venerdì 20 ott
  • La vera scuola siamo noi

    “La vera scuola siamo noi”

    Questo slogan ieri ha fatto da sottofondo alla manifestazione che ha preso il via da via Libertà.

    Ieri c’erano tutti al corteo di protesta per la scuola. Erano presenti genitori e figli, maestri e universitari, bidelli e dirigenti, alunni e professori.
    Tutti lì con facce attonite, incredule per ciò che nel mondo della scuola tra poco avverrà.

    Il nostro corteo non era una protesta di precari o di rivendicazioni salariali, ma accanto ai giovani eravamo lì anche noi, anche chi più giovane non è. Tutti insieme per esprimere un dissenso.

    Dirigo ormai da molti anni un Istituto Comprensivo e la mia passione per la scuola è stata ed è un esplosione di sentimenti ed emozioni, passione come sofferenza e macerazione. Sì, questi sentimenti mi hanno da sempre accompagnato nella mia carriera scolastica e la stessa passione ho ritrovato nei volti di tutti coloro che ho incontrato oggi.

    Non c’era colore politico che ci divideva, ma ci univa la preoccupazione per il futuro prossimo venturo della nostra scuola.

    Le scuole palermitane sono prive di “servizi e strutture” e come recita la nuova legge dovranno essere riportate all’orario normale per tutti (29 ore settimanali contro le 40 del tempo pieno)… Il tempo pieno insomma sarà solo un’ombra sbiadita del passato, almeno qui al sud.

    Il maestro unico, i grembiuli, il voto in condotta sono indicatori ed espressione di un’altra epoca, i ragazzi di oggi non possono tornare a queste modalità sono troppo diversi, far passare per riforma della scuola quella che è solo una legge di risparmio economico mi fa pensare che forse ci credono davvero stupidi, ma oggi credo che abbiamo dato prova di quanto la scuola non sia d’accordo con una “riforma” (permettetemi il virgolettato) che mortifica ogni aspetto pedagogico ed educativo dell’istituzione stessa. Noi c’eravamo per dimostrare che questa legge sulla scuola proprio nella scuola non avrà vita facile.

    Quale compito educativo potrà mai svolgere la scuola in certi quartieri “difficili”?
    Cosa faranno i bambini che usciranno da scuola alle 12:30?
    Cosa potranno insegnare i docenti che si ritroveranno classi ancora piu numerose e dovranno gestire da sole la classi sempre in maniera frontale?
    Le scelte del nostro governo sono chiare riguardo alle nuove modalità di insegnamento a voi la scelta tra quelle che Danilo Dolci ci prospetta:

    C’è chi insegna
    guidando gli altri come cavalli
    passo per passo:
    forse c’è chi si sente soddisfatto
    così guidato.
    C’è chi insegna lodando
    quanto trova di buono e divertendo:
    c’è pure chi si sente soddisfatto
    essendo incoraggiato.
    C’è pure chi educa, senza nascondere
    l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni
    sviluppo ma cercando
    d’essere franco all’altro come a sé,
    sognando gli altri come ora non sono:
    ciascuno cresce solo se sognato.
    Danilo Dolci

    Ospiti
  • 48 commenti a “La vera scuola siamo noi”

    1. Gentile Signora,
      sono andata a scuola quando c’era un maestro unico, c’era il voto in condotta e la mia classe era composta da 42 alunni. Erano anni in cui si facevano poche riunioni di professori, poche chiacchere, molto amore per lo studio ed un grande rispetto per chi amava lavorare sul serio.
      Sono cresciuta benissimo, ritengo anzi che quella insegnante che ho avuto sia stata ineguagliabile, che il voto in condotta non abbia traumatizzato nessuno ma abbia impedito a qualche bulletto/a di prosperare, siamo stati portati tutti e 42 ad ottimi risultati e seguiti amorevolmente e con scienza e coscienza.

      Vedo invece che tanti dei ragazzi di oggi non sanno neanche scrivere e parlare in italiano, che spesso detestano le materie scientifiche (e nella maggioranza dei casi non è colpa loro ma dell’insegnante), che si lamentano perchè nelle loro classi non c’è disciplina ed a qualche compagno vengono concesse troppe libertà.
      Vedo anche che alcuni istituti cercano scuse per non fare lezione: oggi una disinfestazione, domani un mezzo orario, dopodomani una riunione, etc.etc.

      Per non parlare delle università ormai in balia dei raccomandati dai baroni, baronetti e baroncini che lasciano fuori i meritevoli e si tengono stretti gli inetti.

      Forse qualche colpa di questo restringimento dei cordoni l’avete proprio voi Amministratori della Scuola e dovreste farvi un bell’esame di coscienza prima di protestare dando la colpa sempre ad “altri”??

