venerdì 20 ott
  • Pedonalizziamola!

    Domenica 11 gennaio. Spinto dai saldi mi reco in centro, cosa che sinceramente evito il più possibile. Ma una volta ogni quattro anni mi tocca. Come i mondiali di calcio o le olimpiadi. Ed oggi i negozi sono aperti, gli sconti corredano le vetrine dei negozi (e non solo) e il centro è chiuso al traffico. Mi tocca proprio.
    Per non incappare nel traffico, mi armo di santa pazienza e ottimi propositi e parto alla conquista dell’ultima misura disponibile. Ma non voglio tediarvi con il racconto di un ordinario pomeriggio di shopping, tre ore a firriare per comprare un paio di calzini. Vi parlerò, invece, di una città che sembrava viva, musicisti da strada, statue umane, un fiume di gente che passeggiava in via Ruggero Settimo, i negozi affollati.
    Al che, rifletto e penso che:

  • a Barcellona ci sono diverse aree pedonali, tra le quali il Barrì Gotic, stupenda zona in cui si vive la notte Barceloneta;
  • a Dublino c’è temple bar, ritrovo di giovani e meno giovani che, tutte le sere, soprattutto nel week end, si riversano tra le decine di pub e locali che animano la zona, ovviamente pedonale;
  • a Londra tutta l’area attorno Leicester Square, nei pressi di Piccadilly, sino a Camden Town, è un susseguirsi di locali, ristoranti, cinema, tutto illuminatissimo, migliaia di persone di tutte le razze che passeggiano senza il clacson di macchina alcuna che chiede strada;
  • L’Havana, Cuba, povertà assoluta, assenza di igiene, di ordine, di tutto quello che consideriamo scontato e sul quale basiamo la nostra quotidianità…però, hanno una zona pedonale veramente vasta e senza dubbio stupenda, che unisce le 4 piazze più importanti della città vecchia…;
  • Roma, tutte le sere chiudono al traffico San Lorenzo, Trastevere e tutti i luoghi di ritrovo.

    E potrei continuare chissà per quanto tempo.

    Palermo. Nessuna area pedonale, alla faccia di quei quattro cartelli blu che ci ricordano che stiamo per salire sul marciapiede. Ogni volta che qualche amministratore più o meno volenteroso, per motivi più o meno elettorali, sussurra la parola “pedonale”, riferendosi, timidamente, all’asse di via Ruggero Settimo, magari con l’ardire di nominare niente poco di meno che i “Quattro canti”, ecco che quei quattro commercianti, direttamente dall’era della pietra, completamente miopi a quello che può significare in termini di qualità dell’aria, bellezza estetica, vivibilità e…ritorno economico (chiedetelo ai barcelloneti), ergono barricate a difesa del loro povero (nel vero senso del termine) medioevo. Ma a questo punto sorge la domanda. Ma come mai, quando si tratta di boicottare l’area pedonale, il Comune, con la coda tra le gambe, rinvia il discorso a data da destinarsi (speriamo che non sia dopo la realizzazione del sottopasso Perpignano, la mia ossessione, altrimenti siamo fottuti), e quando si tratta delle targhe alterne e del blocco del traffico a fasce orarie nessuno, dal Palazzo delle Aquile, si lascia intimidire?? Forse i propositi di pedonalizzare il centro storico sono soltanto….come dire….cazzate elettorali??? Eppure le aree da pedonalizzare non mancano mica. Oltre il già citato “asse commerciale”, si potrebbe fare un pensierino su tutta la piazza antistante via Spinuzza, magari coinvolgere piazza Olivella, magari mettere dei bei dissuasori in via Candelai, oppure in via Giacalone. E piazza Bologni? No, eh? Mettiamo quei bellissimi dissuasori a scomparsa, forma cilindrica, che fanno passare soltanto i mezzi della nettezza urbana (quindi una volta ogni morte di Papa). Non bastano? Ok, torniamo alla mia idea d’origine, i “cecchini” sui palazzi. Il Comune è in dissesto economico e non può pagarli? Scommetto di trovare almeno mille volontari. Ci vogliono i parcheggi? I mezzi pubblici funzionanti? Il deterrente sociale per i parcheggiatori abusivi che perderebbero il loro utilissimo posto di lavoro? No, ci vuole il coraggio di scelte, più o meno impopolari. Usciamo gli attributi, Signori, oppure torniamo alla campagna. Date la città a chi ha intenzione di governarla. È questione di dignità.

    Palermo
  • 64 commenti a “Pedonalizziamola!”

    1. Attenzione, le aree pedonali sono ricavate a Barcellona, fornendo servizi, di tutti i tipi, per la viabilità e per i parcheggi.
      In tutta la Spagna si é fatta questa politica. Molti mezzi urbani (sopratutto metro, e cmq servizi ed anche biglietti collegati tram-metro-bus). Nei centri storici si son costruiti parcheggi sotterranei, in quasi tutte le piazze. Per questo in Spagna si pedonalizzano le aree. Si sa come arrivare alle aree pedonali.
      E’ un concetto talmente vecchio, che fa ridere ridirlo. Non esiste nessuna area pedonale, senza servizi alla mobilità ed al parcheggio che la garantiscano tale.
      In questo i commercianti non sono per niente ciechi, mi spiace.
      Non basta direa facciamo un’area pedonale, per far sì che funzioni.
      E’ davvero molto riduttiva come analisi.

    2. Ha ragione l’autore del post, i commercianti sono arroganti e credono di essere i padroni del centro storico. Vi invito a fare come tanti altri hanno già deciso di fare, non acquistate più nulla in centro…meglio il corso Livuzza o via Sciuti, facciamoli fallire tutti.

    3. Complimenti per il post. Senza invocare esempi esteri, per quello che ne so Palermo è l’unica grande città in Italia che non ha una vera e propria isola pedonale in centro.

      Dice bene l’autore: “ci vuole il coraggio di scelte, più o meno impopolari”. Il problema è proprio qua: la scelta implicherebbe nell’immediato dei costi (negozianti che dicono di non vendere, cittadini che non possono fare a meno di usare l’auto, posteggiatori abusivi che perderebbero il “lavoro”, ecc.), cosa certamente sgradita ai politici, il cui interesse è tipicamente di breve periodo. La maggior parte dei benefici invece si vedrebbero col tempo (meno inquinamento, più turisti, forse anche maggiore valore degli immobili,..).

