martedì 17 ott
  • Mister X all’aeroporto di Trapani

    Per noi, che viviamo nell’epoca post-11 settembre, prendere un aereo in un qualsiasi aeroporto del mondo occidentale, significa affrontare una serie di controlli estremamente rigidi che garantiscono la nostra incolumità e la sicurezza in volo. Controlli ulteriormente irrigiditi dopo lo sventato attentato su un volo britannico sul quale l’arma letale, piuttosto che un taglierino, era rappresentata da un liquido esplosivo. Da quel momento, vietato portare a bordo acqua, liquidi per le lenti a contatto o schiuma da barba. Volete farvi un cicchettino sull’aeromobile per evitare l’ansia da decollo? It’s impossibile. Volete portare l’olio della vostra terra a vostro fratello che vive a Milano? Dovete rischiare che si rompa mettendolo nel bagaglio da stiva.
    Insomma, un check accurato e meticoloso per evitare spiacevoli sorprese. Con questa consapevolezza, un paio di settimane fa, mi sono recato all’aerostazione Florio di Birgi. A Trapani, per intenderci. L’aeroporto del trapanese, a pochi chilometri da Punta Raisi, è dedicato ad alcuni voli sociali, oltre che all’irlandese Ryanair. Personalmente ritengo una fortuna che ci sia questo scalo, sul quale, evidentemente, la compagnia irlandese ha trovato conveniente istituire voli che collegano la Sicilia a diverse destinazioni sparse per l’Europa, da Dublino a Oslo, da Francoforte a Barcellona. Ed è proprio nella capitale della Catalunya che mi stavo recando. Con un paio di ore di anticipo mi presento al check in. Controllo della carta d’identità, boarding pass, uscita 3. Non so a cosa servano tre uscite, visto che il traffico di voli è veramente scarso, ma fa niente. Con abbondante anticipo, supero i controlli per accedere nell’area antistante il gate. Stranamente non mi viene chiesta la carta d’imbarco. Quindi, potenzialmente e ipoteticamente, “Mister X” avrebbe potuto accompagnare un amico in partenza sin sopra l’aeromobile. In ogni caso, mi accomodo nello spazio riservato ai passeggeri in partenza per Barcellona. Poche sedie per attendere, alcune persone sono comodamente adagiate per terra o sulle valigie, mentre la maggior parte, forse per paura che i posti si esauriscano, sono già disordinatamente in fila. Del resto, un paio di anni fa, una signora, in partenza come me per Milano, mi disse “Speriamo che rimangano posti a sedere, viaggiare in piedi non deve essere molto comodo”… Quindi, suppongo che qualcuno abbia le idee un po’ confuse e, nel dubbio, preferisce attendere l’imbarco nei pressi del varco. Comunque. Una decina di minuti prima dell’imbarco, una hostess di terra passa tra le persone in attesa e…comincia a staccare i biglietti. Credo sia per accelerare le operazioni di imbarco e fare decollare l’aereo in orario. In ogni caso, l’hostess non controlla neanche se la carta d’imbarco riporta la destinazione e la data corretta. E perché dovrebbe farlo? Non c’è nessun altro volo in partenza, quindi, non esiste il rischio che un passeggero voglia imbarcarsi sull’apparecchio sbagliato. Ma, ovviamente, con questo modus operandi, non può neanche rendersi conto del nome indicato sul documento di viaggio. Quindi, il nostro Mister X, che accompagnava l’amico in partenza per la Spagna, si trova ancora davanti il gate, magari con il resto di una boarding pass, rilasciata dall’aeroporto di Trapani qualche giorno prima, magari ad una terza persona. Comunque, l’hostess, che è una persona meticolosa nello svolgere il proprio lavoro e garantire quei rigidi controlli di sicurezza di cui parlavo prima, poco prima dell’imbarco, fa un altro giro gridando “Ho staccato a tutti il biglietto? Qualcuno ha ancora il biglietto ìntegro?”. Io sono incredulo.
    Il nostro Mister X, con un sorriso sotto i baffi, comincia a pensare quanto sarebbe bello farsi un giro a Barcellona. In fondo, il giorno dopo è domenica, non deve mica lavorare…
    Bene, è giunto il momento d’imbarcarsi. La gente, compreso io, scalda le gambe per i 400 metri piani. Ah, dimenticavo, l’aereo viene parcheggiato poco distante dall’uscita del gate, quindi può essere raggiunto a piedi. Ryanair, per chi non lo sapesse, non numera i posti, quindi…chi tardi arriva, male alloggia. Vuoi il posto lato finestrino? Una bella corsetta ed è tuo. Comunque, torniamo alle operazioni d’imbarco. Viene dato l’annuncio, anche i pelandroni che avevano voluto accomodarsi ad attendere piuttosto che mettersi un’ora prima in fila decidono di alzarsi. E cominciamo a scorrere dinnanzi le hostess e attraverso il gate. E qui, la rivelazione. Le hostess controllano se hai la carta d’imbarco già staccata in mano, ma non controllano cosa ci sia scritto. E, ancora più divertente (ma non più di tanto, a pensarci) non chiedono neanche il documento. A quel punto, Mister X, fa sfoggio della sua boarding pass con su scritto Dublin e riportante la data dell’anno prima, sfodera un bel sorriso e si ritrova in pista. Sull’aereo, le hostess spagnole, accolgono i passeggeri con un sorriso e danno un ultimo sguardo al biglietto bianco in mano alle persone che già sono concentrati a scrutare l’aeromobile. Con un po’ di fortuna, ma proprio poca, Mister X è seduto comodamente su un volo diretto a Barcellona. Solita negligenza italiana, qualcuno potrebbe pensare. Ma la cultura spagnola non è poi così distante dalla nostra. All’arrivo all’aeroporto di Girona, infatti, nessuno controlla i nostri documenti, comunitari ed extra. Non un controllo dell’unità cinofila, non una richiesta della carta d’identità o passaporto ad un centinaio di persona provenienti dall’estero.
    A quel punto mi domando…e se Mister X fosse un pericoloso latitante? Con un piccolo accorgimento, ossia fare acquistare il biglietto ad un “prestanome”, il quale avrebbe potuto effettuare anche il check in, con la carta d’imbarco esatta, visto che nessuno, successivamente al check in stesso, chiede i documenti, né in partenza né nella città di arrivo, avrebbe potuto espatriare senza alcun problema…
    E poi ci domandiamo come mai, feroci latitanti scorazzano tranquillamente per l’Europa, tra visite mediche e tour turistici. Alla faccia della sicurezza…