    2. Io ho fatto la scuola elementare con una maestra che era unica per ignoranza, pigrizia e malucarattere, in prima media mi bocciarono …perchè non avevo “le basi”. Sempre alle medie siccome ero figlia di operaio la prof di italiano mi estromise dall’insegnamento del latino perchè, secondo lei, non dovevo fare nessun liceo. Mi sono dovuta arrangiare da sola fino alla laurea. La pluralità di voci alle elementari sono una ricchezza, più maestre sono una risorsa, e se i ragazzi a volte non sanno scrivere o leggere … chiediamoci quanta sia la colpa dei genitori che li piazzano davanti la TV ancora con il pannolino ed ho visto programmi ad hoc per bimbi piccolissimi che, parola mia, fanno orrore! Sono sollevata dal fatto che i bulli spariranno a colpi di sei in condotta, nei casi più violenti anche con il quattro, di fatto è noto che i bulli se a fine anno sono bocciati i genitori non li mandano in vacanza e e rimangono senza dolce per tre mesi, in seguito stremati da tanta severità diventano alunni modello. Il grembiule per essere “tutti uguali” prevede un modello unico fornito dalla scuola? giusto per evitare che alcuni abbiano quello da mercatino e altri quello LV o Prada … ci saranno pure le soprascarpe? i copri calzini? i nascondi firma per i piumini??? Per quanto riguarda i baroni e i raccomandati: ho letto con attenzione le info sul sito del governo ma non ho trovato assolutamente niente che contrasti il fenomeno, Angela potrebbe darci notizie dettagliate in merito?

    3. Vedo che la lettura dei “format” PDL (I baroni, la mancanza di disciplina, il merito) è stata efficace.
      Ma comunque, queste tesi, con la “riforma” che c’entrano? non c’è nessun provvedimento mirato a tagliare gli sprechi e a risolvere la piaga delle baronie.
      A proposito ma la minestrina di oggi del Giornale e di Libero cosa ci propina?

    4. Rita, oh Rita, (e Giovanni)
      forse quell’insegnante ignorante invece di essere affiancata da altre/i più meritevoli andava mandata a casa? No eh?

      Forse i bulli li correggi con comprensione e premi? sempre promossi e facendo finta di niente così gli passa da soli? Sono “sfoghi di gioventù”?

      Hai letto la lettera aperta del Preside Miranda di Scienze Politiche? Anche lui, di sinistra, è inserito in un “format”?

      Ma li vedi i “baroni” anche loro in piazza a protestare? Secondo te perchè?
      Su, cercate di avere capacità critica e non fatevi “formattare”. VOI.

      (Non sto dicendo che è una buona riforma, per intenderci. Ma le argomentazioni che portano alcuni, sono veramente povere di contenuti)

    5. Quando andavo alle elementari portavo il grembiule, c’era una maestra sola, le bacchettate, l’olio di ricino (o forse ricordo male…) e oggi sono uno psicopatico comunista antiberlusconiano. Che La gelmini voglia preparare le nuove generazioni ad essere comuniste? Mah…

    6. i liceali protestano, quei pochi che sanno perchè, perchè questa riforma li obbligherà a farsi il mazzo! Una riforma che reintroduce il valore del voto in condotta e che prevede esami di riparazione fatti in maniera seria oggi, anno 2008, dovrebbe essere vista come una vera e propria manna dal cielo…almeno dai genitori!! I ragazzi di oggi sono di un’ignoranza crassa e senza un briciolo di civiltà (complici genitori che non si fidano/vogliono fare i genitori)! Qual’è dunque il risultato di una scuola di “liberale”? Ragazzine che vanno a scuola truccate e praticamente nude (e che miancciano denuncia per molestie qual’ora un professore chieda “ma perchè ti vesti così”…è una testimonianza resami da un amico professore), ragazzini decelebrati che si presentano in classe in bermuda e tappine, bulli che si divertono a dar fuoco alle aule (ai miei tempi, e parliamo di 8 anni fa, le bravate le facevamo…ma qua si tratta di atti vandalici e violenti), studenti che al primo hanno di liceo sbagliano ancora il verbo essere ed il verbo avere!!
      Il problema è che il personale docente, che nella stragrande maggioranza dei casi è di sinistra (e che teme perchè questa riforma vuole privilegiare i professori che valgono a scapito di quei 60enni che ne sanno di didattica quanto ne so io…ovvero nulla), continuerà a fregarsene!
      Problema bidelli (che di solito a scuola si passano il tempo a ciarlare/leggere il giornale)?? In italia abbiamo più bidelli che carabinieri! non aggiungo altro…
      Se la gelmini è una sciagura per l’università (vero) la ritengo una buona cosa per quanto riguarda l’educazione nei licei!

