sabato 23 set
  • Un’arancina a Notting Hill

    La mia ricerca dell’arancina londinese inizia per caso nel lussuoso shopping centre di Whiteleys, a Queensway, dove si trovano prelibatezze da tutto il mondo. Il mio occhio cade su una perfetta sfera croccante, dorata, piuttosto grande. Mi ricorda molto l’arancina bomba del bar Touring, uno dei due archetipi dell’arancina palermitana (l’altra è quella del bar Alba – la differenza non è solo di ricetta, ma di base sociale, come spiegavo in un vecchio post di Rosalio). Ho appena mangiato, ma penso che sia una buona idea farsela incartare. “Mi dà quella, ehm, rice ball?” “Cosa? Quale?”, dice spaesata la commessa, che è turca. Insomma, si viene a capire che quell’arancina perfetta non è affatto un’arancina, ma uno scotch egg, un “uovo scozzese”, praticamente un uovo sodo, in un involucro di carne di maiale, impanato e fritto (ciò non mi sorprende da parte degli scozzesi, che sono tristemente noti per impanare e friggere le barre di Mars).

    Scotch eggs

    Parlando parlando poi vengo a sapere che anche i turchi hanno una cosa dall’aspetto simile, ma dentro ci trovi lenticchie e bulgur, una specie di couscous. Paese che vai, arancina che trovi.

    Ma adesso mi è venuta davvero voglia di un’arancina e non lontano, a Notting Hill, so che c’è Arancina, la friggitoria di tre romani e un palermitano, me ne hanno parlato in molti.

    Arancina

    All’inizio mi era anche venuto in mente di farmi raccontare il background dal proprietario, ma quando arrivo il locale è pieno e non mi sembra il caso. Sento molti italiani, ma la maggior parte dei clienti sono del misto tipo cosmopolita che si trova a Londra. Fuori dalla vetrina, dove è in mostra metà di una Cinquecento arancione con delle teglie di pizza incastrate nei finestrini, alcuni turisti sostano per una foto ricordo. Al costo di 2 sterline compro un’arancina al burro, con altre 3 un trancio di margherita per mia figlia. L’arancina è piuttosto piccola e ha la forma “puntuta” (conoidale) che spesso caraterizza, a Palermo, le arancine con gli spinaci. Quindi prima caratteristica non-ortodossa. Ma non ci faccio troppo caso, io bado alla sostanza. Sul bancone, nell’inconsueta compagnia di un supplì, ci sono anche altri gusti: alla carne (“al ragù”), con ricotta e spinaci e, strabuzzo gli occhi, chicken and peppers, con pollo e peperoni. Comunque. Una ragazza che capisce gli italiano, ma mi risponde in inglese, mi serve l’arancina e fa l’errore madornale di metterla prima nel microonde. Il problema, suppongo, è che, nonostante il nome del locale, quasi tutti vengono qui per la pizza, e le arancine non si smaltiscono abbastanza in fretta da rimanere calde. Quale che sia il motivo, quando saliamo al piano superiore (piccolo ma accogliente, con un divano e poltrone che fanno molto atmosfera casalinga) e affondo i denti nell’arancina, primo non è calda fumante, secondo il riso è troppo cotto, non ha la fragranza, non so come spiegarlo, che il riso di un’autentica arancina dovrebbe avere, spesso invece si attacca ai denti. La pizza invece è decisamente superiore e Leyla mangia con gusto. (Piccola pecca: c’è l’origano sulla Margherita, che non ci sta veramente, mi sembra una concessione di troppo al gusto degli inglesi, i quali pensano che in qualunque cosa targata italiana ci debba andare l’origano)

    Quindi: arancina, 5; pizza, 7; ma concept/marketing, 10. Per un locale che dichiara (nel sito) di riprodurre fedelmente i sapori palermitani (e romani) sono un po’ deluso, ma trovo che i proprietari hanno fatto un bel lavoro per crearsi una brand: una palette di colori che ritrovi nell’insegna, in vetrina e nelle uniformi; un interior design che si richiama alle tradizioni italiane senza banalizzarle troppo; un bel sito da cui ricavano un sacco di richieste di catering, e, ciliegina sulla torta, una vecchia Cinquecento Giardiniera arancione, targata Roma, per fare le consegne. Un modello di imprenditoria; infatti hanno già aperto un secondo negozio. Per la mia perfetta arancina londinese dovrò cercare ancora, probabilmente a lungo, ma in mancanza di meglio sicuramente tornerò da Arancina. E ora, spero che qualcuno mi dica dove trovare lo sfincione…

    Palermitan in London
  • 34 commenti a “Un’arancina a Notting Hill”

    1. l’arancina “puntuta” è in realtà l’arancino, ovvero la versione farlocca delle arancine originali palermitane realizzate nella Sicilia orientale.

