mercoledì 18 ott
  • Conclusi i lavori per impianto luci e marciapiedi in via Ruggero Settimo

    L’intervento per il rifacimento dell’impianto luci e dei marciapiedi di via Ruggero Settimo, via Mariano Stabile e vie limitrofe è stato terminato.

    Il costo dell’intervento era di poco superiore a tre milioni di euro, di cui due per i soli lavori, al netto delle somme destinate a oneri e spese.

    Palermo
  • 7 commenti a “Conclusi i lavori per impianto luci e marciapiedi in via Ruggero Settimo”

    1. Ben fatto, tutto quel marciapiede è molto più sistemato, anche in nuovi pali della luce sono più eleganti. L’unico rammarico è per il fatto che il progetto prevedeva l’allargamento di quegli striminziti marciapiedi, ma i padroni del centro storico cioè i commercianti, hanno ottenuto la modifica al progetto.

    2. se passano anche da casa mia che c’e’ tutta la strada al buioda mesi…mi fanno un favore.
      grazie

    3. la città più scur d’italia

    4. Il mio senso estetico mi porta a domandarmi perchè l’illuminazione del centro di Palermo non debba essere tutta uguale?

    5. @innamorato:
      No, purtroppo in questa classifica ci batte Catania: è scur anche in centro.

    6. Certo è questione di gusti, ma a me quei pali mi sembrano “da autogrill”.

    7. sul fatto dell’unificazione credo sia improbabile ma non impossibile.

      questo è dovuto al fatto che nei vari quartieri l’istallazione degli impianti avviene in periodi (decenni) diversi. di conseguenza se in un dato istante si deve approntare l’impianto di illumiazione del quartiere X si redige un bando di appalto per lampioni di date caratteristiche. ogni ditta risponde proponendo i propri modelli e alla fine l’ufficio tecnico sceglie la soluzione migliore. se dopo un tot di anni un altro quartiere Y ha bisogno di nuovi lampioni, viene ancora fatto il bando che viene probabilmente vinto da una ditta che presenta un modello completamente differete.

      la soluzione alquanto semplice sarebbe quella di far progettare il design dal comune (attraverso i suoi ingegneri e architetti, oppure come è di moda ultimamente affidandosi a una società esterna di consulenza che sceglierà uno studio di ingegneria e architettura esterni) a quel punto la ditta che accetta l’incarico è tenuta a rispettare il progetto del comune. quest’ultima soluzione però temo che sia la piùà costosa. infatti l’azienda appaltante dovrebbe preparare delle attrezzature ad hoc, e mettersi nelle condizioni di produrre un oggetto ideato da terzi con nuovi macchinari.

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