    7. ps: l’erore grammaticale è FORTEMENTE voluto!!

    8. Anch’io sono andato a scuola col maestro unico, eravamo una quarantina in una stanza grande almeno cento metri quadrati. Erano i mitici anni sessanta, la televisione aveva solo un nome, RAI in bianco e nero, c’erano solo due canali, 12 ore di trasmissione al giorno, di cui tre quarti erano divisi equamente tra cultura ed informazione e un quarto era spettacolo. Negli anni ’80 lo spettacolo sostituisce la cultura nella composizione del palinsesto. Nel 1987 il 90% della programmazione Fininvest era dedicata allo spettacolo e la RAI si adegua. Nel frattempo arrivano i satelliti, internet etc .. c’è bisogno ancora di spiegare per quale ragione è impossibile raffrontare quel mondo con questo mondo? Marginalmente noto che chi propugna il bel mondo antico si guarda bene dal modificare la televisione, e con televisione intendo il mix di programmazione ed advertising.

    9. Premesso che una stretta d’ordine ci voleva, a me non sembra che questa riforma voglia privilegiare i professori che valgono. Se quella è l’intenzione perché non comincia dal CsA, prosegue con i criteri di selezione dei presidi, con la restituzione dell’autorità e del potere al collegio dei docenti, con la riforma del consiglio d’istituto? Quello che vedo è fumo, negli occhi.

    10. @beny: ma tutti questi cervelli in fuga che all’estero ottengono riconoscimenti e ci fanno onore … da quali licei escono???

    11. sono, purtroppo, mosche bianche! Ed in ogni caso sono laureati della vecchia generezione (la mia)…qui parliamo dei ragazzini DI OGGI nella fascia 13/18…quelli, per intenderci che ancora stanno a scuola o che sono usciti l’annos corso… c’è stato, in questi ultimia nni un crollo verticale della qualità e della serietà dell’istruzione di certo dovuto, tra le altre cose, al cambiare dei tempi…ma anche, in buona parte, dal lassismo del corpo docente! (“vestitevi come volte”, “le punizioni sono out…bisogna dialogare”…ma smettiamola…ai miei tempi (ribadisco…8 anni fa) se steccavi ti sospendevano!

    12. diceva Orwell libertà è dire che 2 più 2 fa SEMPRE quattro, se sussiste questo sussistono tutti gli altri diritti. Ribalto ad oggi, libertà è dire tre meno due non fa PIU’ ma MENO. Fa meno scuola, fa meno pluralismo, fa meno risorse all’università (vedi legge 133). Se sussiste la capacità di capire che tre meno due o se volete meno otto miliardi (scuola), meno un miliardo (università) significa meno allora sussistono tutti gli altri diritti. Altrimenti è entrato in vigore il Bispensiero, Benevenuto Partito del Grande Fratello, quello di Orwell non della Marcuzzi

    13. Beny, a me risulta che molti tra i neolaureati che hanno l’opportunità di fare esperienza all’estero finiscono per tornarci, all’estero ci tornano e ci restano. Le borse di studio sono limitate, perciò sono in pochi quelli che fanno esperienza dell’estero, che possono uscire dal guscio provinciale e confrontarsi con il mondo. Certo che la scuola è cambiata in 8 anni, secondo te che cosa è successo, in 8 anni? Non voglio metterla in politica ma spiegami tu come posso esimermi da considerazione di tipo politico se a partire dal 22 dicembre 1999 fino ad oggi 31 ottobre 2008 il centrosinistra (di cui comunque penso abbastanza male)ha governato per 1259 giorni e il centrodestra per 2009 giorni, circa il 60% in più.

    14. ma cosa c’entra con il discroso che ho fatto io scusa? Io parlo di studenti di liceo che sono ignoranti come la calia e civili quanto un branco di scimmie e tu mi parli di neolaureati all’estero? 😉

    15. Beny “sono, purtroppo, mosche bianche! Ed in ogni caso sono laureati della vecchia generezione (la mia)”

      Non discuto sui liceali, non ti posso dar torto, mia moglie insegna da 20 anni nella scuola superiore, penso di conoscere discretamente bene le ragioni di ciò che è accaduto, ti risparmio il noioso elenco … a che servirebbe?

      Ti faccio notare che non hai commentato il 60% di governo in più del cdx negli ultimi 8 anni 🙂

      La mia conclusione è che Calamandrei aveva visto giusto.