    Sicilia
  • 18 commenti a “Mister X all’aeroporto di Trapani”

    1. a me è successa una cosa simile ma in un altro ambiente.
      sono andata in banca per prelevare una discreta somma dal mio conto.
      compilo il modulo e lo consegno all’impiegato che, solerte, provvede ad espletare tutte le operazioni necessarie al fine di consegnarmi il denaro.
      piccolo particolare: non ha voluto la mia carta d’identità.
      appena ho chiesto come mai non l’avesse chiesta e avergli fatto notare che così chiunque poteva prelevare dal mio conto, lui, candidamente: vabè signora, noi la conosciamo…

      come se io ci andassi ogni giorno in quella filiale…
      ma che c’entra???

    2. Ultimamente anch’io ho avuto la sensazione di un lassismo sull’argomento e della possibilità di mancanza di controlli adeguati all’imbarco specie con il Web check-in con cui, a differenza dell’episodio riportato in cui almeno il check-in veniva effettuato al banco accettazione, il documento non lo presenti neppure in quell’occasione (con Alitalia non è richiesto, Rayanair e Easy-jet richiedono gli estremi di un documento via internet).
      Al controllo sicurezza viene chiesta solo la carta d’imbarco (a quanto pare a Trapani neanche quella!), quindi il controllo dell’identità può avvenire solo al “gate” se l’addetta all’imbarco da un’occhiata non troppo distratta (la ressa in quella circostanza è sempre tanta) alla carta d’imbarco e al documento contemporaneamente da esibire: forse è davvero poco.
      In Gran Bretagna continuano a fare togliere pure le scarpe al controllo sicurezza…

    3. molto carino ed è anche capitato a me, ma a rischio di essere un po’ OT….Rosalio a Trapani pure io??????

    4. Vedete che Ryanair non volo a Trapani perchè gli piace! ma solo perchè è sovvenzionata dalla società di gestione e dagli enti locali. Quindi soldi nostri!!!

    5. Caro Alessio,

      quello che scrivi in parte è vero, forse non sai però che a bordo dell’aereo viene fatta una conta dei passeggeri che necessariamente dovrà corrispondere al numero di passegeri indicato dai documenti di bordo e che ovviamente è quello di tutti i passegeri che hanno fatto il check-in per il volo in questione: quindi se il tuo mister X ha una carta d’imbarco per Dublino, risulterà un passeggero in piu e ti assicuro che l’aereo non partirà fino alla scoperta del passeggero in piu’ (o in meno).
      Capita molte volte e sempre per colpa del personale di terra che per fretta e negligenza (spesso incompetenza) accelera le operazione di imbarco e devo dire che al sud Italia capita con frequenza maggiore, a bordo comunque la “magagna” viene sempre scoperta e poi purtroppo la sicurezza al cento per cento non ce la potrtai mai avere, paralizzeresti il traffico e faresti il gioco di chi vuol diffondere terrore.
      Mi fa ridere anche che in Italia chi come te si lamenta per la sicurezza poi ai controlli protesta per lungaggini e attese: non si puo’ avere botte piena e moglie ubriaca!!!

    6. anche la fu alitalia è sovvenzionata (mi pare) con i soldi nostri….

    7. O’leary(bella la scelta del nome) se Mister X si chiamasse Messina Denaro e un prestanome, come ho scritto, acquistasse il biglietto al posto suo e facesse anche il check in, il numero dei passeggeri sarebbe esatto e il più pericoloso latitante siciliano si ritroverebbe in spagna e da lì chissà dove. Questo, converrai con me, se nessuno fa un controllo dei documenti dopo il cechk in è più che facile. E scandaloso.

