sabato 19 ago
  • Da che parte stare

    Prima scena. Il giornalista Marco Travaglio, a maggio in una puntata di Che tempo che fa, tira in ballo il neo presidente del Senato Renato Schifani accusandolo di essere amico di mafiosi e giudicandolo inidoneo a ricoprire la seconda carica dello Stato.
    Seconda scena. Il giornalista Giuseppe D’Avanzo, su la Repubblica, attacca il metodo Travaglio: è, nel migliore dei casi, giornalismo d’opinione travestito da giornalismo d’inchiesta. Schifani – questo è il succo – ha intrattenuto rapporti con un tale che solo anni dopo verrà inquisito e condannato per mafia.
    Terza scena. Sempre D’Avanzo rivela che Travaglio, in anni recenti, si è fatto pagare una vacanza in Sicilia da Michele Ajello, recentemente condannato in primo grado per mafia.
    Quarta scena. Martedì scorso Travaglio mette online le ricevute di una vacanza del 2002 all’hotel Torre Artale di Trabia, da cui si evince che il conto se l’è pagato lui.
    Quinta scena. Ieri su la Repubblica D’Avanzo cala il suo asso. Parli della sua vacanza del 2003 (e non del 2002) al Golden Hill di Altavilla – scrive – Quella trascorsa insieme con Giuseppe Ciuro, poliziotto “infedele” condannato di recente a quattro anni e otto mesi al processo “Talpe” di Palermo. E chiede: chi gliel’ha pagata quella vacanza? Il sospetto è che il denaro sia venuto fuori dalle tasche di Ajello.

    Questi cinque flash erano necessari per riassumere una vicenda che mi serve da trampolino per una breve storia personale. Sono cresciuto in un quartiere figlio del “sacco di Palermo” degli anni Settanta: Resuttana. I miei amici erano, per la maggior parte, figli del magma di quel quartiere. Col tempo molti di loro stringeranno orrendi sodalizi criminali e tutti ne saranno stritolati. Alcuni pagheranno il conto con la giustizia, altri saranno inghiottiti in quel nulla eterno che è la morte senza sepoltura. Uno diventerà collaboratore di giustizia (per linea ereditaria). Quest’ultimo lo incontrai per strada, quattro anni fa. “Accura, che ti rovino la reputazione”, mi disse mentre lo abbracciavo. “Non dire minchiate – risposi – Ora stiamo dalla stessa parte”.
    E’ questo il punto: da che parte stare.
    Non sono un elettore di Schifani e mi è capitato più volte di criticarlo: non mi piace una certa arroganza da intoccabile, degna di un partito, il suo, che chiama “complotti” le azioni giudiziarie, e “leggi” i desiderata del capo supremo.
    Non sono un fan di Travaglio, pur riconoscendo il valore di molte sue inchieste. Il suo “giornalismo dei fatti” ha troppe ramificazioni nell’unica opinione che conta, la sua. Mi sembra un cronista con ambizioni da capopopolo, che diffida a sua volta degli altri capipopolo (e anche degli altri cronisti).
    Da che parte stare, allora?
    In Sicilia, terra di equilibrismi e compromessi, lo schierarsi per vocazione comporta molti rischi. Siamo la terra dei falsi plurali: “La polizia lo sanno, “la mafia ponno (possono, nda) tutto”. Abbiamo l’unico dialetto che prevede un diminutivo per un crimine come l’omicidio, l’ammazzatina. Celebriamo come migliore la parola che non si dice.
    Credo che la scelta più prudente sia quella di stare dalla parte delle prove e delle regole. Schierarsi sì, ma non per vocazione: per esperienza personale, per ragionamento, per conseguenza di errori.
    Finiamola di firmare appelli sull’onda della prima emozione corale.
    Smettiamola di compiacerci dei trasversalismi che ci fanno saltare code, evitare noie.
    Valutiamo, pesiamo le scelte con l’arrendevolezza necessaria per ammettere che molto probabilmente sbaglieremo.
    Prove e regole, quindi.
    Non può esistere un reato di amicizia per Schifani. Se è o non è idoneo al ruolo che ricopre, sarà lui stesso a dimostrarcelo.
    Non può esistere un’aura di santità per Travaglio. Se dice o meno la verità, saranno i fatti, quelli veri e non quelli riferiti, a dimostrarcelo.
    Insomma, stiamo allerta.

    (in collaborazione con gerypa.blogspot.com)

    Ospiti
  • 76 commenti a “Da che parte stare”

    1. Ciao Gery, sono molto contento che tu sia nostro ospite. 🙂

    2. Un conto sono le amicizie che si stringono da bambini, età in cui, per definizione, si è innocenti ed un altro invece i legami che si costituiscono da adulti.
      A maggior ragione, poi, quando queste relazioni si instaurano tra professionisti affermati.
      Travaglio e D’Avanzo non sono siciliani.
      Noi che lo siamo, invece, abbiamo imparato bene a capire da che “parte” stia, quasi come se avessimo un sesto senso, la persona che abbiamo davanti.
      Certo le eccezioni sono sempre possibili, ma io non penso proprio che Schifani non sapesse con chi avesse a che fare…

    3. Sesta scena.
      Travaglio ha pubblicato la fotocopia dell’assegno con il quale ha pagato di tasca propria anche la vacanza del 2003 (cfr blog “Voglio scendere”, 11.9.2008).
      Come siete bravi a incalzare Travaglio… Se usaste la stessa tenacia per incalzare i politici staremmo tutti meglio.

    4. Qullo che dici è vero…non è un reato essere amci di uno che solo ani dopo verrà condannato per mafia. Ma la responsabilità morale, a cui tutti i politici dovrebbero sottostare , inpone che quest’uomo non può e non deve essere la seconda carica dello stato.Tu parli bene dei nostri usi e costumi, citando pure Falcone, ma proprio per questo dovresti riconoscere che quando uno fa una società con un mafioso anche se ancora non scoperto dalla magistratura, sa già chi è e che cosa fa. Proprio in Sicilia è inpossibile dire “non sapevo”!