    16. ma sullo sfacelo della banda moratti & co. non si discute! Devi però darmi ragione sul fatto che in questi anni buona parte dle corpo docente sia stato fin troppo “elastico” su certi modi di fare e su certi comportamenti da parte degli alunni! Una mia professoressa del liceo alla mia domanda “professoressa ma com’è che siamo andati così indietro?” mi ha risposto con un laconico “Benedetto non hanno volgia di studiare, non hanno volgia di imparare, se li cazzii ti rispondono pure…che dobbiamo fare…mi sono arresa….e come me tanti altri colleghi!”. Posso garantirti che questa era una di quelle che, quando ero a scuola io, faceva tremare i muri della classe se qualcuno sgarrava!
      Cmq il mio voleva essere un discorso fuori dalla politica! Era un’osservazione SOCIALE! Cmq…

    17. perchè ho scritto volgia per due volte???

    18. Cara Rita,mi chiedo in quale collettivo ti abbiano fatto il lavaggio del cervello.Spero soltanto che tu non sia una insegnante;altrimenti avremmo un’altra spiegazione del perchè la scuola italiana sia giunta allo sfascio.

    19. volgia o non volgia, i numeri non si possono amare odiare 🙂

    20. Gli studenti protesterebbero anche se la riforma prevedesse un bonus da 1000 euro al mese per ogni studente. Il motivo è semplice, vogliono saltare la scuola fino alle vacanze di Natale…come ogni anno il 23 Dicembre finiranno le occupazioni e le manifestazioni, tutti a mangiare il panettone ed il 9 Gennaio tutti in classe come prima.
      Particolare simpatia riscuote in me il decreto Gelimini in quanto colpisce la categoria degli editori di libri scolastici, che obbligando gli alunni a comprare ogni anno un libro diverso per la stessa materia, avevano trovato l’America. Da adesso in poi invece i libri dovranno rimanere quelli per tutti e 5 anni…tiè!!!

    21. no no: c’era un altro commento che non è stato ancora approvato 😉

    22. Per vincolare i libri a 5 anni non c’era bisogno di tagliare 8 Miliardi di Euro …

    23. @ALBERTO 35′:non sono una insegnante e il tuo commento non è assolutamente esplicativo del tuo punto di vista. Trattasi di due ipotesi seguite da uno pseudo teorema. Manca tutta la parte scientifica centrale. Per tutti coloro che esprimono giudizi sul bullismo …meglio lasciare la parola agli addetti ai lavori ovvero coloro che hanno provato varie strategie “sul campo” e sanno cosa fare e quando un intervento può essere considerato vincente. Per coloro che scrivono di studentesse “mezze nude” e “ragazzi in bermuda e tappine” non credo di ravvisare in tale abbigliamento segnali di scarse capacità intellettive ma un modo di vestire che appartiene ad una moda. Il mio professore di statistica psicometrica veniva a fare lezione in bermuda, tappine, bici … un professore preparatissimo. Tutta questa vicenda non dovrebbe avere colore politico, c’è la necessità di pensare con la propria testa, leggere (da più fonti) capire e agire conseguentemente. Buona Giornata

    24. Mi piacerebbe che il dialogo fosse più pacato. Grazie.

    25. Comincio col rispondere ad Angela,
      anche io ho avuto il maestro unico e il voto in condotta unitamente al grembiulino nero, erano anni in cui i pomeriggi si trascorrevano in casa dietro la finestra per “vedere” il mondo fuori silenzioso e monotono. Anche io sono cresciuta bene, ma quella era un’altra epoca!
      Cambiamenti sociali, tecnologici e culturali hanno stravolto la società
      Il grigio della televisione e i pochi programmi trasmessi ad orari determinati, fanno parte di un tempo che mi sembra appartenga alla preistoria.
      Da allora, parlo degli anni sessanta, il mondo è cambiato, forse non se n’è accorta?
      Siamo nel 2008 e i bambini usano il computer, i telefonini e il telecomando con un’abilità unica e straordinaria.
      Anche la famiglia è cambiata, i suoi valori, la sua struttura e quel nucleo che condivideva con le altre famiglie, riti impegni, feste e cultura, non esiste più! Si è accorta di tutto questo?
      L’informazione è reticolare, complessa e complicata. Il mondo che prima cominciava e finiva nel quartiere, ora è a portata di mano in tutta la sua dimensione.
      E poi la scuola ancora oggi, fortunatamente è di tutti. Molti hanno difficoltà linguistiche ma a quali famiglie appartengono? In quale retroterra culturale e sociale vivono?
      La scuola ha un valore sociale, e noi, “amministratori delle scuole” (come ci definisce lei), dobbiamo tenere conto dell’evoluzione dei tempi e anche delle ricerche pedagogiche e scientifiche che ci aiutano e sostengono nel nostro quotidiano.
      Certamente per un osservatore distratto noi siamo la colpa del malessere!

