giovedì 17 ago
  • Università e universitari

    Dopo diversi anni sono tornato all’università. Nella vita, si sa, non si finisce mai d’imparare. Né di studiare. Ed io, a distanza di ben sei anni dall’ultima volta in cui in ho calcato il “sacro suolo del sapere”, mi ritrovo a barcamenarmi nuovamente tra i meandri dell’Università di Palermo. Viale delle Scienze, in questi anni, si è rifatta leggermente il trucco. Ora il treno metropolitano mi consente di raggiungere l’ingresso della cittadella universitaria senza la snervante attesa del 305. Ed è possibile percorrere il viale usufruendo del servizio navetta, dove la temperatura, nelle ore di punta (cioè sempre), raggiunge livelli di tutto rispetto e lo spazio pro-capite è sufficiente per trasformare l’orecchino della collega che mi sta accanto in un piercing per il mio naso. Sarà per questo che, puntualmente, alla partenza del bus, di fronte Agraria, si sente una voce che grida: “Prossima fermata Auschwitz!”.
    Alcuni edifici sono stati ristrutturati. Economia, ad esempio. Ma anche i diversi plessi di Ingegneria. Inoltre, come molti di voi sapranno, in viale delle Scienze hanno finalmente trovato dimora sia la facoltà di Architettura che quella di Scienze della Formazione, che mi ha “accudito” per cinque anni. Peccato, era divertente catapultarsi, tra una lezione e quella successiva, da via Aquileia a via Pascoli, e rinunciare a quella che si svolgeva in contemporanea nella sede di piazza Florio. Mi domandavo sempre se il planner della situazione fosse convinto che agli studenti, oltre al libretto, venisse consegnato il dono dell’ubiquità o la macchina fighissima che corredava l’Enterprise: “Scott, mi trasferisca subito nell’aula magna della Pascoli, Martelli sta per cominciare la sua lezione”.
    Ma torniamo ai giorni nostri. Vi è anche un edificio che, mi è stato spiegato, è un po’ il jolli dell’ateneo. Viene utilizzato per le lezioni che non trovano posto nelle aule delle facoltà che ne fanno richiesta. E poi, la vera novità. Lo striscione di facoltà. Ogni edificio presenta, infatti, sulla facciata, uno striscione, dall’equilibrio precario, che protesta… Protesta contro la 133, contro la legge 133, contro la Gelmini, contro il decreto Gelmini, contro i baroni dell’Università, contro il Governo, contro la politica… La facoltà di architettura, con l’estro che la contraddistingue, oltre al consueto striscione, accoglie gli studenti con una composizione floreale che recita “NO!”, con un “capello” che riporta “legge 133”. Per il resto, nulla…ma proprio nulla…tutto procede come se le decine di contestazioni studentesche di cui parlano televisioni e giornali fossero un’avvincente fiction, trasmessa a rete unificate (tranne che dal Tg4, per il quale l’Italia è una sorta di paradiso terrestre dove “Adamo”, dalla folta chioma sintetica, conquista le donne a colpi di “Bubbusettete”). Non è che io mi aspettassi il clima degli anni settanta, ma, dopo avere letto di manifestazioni, assemblee permanenti, lezioni on plein air, contestazioni creative, quanto meno un po’ di fermento universitario…quello sì. Invece, le decine di miglia di studenti dell’Università degli Studi di Palermo sembrano infischiarsene altamente di qualsiasi decreto, universitario o di altro genere. La loro vita da studenti va avanti, tra lezioni ed esami, tra un mercoledì a rimbambirsi sotto una luce stroboscopica del locale più cool della città più cool d’Italia, ed un giovedì ad ubriacarsi nella stradine nei pressi del Massimo. E papà paga. Intendiamoci, questa è l’impressione che io, e ripeto io, ho quotidianamente. Poi, se in gran segreto si riuniscono come una loggia massonica e programmano di sovvertire il sistema e lo status quo, questo, non mi è dato sapere. Quello che, invece, credo, è che qualche studente volenteroso, pochi rispetto al numero degli iscritti, si sia documentato veramente sulle varie leggi che, dall’ultima estate a questa parte, hanno l’obiettivo di apportare dei cambiamenti nell’Università italiana (non entrerò nel merito delle leggi stesse, non è mia intenzione fare politica o giudicarla in questa sede). Ma la maggior parte degli universitari, non solo non hanno la più pallida idea di cosa la politica dei palazzi stia cercando di fare, non solo non si rendono conto che continuando di questo passo la Laurea che conseguiranno la potranno usare come fermaporta, ma non hanno neanche il minimo interesse ad informarsi, a dare il proprio contributo affinché le cose cambino, migliorino. E non stiamo parlando della gravità della crisi idrica che affligge il Madagascar. Qui si tratta del loro futuro, della loro terra. E, in realtà, non sto neanche meravigliandomi del fatto che non facciano nulla. La cosa grave è che non mostrano la minima preoccupazione e, quando lo fanno, sembrano che parlino del problema del vicino di casa. Si mostrano dispiaciuti, quasi costernati, ma in fondo, il problema non è loro. Il modus vivendi è pensare all’ora, al subito, all’immediato. Intanto mi prendo la laurea, poi se ne parla. Male che vada, me ne vado al nord… Nel frattempo, se c’è una manifestazione, mi accodo, che è tanto di moda. E se mi chiedono per che cosa protesto? Facile, contro la legge 133, il decreto Gelmini… Ah, sono due cose distinte? Vabbe’, insomma, vogliono tagliarmi il futuro ed io protesto… Sempre che io ne abbia voglia…altrimenti, mi staiu a’ casa, tantu, chi mi ‘nni futti?!