      Inoltre, mentre i primi gruppi che ho citato sono relativamente piccoli e in grado di essere “rumorosi”, i secondi sono più grandi, più dispersi, e meno in grado di organizzarsi. Questo più o meno si chiama “problema dell’azione collettiva”e contribuisce abbastanza secondo me a spiegare perchè moltre cose a Palermo sono difficilmente modificabili.

    4. Non sono contro i commercianti del centro e non desidero certo il fallimento di nessuna attività, ma per come è “disorganizzata” la città io ho deciso da tempo di non frequentare più il centro storico per i miei acquisti, del resto non esiste più una stringente necessità data la vasta possibilità di scelta in altri luoghi. A ciò aggiungo che le poche volte che “scendo” in centro, possibilmente di sera e a piedi, riscopro il gusto della passeggiata e della scoperta delle novità occorse durante i mesi in cui sono stato volutamente assente da quei luoghi. Pedonalizzare il centro o grande parte di esso, secondo me, è indispensabile sia per la salute psicofisica dei cittadini (stress da traffico/posteggio, smog etc.) che per l’economia. Guardiamo le zone centrali di alcune città italiane (Roma, Firenze etc.) e semplicemente copiamo da loro, non inventiamoci niente, ogni tanto copiare fa bene !!

    5. Ha ragione Uma. La pedonalizzazione del centro senza dare la possibilità di arrivarci a chi al centro non abita, significa solo la fossilizzazione del centro.
      Rimarrebbe un’area chiusa fruibile solo dai residenti

    6. mamma mia, la superficialità ed il populismo si tagliano a fette, ma grosse…..

    7. L’ideale sarebbe, come accennato nel post, un sistema di trasporto pubblico più efficace, magari garantendo un servizio d metropolitama che raggiunga la zona del politeama… Ma so che questa è quasi fantascienza, quindi, ogni tanto va bene chiudere il centro al traffico, ma sempre non mi convince

    8. BASTA AUTO E MOTO!!! BASTA!

    9. è un circolo vizioso…
      la lentezza e il malfunzionamento dei mezzi pubblici è “anche” dovuto all’impossibilità dei bus di circolare nelle corsie “a loro riservate” occupate da auto in doppia fila, posteggiate sui marciapiedi e similari.

      e per quanto riguarda i parcheggi è vero non abbondano se non scarseggiano del tutto
      ma la verità è che la mentalità del palermitano prevede il posteggio di fronte al negozio dove deve fare lo shopping.

      perchè invece di parcheggiare in tripla fila in Piazza San Domenico nell’area già “pedonalizzata” e dare i soldi ai posteggiatori mafiosi i palermitani non parcheggiano nel posteggio dietro San Giorgio dei Genovesi costa 1 euro lo stesso ed è solo 100 mt più distante ?

      diciamo pure che ci vorrebbe una vera volontà politica che dia delle direttive repressive ai vigili urbani affinchè al palermitano non gli venga in mente più di dire “ma è solo per 5 minuti….. “

    10. @ Uma e Salamandra.
      Scusate ma quello che dite è ovvio. Pensate davvero che chi auspica la creazione di aree pedonali in centro pensi che questo debba essere fatto senza fornire i servizi accessori?

    11. Perchè non fare come Siracusa? Nella città aretusea la zona di Ortigia è tutta pedonale. Hanno creato un parcheggio ampio collegato al centro da un servizio navetta gratuito e frequente ed hanno risolto il problema.
      Domanda: perchè non farlo anche a Palermo?
      Utilizzando il famosissimo parcheggio di Via Basile (costato un sacco di soldi e utilizzato da pochissime persone), sfruttando le potenzialità del maxiparcheggio in costruzione al Tribunale e ampliando quello attualmente presente al porto, collegando queste strutture di interscambio al centro con un servizio di bus navetta, si potrebbe, a mio giudizio, pedonalizzare buona parte del centro di Palermo senza arrecare grossi danni alla cittadinanza. Si potrebbe chiudere, per cominciare, la corsia centrale di via Libertà da piazza Crispi/Mondini a piazza Castelnuovo (praticamente, dicendola alla palermitana, da piazza Croci al Politema) tutti i giorni della settimana e non solo le domeniche trasformando la via Libertà nella Rambla di Palermo (ricollegandomi al caso di Barcellona) lasciando la possibilità di circolazione nelle corsie laterali ai mezzi pubblici, di soccorso e ai residenti. Rappresenterebbe una violazione dei diritti di mobilità dei palermitani? Credo che questa soluzione potrebbe portare tanti benefici a tutti i palermitani, commercianti compresi. Volere è potere…

    12. Ciao ragazzi. Via Ruggero settimo secondo me andrebbe pedonalizzata subito. E’ talmente stretta che nelle giornate di maggior afflusso, la gente straborda in strada. I commercianti vedrebbero rivalutata la loro attività con la pedonalizzazione.
      Arrivare in Via Rugg. già oggi è facile. Basta prendere il 101 (ce ne fossero solo di più in servizio). Invece, il problema vero è trovare soluzioni alternative per l’attraversamento del centro storico.

    13. effettivamente pedonalizzando via ruggero settimo, o restringendo la carreggiata ai soli autobus, si potrebbe eliminare il semaforo di piazza politeama e rivoluzionare i sensi di circolazione. si potrebbe allargare la curva oppure rivedere completamente l’assetto della piazza. insomma secondo me le alternative ci sono, ma è vero, senza parcheggi pedonalizzare non farà altro che creare caos su caos.

    14. …E mentre noi discutiamo di pedonalizzazione i consiglieri comunali si sono assicurati il diritto di posteggiare a Piazza Pretoria!

    15. Sicuramente abbiamo una amministrazione mooolto miope, che, come minimo, agisce in maniera conservativa o insufficiente per mantenersi e/o guadagnarsi voti e favore…E’ più che chiaro che non ha alcun obbiettivo di innovazione positiva…Nella vita contano le parole e come si dicono, ma contano enormemente di più LE AZIONI.
      D’altra parte, quanti di noi comuni mortali hanno il coraggio di dire che agiscono seguendo buona educazione, altruismo, legalità, disprezzo della mafia anche a costo di rinunciare a qualcosa, rispetto degli altri e della cosa pubblica e delle leggi? Qui su Rosalìo forse un pò di più, ma fuori? Sono il 5? il 10%?

