
      Diventa una sfida.
      Il mio sangue deve tornare mio, tra il palmo delle mani.
      “Restituiscimi le mie cose SUBITO”
      Guarda cosa avevo scritto.
      Ne mancano ancora alcune.

    7. @ peppiniello: C’ho l’animo dell’imbianchino io! 🙂
      @Albi: Insomma se ti pizzicano chiedi capitale, interessi, danni e spese legali

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