    26. Gentile signora Angela,
      senza generalizzare, sapendo che esistono i dovuti distinguo, due osservazioni.
      La prima.
      L’epoca della scuola del maestro unico era l’epoca di valori largamente condivisi, tra questi “la Scuola” e “il Maestro”.
      L’istruzione, che significava avere gli strumenti per costruire il proprio progetto di vita, godeva della motivazione di un futuro certo.
      Famiglie e genitori sostenevano, in ogni modo e con sacrifici, i loro figli, ed erano orgogliosi di potere accedere al mondo dell’istruzione perché sapevano che difficoltà e sforzi avevano un senso, avevano uno scopo. L’insegnante, “il Maestro”, era colui che garantiva le basi per l’accesso a questo futuro.
      La seconda.
      Negli ultimi anni, la scuola è stata progressivamente coinvolta in tutti quei problemi sociali, cui la famiglia non è stata in grado di dare risposte adeguate. Per ciascuno di questi problemi si è sentito il bisogno di fare appello alle risorse educative della scuola aumentando il carico dell’impegno formativo.
      Basti pensare alle varie educazioni: alla cittadinanza, stradale, ambientale, alla salute, alimentare e all’affettività, per le quali la riforma Moratti ha previsto traguardi formativi, contenuti e attività da svolgere nel corso dei cinque anni della Scuola Primaria. (per inciso l’educazione alla cittadinanza, che è spacciata per innovazione rientrava ed è sempre rientrata, magari con altri nomi, nei programmi della Scuola). Potrà, allora, capire come il compito del maestro sia radicalmente cambiato richiedendo una maggiore competenza e professionalità difficilmente conciliabile con la figura del maestro unico.
      Vorrei concludere con una considerazione. Pluralità è ricchezza, è scambio, è confronto, è dialogo, è apertura, è se vogliamo avere l’opportunità di gestire la complessità del sapere e utilizzare al meglio risorse individuali, è, nella Scuola Primaria, corresponsabilità per favorire la crescita di ciascun bambino nella sua unicità.

    27. come diceva qualcuno ieri, chiamerò quella della Gelmini riforma quando Berlusconi manderà in onda le trasmissioni delle sue televisioni in bianco e nero. Solo allora.

    28. la lingua batte dove il dente duole…

    29. la mia maestra:

      Sigaretta accesa,cafè ogni ura,e la cosa più bella che ha creato è l’antifurto umano,vi spiego
      acquisto una lancia delta,grigia,a quell’epoca bellissima,bene,ogni 30 minuti mandava uno di noi senza distinguo di sesso,a controllare dalla finestra,se l’auto era al suo posto.
      Se io e Goku siamo coetanei essendo della stessa zona,probabilmente andavamo anche nella stessa scuola elementare,il Colozza.

      La mia maestrina poi,non era razzista,no,ma amava spidocchiare alcuni miei compagni,che vivevano a cortile balata,gene povera,e li smer..da.va davanti a tutti,chiamandoli “pirucchiusi” li faceva accomodare in fondo alla classe,e li emarginava,però riconosceva che anche se avevano i pidocchi,anche loro eano dei bravissimi antifurto viventi,e loro,fra cui loredana,erano felicissimi di farlo,perchè era l’unico momento in cui si sentivano uguale a noi,integrati.

      Mentre potrei dire il contrario su mia moglie,insegnante di sostegno specializ..polivalente.
      Lei al contrario,si pigghia sputazzati,pugnalate di matite nel finaco,buaffi,pugna nmucca,da due alunni che segue,con Amore,dovizia,serietà.
      E sta basannu ancora ntiarra,che quest’anno dopo 20 anni di precariato,ha conquistato il ruolo.

      Ma io la lancia delta,grigia,non la scordo più,e neanche dove viveva la maestrina,difronte alla vecchia sip.Ed era bellissimo,quando le sue figlie la venivano a trovare,ed erano loro a fare la lezione.

    30. Rosalia Gambino,
      (ma anche Paola, più sotto)

      quei tempi per me non furono grigi come i suoi ma lieti e giocosi, soprattutto perchè la mia insegnante lo era (lieta) e riusciva ad insegnare ogni materia prevista ed anche quelle non previste con una poliedricità vivace che ci faceva sembrare tutto un gioco.
      (Anche allora, bambina, se ne parlavo con altre insegnanti, questa descrizione sollevava molteplici proteste e soprattutto invidie. Quindi oggi non mi stupisco più)

      Fare l’insegnante è una missione. La scuola non è un postificio e ci si colloca lì non-avendo-niente-di-meglio-da-fare.
      La classe insegnante oggi spesso (per fortuna non sempre) si distingue per pigrizia. Ma, coraggio, non è la sola categoria.