    16. un idea si potrebbe pedonalizzare via r settimo dirottando il traffico da via liberta su via emerico amari e poi sulle vie Wagner-Villermosa -per poi ri-immetersi su via cavour

    17. La verità è che a Palermo non si sa come, comandano i negoazianti, si proprio loro che non capiscono una regola elementare; non è la doppia o tripla fila che porta la clientela ma le zone pedonali. Purtroppo sono ciechi e assolutamente conservatori le loroidee sono rimaste a cinquant’anni fa quando c’erano 1 auto ogni 3 famiglie

    18. Camminare a piedi è un gesto poetico che può salvare il mondo.
      José Saramago

    19. Sono anni che parliamo delle soluzioni alternative all’uso privato del veicolo, di isole pedonali. Adesso perfino il collegio degli Ingegneri della provincia di Palermo ha dato il suo parere organico in proposito, dandoci ragione e contestando le targhe alterne.
      I commercianti non c’entrano, spesso sono luoghi comuni, i palermitani nemmeno (seppure è certa una corresponsabilità dovuta alla cattiva educazione). La responsabilità è dell’amministrazione e dei cittadini che subscono tutto quello che l’amministrazione decide del tutto arbitrariamente e senza alcuna efficacia.
      Le azioni devono essere determinate da scelte politiche, il che presuppone una seria volontà di risolverli i problemi. L’opposto di quello che avviene a Palermo.

      Abbiamo promosso un ricorso contro le targhe alterne, proprio per far dichiarare definitivamente inammissibili tutte quelle misure che non si basano sulla legge, che prevede un piano urbano del traffico, redatto magari in base alle linee suggerite dall’Ordine degli Ingegneri.

      MA IL RICORSO RISCHIA DI NON ESSERE PRESENTATO – MANCANO 20 FIRME

      Su 520 iscritti al gruppo di facebook per il ricorso al tar contro le targhe alterne, forse saranno state 3 o 4 persone a venire a firmare il ricorso. Una trentina in tutto le firme raccolte finora… ma erano tutte vecchie conoscenze di Bispensiero. Ancora una volta si evince che i gruppi online, compresi i siti come Rosalio e Bispensiero sono poco indicativi della reale partecipazione della gente nella vita reale. Ci sono molti motivi: la vita è già difficile, ci sono molti impegni, le notizie e le comunicazioni sono spesso arrivate all’ultimo momento, per via dei tempi stretti, della difficoltà di reperire i fondi necessari se non all’ultimo istante…
      Adesso è il momento di chiedersi: ha senso che una raccolta fondi riuscita anche se con molta fatica ed un impegno profuso per oltre 2 mesi, anche da parte di professionisti, si debbano fermare?
      Oggi una persona momentaneamente invalida (ha avuto un incidente recente e non può guidare) è venuta con un taxi, ha fatto una rampa di scale a piedi (accompagnata) per potere firmare contro una ordinanza che riteneva ingiusta.
      E gli altri? ci vogliamo dare una mossa o crediamo che ci salveranno le varie petizioni o manifestazioni contro il sindaco che lasceranno il tempo che trovano? o ci salveranno le lunghe chiacchierate nei bari blog, da dietro una tastiera?
      L’occasione c’è ancora. ENTRO DOMATTINA!
      Occorrono almeno un numero di 50 firme (ne mancano ancora 20) perchè si possa considerare il ricorso come un fatto collettivo (si sperava fossero almeno un centinaio) che fosse rappresentativo del disagio della cittadinanza rispetto alle Targhe Alterne.
      Ancora domattina eccezionalmente l’avvocato Bongiorno (un santo) è a disposizione per le adesioni al ricorso.
      Per aderire occorre presentarsi domattina, sabato 17, dalle 10 alle 12, con il libretto di circolazione euro3 o inferiore ed un documento di riconoscimento in via Marchese Ugo 60, dalle 10 alle 12, presso lo studio Bongiorno.

      20 persone. Sarebbe una bazzecola se ciascuno non desse per scontato che tanto ci saranno altri a farlo. Diviene una impresa impossibile proprio perchè tutti pensano che saranno altri a farlo.
      Il tar potrebbe così decidere se è legittimo o meno che il sindaco continui ad emettere misure palliative, inutili ed arbitrarie, senza adottare il Piano Urbano del Traffico (per cui Palermo è inadempiente)

      Passate parola, venite e fate venire gente.
      Grazie
      Massimo Merighi (Bispensiero)

      PS: la partecipazione è gratuita. Da martedì prossimo ci incontreremo sulla tematica “Traffico e mobilità sostenibile” presso il teatro Al Convento, tutti i martedì dalle 18 alle 20. Per preparare una assemblea cittadina che si confronti su questa tematica. Ad organizzare la partecipazione dei cittadini è l’associazione “Per Palermo” che insieme a Bispensiero promuove il ricorso.
      Il ricorso, infatti, è un’arma indispensabile ed efficace perchè non si rimanga nella sterile polemica ma si faccia in modo che la legge renda efficace la nostra azione propositiva per la mobilità sostenibile e la pedonalizzazione del centro storico (inserita però in un contesto programmatico di servizi pubblici indispensabile).

    20. @massimo merighi
      Pur rispettando l’opinione altrui, devo dire che sono assolutamente d’accordo con il provvedimento di circolazione a targhe alterne e mi piacerebbe che venisse anche fatto rispettare e che venisse esteso anche ai motocicli. Continuo a vedere positivamente qualunque provvedimento volto a limitare, o quanto meno a sconsigliare, l’uso dei veicoli a motore in ambito cittadino. Questo il motivo per cui non andrò a firmare per nessun ricorso che ne chieda la revoca.

    21. ma hai letto la relazione dell’ordine degli ingegneri?
      ci siamo intesi sul fatto che le misure devono essere efficaci e per legge l’unica efficacia dipende da una programmazione organica delle limitazioni, anche super restrittive, ma inserite in un indispensabile Piano Urbano dl Traffico?
      E poi hai pensato anche per un attimo che il fatto che non vengano rispettate e che anche su questo non ci sia la dovuta atenzione ed il dovuto controllo della Polizia, contribuirà a rendere una giungla la nostra città? dove ognuno fa quello che gli pare?
      E’ chiaro il senso propedeutico del ricorso alla magistratura per ripristinar la legalità, la sola cosa che può risolvere il problema?
      Noi affermiamo che il sindaco non può adottare continue misure arbitrarie ed estemporanee. Se la legge gli vieterà di farlo per il futuro, gli imporrà conseguentemente di adottare il PUT, e quindi avremo ottenuto lo scopo.

