martedì 22 ago
  • I love Sicilia: i 100 potenti di Sicilia

    È in edicola da qualche giorno il nuovo numero di I love Sicilia, mensile di stili, tendenze e consumi in Sicilia.

    I love Sicilia di settembre

    Si parla dei 100 “potenti” di Sicilia: politici, manager, scrittori, gente di spettacolo. Solamente nove sono donne. L’uomo più potente sarebbe Mario Ciancio Sanfilippo, seguito dal presidente della Regione Raffaele Lombardo, dal presidente del Senato Renato Schifani e dal ministro della Giustizia Angelino Alfano.

    Tra gli altri contenuti ci sono un’intervista al rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla e all’attrice catanese Guia Jelo, protagonista di Agrodolce.

    Sicilia
  • 36 commenti a “I love Sicilia: i 100 potenti di Sicilia”

    1. Brava la giornalista, Dott.ssa Eliana Marino!

    2. Del Primo Claudio Fava (giornalista e deputato)raccontava:

      « (…) La Sicilia, al di là di ogni pudore, riuscì per molti anni a sopprimere dai propri scritti la parola mafia: usata raramente, e solo per riferirla a cronache di altre città, mai a Catania. Nell’ottobre del 1982, quando tutti i quotidiani italiani dedicheranno i loro titoli di testa all’emissione dei primi mandati di cattura per la strage di via Carini, l’unico giornale a non pubblicare il nome degli incriminati sarà La Sicilia. Un noto boss, scriverà il quotidiano di Ciancio: Nitto Santapaola, spiegheranno tutti gli altri giornali della nazione. Il nome del capomafia catanese resterà assente dalle cronache della sua città per molti anni ancora: e se vi comparirà, sarà solo per dare con dovuto risalto la notizia di una sua assoluzione. O per ricordarne, con compunto trafiletto, la morte del padre »

      Del secondo sappiamo che avrebbe garantito l’appalto all’azienda dell’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini, in cambio di una tangente di 5 miliardi

      Il terzo invece incensurato, ex socio della Sicula Brokers, di cui facevano parte Benny D’Agostino – all’epoca dei fatti un imprenditore incensurato, grande amico, per sua ammissione, del boss Michele Greco – nel 1997 fu arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente condannato; Nino Mandalà, che nel 1980 era incensurato e svolgeva l’attività di rivenditore di carburanti, arrestato nel 1998 e successivamente condannato a 8 anni per associazione mafiosa, era il capocosca di Villabate. Risulterà, molti anni dopo, il gran favoreggiatore di Bernardo Provenzano ma anche fondatore di uno dei primi club di Forza Italia a Palermo. Giuseppe Lombardo è stato presidente e consigliere delegato della società di recupero crediti “Satris” della quale erano soci i discussi esattori ed uomini d’onore della “famiglia” di Salemi Nino e Ignazio Salvo, arrestati da Giovanni Falcone nel 1984.

      Il quarto neo ministro della giustizia responsabile di quella vergogna di lodo (anomalia solo italiana) che porta il suo nome.

      Credo di aver rispettato tutte le regole relative ai commenti da postare. D’altronde ho trovato tutto su wikipedia

    3. E’ possibile conoscere tutta la lista? (lo so, potrei comprarmi il giornale…)

    4. Un pugno di persone per bene, và…..

    5. L’Editore di I Love Sicilia ha scritto la biografia di
      Toto’ Cuffaro come ricompensa gli hanno affidato senza nessuna gara pubblica Villa Filippina e la “Cuffariana”
      Nuova Provincia di Palermo regalata all’Udc ha sostenuto
      il suo Festival della Legalità in quel luogo.
      Se scaviamo un pò troviamo ce il centunesimo potente della sicilia e proprio l’editore di I Love Sicilia.
      Per saperne di più andate a Villa Filippina……

    6. Oh raga, quando ho postato il commento si è bloccato tutto e non mi è stato permesso per qualche ora di visualizzare il sito di rosalio.
      Che sollievo vederlo adesso. Credevo che fossi stato attaccato da qualche hacker fedele a Schifani!