    Palermo
  • 17 commenti a “Università e universitari”

    1. caro Alessio posso dirti che lo studente medio è un po’ noncurante è vero, ma comunque da studentessa ti dico che in questa occasione ho visto una partecipazione più vasta ad assemblee e momenti di discussione. Ti dirò di più. Sono stati moltissimi gli studenti che ne hanno voluto sapere di più sulle leggi, che si sono documentati etc. Magari continuano a fare le loro attività regolarmente, ma molti stanno cercando di mobilitarsi con tutti gli strumenti possibili. Poi si sa esistono anche gli ignavi 🙂

    2. a me non sembra proprio che la situazione sia quella che hai romanzato.
      Ti consiglio qualche passeggiata in più per il viale delel Scienze e magari soffermati anche dentro le facoltà non solo a guardarle da fuori.

    3. Sono anni che il Sistema Universitario Italiano è sporco e mafiosamente trattato dai Baroni vecchi e nuovi…
      Nessuno si è mai lamentato e questo è molto + grave dell’assenteismo alle assemblee contro il Decreto GELMINI/133…
      I concorsi sono espletati da 1 max 2 candidati…
      e i ragazzini lavorano AGGRATIS leccando SEDERI (scusate il termine) di BARONI che se Dio vuole quando verrà il loro turno gli daranno il Posto di Ricercatore…
      e lì a RILECCARE fino a quando non arriverà il Posto di Prof. STRD e poi a RILECCARE finchè non arriverà il Posto di Prof. Ordinario…
      Il Decreto GELMINI/133?
      Credetemi a MENU SPISA…

    4. ma in che università vai???
      siamo in subbuglio da mesi! adesso hanno pure occupato lettere (facoltà che io frquento)e forse sospemnderanno di nuovo esami e lezioni: utile come forma di protesta, sì sì…darci la zappa sui piedi da soli….la gelmini cambierà sicuramente idea vedendo che stiamo a bivaccare a afarci le canne invece di studiare…le faremo pena e cambierà il decreto, certo!