    22. Io ho letto i dati riportati sul sito dell’Amia che dicono che in questi primi 15 giorni dell’anni il limite dei pm10 è stato superato solo il giorno di capodanno e per motivi non legati all’inquinamento veicolare, contro i 7 giorni del 2008 e i 6 del 2007. Se poi vogliamo contestare anche i dati delle centraline dell’ARPA allora siamo davvero fuori strada. Dobbiamo, una volta per tutte, renderci conto che la civiltà passa attraverso rinunce e sacrifici e non è proprio possibile pensare di poter vivere in una metropoli, quale oggi è Palermo, senza rinunciare all’uso del mezzo a motore, qualunque esso sia, perché ne va della salute nostra e dei nostri figli. Quindi rassegnamoci, e adattiamoci ad usare i mezzi pubblici, sollecitando ovviamente l’amministrazione a potenziarli e a migliorarli, ma lasciamo a casa le nostre scatolette di latta, con cui ammorbiamo quotidianamente la città. Sono sempre pronto per qualunque manifestazione volta ad ottenere la presenza della polizia municipale sulle strade per far rispettare il codice della strada e sono convinto che questa, da sola, basterebbe a convincere i nostri scorrettissimi concittadini a disfarsi dell’automobile e forse anche della moto.

    23. @ federico: ti quoto in toto! se vogliamo fare una petizione, facciamo mettere le telecamere a sorvegliare le corsie preferenziali, invece! ( pero i motocicli esentiamoli, 🙂 )

    24. e lo dici a me?
      ma a proposito delle centraline arpa dovresti leggere quello che dicono gli ingegneri:
      1) la loro ubicazione, a ridosso degli alberi, falsa i rilevamenti, che sono determinati dalle condizioni atmosferiche, dipendono dal vento e dalle piogge. pertanto non sono assolutamente attendibili.
      2) l’incidenza delle auto a benzina sui pm10 è praticamente pari a zero e l’inquinamento rilevato (peraltro in quantità preoccupanti) non è in alcun modo riconducibile alle emissioni dei veicoli a benzina. In realtà la percentuale dei veicoli diesel è sì maggiore di molto, ma ancora trascurabile rispetto alla quantità di pm10 presenti e rilevati, che dipendono piuttosto dal trasporto marittimo, dai riscaldamenti a gasolio e… dai mezzi pesanti a nafta, compresi quelli pubblici.
      3) gli sforamenti maggiori e costanti nel tempo, quelli preoccupanti, non sono all’interno del perimetro, ma nelle periferie ed all’esterno, e sono gravemente aumentati con le targhe alterne.
      E inoltre: gli esperti, a cominciare dal capo del servizio anti inquinamento atmosferico del ministero dell’ambiente (apat) affermano che le targhe alterne non possono risolvere il problema, anzi, seppure in misura relativa (visto che l’incidenza delle auto è quasi nulla) lo aumentano, aumentando la congestione all’esterno dei perimetri.
      E ancora. l’incidenza sull’inquinamento atmosferico del trasporto autoveicolare è calcolabile nella misura dell’1% se non inferiore rispetto ai pm10 presenti nell’aria.
      Dedicare le forze di polizia al controllo (peraltro molto scarso) del rispetto dell’ordinanza, distoglie le forze dal doveroso controllo delle altre infrazioni (he gli stessi ingegneri confermano siano la causa maggiore del traffico.
      Una viabilità ed una urbanistica affidata ad una amministrazione inetta è il vero problema.
      La pedonalizzazione di ampie aree del centro, con assi aperti solo ai mezzi pubblici è l’unica soluzione funzionante, come in altre città evolute.
      La creazione di parcheggi esterni alla città è indispansabile per consentire alla gente di lasciare l’auto a casa.
      TUTTE QUESTE RICETTE ED INDICAZIONI devono confluire in un programma organico progettuale che ridefinisca nell’insieme e nei dettagli la viabilità a Palermo. Questo è previsto dalla legge e si chiama Piano Urbano del Traffico. La legge non è rispettata, perchè conviene ai sindaci di continuare ad esercitrare il proprio arbitrio indisturbati, cosa che un PUT non gli consentirebbe più di fare. Arbitri che spesso vanno a foraggiare interessi di parte che ancor più non corrispondono ai dettami di legge. Le stesse strisce blu, ad esempio, sono una di queste miniere d’oro, ma anche i parcheggi in concessione ed altre trovate estemporanee… pass inclusi.
      DUNQUE COSA CHIEDIAMO? il rispetto della legge! del codice, innanzitutto; che prevede il PUT e non prevede i provvedimenti arbitrari camuffati per estemporanei ma frutto di una risposta costantemente errata ad un problema cronico.
      Tu vuoi una manifestazione? E come pensi di ottenerla se la gente non viene nemmeno a firmare un ricorso?
      Io penso che un ricorso, come nel caso delle ztl, possa costituire l’arma efficace per ottenere l’attenzione dell’amministrazione (imposta dalla legge) e della gente.
      Il resto sono chiacchiere online e sterili lamentele, a mio modesto parere.

    25. Federico, in sostanza, io sostengo da anni la pedonalizzazione e l’uso dei mezzi pubblici, ma per farlo occorre che ci sia un progetto e che sia fatto a norma di legge, per non creare disagi inutili ai cittadini (oltre al fatto che la legge è legge e non tenerne conto è sempre sbagliato!)

    26. @federico
      domanda: lo sforamento di questi primi 15 giorni non è legato all’inquinamento veicolare. non posso che concordare. così come tutto il resto degli sforamenti, però. Gli ingegneri, come ti ho detto sopra, dimostrano che i pm10 non c’entrano nulla con le automobili a benzina e quasi nulla con quelle diesel. Mi sai dire da cosa era dipeso lo sforamento di capodanno?

    27. @manuel fantoni
      suppongo tu sia un motociclista e quindi , come di norma, vuoi tirare acqua al tuo mulino. No, no, i motociclisti non li esentiamo per nulla e multiamo duramente quelli che sfrecciano sui marciapiedi, che usano le corsie preferenziali, posteggiano dove non devono, ecc. ecc…

    28. @massimo merighi
      Rassegnati, l’unica cosa che preme al cittadino palermitano è andare dove gli garba con la sua auto o la sua moto, posteggiarla dove gli serve, e fottersene, come ha sempre fatto, del bene comune, ammesso che conosca, anche lontanamente, il senso della parola. Per quel che riguarda le tue affermazioni, potrei contestarle tutte ad una ad una, ma non è questa la sede adatta. Se il lavoro me lo permetterà cercherò di essere al teatro Al Convento il prossimo martedì.