    7. Ah, l’invidia…L’editore di I Love Sicilia, che si chiama Francesco Foresta, ha scritto e pubblicato per la casa editrice Arbor un libro-biografia su Totò Cuffaro che è diventato l’unico volume citato più volte da illustri opinionisti nazionali (Gianantonio Stella, Pietrangelo Buttafuoco) e locali, che ha dedicato un centinaio delle 200 pagine alla ricostruzione minuziosa di tutte le accuse avanzate nei confronti dell’ex governatore, che ha avuto un successo in termini di pubblico e di critica che lo ha portato ad essere uno dei libri più venduti del 2006. Villa Filippina non aveva bisogno, per essere assegnata, di alcuna gara pubblica trattandosi di una villa privata, di proprietà della Congregazione dei padri Filippini (saranno cuffariani anche loro? Mah?), abbandonata da dieci anni e affittata per i prossimi 25 con regolare contratto siglato dal notaio e previo parere della Soprintendenza ai beni culturali e monumentali. La villa era lì: chi la voleva, avfrebbe potuto telefonare, trattare, pagare e, sulla base di un valido progetto imprenditoriale e culturale, farsela affidare. La Provincia di Palermo, come la Fondazione progetto legalità diretta dal magistrato Gaetano Paci, come il Banco di Sicilia, come il Teatro Massimo Bellini di Catania, hanno subito creduto nel progetto supportando l’organizzazione del Festival della Legalità che per due settimane ha di fatto riaperto i cancelli di Villa Filippina. Migliaia di persone hanno riempito i porticati della villa, magistrati come Pietro Grasso, Antonio Ingroia, Alfonso Sabella, Maurizio De Lucia, intellettuali, uomini d’arte e dello spettacolo come Davide Enia, Gilberto Idonea, Silvia Francese hanno risposto entusiasticamente all’invito. Per saperne di più venite a Villa Filippina. Nei prossimi giorni altre iniziative ed altri aventi. Signor o sigonra Filippins, si rassegni. O si rivolga a Cuffaro per qualche raccomandazione…

    8. e poi chi si trova al 43°posto tra i potenti???
      roba da non crederci…tranquilli conosciamo bene questa terra… comunque credo che sia arrivato il momento di scalare qualche posizione..o no?
      scherzoooooooooooooo
      Pequod

    9. claudio fava è una di quei pochi siciliani ancora in vita che mi fa sperare in un futuro migliore.
      sono pochi e malvisti e scomodi per il mercato delle vacche! la maggior parte sono ormai morti perchè così la natura naturalmente dispone, nessuno è immortale se non nel nostro ricordo, altri prima del tempo per mani vigliacche, suo padre in testa!
      suo padre è stato davvero un grande! grande giornalista d’altri tempi e grande drammaturgo.
      peccato che abbiamo la memoria corta.
      peccato che ci si è offuscata la vista e tutti gli altri sensi si siano accodati.

    10. …altri ne conosco che non hanno nome, grandi teste destinate alla solitudine e all’incomprensione dei più.
      gente che non sarà mai in graduatoria nel bene e nel male.
      forse sola mal vista e lasciata sola….

    11. …nell’indifferenza dei più.

    12. ho appena finito di vedere su La7 un documentario che parlava proprio di Beppe Fava un GRANDE GIORNALISTA e un GRANDE UOMO!
      in giro come lui pochi..pochissimi..forse nessuno!

    13. hai ragione pequod
      è stato “semplicemente” un grande UOMO!