    5. Sarebbe lungo da trascrivere ma in effetti a leggere un articolo pubblicato sul Venerdì di qualche mese fa sulla seconda carica dello Stato qualche dubbio viene, e anche su qualche altro influente personaggio dell’attuale governo, ma non riguardo alla parte da scegliere e poi Travaglio cita semplicemente la stampa che pochi, pochissimi leggono, ovvero quel giornalismo fatto di ricerche sul passato e sulle reali connessioni con personaggi più che dubbi. Qualcuno prima del Caimano di Moretti ha mai letto o sentito parlare di una valigia, si dice, fatta arrivare dalla Sicilia negli anni settanta al figlio di un muratore diventato improvvisamente grande costruttore e che negli anni successivi sarebbe diventato un grande personaggio della politica italiana??? Se quel qualcuno c’è batta un colpo!

    6. Risposta ad Antonio Lo Nardo che scrive:
      “Come siete bravi a incalzare Travaglio… Se usaste la stessa tenacia per incalzare i politici staremmo tutti meglio”

      Ti rispondo: fino a quando ci saranno persone che continueranno a votare quelle M…. di politici che siedono oggi al Governo sicuramente non staremmo MAI meglio, anzi il peggio deve ancora avvenire.
      Fino a quando ci saranno persone che credono atutte le falsita’ della campagna elettorale scorsa (promesse non messe in atto) cadremo sempre piu’ in basso. Stiamo veramente in un’Italia infelice. Loryreggioe

    7. settima scena
      Che articolo è mai questo e chi è questo Geri che si pone tutte queste domande :
      noi stiamo dalla parte della legalità e quindi dalla parte di Travaglio QUANDO DIMOSTRA CHE LA VACANZA SE L’E’ PAGATA CON I SUOI SOLDI e certamente non dormiano tranquilli se la seconda carica dello stato frequenta amicizie pericolose e ci piacerebbe che fosse altrove.
      Tutto legale anche questa cosa ma abbiamo la capacità di distinguere chie e’ Travaglio e chi è Schifani e sappiamo prendergli le misure.
      Schifani oggi è uno degli uomini più potenti d’Italia:
      pensate che per levarsi di torno Cammarata e farlo candidare alle Europee con un colleggio blindato è il sostenitore più incallito di una riforma delle legge elettorale Europea.Si prepara una nuova porcata come la legge elettorale che blinda i candidati scelti dai partiti.Cammarata non avrebbe nessuna possibilità di essere eletto alle Europee.Berlusca ha dichiarato che occorre una nuova legge elettorale europea.Sono certo che per Gery e Tony come per milioni di italiani questa e’una priorità.DA CHE PARTE STARE NON SI PONE NEMMENO LA DOMANDA.
      Ottava scena : anche Marco Travaglio ci marcià un po’ ma quello è Marketing e Mercato applicato alla legalità-

    8. …nn ho ben capito da che parte stai..! 😀

    9. Caro Palazzotto,
      per analizzare il caso bisogna integrare un altro “fatto” riguardante Schifani. Egli non ha stretto soltanto amicizie che successivamente si sono rivelate mafiose. Dal blog voglioscendere.it, vi riporto un pezzo dell’articolo di Peter Gomez.

      “Lasciate perdere la Sicula Brokers, la società creata nel ’79 che tra suoi soci oltre a Schifani aveva anche altri personaggi poi condannati per mafia, e concentratevi su Villabate, il paese del quale Nino Mandalà (uno degli ex soci di Schifani) diventa reggente intorno al 1994 dopo una sanguinosa guerra tra cosche.

      Qui, nel 1995, Schifani ottiene una consulenza in materia amministrativo-urbanistica. Quella consulenza, visto il contesto, è già di per se interessante dal punto di vista giornalistico. Ma lo diviene ancor di più se si considera che intorno alla sua genesi esistono almeno quattro versioni.

      La prima è quella di Mandalà che intercettato dai carabinieri confida nel 1998 a un altro uomo d’onore di avergliela fatta ottenere lui, su richiesta del senatore Enrico La Loggia. La seconda è quella di La Loggia che, sentito come teste, dice sostanzialmente: è vero la consulenza a Schifani l’ho fatta avere io, ma non ricordo se ciò è avvenuto in seguito a una mia richiesta presentata al sindaco di Villabate (nipote di Mandalà ndr) o se io ho richiesto l’intervento di Gianfranco Micciché, allora coordinatore di Forza Italia. Il problema, secondo La Loggia, era quello di risarcire Schifani dei mancati guadagni causati dal tempo perso nell’attività politica, visto che sarà eletto solo nel 1996.

      La terza versione è quella di Schifani che invece dice di aver ottenuto il lavoro da solo, semplicemente proponendosi al sindaco nipote del boss. Poi c’è la quarta versione. Recentissima: addirittura del 2006. Quella del pentito Francesco Campanella, l’ex segretario dei giovani dell’Udeur che falsificò la carta d’identità utilizza da Bernardo Provenzano per andare in Francia a farsi operare. Campanella dice: ha ragione Mandalà, la consulenza a Schifani è arrivata grazie a lui. E poi ci mette un carico da novanta: scopo dell’intervento di Schifani (e di La Loggia) era quello di disegnare assieme a un progettista loro amico un piano regolatore di Villabate che assecondasse i voleri del boss Mandalà. Secondo Campanella, anzi, proprio Mandalà (che potrebbe benissimo aver mentito) sosteneva che Schifani e La Loggia si erano accordati perché parte della parcella destinata al progettista fosse girata a loro.”