    29. à Federico: si lo sono 🙂 ma NON sfreccio sul marciapiede, postoggio dove SI PUO/DEVE posteggiare ( e mi inc@##o se ci sono macchine posteggiate ) evito di usare le corsie preferenziali, … , però devi ammettere che dove posteggia una macchina posteggiano 6 motori 6 e consumano ( quindi inquinano, parliamo ovviamente di veicoli quanto meno recenti ) MOLTO meno di qualsiasi auto )

    30. Sono sicuro che se anche ci fosse un Piano Urbano Traffico, la gente farebbe lo stesso ricorso al TAR 🙂
      Fare altri tavoli tematici sul traffico non ha alcun senso (secondo me) quando già i problemi (e le eventuali soluzioni) si conoscono già e non c’è bisogno di essere ingegneri.Sono state fatte assemble cittadine in aula consiliare sul traffico e proposte, convegni all’università, settimana della mobilità, Piano Strategico Palermo (PSP) dove tanti cittadini portavano le proprie proposte e soluzioni sul traffico.
      Noi di MobilitaPalermo abbiamo fatto gran voce affinchè l’inutile (fino ad oggi)parcheggio di via Basile potesse essere trasformato in parcheggio d’interscambio.
      E finalmente Amat e Comune cominciano a ragionare.
      Ecco ihttp://www.mobilitapalermo.org/mobpa/2009/01/15/parcheggio-basile-finalmente-hanno-capito/#comment-3537 risultati:

    31. E’ stato provato che il cittadino palermitano, se solo si allontana di poche decine di metri dalla sua amatissima rombante scatola di latta, viene preso da un’ansia incontenibile, inizia a sudare, addirittura a tremare a volte, pensando alla sua bella, abbandonata in solitudine sul freddo asfalto lontano da lui. Per le moto invece, l’ansia di abbandono scatta addirittura a pochi centimetri. Il motociclista palermitano non deve mai perderla di vista, neanche per un attimo. Se va al bar deve poterla guardare mentre sorseggia il caffè; se va al supermercato deve posteggiarla con una ruota quasi dentro il locale. Chissà se riuscirà mai a capire che dovrà, presto o tardi, disfarsi del suo amatissimo bene?

    32. @manuel fantoni
      Certamente il tuo comportamento sarà encomiabile, e la moto inquinerà sicuramente meno di un auto, ma non è comunque pensabile che la possibilità di una città come Palermo di assorbire il traffico delle moto sia infinito. Bisogna una volta per tutte rendersi conto che la possibilità di utilizzo del mezzo privato è LIMITATA. Quindi, una volta stabilito quale numero di automobili e moticicli una città può sopportare, organizzare tutti i metodi perché quel numero non venga mai superato. Tutto questo costa al cittadino DISAGIO e RINUNCIA. La civiltà costa fatica e costa parecchio.

    33. Qui non cambia mai niente, a parte il nostro senso critico. Ma non basta. Io torenerei al silenzio di una volta, almeno non sentiamo che ci scoppia la testa. I palermitani stanno solo trasformando la loro presa di coscienza in una gara letteraria. Vinca chi riesce a descrivere emglio questa realtà di merda! Oggi la penso così e il mio ottimismo ne soffre. Perdonatemi.

    34. @federico,
      Sull’atteggimento dei palermitani, non devi convincermi affatto. La penso esattamente come te. Ma penso che la gente vada educata attraverso il rispetto delle regole e che l’amministrazione debba imporre regole feree e farle rispettare severamente.

      Prima di “contestare ad una ad una le mie affermazioni” (che riportano quelle della relazione dell’ordine degli ingegneri, che mi pare di aver ben capito che non hai letto) dovresti dirmi però se hai una laurea in ingegneria o parli da semplice automobilista o se hai invece approfondito personalmente gli argomenti relativi a traffico ed inquinamento, rilevamenti, funzionamento delle centraline, incidenza del particolato autoveicolare, e per ultimi, non meno importanti, quelli giuridici. (Mi pare tu sia avvocato, o sbaglio?)
      Devo dirti che il tempo da me dedicato a studiare in questi anni sull’argomento non è stato poco, e gli ingegneri di sicuro ne hanno dedicato di gran lunga molto più di me. Un dialogo lo trovo utile e interessante se mi consente di imparare qualcosa ovvero di trasferire la mia esperienza maturata finora agli altri.
      Ma da qualcuno che parte dal presupposto di poter contestare ad una ad una affermazioni asseverate da una specifica relazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo temo di aver poco o nulla da imparare, a meno che non si tratti di un luminare dell’ingegneria, un genio incompreso della scienza dei trasporti; e allora sarebbe una occasione d’oro di crescita.
      Io sinceramente tempo ne ho poco, e preferisco dedicarlo a cose proficue piuttosto che a dibattere sterilmente. Come immagino che sia anche per te, visto che dici “se il lavoro me lo consente”.
      Dunque ti prego, se l’atteggiamento è quello del conoscersi reciproco e del rispetto delle conoscenze altrui (io sarei contento di trovarmi di fronte ad uno che ne sa più di me e da cui potrei imparare più cose) sono lieto di incontrarti al convento; e lo dico davvero. Ma se l’atteggiamento è di fare a chi sa dimostrare di avere ragione sull’altro… allora mi troverai davvero poco interessato.

      @cittadino 76345
      purtroppo anche io sto cominciando a stancarmi. e non sono un ottimista come te.

      @antony977
      il tuo intervento mi suona una anticchia autoreferenziale. Questa della autoreferenzialità è una delle più tipiche e caratteristiche negative dei palermitani e in particolare dei gruppi palermitani.
      a mio parere oggi occorrerebbe invece verificare se non ci sia la possibilità di far convergere le varie realtà attive palermitane attorno a tavoli di proposte concrete e condivisibili trasversalmente. E non è vero che non c’è bisogno di essere ingegneri. In questa attuale situazione in cui siamo amministrati da degli inetti, riunire cittaini ed esperti di mobilità attorno ad un tavolo credo che sia indispensabile.. Ma finchè ciascuno lo riterrà inutile e cercherà di propagandare l’azione della propria associazione di appartenenza, ognuno stimandosi migliore dell’altro, non cambierà mai nulla.
      Non sarebbe utile riversare la propria esperienza in un tavolo insieme ad altri, per unire le forze e le proposte in un contenitore comune? Purchè non si scada nella “gara letteraria” o “competizione attivistica” di cui parla il Cittadino n.76345?