    14. Se l’Editore avesse scritto una biografia su Veltroni
      non credo che avrebbe avuto le stesse agevolazioni nel prendere la Villa Filippina.Ci risulta che altre volte è stato negato ad altri interessati.Spero che la congregazione non si debba pentire di avere affidato
      ad un soggetto che in passato ha gestito una villa privata ( Villa Lampedusa) trasformandola in discoteca
      senza nessun tipo di agibiltà,avendo opgni genere di problemi.In bocca al lupo per la nuova avvuntura.
      Filippina

    15. Se il signor o la signora Filippina (ma perchè non firmarsi con nome e cognome? Già questo non depone a suo favore…) raccontasse fatti ed eventuali misfatti con cognizione di causa, sarebbe meglio per tutti e lo renderebbe più credibile. Ho già detto e ribadito in conferenza stampa che la trattativa con i padri Filippini è durata quasi due anni. E questo proprio perchè la Villa in passato era stata affidata a soggetti che l’hanno “massacrata” dal punto di vista culturale e imprenditoriale facendola diventare una sorta di mercatino rionale. La diffidenza dei padri Filippini è stata superata grazie anche alla Soprintendenza che ha preteso che ogni passaggio della trattativa venisse concordato preventivamente. Se il signor (o signora) Filippina è rammaricato del fatto che la Villa non gli è stata concessa si rassegni. A proposito di Villa Lampedusa il signor Francesco Foresta (visto che bello firmarsi con nome e cognome?) è stato proprietario dell’immobile dal 2001 al 2003. Non ha mai gestito alcuna discoteca, non ha mai avuto problemi di alcun tipo, ha ricevuto tutti i tipi di autorizzazioni (dalla commissione provinciale di vigilanza alla licenza di questura,dalla soprintendenza ai beni culturali alla licenza per il bar posto all’interno della villa), ha anzi ricevuto encomi ufficiali dalla stessa magistratura per aver tentato di recuperare un immobile anche questo abbandonato da decenni. All’interno di Villa Lampedusa era stato attivato un planetario, sono state organizzate mostre e dibattiti, il palco è stato calcato da ospiti internazionali. Da quando il signor Foresta ha ceduto la villa ad altri privati, l’immobile è stato sequestrato dalla magistratura proprio per l’attività di discoteca e serate danzanti. Tutto quello che ho scritto è facilmente documentabile e a disposizione di tutti. Quanto a Veltroni lui l’autobiografia se l’è già scritta. E penso abbia di meglio da fare che occuparsi di Villa Filippina. O delle cazzate che scrive qualche invidioso. A presto

    16. Di Francesco Foresta, oltre al merito indiscusso di averci proposto una splendida intervista alla signora ciancimino (volutamnete minuscolo), in cui si assiste all’apologia del grande uomo don vito (ibidem),ricordo un’esilarante articolo di cronaca sportiva, sul Giornale di Sicilia del lunedì.
      L’argomento era la partita del palermo della domenica precedente, in piena campagna elettorale (non ricordo bene quale, parliamo di circa 15 anni fa.
      Ebbene, il fido Francesco Foresta riuscì a ritagliare, all’interno della cronaca della partita, lo spazio per il resoconto di un avvenimento mai accaduto.
      Ero presente allo stadio, quel giorno, e lo ricordo bene.
      Si inventò di sana pianta che, all’arrivo di Leoluca Orlando sul terreno di gioco per un giro di campo, Questi fu subissato dai fischi.
      In verità, osservando dal vivo la scena, constatai come la passeggiata di Leoluca Orlando si fosse svolta in un’atmosfera di indolente indifferenza.
      Leggere il suo articolo l’indomani mi fece ridere di gran gusto.
      Da allora, qualunque articolo scritto dal fido Foresta, lo evitai accuratamente. Quando leggo un giornale, mi interessa conoscere i fatti, eventualmente le opinioni di chi scrive. Sicuramente non la distorsione degli eventi ogettivamente accaduti.
      Bei tempi, quelli…la diccì, il Giornale di Sicilia, Francesco Foresta…