      Quindi io direi di non perdere tempo a leggere le ricevute di Travaglio, che non ha un ruolo di pubblico governo e non percepisce lo stipendio dei cittadini ma solo di coloro che scelgono di comprare i suoi libri, e direi che è più interessante accentrare la questione su Schifani: ha avuto o no COSCIENTEMENTE delle amicizie mafiose? Io credo di sì. Mancano solo delle prove certe, ma la catena degli eventi mi porta a pensare male di lui. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

    10. Credo che sia ben chiaro da che parte sto. L’ho scritto: dalla parte delle prove e delle regole. Quindi della legalità.
      In un paese civile ci si può interrogare anche su gli intoccabili. E mi pare che il vero intoccabile in questo blog sia Travaglio (del quale ho pure detto di apprezzare alcune inchieste). La domanda è: aver frequentato una persona che solo dopo verrà bollata come “criminale” da un tribunale è reato?
      Occhio: sia Schifani che Travaglio hanno almeno un precedente in tal senso (seppur con modalità diverse).

      @IL TOPO. Sono uno che si pone domande, sì. Vedo che tu sei uno dalle esclusive certezze. Sicuramente non sto dalla tua parte.

    11. Quando il tema è la mafia sappiamo tutti molto bene che stare dalla parte delle prove equivale a stare dalla parte dei mafiosi. Ovviamente, quando di politica si parla occorre sottolineare che non basta valutare la posizione giudiziaria di un candidato (anche se in Italia sembra che neanche questo venga fatto), ma dovrebbero prevalere le sue doti morali e umane, oltre che le sue capacità intellettuali e statuali. Questo per dire che le due cose: la condanna politica e la condanna della magistratura sono due cose ben distinte e separate. Quando io vado a votare certamente mi preoccupo se il mio candidato ha riportato delle condanne penali, ma mi preoccupo ben di più, se è un drogato, se è un puttaniere, se è un cialtrone o un pervertito, se frequenta ambienti mafiosi o malamente clientelari.

    12. Seguiamo la logica. Delle due, l’una: o ha sbagliato il boss Mandalà a far nominare come professionista di fiducia (per il PRG del comune di Villabate) un uomo “al di sopra di ogni sospetto” oppure ha sbagliato chi ha fatto salire alla seconda carica dello Stato un uomo “al di sotto di ogni sospetto”. Ma uno dei due, necessariamente, ha sbagliato.

    13. @Donato Didonna:…”oppure ha sbagliato chi ha fatto salire alla seconda carica dello Stato un uomo “al di sotto di ogni sospetto””…. e se si trattasse di figure fatte “salire” per sorvegliare l’operato di?

    14. Gery, una svolta smontato il “fatto” del pagamento della vacanza di Travaglio:

      a) incontrare uno nello stesso hotel dove trascorri le vacanze, e farci quattro chiacchere dal momento che lo incroci ogni giorno per motivi di lavoro;
      b) diventare socio della stessa società;

      sono proprio la stessa cosa ?

      Ma torniamo al nocciolo della questione, come invita a fare Michele. Le prove, le prove… che c’entrano le prove ? Il giudizio politico non si fonda sulle prove, ma sui fatti. Ci sono fatti che, pur non costituendo prove, sono elementi utili per formarti un giudizio.

    15. Caro Gery, a mio avviso (ripeto a mio personalissimo avviso) le tue parole percorrono come equilibristi una sottile e debole linea, rischiando di cadere su un terreno qualunquistico in cui si cerca ( alla lontana e con timore )di dire qualcosa e di negarla allo stesso tempo. Leggere le tue parole mi fa diventare molto triste.Rileggendole invece mi sembra di percepire un nonsochè di diabolicamente subdolo. Probabilmente mi sbaglio.

    16. ma che domande sono? da che parte stare? ma c’è ancora bisogno di dirlo pensando a ricevute e roba varia. mi sembra che in questo articolo si sia parlato di gossip e non di mafia.
      Si sta dalla parte della legalità, SEMPRE, e noi che siamo siciliani sappiamo perfettamente chi è mafioso tra i politici e chi non lo è. Fatevi un giro, soprattutto per i quartieri popolari, il giorno delle elezioni e poi mi dite.

    17. Di ‘sti travagli me ne basta a m’avanza, elucubrazioni che non mi appassionano; mi chiedo se c’è qualcuno che ritiene possibile sconfiggere una società segreta che si è consolidata senza ostacoli nel corso di alcuni secoli e i cui addentellati sono presenti ovunque, in verticale e orizzontale.

    18. Vedo che alcuni di voi, come di consueto, attaccano l’autore dell’articolo più che affrontare la riflessione che propone. In questo caso credo che sia chiara la posizione di Gery: non con Schifani e non con un certo metodo di Travaglio. Il tema su cui ragionare è se in Sicilia il reato di amicizia vada inserito nel codice penale oppure no. La storia, anche recente, ci dice di sì. Un sano principio di garantismo ci dice di no.
      Non è una riflessione da liquidare in quattro battute…

    19. Carino il bignamino…non ho capito il senso di tutto il resto del post che mi puzza molto di “siamo tutti siciliani e di conseguenza tutti mascariati”…e i vari giochi di parole da giornalista (innocentemente) ritrovatopsi anche scrittore…ma pazienza. D’altra parte avere Gery su Rosalio serve ad aumentare gli accessi…anche quando non ha nulla da dire…Basta il nome. Un po’ come quando si aprono le prime pagine di certi giornali generalisti con lo sport per vendere di più (e per nascondere scomode verità di cronaca). Nulla da eccepire…è il mercato…

    20. Palazzotto scrive:
      “La domanda è: aver frequentato una persona che solo dopo verrà bollata come “criminale” da un tribunale è reato?
      Occhio: sia Schifani che Travaglio hanno almeno un precedente in tal senso (seppur con modalità diverse).”