    35. @Massimo Merighi, potrò sembrare autoreferenziale ma (parlo per esperienza vissuta) vedendo il dormiente palermitano che se ne lava le mani pensando solo al proprio orticello, mica potevo starmene fermo a guardare o ad aspettare qualcuno che venisse da noi!
      Insieme ad altri o singolarmente, credo che ognuno possa portare solo beneficio alla città.La riprova sono i vari comitati cittadini e associazioni che continuano a sorgere nei quartieri.Chi denuncia discariche abusive, chi si autofinanzia per il decoro di una piazza, chi chiede la pedonalizzazione delle piazze del centro storico, chi si riunisce per rivalorizzare una borgata ecc. ecc. ecc.
      E comunque c’è già stato un grande tavolo tecnico in cui associazioni, esperti ed istituzioni si sono riunite per portare proposte contrete per lo sviluppo della città: Il Piano Strategico.E non mi sembra fosse una competizione 😉

    36. il piano stategico è un capitolo che merita un approfondimento, vista la poca trasparenza e rappresentatività dell’operazione. dunque per me non solo non fa testo, ma spero che si possa intervenire per ottenere i dovuti chiarimenti a tutte le perplessità sul caso in questione

      condivido con te il resto, e penso che le iniziative esistenti, scollegate, non abbiano la forza di imporsi, venendo a mancare, peraltro, il necessario contesto unitario ed organico.

      per questo non condivido la frase “anche ci fosse un Piano Urbano Traffico, la gente farebbe lo stesso ricorso al TAR”. E proprio il Piano del Traffico che conferisce legittimità a tutte quelle iniziative che finora non ce l’hanno. E se una cosa è legittima non c’è alcun modo per impugnarla nè di fronte al tar o a qualsiasi altro tribunale.

    37. Federico io sarei d’accordo se esistessero efficaci ed efficenti mezzi pubblici per la nostra città? Mi dici tu quali siano?

    38. @massimo merighi
      Sono un semplice cittadino convinto che il provvedimento della circolazione a targhe alterne, seppur parecchio disatteso dall’homo palermitanus per le ragioni che ho già illustrato altrove (leggi senso civico nullo), e per nulla fatto rispettare dalla fantomatica polizia municipale di questa città, sia comunque un deterrente non indifferente per il problema dell’inquinamento atmosferico. Sul fatto che l’ordine degli ingegneri abbia stilato un documento dove dimostra che ciò non è vero, devo dirti che non l’ho letto e che comunque preferisco avvalermi ancora dei miei sensi (leggi vista e olfatto), piuttosto che di astratte teorizzazioni che non tengono in alcun conto taluni parametri fondamentali, vedi, uno per tutti, l’incidenza dell’inquinamento da riscaldamento domestico rispetto a quello veicolare in realtà urbane sostanzialmente differenti. Con ciò non voglio certo dire che questo provvedimento sia risolutivo del problema o giuridicamente corretto, ma resto convinto che, se a Palermo aspettiamo il famoso Piano Traffico Urbano per intraprendere una qualsivoglia iniziativa, nell’attesa finiremo tutti nella tomba. Detto questo, spero di poter restare libero di mantenere le mie convinzioni senza per questo essere tacciato di pressapochismo o, peggio, di voler condurre inutili e sterili polemiche. Ho sempre rispettato chi non la pensa come me e non ho nulla da insegnare a nessuno e, per quel che riguarda l’imparare, ho sempre ragionato con la mia testa e, se dovessi far mie tutte le teorie che ci vengono proposte, non vedo perché non dovrei cominciare proprio da quelle espresse dai consulenti del Comune che appaiono spesso fin troppo titolati.

    39. Merighi, mi complimento, per l’analisi dettagliata e molto sensata. Molti sanno che gran parte dell’inquinamento é dipendente dal gasolio, ormai (molti, ma non tutti).
      Ora, d’accordo che non si hanno le forze finanziarie attualmente a fare quello che si é fatto in Spagna nei centri urbani (sono stati meno politicamente litigiosi di noi ed hanno veramente usufruito dei fondi europei con molta capacità di programmazione e soddisfazione delle esigenze dei luoghi), però, si potrebbe almeno per fornire ulteriore trasporto pubblico, non di superficie, cercare di trovare il modo di fare delle uscite sul tratto dei treni interrato che va dalla Stazione centrale alla Stazione Notarbartolo (come si é fatto sul tratto da via imperatore federico in poi), ed utilizzare la linea ferroviaria esistente come mezzo di trasporto pubblico non occupante la sede stradale. Non so quali possano essere i problemi a farlo in senso tecnico, ma perché non sfruttare le risorse che esistono potenzialmente? (E’ già stato fatto a Napoli, dove Mergellina, Bagnoli, quartieri una volta ‘borgate’ di Napoli sono parte ormai della città di Napoli e collegate in questo modo – così non mi riferisco ad esperienze internazionali, ma nazionali).

    40. @Uma
      I mezzi pubblici di Palermo sono di certo scarsamente efficienti, ma comunque l’uso combinato di piedi, bicicletta e autobus (e scorci di passante ferroviario) mi permette comunque di arrivare dappertutto. Questo della carenza del mezzo pubblico non può e non deve diventare un alibi per poter fare sempre il proprio comodo. Come già detto, sono convinto che ogni forma di convivenza civile impone la rinuncia a qualcosa di più facile e immediato.

    41. @federico
      perchè perdi tempo a rispondere a merighi? si capisce lontano un miglio che è mosso da astio personale nei confronti di qualcuno a palazzo delle aquile, piuttosto che da un vero interesse per il problema inquinamento, ecco perchè per accucchiare 50 firme deve andare a citofonare alle persone a casa.

    42. Federico non so che impegni hai tu nella tua vita e che lavoro svolgi, se riesci ad organizzare la tua giornata spostandoti da una zona all’altra della città (mettiamo centro Viale strasburgo), con eventuali pacchi o figli da accompagnare, che dirti? sei un virtuoso.
      Detto questo, la cosa che mi fa molto sorridere é una diversa idea del trasporto ‘pubblico’, nel come la intendi tu e come lo intenda io.
      Per te il trasporto pubblico sono solo gli autobus (ovviamente solo questo esiste a Palermo), e quindi sei già contento e soddisfatto che sia questo, il trasporto pubblico. Poi, suggerisci, in alternativa al trasporto privato su ruote, l’uso della bicicletta (che per te é piacevole e vantaggiosa, ma ha molti secondari problemi (non ci si può far trasporto di grandi cose, anche il tempo di percorrenza umano in bicicletta ha un limite temporale, non si possono trasportare persone).
      Questo modello va benissimo per i piccoli paesi, o per le grandi città, che essendosi dotate da tempo di un trasporto pubblico efficiente non di superficie, possono ragionare in tal modo.
      Non é il nostro caso, secondo me. Se io devo andare nella stessa giornata, con plichi e documenti, in bicicletta, dal centro a Viale Regione e poi in Corso dei Mille, non so quanto ci starei, e se potrei farcela nell’intera giornata a farlo.
      Detto questo, io ragiono sull’idea che invece sia utile potenziare il trasporto pubblico su livelli diversi dala strada (ferrovia e metropolitana),od istituituire parcheggi scambiatori a margine di zone servite da servizi pubblici, proprio per sgomberare la superficie, e renderla usufruibile a piedi a molti.