    2. ah ah ah sembra stranissimo trovare l’arancina in Inghilterra…io a parte Notting Hill l’ho trovata a Brighton, non distante dal “Brighton Pier”. Era una salumeria all’antica che esponeva le arancine in vetrina, non ho resistito e le ho fotografate! (in realtà cercavo un posto che facesse la apple pie in produzione propria, volevo assaggiarla fatta a mano e non industriale).
      Da notare gli ingredienti, ci mettono dentro di tutto loro…http://item.slide.com/r/1/248/i/aJXNAgWG7z9imkc0JBjmABTnnuZHoTK1/

    3. Ehi nico…l’ho già mangiata quella roba, a Maastricht! Non è male!

    4. Non capisco come la “supervisione” di un palermitano possa permettere che le arancine vengano fatte a forma conoidale. Siamo sicuri che si tratti di un palermitano e non di un catanese con ossessione fallica? Oppure: non è che l’incuria dei proprietari, ormai acchianati di livello lasciando il locale nelle mani di uno staff cosmopolita, abbia indotto quest’ultimo a commettere lo stesso errore commesso dai sciliani orientali? Ma alla fine, lo sappiamo tutti, è il contenuto che conta, e soprattutto il merito dei palermitani che l’hanno inventata. Ho il timore che l’esperienza scozzese e quella turca siano il frutto del solito “scopiazzamento” del made in italy (forte come un dio). Ma del resto è anche molto umano, dal canto nostro, concedere il “beneficio del dubbio”…..

    5. Mi chiedo perchè cercare una perfetta arancina londinese, quando al mondo esiste SOLO una perfetta arancina palermitana! 😉

    6. ma guardate che nella sicilia Orientale gli Arancini esistono da sempre… Non si tratta di Versioni “Farlocche”… semplicemente hanno un altra forma e un altro nome (Al maschile)….

    7. se le fanno pagare bene, comunque! 2 sterline e 40.
      http://www.arancina.co.uk/menu.pdf

    8. bel post,
      facci sapere quando assaggi i fried “mars” 🙂

    9. Io invece penso che quando andiamo all’estero dovremmo mangiare solo cibo locale. Purtroppo nessuno cucina meglio di noi italiani.

    10. Ti assicuro che per gli standard di Londra quell’arancina ha comunque un che di strepitoso… 🙂
      Sembrera’ assurdo ma in realta’ uno sorta di sfincione si puo’ trovare al mercato di Portobello…beh e’ in realta’ una sorta di pizza con pomodoro cipolla e pangrattato…purtroppo manca la “vanniata”: uoraaa su sfurnatiii, sostituita da un molto meno folkloristico: “yes Sir, how can I help you?”. Never mind.

    11. Sono d’accordo con Cettina e Maria Luisa. La curiosità e il volerne parlare va anche bene, ma pretendere di trovare in altri posti del mondo gli usi culinari e i sapori tipici della propria terra mi sembra culturalmente riduttivo e non è un problemma strettamente legato a noi italiani, che siamo abituati a mangiare bene (ma anche un tailandese o un giapponese piuttosto che un inglese o un tedesco ecc., ognuno dirà lo stesso del cibo che mangia a casa propria). Durante un viaggio in tailandia, mi è capitato di vedere una coppia di ragazzi italiani dannarsi e rovinarsi la vacanza perchè il caffè non era caffè, la pastasciutta non c’era, a parte ananas e banane per loro non c’era altra frutta; erano costantemente alla ricerca di ristoranti italiani dai quali uscivano sempre delusi (i cuochi erano tailandesi) e “spennati”. Mi sembrava di assistere ad un famoso film di Sordi! Io ho assaggiato di tutto (limitatamente a ciò che ritengo per me commestibile e devo dire che i miei limiti sono veramente pochi): dalla cucina d’hotel, ai ristoranti tipici, fino al cibo da strada, che ho trovato il più buono. Ho speso poco, mi sono goduta la vacanza sotto tutti gli aspetti e ho imparato a conoscere un piccolo pezzo di cultura orientale anche attraverso il cibo.

    12. Si, sono d’accordissimo, quando uno viaggia deve mangiare la cucina locale, fa parte dell’esperienza. Permettimi però che visto che sono a Londra da un anno e mezzo e probabilmente rimarrò qui per il resto della mia vita io ogni tanto una pizza me la faccio e l’arancina, se passo da chi la vende, perchè no? La cucina locale in senso stretto a Londra non esiste, facendo mezzo chilometro a Soho incontri la cucina di mezzo mondo e io che sono onnivoro ho mangiato di tutto e in quasi ogni etnìa c’è almeno un piatto che ti fa leccare i baffi. Se vai nei posti giusti perfino la cucina inglese è prelibata, il mio pasto preferito è il Sunday Roast, l’equivalente culturale della Pasta al Forno!