      Per me invece la differenza c’è, eccome se c’è. Travaglio ha frequentato uno che all’epoca era un poliziotto che lavorava con il pool antimafia (non per niente è stato condannato come “talpa – della mafia – in procura”). Insomma, era come se uno frequentasse Cassarà, Montana etc.etc.

      La seconda carica dello stato è stata socia di uno poi condannato per mafia. Vero. Però io penso che all’epoca se uno chiedeva anche a un cane randagio di Villabate chi era questo tizio poi condannato per mafia penso che la risposta sarebbe stata abbastanza chiara.
      Smettiamo di foderarci gli occhi di mortadella; qua a Palermo e dintorni (ma direi dovunque, è normale) se ti metti in società con qualcuno non è elementare chiedere “a chi appartiene” il futuro socio ?

      Palazzotto, un consiglio, anzi due: togliti la mortadella dagli occhi che c’è caldo e aggiornati prima di fare gli articoli, che ti manca l’ultima puntata scritta qui sopra da Antonio Lo Nardo.

    21. Caro Gery
      condivido i tuoi dubbi sul giornalismo di Marco Travaglio, anche se ha fatto belle inchieste. Però, considerando il livello del giornalismo italiano, siciliano in particolare, dico meglio 100 travaglio che questo pseudo markettismo che chiamiano giornalismo. Piuttosto mi chiedo come mai un giornalista del calibo di D’Avanzo abbia potuto sprecare energie per difendere Schifani. Ma da quale pianeta arriva questo signor so tutto io? Ma ha capito di quale Sxhifani si parla?

    22. Sono d’accordo con Gery.

    23. C.c. ti rispondo che la mia è una riflessione e non una critica ne tanto meno un attacco. Infatti ho piu’ volte scritto ,penso , ritengo, il mio parere è…, proprio per non dare adito a commenti come i tuoi…sei tu che attacchi me e il mio commento…
      Gery ha scritto ( secondo me ripeto secondo me) un testo che una contraddizione e il mio non è un attacco casomai una critica costruttiva e soprattutto LIBERA. Il mio commento è un’opinione che ti argomento e ti spiego meglio adesso. Se si scrive un post il cui titolo è da che parte stare …e alla fine di questo post si dice che da non si puo’ stare ne da una parte ne dall’altra…sembrerebbe o che si parla parla e non si dice proprio un bel niente. Oppure ancor peggio ( perchè subdolo e diabolico) dire che non si puo’ stare dalla parte di nessuno per criticare e screditare uno dei due. Ho reso l’idea??? ( mia personale opinione che non vuole essere attacco ma riflessione???)

    24. Gery La tua domanda è: aver frequentato una persona che solo dopo verrà bollata come “criminale” da un tribunale è reato? Penso di no, ma quando si tratta di politici che hanno a che fare con queste persone, il probelma è ingombrante, perchè in Sicilia bene o male si sa chi sono le persone a prescindere dall’avviso di garanzia. Quindi la domanda è: possibile che Schifani non avesse sospetti sulle persone con cui aceva affari?Ingenuo..E poi, premesso che voto più a sinistra che si può, se questo vale per Schifani deve valere anche per Cuffaro: quando frequentava Miceli (poi indagato per mafia) non c’era nessuna condanna.

    25. @amelia,

      bella ed equilibrata lettera di travaglio. Le domande che pone al lettore sono giustissime….chi non vuole capire non capirà mai

    26. @cc

      quale sarebbe il metodo di travaglio..a me pare un giornalista equilibrato e mai fuori dalle righe. Uno che si attiene sempre e comunque ai fatti, come dimostrano le tante assoluzione dalle accuse di calunnia fatte da berlusconi e soci….ricordatevi la fine che ha fatto la richiesta di risarcimento di berlusconi per “l’odore dei soldi”: berlusconi condannato al pagamento delle spese processuali

    27. Signore e signori, nessuno prende in considerazione il fatto che Schifani ha ottenuto dei lavori da parenti dei boss? Il problema non è Travaglio. Anche se fosse vero- ma è falso- che Travaglio si sia fatto pagare le vacanze da un futuro condannato, a me non cambia niente perché Travaglio non conta. Conta che il PRESIDENTE DEL SENATO aveva delle amicizie poco chiare, sia quando era socio della Sicula Borkers, nel 1979, sia negli anni 90. E’ su schifani che bisogna indagare, non capite! E’ lui nello Stato, non Travaglio!

    28. concordo in pieno con michele

    29. Parole sante Michele. Solo in Italia potevamo avere un tale signore al timone di Palazzo Madama. Inquietante l’uso distorto del garantismo. Ricordi il casino su Cuffaro? (io voto Prc) Cosa diranno i signori che difendono Schifani e sputano su vasa vasa se Miceli verrà assolto? E se Aiello verrà assolto? Ma in un paese civile uno non è innocente fino al terzo grado di giudizio? Gli amici di Schifani mi pare non abbiano più a chi appellarsi…il giudizio è chiaro

    30. @vassily. La puzza che senti è, per quanto mi riguarda, ingiustificata. Come l’acredine che mostri nei miei confronti.

      Vedo che in questo blog lanciare una provocazione e provare a suscitare un ragionamento collettivo significa riscuotere (anonimamente) offese personali. Non è un metodo al quale sono abituato.

      Per la cronaca è giusto che sappiate chi sono. Ho lavorato per oltre vent’anni al Giornale di Sicilia come capo delle cronache siciliane. Mi sono dimesso, rinunciando a uno stipendio di vice caporedattore, perché non condividevo le scelte di quel quotidiano. Quindi la mortadella me la sono tolta dagli occhi e pure dalla bocca. Campo (innocentemente, sì) del mio lavoro di scrittore e autore, senza padrini e sponsor.