    43. @uma
      Non mi pare di aver detto da nessuna parte di essere contento e ancor meno soddisfatto del trasporto pubblico palermitano. Voglio solo dire che ho impostato i miei spostamenti sacrificando sempre la mia comodità a favore di un bene pubblico più generale. Non ho nulla da dire a chi ha la NECESSITA’ di usare il proprio mezzo privato, ma non credo proprio che le decine di migliaia di palermitani che ogni pomeriggio si mettono in auto per cazzeggiare in macchina e in moto abbiano queste impellenti necessità di attraversare la città in lungo e in largo. Resto convinto che un comportamento civile e cosciente realmente generalizzato risolverebbe il problema senza imporre nulla a nessuno.

    44. Appunto, federico, in questo siamo diversi. Tu ti adatti come puoi, io da cittadina di una città che é la 5.a per abitanti in Italia, e che serve una grande area metropolitana, ormai, credo che la logica sia altra. Pretendere che una città di questa popolazione ed estensione, non sia ‘costretta’ ad andare in bicicletta per spostarsi.

    45. @Uma
      Guarda che in tutte le grandi città europee i cittadini sono “costretti” da anni a fare a meno del mezzo privato e sono anche parecchio contenti di andare anche in bicicletta. Il Comune di Parigi già dal 2007 ha messo a disposizione della popolazione diecimila biciclette e gli abitanti sono ben contenti di essere “costretti” ad usarle. Ecco, in questo siamo diversi.

    46. Io mi sento diversa come Federico

    47. secondo me la differenza tra federico e uma è che il primo prende in mano la sua vita e si preoccupa anche di quella degli altri, intanto agisce, la seconda pigola e si lamenta, e intanto subisce, anche se non ne è consapovole, ma anche se vivesse in una delle città più evolute e servire d’europa, non potrebbe giammai portare i suoi plichi e documenti con un bus e ne troverebbe sempre una per lamentarsi e delegare le sue non scelte alle altrui inefficenze…

      più persone agiscono, più speranze abbiamo di cambiare qualcosa, il resto è fuffa.
      e lagusìa

    48. valentina non ti avevo letto
      anche io mi sento diversa come federico

    49. e come te.

    50. Sì,grazie, Stalker, di nuovo tra noi!:-)
      Ammiro federico per i suoi convincimenti e per come li difende senza fare sconti neanche a se stesso, se tutti fossero civili così,pensando sempre al bene comune e non soltanto alle proprie comodità, tanti problemi sarebbero risolti!
      Dobbiamo cambiare mentalità, il palermitano è troppo comodista e menefreghista!

    51. Comunque giusto per chiarire: io credo che Uma (maschio o femmina che sia) abbia anche lei-lui le sue ragioni e saranno anche ragioni, dal suo punto di vista sacrosante, ma il vivere “bene” in una grande città impone comportamenti che possono a prima vista apparire restrittivi della libertà personale. Io non voglio dire che chi ha la necessità di attraversare la città da una parte all’altra, e magari anche diverse volte al giorno, sia costretto a farlo a piedi, in autobus o in bicicletta; non voglio dire che la mamma che deve accompagnare i bambini a scuola debba inventarsi chissà quale mezzo alternativo, ma dico che ognuno di noi si deve accollare quel minimo di rinuncia e di fastidio in più in tutte quelle occasioni in cui è possibile farlo. Il vedere le strade di Palermo strapiene in ogni ora del giorno di auto e moto farebbe pensare ad una città con un’economia floridissima, in cui tutti gli abitanti hanno costantemente il bisogno di scorazzare da tutte le parti. Non credo che sia così, credo piuttosto che sia una città dove si “tampasìa” parecchio. Un’ottima cosa sarebbe se almeno non lo si facesse in moto o in macchina.

    52. occhio a parlare male di merighi che poi vi organizza una petizione contro di voi!

    53. @Massimo Merighi, sono più che convinto della mia frase “anche ci fosse un Piano Urbano Traffico, la gente farebbe lo stesso ricorso al TAR”.
      Un PUT serio è fatto anche di scelte impopolari e drastiche. E non appena sarà approvato, assisteremo alle lamentele assolute di commercianti da un lato perchè verranno istituite ulteriori corsie preferenziali davanti la loro bottega con tanto di cordoli, o altri ancora che lamenteranno cali d’affari in quanto le macchine non si fermano più in doppia fila.O la Salemi che non potrà più far circolare i propri pullmann lungo via Roma.Questi sono alcuni esempi.Tipica caratteristica del palermitano è quella di lamentarsi dalla mattina alla sera.E’ inutile venire a parlare di proposte su Tram, passante ferroviario, o anello ferroviario (opere tutt’ora in costruzione), quando saranno pronte non prima dei prossimi 3 anni!
      Il Piano Strategico è un ottimo strumento di comunicazione fra istituzione e cittadini.Non vedo quale sia la poca trasparenza visto che ne era stato dato annuncio ovunque.E chiunque era libero di partecipare.
      Su altre conferenze in tema trasporti pubblici a Palermo, sarò ben lieto di ritrovarti in un tavolo tecnico/informativo che stiamo cominciando ad preparare, e nel quale saranno invitati Ferrovie,Amat,Comune, Provincia e spero tecnici ditta costruttrice del passante/tram 😉

    54. di personale non ho nulla contro chi sta a palazzo delle aquile. a meno che non si intenda per personale l’interesse alla legalità, che nel dare a tutti identiche occasioni, diritti e opportunità, fa sì che chi merita possa salire nella scala sociale, non come adesso che nella logica del clientelismo, chi favorisce di un privilegio in genere è uno che non sarebbe in grado di eccellere per merito, con la conseguenza che chi merita è costretto ad andarseno o a essere talmente incazzato da rimanere qui, ma incazzatissimo al punto di volere farla pagare a coloro che di questo sistema sono i pupari.