    17. oggettivamente…

    18. Gentilissimo Gaetano Figlia, devo dire che anche il suo scritto mi ha fatto ridere di gran gusto. Lei che parla così bene di distorsione dei fatti non si è nemmeno accorto che ha confuso il giornale che dirigo, I Love Sicilia, con un altro mensile siciliano che proprio alla signora Ciancimino e al marito Massimo ha dedicato l’ultima copertina in edicola. Copertina che, per inciso e giornalisticamente parlando, rappresenta un ottimo scoop. Se la sua attendibilità è pari a ciò che scrive, mi permetta allora di dubitare anche su quella domenica di 15 anni fa. Non tanto sui fischi ad Orlando ma quanto sulla sua reale presenza allo stadio. Oggettivamente poi, eviti di mettere l’apostrofo davanti ad un articolo (sing; m;). L’unica vera distorsione è quella della grammatica italiana. Cordialmente.
      Francesco Foresta

    19. Egregio Direttore,

      conosco la grammatica italiana. Fra l’altro, da buon osservatore qual è, per benevolenza evidentemente, ha dimenticato di sottolineare che ho omesso di chiudere una parentesi a conclusione di un periodo e che ho erroneamente scritto il lemma “volutamnete”.
      Problemi di ortografia, dunque, oltre che di grammatica…
      Ma Lei sa, da esperto della carta stampata, la difficoltà nelle revisione dei testi che vengono dati alle stampe quanta fatica costi, e come alla fine il refuso scappi sempre; voglia perdonare un dilettante, di fronte al professionista quale Lei è.
      Saprà, anche, che questo tipo di difficoltà percettiva nell’individuazione dei refusi è dovuto ad un meccanismo psicologico individuato dalla scuola della Gestalt nel corso degli studi sulla percezione (ani ’30/’40 del secolo scorso), meccanismo difficilmente aggirabile, eludibile.
      Mio l’errore, invece, di attribuirLe una copertina non realizzata dalla Sua testata. Di questo faccio pubblica ammenda. Sa, però, com’è…una sorta di effetto marmellata (anche questo conoscerà, è descritto su tutti i testi ed i manuali di teorie delle comunicazioni di massa).
      Per quanto riguarda l’articolo, ero presente allo stadio e ricordo perfettamente gli avvenimenti e lo stravolgimento degli stessi nel Suo articolo. Smaccatamente fazioso e strumentalmente orchestrato.
      Il tempo è prezioso, ma se ne avessi tanto e, magari, col Suo contributo, visto che Lei è un operatore del settore, sarebbe divertente andare a recuperare l’articolo e le riprese televisive di quella partita.
      Ora che ricordo meglio: credo che quello fosse uno dei suoi primi articoli di cronaca sportiva sul Giornale di Sicilia, se non in assoluto; forse per questo dimostrò cotanto zelo…
      Questo potrebbe restringere la cerchia delle mie/nostre ricerche.
      E’ molto elegante, comuque, il suo stile irrisorio. Davvero sobrio, asciutto, severo.
      Altrettanto cordialmente.

      Gaetano Figlia

      P.S.: giusto per vivacizzare il nostro carteggio;la parola perché, sia come avverbio sia come congiunzione, richiede l’accento acuto e non grave.

    20. A proposito di Francesco Foresta. Grazie a Gaetano Figlia, adesso ho il quadro completo di alcuni inquietanti episodi che hanno segnato l’infanzia di parecchi bambini palermitani. Era lui quello che rubava le merendine all’asilo delle suore del sacro cuore di gesù e che ha turbato l’alimentazione di una intera generazione riuscendo a farla franca… Sono sicuro che la cosa non si ferma qui. Se si scava ancora nella vita del direttore di I love Sicilia chissà quante altre cose si scoprirebbero…
      Un consiglio ai maestri della dietrologia e dello schiffaramento. Ma travagghiari no???!!!