    8. Giustissimo Alessio, infatti il controllo dei documenti dovrebbbe essere fatto al gate d’imbarco ma come ho detto prima il personale di terra è spesso messo sotto pressione anche dal fatto che nell’accordo tra Ryanair e gli aeroporti questi ultimi si impegnano a garantire i fatidici 25 minuti di quello che si chiama “turn around” cioè il tempo tra l’apertura delle porte dell’aereo e la successiva chiusura per il decollo seguente, pena il non pagamento dello stazionamento da parte di Ryanair. Puoi ben capire quanto siano purtroppo costretti a limare minuti su ogni controllo; ed è assolutamente scandaloso, hai perfettamente ragione.

    9. Se Mister X non lo sapeva e legge questo blog adesso sa che quantomeno può provare a farlo! Complimenti! Alessio perchè questo articolo (anche scritto simpaticamenete per carità)non lo mandavi all’ENAC invece di condividere il konw-how con potenziali malintenzionati? Comunque confermo che a bordo viene fatto il conteggio sulla abse della lista passeggeri registrati al check-in, ma questo non toglie come dicevi tu Alessio che il biglietto possa essere acquistato da X ed usufruito da Y in questo caso.

    10. per quello che rammento dal mio ultimo viaggio a roma. Sono partito dall’aeroporto di palermo, con un flacone di liquido per lenti a contatto, il classico di dimensioni, che non puo sfuggire all’occhio umano sotto controlli .
      Be non mi hanno ne fermato ne controllato!!!
      A roma ovviamente al ritorno ho dovuto buttare tutto!
      E se fossi stato un terrorista!?!?!

    11. Oddio…preferirei sapere che si tratta di uno scherzo, invece è realtà!

    12. Adesso che lo so… Bercellona arrivo !!!

    13. Solo un paio di cosette
      A Girona vincono la classifica dei dipendenti di aeroporto più pignoli del Vecchio Continente
      Se andate in un qualunque forum di viaggiatori low cost chiunque vi confermerà quello che vi dico
      Peraltro esperienza personale visto che ho vissuto due anni a Barcelona
      Peraltro non vedo cosa avrebbero dovuto controllare a Girona, sia Italia che Spagna hanno sottoscritto il trattato di Schengen sulla libera circolazione di merci e persone all’intrno dei rispettivi confini, è come se fossimo lo stesso paese…ahimè, non lo siamo

    14. Non è scandoloso che Ryanair sia sovvenzionata per operare su Trapani, ma è scandaloso che Birgi faccia a suo modo concorrenza all’aeroporto di punta Raisi, trovandosi i due aeroporti a neanche 100 km di distanza.
      Ridicolo. I due aeroporti dovrebbero essere gestite da una stessa società di gestione che, chiaramente, punterebbe ad una perfetta integrazione dei due.

    15. per la Coppa Uefa a Barcellona mi ero portato un panetto sano di fumo…….

    16. D’accordo con Giovanni P.

      Le società di gestione dei due aeroporti dovrebbero cooperare…
      E invece fanno a gara a chi da più soldi pubblici alle low cost: Easyjet e Wind Jet a Palermo, Ryanair a Trapani!

      Meglio ad Easyjet che ad Alitalia comunque!

    17. Rispondendo a Giovanni P. & Panormitano: I due aroporti PA & TP sono vicini ma questo non deve trarre in inganno ne’ fare facili proclami. Per anni e anni I trapanesi, marsalesi, mazaresi, C.vetranesi e tutti i loro turisti e potenziali tali si sono alzati alle 4am per prendere un volo da Punta Raisi alle 7:30am. Nel contesto economico sociale del nuovo secolo questo e’ sbagliatissimo. La prov. di Trapani ha una vocazione turistica fortissima e dei patrimoni storico-naturalistici unici…tutto cio’ e purtroppo maltrattato da mala politica e poca lungimiranza. Che i controlli a TP non sono efficienti e’ verissimo. Per la sicurezza di volo/atterraggio quello di Trapani e’ uno dei piu’ sicuri in Europa come attestato dall’Aeronautica piu’ volte nel 1996, quando ci fu’ l’Open Day Militare. A Trapani la P2 e la mafia hanno il potere e l’aeroporto e’ un mistero per tutti…anche per i turisti a cui esso non piace. E’ giusto che si faccia chiarezza sull’aeroporto di TP e che ci sia una collaborazione con PA ma non una stessa gestione che ovviamente privilegerebbe PA, senza dubbio.

    18. Questi problemi sono in tutti gli aeroporti d’italia. Sono d’accordo sul fatto che non ci siano molti controlli a Birgi, ma se non ci fosse questo aeroporto potresti restare comodamente a casa e non partire per barcellona o altre destinazioni, visto che l’aeroporto di palermo ha delle mete molto ma molto ridotte…

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