      per questo mi batto per i diritti. quando suonavo (sono un musicista) mi divertivo di più. ma visto che in qualsiasi campo, anche nella musica, lavora chi ha amici politici, ne ho fatto una guerra “personale” contro questi politici, TUTTI, e non solo contro qualcuno. Tranne che non dimostrino di essere diversi, intendendo la politica come servizio e non come casta privilegiata di pupari.

      io mi sento come UMA, piuttosto. il luogo comune del palermitano e del commerciante contrari alla camminata a piedi è vecchio come “la camminata a piedi”. ma rimane un luogo comune.

      in un paese civile, i cittadini dovrebbero sapere che la legge, se pur perfettibile, è in genere redatta in modo tale da tutelare il bene comune e solo nel rispetto della legge, presupposto indispensabile, si trovano le giuste soluzioni al problema.
      la mancanza di un parco autobus a norma con le emissioni, ad esempio, crea più danni all’ambiente di quanto non lo facciano 100 parchi macchine di palermo messi insieme. ma questo lo dicono quegli imbecilli degli ingegneri. noi invece che siamo intelligenti pensiamo con la nostra testa.

      ancora non ho avuto risposta: come è stato che a capodanno si è sforata la soglia consentita di pm10? non dipendeva dalle auto (ovviamente). da cosa dipendeva?

      la disinformazione è meno preoccupante della convinzione di essere informati.

    55. @paolo
      io non organizzo petizioni, ma ricorsi in tribunale 😉

    56. @massimo merighi
      per quanto possa sembrarti scientificamente poco accettabile, lo sforamento del primo dell’anno è dovuto ai “botti” di capodanno, come avviene puntualmente ogni anno, quando le condizioni atmosferiche sono abbastanza stabili. Per quanto riguarda il tuo tono satirico, cosa dire? Cresci un po’, poi ne riparliamo.

    57. federico, crescerò e ne riparleremo.
      riguardo ai botti, non mi scandalizzo affatto. volevo proprio che lo dicessi, sperando che lo sapessi, e consapevole del fatto che non ne avresti tratto le dovute conclusioni.
      considerato che i botti causano sforamenti (ed è scientificamente esattissimo) e che le automobili non ne causano affatto (ed è scientificamente dimostrato), si dimostra altrettanto scientificamente quanto appunto sia più grave la convinzione di essere informato ripetto alla mancanza di una corretta informazione di cui è responsabile la stampa ufficiale.
      se poi non ti basta quello che ho dimostrato, citando dati incontrovertibili, e ti da fastidio il fatto che abbia risposto ironicamente alla tua presunzione di poter smontare le mie affermazioni (che si basano sulla relazione degli ingegneri), allora, come si dice a Napoli: che ne parlamm’ a ffa’?

    58. @Merighi, saremo presenti pure noi all’incontro con l’associazione “Per Palermo” 😉
      Anche se personalmente, sono favorevole alle targhe alterne, così come sono state concepite

    59. ottimo, sono contento di fare la tua conoscenza.
      al di là di quello che si fa nel presente, frutto di estemporanea improvvisazione, concordiamo tutti che una visione progettuale organica della mobilità rappresenta una necessità improrogabile.
      in un piano urbano del traffico che contemperi le diverse esigenze si possono prevedere soluzioni ben più restrittive rispetto all’uso del mezzo privato, pedonalizzazioni, arterie dedicate al solo trasporto pubblico, parcheggi esterni e parcheggi di interscambio per i mezzi di trasporto collettivo pubblici e privati, metropolitane leggere, rinnovo del parco autobus e adeguamento dello stesso con le direttive ministeriali sulle emissioni… varie ed eventuali 🙂
      il movimento Per Palermo mi stimola molto per l’importanza di mettere in comune le esperienze dei vari gruppi più attivi nei vari settori

    60. Intanto, stalker, non si tratta di pigolii, quanto di necessità diverse. Se fai un lavoro che ha come vincolo solo l’andare dalla zona A alla zona B, tuttti i giorni, sempre alla stessa ora, sarei d’accordo con Federico. Chi ha attività diverse, ha problemi diversi.
      PS. tutte le grandi città europee felici di andare in bicicletta,che ha citato Federico usufruiscono di notevoli servizi pubblici efficienti, sotterranei e di superficie, come Parigi, Londra, Madrid, Barcellona, anche Milano, Roma, Torino, e parzialmente Napoli, del resto.
      L’analisi fatta da Federico per me continua ad essere riduttiva.
      Ci si deve battere per una maggiore diversificazione del servizio pubblico, non adattarsi supinamente.

    61. giustissimo uma, sacrosanto, nell’attesa però FARE!!!!!
      nelle nostre possibilità, a volte con qualche scomodità, che inaspettatamente si può trasformare in piacere e ricchezza di nuove scoperte.
      un’altro mondo è possibile, basta non essere pigri.

    62. *può=possono

    63. Comunque io torno a ribadire il concetto che mi sta a cuore. La civiltà impone sacrifici e rinunce. Spostarsi in una grande città inquinando il meno possibile, non abbandonare auto e moto dove fa più comodo, differenziare i rifiuti, evitare comportamenti rumorosi che infastidiscono i vicini, partecipare della cosa pubblica, sono tutte cose che comportano fatica. Questo è il prezzo che impone il contratto sociale. Ma qualcuno a Palermo conosce il senso di tutto ciò?

    64. Penso di si, seppure in grande minoranza!
      ***
      Contemperare le esigenze della mobilità, dell’ambiente, della qualità della vita, dell’economia dei singoli e delle rispettive attività lavorative è un sistema a più variabili, e tutte vanno calcolate, senza trascurarne nessuna. Ecco a cosa servono i Piani Urbani del Traffico, previsti dalla legge.
      Allora sì, avrebbe senso accusare i palermitani di pigrizia. E io sarei in prima linea a farlo.
      Ma venendo a mancare ogni presupposto perchè a liberarsi dell’automobile privata non debba essere, come oggi accade, solamente chi in fondo non ne ha estremo bisogno, non posso che continuare a dire che il pesce fete dalla testa e che senza una coscienziosa ed efficiente amministrazione non ne verremo mai a capo.
      Inutili tutti i tentativi di risolvere il sistema accontentandosi di considerare solo alcune delle sue variabili. Il risultato sarà sempre sbagliato!

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