    21. Invidiosiiii!!!

    22. Mi viene un dubbio… forse Gaetano Figlia (che ha dimostrato di avere una buona memoria…) potrà aiutarmi: sarà stato sempre lui, con i suoi articoli, a spingere Mussolini a sottoscrivere le leggi razziali?? E chissà che anche il buco nell’ozono non abbia radici siciliane…

    23. E’ molto più grave.
      Francesco Foresta è il padre che non ha mai voluto riconoscermi, perchè frutto di un’avventura con una donna di servizio per metà Eritrea e per metà Bulgara.
      La conobbe durante un ricevimento nel quale, la mia povera madre, prestava servizio.
      Il ricevimento, in onore di Edgardo Sogno e per sostenere il suo progetto di una Patria migliore, si svolse presso il consolato Americano a Palermo.
      La CIA tenne sotto stretta osservazione Francesco Foresta per tutta la durata dell’happening, vista la rinomata fama di segugio dal fiuto giornalistico sopraffino. Si temevano risvolti catastrofici sul Watergate, sulla guerra in Vietnam e sulle missioni spaziali statunitensi. Si vociferava, anche, che avesse messo le mani su documenti altamente secretati sul coinvolgimento di Fidel Castro nell’attentato a Papa Giovanni Paolo XXIII. E che stesse per renderli pubblici, di fatto innescando la terza guerra momndiale.
      Ma in un momento di distrazione, Francesco Foresta beffò la stretta sorveglianza degli agenti della CIA e, con la rapidità e l’efficacia che lo contraddistingueva, con un mirato summit con la di cui sopra donna di servizio (nonché mia adorata mamma), in un colpo solo(?) mise fine alle rivendicazioni delle ex colonie nei confronti dell’Italia, e sbarrò definitivamente le porte all’arrivo dei cosacchi in Piazza San Pietro; i loro cavalli si sarebbero abbeverati in qualche altra fontana, non in quella del Vaticano.
      Il risultato del summit fui io, un apolide per metà siculoitaliano, per un quarto eritreo, per l’ultimo quarto bulgaro. Ero figlio di Foresta, peggio del bambino della giungla.
      Da allora, da quando fui abbandonato in questo inestricato crocevia doganale, razziale, etnico, politico, affaristico e chissà che altro, non feci che rincorrere la mia figura paterna, inseguirlo, osservarne le gesta. Ma lui non riconobbe mai il frutto indesiderato di quella che aveva sempre considerato una missione diplomatica, gradevole ma sempre una missione.
      Per questo, ricordo ogni singolo particolare, ogni dettaglio, ancorché insignificante, della sua vita. E’ il papà che mi è sempre mancato! Papà, torna a casa, la mamma ti aspetta! Ho altri dodici fratellini…

      Adoro il lavoro. Starei per ore ad osservarlo.

    24. con la rapidità e l’efficacia che lo contraddistingueva…, contraddistinguevano France’, contraddistinguevano…

    25. Sono molto irritato dalla metodica deviazione del tema dei post e dal tiro al bersaglio sulle persone effettuato soltanto se protetti dall’anonimato. Vi invito a rimanere in tema. Grazie.