      E non creda di buttarla così facilmente in denigrazione dandomi dell’antica.
      Se lei frequentasse internet almeno la metà di quanto lo frequento io saprebbe che i casi di “difficoltà linguistiche” non sono sporadici come lei vorrebbe far credere. E non sto parlando di scrivere in un italiano erudito. No. Sto parlando di strafalcioni grossolani: il verbo essere ed avere sono buttati a caso in competizione con le congiunzioni e troviamo: e, è, ò, ho, o, lo fatto invece di l’ho fatto, c’è al posto di ce, ed un migliaio di altri casi del genere…. non parliamo poi del congiuntivo..

      E non sono stranieri! Sono cittadini italiani di genitori italiani.
      Forse è l’insegnante ad essere straniera?
      Vuole che le riporti un po’ di casi di insegnanti incapaci ed ignoranti dalla pedagogia alle materie di insegnamento?
      Guardi, ne ho quanti ne vuole.

      Il panorama mondiale muta, ma non muta la nostra storia, ed è per questo che la studiamo. Perchè la storia dell’umanità si ripete sempre e chi non impara casca nell’errore.
      Non è il caso di sentirci oggi in un epoca di progresso e cullarci nelle descrizioni delle moltelicità di sollecitazioni della nostra epoca. Siamo piuttosto in un secolo buio.
      Il medioevo dei nostri giorni non produce niente di veramente grande ma vive in mediocrità.
      E la scuola ne è lo specchio fedele.

    31. L’insegnante non è un mestiere che richiede una vocazione, no, è una missione. Siccome i missionari vivono di elemosine mi pare che stiamo andando nella direzione giusta. La scuola non ha appeal per la media dei ragazzi figli della classe media che cresce a media e pappe precotte passando 5 ore al giorno davanti alla TV.
      Si pretende dalla scuola ciò che essa non può dare e non sarà certo il grembiulino e il maestro unico che miglioreranno la situazione.

    32. alla Manifestazione del 30 ottobre,fra tanti colori,canzoni,riflessioni e slogan ce n’era uno che riporto.
      ” Terno Secco Ruota Nazionale
      30 alunni in una classe
      1 solo insegnante
      60 Rosalia li aiuta..
      …riusciranno a leggere,scrivere,contare???”
      E aggiungo io:riusciranno ad ampliare le conoscenze ,gli apprendimenti,a confrontarsi con le diversità e la complessità d’un mondo che ha bisogno di menti e spiriti aperti , pronti al cambiamento! Generazioni che aspirano alla PACE (che perde di significato solo perchè gielo si vuole far perdere!!) e all’arricchimento attraverso i veri Valori(e anche qui..lo sappiamo quali sono i Veri valori..lo sappiamo!!!).

    33. alle elementari eravamo 31 con una sola maestra! Tutti quanti sappiamo far di conto, scrivere senza fare strafalcioni e leggere! Oggi con 3 e passa maestri sono ignoranti! (basta guardare il blog di una/un 13enne…k al posto di c, verbi messi là senza senso etc etc…)!
      Sono d’accordo con chi dice che è assurdo licenziare tanta gente…ma sono anche d’accordo con chi dice che la qualità della scuola va ASSOLUTAMENTE riformata!

    34. la qualità va riformata e dipende sall’autorità e autorevolezza delle maestre, che è ampiamente sotto i tacchi, ma avete mai visto come TANTI genirori trattano gli insegnanti che hanno rimproverato i loro cuccioli?

    35. quotone per pepè! ed avete mai visto come i cuccioli trattano i genitori? Abberrante!
      Negozio di vestiti:
      “amore questa minigonna (inguinale ti piace)”
      “se aspetta che me la provo”
      esce dal camerinopraticamente ignuda
      “amoooooore ti sta benissimo…aspetta che te la sistemo”
      “MAAAAAMMAAAAAAA…PORCA MISERIA MI VO LASSARE!! LO FACCIO DA SOLAAAAA…CHE CAMURRIA CHE SEI!”
      Negozio in silenzio. COmmesso sconvolto.
      “scusa gioia…”
      Mia madre penso che vrebbe chiamato mio padre “emh…sì francesco…c’è stato un problema…eh…sì…come dire…nostra figlia è morta!”
      QUesto, misto al lassimo/rassegnazione dei professori ha determinato la situazione dei ragazzini di oggi!