      Tutto qui.

    31. Ma che acredine?…L’importante nella vita è essere chiari…Con la tua risposta sei uscito allo scoperto. D’altra parte quando ci si può permettere economicamente di fare certe scelte…vuol dire che ci si è fatti due conti e si è capito che si ha il sedere abbastanza caldo anche senza lo stipendio del Gds…Poi la tua non è una provocazione…è un bignami incompleto…e come tale va preso. Obiettivamente le provocazioni sono altre. E’ questo post moralista e umorale che dice (stavolta riassumo io) “nel bene e nel male siamo tutti un pochino mafiosi” non mi piace. E questo non è attaccare la persona…ma i suoi contenuti…a volte azzardati e a volte vuoti…

    32. Ni piacerebbe conoscere gli amici di D’Avanzo. (Ma forse li conosco già!)

    33. mi piace e condivido l’analisi del buon vassily.

    34. Gery Palazzotto scrive: “Uno diventerà collaboratore di giustizia (per linea ereditaria). Quest’ultimo lo incontrai per strada, quattro anni fa. “Accura, che ti rovino la reputazione”, mi disse mentre lo abbracciavo. “Non dire minchiate – risposi – Ora stiamo dalla stessa parte”.
      Gery Palazzotto scrive:Per la cronaca è giusto che sappiate chi sono. Ho lavorato per oltre vent’anni al Giornale di Sicilia come capo delle cronache siciliane. Mi sono dimesso, rinunciando a uno stipendio di vice caporedattore, perché non condividevo le scelte di quel quotidiano.

      Intendevi questo quando hai scritto “ora stiamo dalla stessa parte”?

    35. Io chiedo di santificare schifani come vittima del complotto Travaglio. Ma stai scherzando? Io mi sarei risparmiato l’articolo. Tutta la vita Travaglio. I nostri eroi stanno li…sui cartelloni della città.
      Travaglio insieme ad alcuni sono quei pochi che lottano contro quel sistema clientelare che non ha permesso lo sviluppo della nostra amata sicilia.

    36. Concordo e appoggio Vassily

    37. Vassily
      posso assicurarti che Gery è sempre stato un giornlista serio, ma non capisco la polemica personale che fai. Non stavamo parlando di connivenze, garantismo e pseudo giornalismo? Virus: D’Avanzo è stato una delusione, dovrebbe occuparsi di fare inchieste serie e non di attaccare un collega, che nel bene e nel male, smuove la palude. Sarà invidia? Lo avranno pagato? é impazzito?

    38. Confesso di avere liquidato con una battuta il post che invece merita appronfondimento e riflessione. Ma non mi è mai piaciuto il ragionamento di chi salva capra e cavoli …a volte è solo un’escamotage apologetico che ci assolve da eventuali e scomode prese di posizione. E la Sicilia, regno dove le sfumature confondono intenzioni e comportamenti, ha bisogno di bianco e nero e di aut aut.

    39. Se uno scrive un articolo su un blog si deve aspettare delle critiche anonime, e deve saperci riflettere, più che “offendersi”.

      Io tra l’altro non ho offeso nessuno, ho criticato due punti deboli dell’articolo di Palazzotto, peraltro abbastanza gravi per uno che fa il giornalista da venti anni e cioè scrivere articoli con notizie non aggiornate e equiparare due situazioni che sono come l’acqua rispetto all’olio.

      E poi non ho capito qual era la provocazione dell’articolo che non sono riuscito a cogliere, se me la spiega per favore che sono un po’ tonto (così mi autooffendo e siamo pari).

    40. Vassily è libero di pensare di me quel che vuole, avrà i suoi buoni motivi. Però non è libero di farmi dire ciò che non ho detto, non penso e mai penserò e cioé che nel bene e nel male siamo tutti un po’ mafiosi.
      Al contrario ho suggerito di affidarci al rispetto delle regole e delle prove, prima di giudicare. Ho anche detto che non mi piace Schifani come esponente politico e istituzionale.

    41. Cavalleria rusticana atto II :.. e dopo la querelle Trvaglio/D’Avanzo su Repubblica la diatriba Sortino/Palazzotto su Rosalio. 😀
      Si sta delinenado un avvincente reality.

    42. Isola se è come dici tu è un peccato. Ma che va di moda attaccare i colleghi tra i giornalisti? Ma cos’è un modo per rimpiazzare ls vera mission del giornalismo? Signori l’obiettivo che ci dovrebbe accomunare è smascherare i para mafiosi che ci governano non farsi la guerra reciprocamente. Siete o non siete i cani da guardia della democrazia? Che cazzo c’entra sta polemica personale?

    43. Non capisco perché vi scaldate tanto. Renato Schifani è ormai INTOCCABILE (almeno fichè resta in sella).

    44. Sono d’accordo con Gery.
      Anch’io non sono un’elettrice di Schifani.
      Ciò non significa che io prenda sempre e comunque x oro colato quello che esce dalla bocca di Travaglio.
      E’ un buon giornalista, ma è una persona autoreferenziale.
      E non si possono mettere in discussione le parole di nessuno, se prima non si mettono in discussione le proprie.