    5. Sempre ad accusare di negligenza e superficialità gli altri coetanei delle generazione x…tu invece profeta rivoluzionario incompreso che contributo concreto apporti oltre ad informarti accuratamene circa i decreti in corso?? dacci lumi.

    6. Bel pezzo Alessio. E’ il taglio un po’ malinconico e realista di chi prevede ciò che accadrà perchè è sempre accaduto così e si rifugia nella più intelligente delle armature: l’ironia. Che poi è il male delle persone più sensibili perchè buttano anche l’ambizione. Ma dopotutto che importa: lasciamo che la vita scorra e gustiamoci le nostre sensazioni, le nostre visioni interiori.
      Diceva un mio amico in tono canzonatorio : ” U puopulo è disgrazziatu!”.
      Del resto viviamo in piena pax politica. I comunisti hanno ripiegato dalla linea della rivoluzione proletaria a quella della rivoluzione del c.azzo ( susate il termine) di Luxuria nei reality show del sistema borghese e inneggiano a tutto spiano alla loro vittoria. Nel mentre le università sono in mano a quattro baroni ignoranti e il diritto allo studio conculcato ( numero chiuso gestito dai baroni) alle classi dei non raccomandati. W l’Italia

    7. Ci sono le proteste, il subbuglio e tutto il resto.
      Il problema vero è che la situazione non cambierà perchè il governo non ascolta e l’opposizione non si sa opporre. Mi consolo con il fatto che ad ogni governo cambia tutto e al prossimo governo cambierà di nuovo tutto, spero in meglio. Per quanto riguarda il problema dei baroni è un pò più complesso, qualcuno dice che è normale, io penso che è una palese dimostrazione che la democrazia esiste “a verso delle istituzioni”, anzi dico che “ognuna delle istituzini è democratica a verso suo” e non si cambia finchè non cambiano i sistemi di controllo all’interno delle istituzioni e nel caso specifico delle facoltà. X non può essere controllore di K e Z se fanno parte della stessa “comarca”. In quanto nella “comarca” si elegge quello che è più potente per scopi extra rispetto alle finalità universitari. Invece X,K,Y dovrebbero essere sullo stesso piane sottostare a Tizio che viene da un’altra famiglia e quindi non ha interessilì, il quale ascolterà lo studente sugli abusi di potere subiti da K e mandere a quel paese X e Y se si “trastullano a vicenda”. E così via. Il problema si potrebbe attenuare se per chi sbagliasse sarebbero “volatili per diabetici” e se le inchieste avessero un seguito. Ho letto recentemente su “La repubblica di Palermo” la mappa di parentopoli dell’unipa e il sistema con cui vengono assegnate le cattedre con tanto di nomi e cognomi. Ma purtroppo, ahinoi, non c’è un seguito. Tutto finisce qua. Dopotutto non occorre essere segugi, basta guardare i nomi dei componenti delle commissioni e i nomi dei candidati. Fatalità o fortuna? Al figlio del prof. Culovich viene assegnata la cattedra perchè i componenti della commissione sono “Culovich e camicia” (ahahah riru sulu picchì sugnu esauritu) con il padre. Ma come si ricambia? Semplice. Il prof. Stronzniek era presidente della commissione che ha dato la cattedra al figlio di Culovich. Adesso il figlio di Stronzniek è candidato all’assegnazione di una cattedra e indovinate chi presiede la commissione? Il mitico Culovich senior!!!… che non potrà far altro che ricambiare il favore … e poco importa che Stronzniek junior e Culovich junior siano esperti solo in “grammatica pilusa”. A Pinco Pallino, Tal Dè Tali e Attassatu Di Ghiacciu non rimane altro che fare “u panarieddu” ed emigrare ricordando con nostalgia durente il viaggio le notti passate sui libri. La cosa più triste in moltissimi casi è che il fattore R(Raccomandazione) o F(figlio di professore, o figlio di b..) si manifesta già ai primi esami. Qui ho visto cose che gli esseri umani non hanno mai visto, del genere ” Ciao! Ma tu non sei il figlio di biiip? Sei fatto grande…ecc.ecc. … … ” e alla fine ” Dai 30 lo accetti?” e ancora, conversazione realmente accaduta: MrX mi dice “Ho dato la meteria … ! ” ed io pensai “Ma quannnu?” e lì per lì calai la testa. Ora, direte voi ma a te che te ne frega del quannu? Me fregava perchè non l’avevo visto agli appelli e ora me ne frega perchè ho scoperto che era figlio dello stesso prof. . Ho visto gente venire accompagnate dal genitore,il quale si fregiava del titolo di Grand.Ing.Dott.Figlio di Putt.Pez.diMerd ecc. ecc., in facoltà e dare poi 10 materie in un anno. Anche se questo credo che sia capitato un pò a tutti. Anche se la frequenza con cui le ho viste succedere non è normale. Prima di parlare di norme ecc. è questo che andrebbe cambiato. E’ la distribuzione dei poteri del sistema universitario che andrebbe cambiato, ma di questo non si parla perchè conviene solo a chi non ha conoscenze all’interno di questo sistema. A me non fregherà niente di chiedere un assegno di ricerca, anzi non mi frega già. Perchè già mi hanno educato a rinunciare. La carriera universitaria credo che abbia l’obiettivo di farci schifiare dell’ambiente in modo da farci pensare in maniera automatica a cercara altre strade per realizzarci. L’alternativa che viene proposta al meritevole è aspettare l’occasione o il colpo di K. Questa è la testa del pesce che puzza. Questo è il motivo di tanti sprechi un sistema di “anticchia futti tu e anticchia futtu iu” che produce sprechi, perchè vengono creati posti di lavoro ad personam, acquisti a carico dei dipartimenti, gestisce gente incapace di gestire o come dire “troppo capace” in tutto questo, il miglioramente della qualità dell’istruzione universitaria e la competitività del laureato vanno a farsi benedire con tutto quello che ne consegue, tanto loro hanno “dove addattare”e dove fare “addattare” i propri figli e figliocci.