    26. Giusto Rosalio,basta con le divagazioni!Vogliamo entrare
      nel merito del magazine I Love Sicilia?e dei 100 potenti
      adulati?non ho letto l’articolo e credo di non averne bisogno perchè mi sono fatto una precisa idea dei contenuti e della strategia adottata dall’Editore fin dai primi numeri che ho comprato e attentamente studiato da osservatore del mondo dell’editoria locale.
      Quello che la redezione di I Love Sicilia definisce informazione io la considero “stendere dei tappetini rossi” e compiacere ai “potenti”di turno,che siano politici,banchieri,industriali.Le pagine sono sempre piene di recensioni adulanti sulle attività di questi personaggi:mai una critica una presa di posizione,sempre in equilibrio come una specie di “Porta a Porta” della carta stampata siciliana.
      Un bel magazine con buona immagine che punta ad un target di inserzionisti alti.Bello!! ma l’informazione e un’altra cosa caro direttore.Le copertine salvo quella di “Addio Pizzo”che fa tanto trendy,sono sempre pilotate o orientate al “tappetino rosso”.Indubbiamente il magazine ha aperto un mercato e altri avventori si sono fatti avanti:quello che Cult faceva mettendo le foto dei potenti durante la ricreazione, Il Love Sicilia lo ha esteso dentro un format editoriale.
      A cosa porta questa strategia compiacente?Porta ad una raccolta pubblicitaria senza precedenti per un magazine locale con inserzionisti di alto target.Quanto questa relazioni sia frutto di un buon ufficio commerciale o delle buone relazioni che rimandano ad altre relazioni e che per riconoscenza si trasformano in contratti questo solo il Nostro direttore lo può sapere.Ma quando si compiace qualcuno e sempre molto raro che non ti si venga restituita la cortesia.Publikompass in tutto questo ha un ruolo?Mi auguro di no altrimenti si aprirebbe un sottilissimo conflitto di intressi.Poco importa questo AD popolo che affida la nazione a chi il conflitto di interessi lo calpesta ogni giorno sotto i piedi con un “mi consenta”.
      Spero di essere rimasto in tema e di non avere inciso sulla suscettibiltà di Rosalio.
      W la Sicilia

    27. atterrente atterrante atterrone ouch! atterrato … ai lav sisilia oh yeah!

    28. Gaetano mio, finalmente ti ho ritrovato! Recuperiamo il tempo perduto. Vienimi a trovare in redazione (ma non a Cult), così ci rifaremo degli ani (ah, vero, si scrive con due enne…) che non abbiamo vissuto insieme. A parte gli scherzi, qualora fossi interessato ad una collaborazione, visto il tuo stile brillante, potresti avere un futuro con noi. Purchè poi il signor Frigidare o qualche tuo parente stretto non mi accusi di nepotismo. E a proposito di Frigidare, adeguandomi al suo metro di valutazione, devo dire che il suo commento, pur non avendolo letto, non mi è piaciuto.

    29. Frigidaire il commento è perfettamente in tema. Non sono suscettibile, semplicemente non amo l’anarchia nei commenti.

    30. Caro Direttore,ho scritto di non aver letto l’ultimo numero del suo bel magazione,ma i primi numeri li ho acquistati e mi sono fatto l’idea che ho esposto.Successivamente non ho più comprato altri numeri perchè mi sembravano tutti uguali o quantomeno con le stesse intenzioni.L’ultimo,quello dei 100 potenti sono stato più volte tentato di prenderlo perchè onestamente arrivare ad un’ “Overdose” di compiacenza tale mi incuriosiva, pur comprendendo che in tempi di crisi bisogna incrementare la raccolta pubblicitaria, quindi va bene i 100….i 1000….se porta fatturato.
      non me ne voglia
      buon lavoro

    31. Carissimo Frigidare, se ci darà l’onore di venirci a trovare in redazione, in via Libertà 34 a Palermo, saremo lieti di omaggiarle una copia. Così, tanto per compiacerla un po’

    32. eh si sono un pò trendy….lo sanno bene e da questo hanno sempre cercato di non farsi “travolgere”perchè è molto facile finire nella “palude”…
      comunque per correttezza devo dire che avere fatto rinascere villa filippina è stata cosa buona e giusta e spero che il progetto andrà sempre più avanti….. e che allo stadio quel giorno io c’ero e..per quanto mi sembra una cosa lontanissima ,è vero che la cronaca dei fatti NON fù rispettata .
      Ma direi che ormai è andato in prescrizione..
      pequod

    33. scusate…mi sapete dire ki c’è al posto 81 della classifica?

      grazie

    34. Salve desideravo sapere quanto si paga per essere inseriti nella prestigiosa classifica dei 100 potenti di Sicilia?

    35. desidero avere informazioni riguardo l’inserimento delle attivita’ artigiane piu’ significative in sicilia.

      mt. sessa messina

    36. meravigliosi la rivista, i redattori,le news

      MT. SESSA MESSINA

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