    45. Gery, tu non hai detto (al massimo scritto)…fai intuire dal post che in Sicilia siamo tutti colpevoli in modo più o meno soft e lo sappiamo tutti. Perché un paramafiosetto nel bene o nel male lo abbiamo conosciuto tutti, direttamente o indirettamente. Ergo, anche il presidente del Senato, siciliano, può essere giustificato nelle sue azioni passate. Poi dire che non ti piace Schifani non ti inserisce automaticamente tra i “simpatici”. Mi pare un’alibi sbandierarlo più volte. Immaginiamo che a me Schifani stia simpaticissimo (soprattutto quando è imitato da Neri Marcorè). E Allora? E non ho nulla di personale contro di te…

    46. Contro di lui no o chissà. Contro la grammatica e l’ortografia hai di certo qualcosa.
      Vassily, apprendo che sei pure giornalista…

    47. Giornalista sì…ma provaci tu a scrivere in italiano perfetto mentre giochi a pallone con due bambini di 3 e 4 anni scalmanati e che ti hanno affidato all’improvviso(perché gli amici sostengono che sei un ottimo bambinaio) 🙂 Avevo messo inizialmente “un’ovvietà” e quando ho riscritto “un alibi” ho dimenticato l’apostrofo. Domando “schiuma” (intendo scusa eh…). “C.C.”, un giorno apriremo la questione “meglio un giornalista che scrive in perfetto italiano ma non sa trovare notizie o un giornalista grammaticalmente pessimo ma ottimo segugio?”. Io preferisco i secondi…un pezzo o il suo senso si possono aggiustare in qualsiasi momento, la capacità di trovare notizie è più ingombrante da mantenere…Qualcuno sa come si cucina la torta al cioccolato della Cameo?

    48. Il post di Gery è strano. L’inizio è simpatico, perché la querelle su repubblica c’è stata ed è a suo modo avvincente. Perché Travaglio è un insopportabile maniaco dei fatti e nessuno poteva immaginare che conservasse le ricevute dei pagamente delle vacanze. D’avanzo ha costruito un contropezzo delirante, cercando di spostare nuovamente l’attenzione sull’offesa alla persona (dare del superlombrico a schifani) piuttosto che sul senso che quella battuta aveva.
      Oggi Travaglio ha tirato fuori la prova definitiva e D’avanzo è stato costretto a replicare stizzosamente che lui non dirà altro (e vorrei vedere!).
      Detto questo, il pezzo di Gery però se ne va per altre strade, ponendo infine domande che non hanno davvero bisogno di risposta.
      Non è una provocazione la sua, perché tutti sanno che essere amici di qualcuno poi incriminato e condannato non costituisce a tutt’oggi reato. Solo che Schifani non era solo amico, bensì socio in affari degli incriminati. E questo, sebbene non costituisca a sua volta reato, avrebbe dovuto suscitare qualche perplessità, come infatti Travaglio ha sottolineato.

    49. dopo tutte sti discussioni ripropongo la domanda: una società segreta che ha un abbrivio di almeno 300 anni e addentellati in verticale ed orizzontale in Italia Europa Mondo può essere sconfitta con le leggi attuali?

    50. Pepè, ti rispondo citando più o meno a memoria Giovanni Falcone: “la mafia è un fatto umano e come tale ha un inizio e una fine”.
      Mi permetto assai sommessamente di aggiungere che per determinare la fine della mafia tante cose devono ancora cambiare.

    51. @pepè
      Il male nelle sue molteplici forme non può essere sconfitto, ma non per questo non va combattuto sempre e comunque con tutti i mezzi di cui l’uomo dispone.

    52. Io comunque, per si e per no e per non sapere né leggere e né scrivere, rispondendo al titolo del post, sto dalla parte degli albergatori che hanno avuto il conto comunque pagato.

    53. Tirando le somme penso che il botta e risposta Gery-Vassily sia stato stimolante, tant’è che si è comunque discusso di questioni importanti e mi pare appasionatamente.Tutto ciò che stimola nuove riflessioni è positivo, anche lo scontro.
      @cc delle 13.41: anche un giornalista commette errori di battitura quando scrivi nei blog, altra cosa sono gli articoli mi pare.

    54. Che ci faccio qui?

    55. @ Totò: ecco sei un capitalista, amico dei padroni… non ci pensi ai camerieri di piano che probabilmente non hanno ricevuto alcuna mancia?
      Io sto con i camerieri di piano.
      Poi ovviamente sto pure dalla parte di quelli che fanno fotocopie e per una paga da fame sono costretti a fotocopiare gli assegni altrui.
      Anzi no loro sono pure fin troppo privilegiati.
      Ecco io sto dalla parte di quelli che fotocopiano cambiali!

    56. […] Insomma, stiamo allerta. [via Rosalio] […]

    57. Bulgakov, beddamatri! ciai raggione. È che io ai camerieri ai piani e ai lavapiatti ci aveva pensato è solo che non mi volevo esporre politicamente vasinnò mi tacciavano di essere troppo comunista e e poi Rosalio mi policyava. Considerato che si parla di Schifani e Travaglio e di schifosi travagghi volevo rimanere come si suol dire bordellain.

    58. Io ho l’impressione che ci si scaldi troppo per persone che forse non meritano tanto e pochissimo per altri che avrebbero bisogno dell’appoggio di tutti.

      Il rischio di intervenire qui così è di andare fuori argomento: mi scuso nel caso preventivamente con Palazzotto e con chi commenta.

      Ma mentre D’Avanzo e Travaglio riempiono pagine e pagine con il loro appassionato battibecco (a tratti mi ricordano la vicenda Berlusconi e signora che invece di parlarsi a casa loro si scrivevano su La Repubblica), ci sono giornalisti che vengono minacciati o processati.

      Carlo Ruta, giornalista e storico ragusano, è stato condannato per “stampa clandestina”. Per chi voglia interessarsi: http://www.leinchieste.com/prima_pagina.html

      Insomma, e cerco di tornare all’argomento, mi pare che in questo paese sempre più si sfumino le differenze tra destra e sinistra e al contempo si accentuino quelle tra chi comanda e chi no, a chi sta sopra e chi sotto. Travaglio e D’Avanzo mi sembrano entrambi appartenenti a quelli che stanno sopra. Ma magari mi sbaglio di grosso.

      ps: correzione per Fabrix (secondo commento): Travaglio non è siciliano, Schifani sì: è di Palermo.