    8. E’ forse quella maggioranza silente di cui parla la Gelmini ogni giorno, quella maggioranza che non partecipa alle manifestazioni perchè…
      Perchè sinni futti….sono sempre state le minoranze a lamentarsi, o no?
      E poi ti ricordi le assemblee d’istituto alle superiori? Un giorno in più di vacanza al mese…

    9. Guarda che via Pascoli esiste ancora…e hanno aggiunto l’Albergo delle Povere…quindi l’ubiquità resta necessaria per studenti e docenti. Sono solo cambiati due dei tre vertici della triangolazione…

    10. @Maolina: e vogliamo parlare delle lezioni al cinema Lux con la puzza di pesce dato dal fatto che accanto alla fila di sinistra c’è un pescivendolo? Hanno tolto via Aquileia e piazza Florio. Avete mai fatto lezione nello scantinato di Piazza Florio? Mah!!!!

    11. A dire la verità, speravo nella reazione indignata di giovani rivoluzionari, meno incompresi di me. Il post, tra l’altro, voleva essere una provocazione. Ma, a parte qualche scatto d’orgoglio nei primi commenti, e Isola 81 che mi chiede la soluzione in modo, anche lei, provocatorio, non c’è molto. Che tutti i “subbuglianti” non siano on line o semplicemente non leggano Rosalio? Peccato. In tutto questo, voglio aggiungere che, intanto, informarsi su cosa dicano veramente i decreti è già un gigantesco passo in avanti. Per quanto riguarda il mio contributo lasciatemi chiarire una cosa: a parte che non sono un universitario (lo sono stato sino a 6 anni fa), quindi sarebbe un atto di solidarietà…in ogni caso, io non ho detto che sono pro nè contro nè neutrale. Anzi, ho chiarito subito che non voglio dare alcun giudizio sulle scelte politiche. Isola, cosa ti fa pensare che debba “dimostrare” contro o pro? Volevo solo sottolineare uno stato di apatia incosciente. E,a giudicare dalle reazioni al presente, a parte qualche eccezioni, non trovo grosse discordanze. Buon contributo a tutti.