    36. @Beny
      “alle elementari eravamo 31 con una sola maestra! Tutti quanti sappiamo far di conto, scrivere senza fare strafalcioni e leggere”…Ecco,appunto!! Oggi non si può più pensare che basti leggere ,scrivere e far di conto per essere cittadini di un mondo globalizzato,multiforme dove i SAPERI sono molteplici!!
      @pepè
      che la qualità della scuola debba migliorare è fuor di dubbio!!.. Ma mi sembra riduttivo far dipendere tutto dall’autorità degli insegnanti! E t’assicuro che noi maestre oltre che educare i bambini,in molti casi,educhiamo anche i genitori! l’autorevolezza ci vuole..ma è il RISPETTO verso gli insegnanti che manca!! E se il primo ad essere irrispettoso è il nostro governo…pensa te!!!

    37. beny
      tu porti sempre delle storie deliziose,peccato che i dati dimostrano che la nostra scuola elementare sia la migliore in europa,cosa diversa per medie,superiori e università.

    38. Angela
      Senza generalizzare e con i dovuti distinguo
      Riprendendo il mio incipit credo che in ogni categoria umana e lavorativa vi siano persone e persone. Sono felice per lei, per ciò che ricorda, della scuola e della sua maestra, ma come ho detto non mi piacciono le generalizzazioni.

      A fronte di ciò che lei continua a vedere (strafalcioni e uso di congiuntivi) io vedo persone che usano un computer e che riescono a comunicare, magari a modo loro ma lo fanno. Se andassimo indietro nella storia, della nostra (in Italia) “alfabetizzazione” e non molto lontano da noi, dai nostri giorni, scopriremmo che negli anni cinquanta si registrava il 59,2% di adulti senza scolarità, nemmeno la licenza elementare.

      Ma la scuola è un investimento a lungo termine: spendi oggi e, se spendi bene, avrai frutti tra dieci, venti anni. Se spendi bene: la cautela è d’obbligo per parecchi aspetti. Ma qui ne ricordo uno soprattutto. La scuola non può incidere immediatamente sul retroterra culturale degli allievi.
      Allievi che partono da ambienti segnati da arretratezza culturale partono svantaggiati. In Italia la scuola ha svolto un enorme lavoro per correggere questa condizione ma soltanto una parte di quelli che vengono da ambienti di basso livello di cultura intellettuale riescono attraverso la scuola a raggiungere le competenze richieste dai diversi livelli formali. Per altri, intorno al 50%, la scuola non riesce a rimuovere l’handicap culturale iniziale, il suo lavoro gira a vuoto come una ruota su un terreno limaccioso.
      Rimuovere le condizioni che determinano ancora oggi un alto livello di analfabetismo sia esso strumentale, di ritorno (quello che riguarda ancora una larghissima fetta della nostra popolazione) o funzionale (quello in cui anche noi possiamo imbatterci quando stentiamo ad utilizzare al meglio le funzioni linguistiche), richiederebbe molti investimenti sotto molte forme, in svariati campi, a più livelli.

      Quello che sto cercando di dirle, o quantomeno per brevità, accennarle, è che siamo di fronte ad un discorso ben più complesso non riducibile e solamente riconducibile alla classe insegnante (che comunque non giustifico se ignoranti anzi..) ma come le dicevo senza generalizzare e con i dovuti distinguo occorre vedere tutte le sfaccettature di un problema, altrimenti rischiamo, anche se con belle parole di essere degli analfabeti emotivi.

    39. Valentina, non credo che tutta dipenda dall’autorità o meglio dall’autorevolezza degli insegnante. Si pretende dalla scuola ciò che non può dare, non può sostituire la famiglia. Autorevolezza non significa mica bacchettate sulle dita! Conosco maestri autorevoli e preparatissimi che spendono metà del loro tempo a tenere in ordine la classe perché pochi bambini sono capaci di creare il caos e trascinare con loro molti altri, e dovresti sentire i genitori di questi bambini “vivaci”! Le famiglie di questi bambini non crederanno mai che la scuola è un’istituzione autorevole, perché dovrebbero crederlo se neanche si possono pagare la carta igienica, le fotocopie? Se le porte degli edifici ristrutturati si staccano dagli stipiti e i cornicioni si sbriciolano sopra la testa dei passanti e non c’è denaro per ripararli in proprio e il comune proprietario dell’immobile non interviene dopo anni di solleciti, lettere, perizie dei vigili del fuoco etc etc etc? Perché queste famiglie dovrebbero credere che la scuola, gli insegnanti sono autorevoli? Col loro stipendio possono andare a far compere al discount e al mercatino …