    59. @iachino: ciò di cui si conosce l’inizio ha un capo e prima o poi si trova l’altro capo, viceversa ciò il cui inizio è indeterminato (sono state rintracciate delle analogie con la futuwwa musulmana, cfr. link al termine del commento) è difficilmente “terminabile” ma non voglio scoraggiare nessuno perciò concludo
      @federico: combattiamo, certamente … con la certezza di non poter vincere ciò che non conosciamo, perché delle relazioni tra la mafia e altre società segrete non si sa nulla o quasi, non esistono studi perché chi si cimenta in questo genere di attività di solito non le conclude.

      http://www.experiencefestival.com/chivalry/page/13

    60. palazzotto, aspetto che lei aggiunga la sesta scena…..
      un buon giornalista dovrebbe dare le notizie complete.
      Mi riferisco alla fotocopia dell’assegno.
      E’ stato un attacco vile di D’avanzo a Travaglio(che mi sta antipatico, ma è maledettamente bravo e competente, oltre che amante della verità) finito male per D’avanzo stesso….poveretto.
      Urge correzione/copia-incolla dell’articolo, please….

    61. hah hah hah
      bella la battuta su Travaglio amante della verità.
      Per favore, passatela a Lo Bocchiaro: ci viene una vignetta bellissima!

    62. Ho letto i libri di Travaglio e continuo a leggerli, nonostante alle volte sia troppo ossessionato dal cavaliere e dai suoi prodi.. reputo che i suoi come i libri di Gomez e compagnia bella siano gli unici rimasti a riportare fatti.
      In merito a Schifani credo che le amicizie mafiose facciano curriculum e noi lo sappiamo dato l’esempio di Cuffaro che ci ha “governati” beatatmente nonostante tutto.
      Personalmente Schifani solo nominarlo mi provoca malessere, per tutta la legislatura dell’Unione dal primo giorno ha gongolato per un imminente caduta del governo che di fatto non accadeva mai, il suo motto? “Ve lo avevamo promesso, abbiamo lavorato per fare cadere il governo!”
      Che governo e opposizione non lavorassero per il paese lo avevamo capito tutti, ma sbattercelo in faccia così due volte al dì per anni perchè? Per ricordarci e nemmeno troppo velatamente che siamo una massa di caproni? E non credo nemmeno che gli elettori di destra fossero felici di ciò(mi riferisco agli elettori coscienziosi).
      Non era già quella una chiara ammissione di colpevolezza?
      Più che

    63. Dovrò pensare accuratamente con chi parlo, e con chi ho da fare.
      Continuamente, ormai.
      Fosse colluso? parente di qualche individuo ‘in odore’. Meglio evitarlo, prima di averci a che fare mai.
      Che si fa? Si chiede alle persone che si conosce anche la carta di identità?
      Se i parenti hanno avuto problemi con la giustizia?
      E se i pranti hanno avuto problemi con la giustizia, chi gli é apparentato, respirerà la stessa aria. Quindi, non mi ci immischio.
      Come si fa a dire e pensare? Di chiunque certe cose, in assenza di prove?
      Nei piccoli comuni, magari é inevitabile che si venga a contatto con certe persone, ma direi che il reato é favorirle, non conoscerle, semplicemente.
      In piccoli contesti si deve andare a certe celebrazioni, questo non vuol dire, che si colluda, con certe persone, solo perché si presenzia, magari, per motivi altri, a certe celebrazioni.
      Dubitare é sempre meglio che avere certezze.

    64. Per fortuna oramai anche Rosalio ha il suo polemista di fiducia.
      La polemica tra Travaglio e D’Avanzo è stata molto utile, ma come qui, penso non sia stato colto da tanti il senso di questa diatriba. Non penso che il punto sul quale voleva dibattere D’Avanzo sia la presunta purezza di Schifani (anzi, invito a leggere qualcuno dei suoi editoriali) ma l’integrità del giornalismo, che deve basarsi su fatti e non su opinioni. Il tema del dibattere di Gery voleva, credo, essere questo.
      Dai, almeno ti sei fatto un pò di pubblicità comunque 🙂

    65. Sono passate più di 24 ore da quando ho posto una domanda e nessuno ha risposto!
      Il che purtroppo mi fa capire:
      1) che sono vecchio…
      2) che non tutti 15 anni fa, che non è poi così tanto, leggevano le belle inchieste de L’Espresso
      3) che forse neanche il Caimano vi ha suscitato qualche curiosità!
      4) che comunque è vero che “zitto io zitto tu?”…siamo e restiamo la terra irredimibile di Sciascia?
      Gery almeno tu sai di quale valigia parlo???…o 15 anni fa al GdS non le facevano neanche arrivare queste notizie?

    66. @ roberto…
      non sei vecchio. è la modifica dell’immaginario collettivo operarata in parte dalle televisioni del cavaliere muratore, in parte dalla lenta e progressiva attuazione del piano di rinascita democratica di tale licio gelli. la famosa valigia si è persa nelle pieghe processuali tra verità e bugie, condite con sapienza per ottenere leggende, non verità… sparita la valigia spariscono le collusioni con l’astro nascente dei corleonesi, spariscono le “strane” politiche per il sud degli anni ’80, sparisce il travaso di denaro tra mafia e imprenditori del nord e, inevitabilmente, sparisce il travaso di voti alle prime elezioni della seconda repubblica… ah, sicilia bedda… ah, italia bedda,,,