    12. APPUNTAMENTI
      LE 5 GIORNATE DI PALERMO
      PROGETTO INTERFACOLTA’
      FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA OCCUPATA

      Venerdi 28 Novembre

      ore 15:30 Assemblea plenaria

      Sabato 29 Novembre

      ore 09:00 Assemblea cittadina “Lotte territoriali e difesa beni comuni”

      ore 16:00 Piazza Croci Corteo in difesa della scuola pubblica

      ore 18:00 “Verso lo Sciopero Generale del 12 Dicembre”

      ore 20:00 Cena sociale

      Domenica 30 Novembre

      ore 9:30 Assemblea cittadina sul mondo della scuola

      ore 15:30 Tavolo di discussione sul Bilancio d’Ateneo

      ore 16:00 Assemblea cittadina “Precarietà e mondo del lavoro”

      Lunedi 1 Dicembre

      ore 9:30 Assemblea su Didattica e diritto allo studio

      ore 20:00 Cena sociale e dibattito con le comunità migranti

      Buondì! Il fatto che i giornali non parlino più della protesta non significa che gli studenti abbiano smesso, anzi sono più attivi di prima, queste sono SOLO ALCUNE delle iniziative per i prossimi giorni, se vuoi saperne di più http://www.protestaunipa.info/

      Martedi 2 Dicembre

      ore 15:30 Assemblea plenaria conclusiva

      Tutte le sere, a partire dalle 21:00, si terranno proiezioni di documentari e spettacoli.

      Ateneo di Palermo in Rivol

    13. Marco nel nostro caso nessuno ci ha inviato un comunicato sulle vostre iniziative…

    14. Gli studenti non protestano più, sono rimasti a protestare 5 provocatori e i professori. Tutti gli altri si riapproprieranno del loro diritto allo studio ben presto, sgomberando la facoltà loro stessi.

    15. Hai in parte ragione Alessio, ma sai che significa questo? Significa che qui si è machiavellici: si preferisce lo scatafascio del sistema pur di non sostenere la causa dei baroni che in questo caso coincide nella forma con la nostra……

    16. Mentre alcune organizzazioni studentesche facevano a gara per apparire sui giornali, altri si sono presi la briga di entrare nel merito dei provvedimenti in materia di Università:

      http://www.universitariliberi.tk

    17. Pino la scavatrice, ho più di 40 anni e ne ho spesi 10, dopo la Laurea in contratti di insegnamento universitario.
      Vinto un dottorato per colpo di K., come dici tu, sai mi ero illusa, che questo significasse qualcosa. Un lavoro con il CNR di Milano (non grazie all’Università), credevo significasse qualcosa.
      Come dici tu, non significa niente.
      Il baronaggio esiste, la discrezionalità sempre.
      Il punto grave non é tanto che ci sia il figlio di X, al posto di X, che pure é ovviamente una prevaricazione, ma che il figlio di X, consideri quel suo ruolo, acquisito tanto facilmente, come un fatto gratuito, e che non ne comprenda responsabilità e competenze, necessariamente conseguenti.
      Con l’unica conseguenza di declassare la qualità di insegnamento che si offre, e la preparazione universitaria, che dovrebbe tendere al massimo, e non al minimo.
      Questo contesto. Se tutti i figli di X, o lecchini, fossero persone capaci,responsabili e molto preparate, niente avrei da dire.
      Ma per mia personale esperienza, su dieci se ne salva 1.
      E questo diventa un problema di qualità dell’offerta universitaria, che poi é il reale problema.

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