    40. Approfitto dello spunto offerto da Rosalio e dall’intervento della dott.ssa Gambino, che tante reazioni ha suscitato, per dire anch’io la mia da insegnante. La scuola italiana è un esercito disorientato e molto variegato di eroi come di professionisti mancati che sulla scuola hanno dovuto ripiegare, di missionari come di travet della didattica. Tutto questo ha alle spalle decenni di politica miope e strumentale, che ha ingrossato insulsamente le fila dei precari, che non ha investito nella preparazione e nell’aggiornamento, che non ha puntato a selezionare opportunamente il personale non solo sul piano delle conoscenze ma soprattutto su quello della motivazione personale e delle qualità umane. Insegnare, infatti, non è un mestiere: è un modo di essere. Si insegna quello che si è, non quello che si sa. E tuttavia la scuola rappresenta oggi, soprattutto al sud, l’unica opportunità per molti ragazzi di incontrare modelli di vita alternativi a quelli proposti da una società corrotta già nelle famiglie o dalla televisione. In questo senso, ritengo che quella della Gelmini non sia nemmeno degna di chiamarsi riforma. Una riforma presuppone un ripensamento dei fondamenti culturali, un dibattito con le parti in causa. Qui assistiamo ad una operazione puramente economica (e anch’essa sconsiderata) di tagli sulla spesa, sul tempo scuola e sul personale, condita da provvedimenti a effetto quale quello del 5 in condotta, che fa carta straccia di decenni di pedagogia dando l’illusione a chi non è competente in materia di aver trovato la soluzione rapida ed efficace a un problema invece estremamente complesso. La triste realtà è invece che il 5 in condotta e l’incremento delle bocciature aumenteranno sensibilmente il numero di alunni frustrati e in dispersione, cioè i primi candidati al bullismo, futuri adulti disillusi nei confronti delle istituzioni. No, ora che ci penso: la riforma Gelmini non è solo un’operazione economica: è culturale (leggi: anticulturale) nel senso che si vuole in modo decisamente, diabolicamente lungimirante, impoverire la scuola pubblica per svilire la capacità di pensiero autonomo e critico che pure essa è stata ed è ancora capace di stimolare, e fare di questo paese (o di larghe fasce della sua popolazione, naturalmente quelle meno abbienti) un branco di automi cui deve bastare “leggere scrivere e far di conto”, cui dare in pasto calcio e veline, da tenere in vita col miraggio di un passaggio televisivo al Treno dei desideri o a Carramba che fortuna, perché garantiscano un ampio serbatoio di voti a chi grazie a queste logiche “politiche” ha raggiunto il potere. E’ anche a questo che lo sciopero del 30 si è opposto. E’ a questo che gli insegnanti che come me vi hanno partecipato continueranno, piaccia o no, a opporsi, ostinandosi a pensare questo lavoro come a una straordinaria occasione (non capita in molte altre professioni) di accendere e tener desta la capacità di analizzare, dirimere, appassionarsi, progettare.

    41. Ricordo un mio bravissimo professore di liceo che negli ormai lontanissimi anni settanta scrisse un bellissimo articolo su un giornale cittadino chiedendo al governo di turno di non fare finalmente assolutamente nulla per riformare la scuola… o tempora o mores…

    42. I governi si mettono d’accordo per creare una massa di zombies da telecomandare, accordi segreti per fare mercificazione degli esseri umani, quindi l’obiettivo è azzerare i cervelli, soffocare gli animi,creare confusione e conflitti, e poi fare finta di volere migliorare il mondo . Tutto questo perchè amano il potere, il comando, il controllo…

    43. Vanessa, distratta da altre discussioni ti leggo solo adesso.
      Condivido parola per parola tutto quello che hai detto.
      Spero e mi auguro che ci siano tanti insagnanti con la tua sensibilità e passione…e lucida intelligenza.

    44. Vanessa, anch’io condivido quello che hai detto anche se sulla condotta penso che qualcosa bisogna farla. Il paradosso … lo è fino a un certo punto, se si guarda in modo sospettoso il mondo come lo guardo io … è che da una parte si irrigidisce il rapporto tra l’istituzione e i soggetti dell’azione pedagogica, dall’altra si permette che la tv, vero educatore dei ragazzi nati negli ultimi 10 anni, propini i peggiori modelli e schemi comportamentali a tutte le ore del giorno.

    45. vanessa potrebbe chiamarsi patrizia come mia moglie,stesso lavoro stesso pensiero,mi sorge il dubbio che siano la stessa persona 😉
      Brava

    46. SONO UNA RAGAZZA DI 13 ANNI E VORREI ISCRIVERMI AL LICEO DANILO DOLCI NEL CORSO SOCIO-PISCO -PEDACOGICO..
      MI è STATO DETTO CHE PER FARE LA MAESTRA D’ASILO NIDO E ELEMANTARI CI VUOLE LA LAUREA ( anke se gia lo sapevo) ma volevo sapere quanti anni di università si devono fare ????? grazie in anticipo della risposta

    47. Miry,diploma (magistrale o scientifico) e la laurea in scienze dell’educazione. Triennale.

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