    67. Complimenti, è un post scritto con grande consapevolezza di quello che è la nostra realtà. Non solo consapevolezza di quale sia la situazione, ma anche di quali siano i limiti che la situazione stessa impone. Credo che la querelle che lei commenta con una leggerezza (di pensiero) incredibile sia un ottimo esempio per capire come funzionano le cose in Sicilia: o sei mafioso, o sei antimafioso. Questa, come tutte le dicotomie, non rende possibile la descrizione di tutta una serie di sfumature che – purtroppo per noi – esistono, nel continuum che lega la mafia alla legalità. Ci dimentichiamo che la mafia ha prima di tutto un carattere locale e quindi molti di noi la sfiorano senza nemmeno rendersene conto. Che delusione poi quando dell’antimafiosismo (che forse era solo di facciata) viene schiacciato dal peso di un avviso di garanzia! C’è una lotta in corso tra due simulacri e i media rivestono in questo un ruolo principale.
      In mezzo c’è la gente come me, ancora giovane per avere una chiara idea di come funzionino le cose, che crede e vuole e spera che qualcosa possa cambiare. Sono una patita dei programmi tv che raccontano la storia recente, cerco qualcuno che mi spieghi davvero come sono andate le cose. C’è qualcuno disposto a farlo? C’è qualcuno che sarebbe disposto – senza usare il colore del romanzo popolare – a tracciare una storia della Sicilia delineando tutti i passaggi che ci hanno portato fino ad oggi?
      Credo che, anche la persona con più buona volontà e con grande cultura, non ha un quadro preciso di come siano andate e dove stiano andando le cose. Il mio intervento è un po’ fuori dai commenti che scritti sopra per il semplice fatto che credo che l’intento del post fosse farci comprendere quanto sia difficile capire chi sta dalla parte del giusto e della verità, che resta tale fino a quando non verrà sventolata la prossima prova.
      L’atteggiamento migliore, a mio avviso, è quello di un sano criticismo: leggere ricordandosi sempre che a monte c’è qualcuno che scrive, con una propria ratio. E che, a discapito di quanto si scriva, la mancanza di informazione è tanta. Leggendo i commenti ho appreso fatti di cui non conoscevo l’esistenza; post come questi dunque servono anche ad una condivisione delle informazioni. Poi, credo che a monte di tutto ci sia ancora un problema di nomi: la famosa prima repubblica non è finita, non esiste una classe politica “nuova”. Sono cambiati i nomi, ma non i meccanismi…

    68. mi piacerebbe poter parlare di quella valigia e di altre misteriose sparizioni che si stanno trasformando in leggende… come l’agenda rossa del giudice paolo borsellino… oppure il contenuto delnon-perquisito covo di riina…

    69. Gran bel dibattito. Ringrazio Gery per averlo sollecitato.

    70. @Roberto. Dici bene, col tempo certi misteri si trasformano in leggenda ed entrano in quel limbo dove si racconta ma non si scava. Potrei farti un altro esempio: i documenti di Dalla Chiesa.
      Sarebbe istruttivo confrontarci, ognuno col proprio bagaglio di esperienze, su questi temi. Ma non credo che ciò sia possibile, almeno qui. Non vedo la serenità necessaria.
      Al Gds le notizie arrivavano, il problema era come e se ripartivano: brutta storia.
      Grazie a tutti per avermi letto.

    71. @laura
      Purtroppo non sono cambiati neanche i nomi… La storia della Sicilia recente (che è poi la storia della mafia e della politica di centrodestra) non è poi così difficile da raccontare; più o meno la conosciamo tutti. Il problema vero è che ancora oggi NON SI PUO’ RACCONTARE e il motivo sta proprio nel fatto che non solo non sono cambiati i meccanismi, ma non sono cambiati neppure i nomi.

    72. A volte nella vita si verificano delle strane combinazioni, queste strane frequentazioni che, dopo, diventano mafiose.
      Ma lo erano anche prima, solo che non si era voluto o potuto approfondire.
      Resta il fatto di certe strane frequentazioni.
      Per carità, vale per tutti.

    73. ma se non lo facciamo noi che ricordiamo… chi può cercare di non far distruggere anni di lotte e fatiche… anni di angherie e discriminazioni…
      chi, se non chi l’ha vissuto, può raccontare il pianto di una madre, di una sorella, di una moglie… chi, se non chi ha visto scomparire fotocopie e trasformare notizie in pettegolezzi, raccontarlo… non abbiamo il diritto di scegliere altrimenti… è il nostro paese e qui vogliano stare…

    74. In effetti il nostro Belpaese dal dopoguerra in poi è cresciuto in mezzo e forse grazie anche ai misteri e alla incredulità di fronte a certe verità che probabilmente sono troppo tragiche per convincerci della loro veridicità, ma credo anche io che finchè possiamo dobbiamo, e lo dobbiamo fare proprio per quegli eroi che hanno sacrificato la loro vita, ricordare, raccontare e provare ognuno di noi nel nostro piccolo a rendere un pò migliore questo nostro paese.

    75. “Non sono un fan di Travaglio, pur riconoscendo il valore di molte sue inchieste. Il suo “giornalismo dei fatti” ha troppe ramificazioni nell’unica opinione che conta, la sua. Mi sembra un cronista con ambizioni da capopopolo, che diffida a sua volta degli altri capipopolo”

      Travaglio è rimasto uno dei pochi giornalisti che ci mette a conoscenza dei fatti realmente accaduti e documentati prima di dare la propria opinione (che non potrà mai essere obiettiva, lo scrive lui stesso nei suoi libri, solo i robot sono obiettivi).
      Con chi schierarsi tra D’avanzo e Travaglio?
      Ovviamente con Travaglio, xchè D’Avanzo ha scritto delle falsità, ed è stato dimostrato.
      Ma in questo paese non funziona così, il giornalista che fa il suo mestiere è “populista”, il giudice che arresta chi prende tangenti è “giustizialista”..

    Lascia un commento (policy dei commenti)