    13. anche in Brasile vendono delle “cose” che dall’esterno sembrano delle perfette arancine, ma dentro hanno uno strano impasto gommoso che sa di pollo. Che la delusione, dopo il primo morso….

    14. Caro Nicola anch’io questa estate, mi trovavo a Notting Hill e sono stata attratta dalla Cinquecento arancione in vetrina! Più per curiosità, che per altro, ci siamo fermati a mangiare lì. L’arancina non è ai nostri standard è vero, ma non era orrenda. Ho avuto la fortuna di beccarla calda e quindi per me prende un punto in più 🙂 La pizza decisamente buona. Considerato che sono ormai abituata a standard romani direi quasi ottima. In più intrepida come sempre ho assaggiato la lasagna e ti dirò niente male!
      10+ alla simpatia a alla disponibità di chi lavora da Arancina! Italiani e non, con noi sono stati fantastici.
      Detto ciò dopo la breve parentesi italiana, siamo tornati a gustarmi la cucina locale, che a me, non dispiace per niente 🙂

    15. Mi sa che se stai a Londra l’unica è fartele da te, le arancine. Non è troppo difficile, quando le prepara mia moglie io l’aiuto – ma lei ne fa quaranta – e credo che potrei riuscirci anche da solo. Quanto alla cucina londinese, neanch’io ne conservo un buon ricordo. Dopo le prime due settimane, ho deciso di mangiare a casa, almeno la sera, e il mio flat era sempre pieno di amici di ogni nazionalità che venivano a cena. Per un momento ho accarezzato l’idea di aprire un ristorante. Poi sono tornato…

    16. Sono lusingata e onorata di sentir parlare della mia cucina scozzese su Rosalio – anche se disprezzandola! Io sono cresciuta mangiando quelle schiffezze che vi assicuro pur essendo buonissime vanno dritto al cuore in senso poco salutare.
      Comunque, prima di morire vi consiglio di assaggiare almeno una volta (basta solo quella per accelerare tale morte) un mars fritto. E’ il massimo dell’esperienza scozzese (per chi di voi ritiene importante mangiare solo cibo locale) e mentre siete nel “fish and chip shop” dove preparano tale prelibatezza, notate bene che in Scozia questi negozi “take away” sono quasi tutti gestiti da “italiani”.

    17. Lasciate perdere l’arancina a Londra, lì si deve gustare tassativamente quel buonissimo hot dog venduto per strada!!!

    18. Non mi sembra che Nicola Pizzolato abbia dichiarato nel suo post di aver disperatamente cercato cibo italiano a Londra. Anzi, specifica di essersi imbattuto per caso nella ricerca di una buona arancina. Ne risulta dunque che tutta quella morale sul dover mangiar cibo locale all’estero mi sembra un tantino gratuita, scaturita dalla cattiva abitudine che spesso hanno i palermitani di dover dire a tutti i costi cosa si deve fare e cosa non si deve fare. Poi, purtroppo, ti fai un giro per le strade di Palermo, ad un’ora qualunque, e vieni travolto da un’ondata di inciviltà. La falsa morale è di casa a Palermo. Io piuttosto coglierei l’occasione di questo post per trasmettere una lezione che ho imparato solo negli ultimi anni: non bisogna mai denigrare il cibo del luogo in cui si va, perchè il cibo è un forte rappresentante della cultura del luogo e denigrando il cibo si attacca in modo diretto la cultura di un popolo. Forse la cucina dei popoli di cui stiamo parlando non sarà il massimo, ma dobbiamo ammettere che sono dei maestri in civiltà urbana ed educazione civica, un aspetto culturale che non è da meno a quello della cucina. In questo campo loro hanno molto da insegnarci e non solo a noi del sud dell’Italia, ma all’Italia tutta da Palermo a Ventimiglia.

    19. …proprio quello che intendevo io, caro cittadino n.76345; penso di aver raccontato un’esperienza personale e pensieri miei inerenti l’argomento,come del resto hai fatto anche tu riguardo la nostra generale inciviltà e su chi dovrebbe darci lezioni di educazione civica, così,… tanto per commentare e senza nessuna morale.

    20. Concordo con Pizzolato, a Londra trovi di tutto.
      Quando andai non a Londra ma a bexhill on sea a 14 anni per 1 mese, oltre il famoso gelato pannoso inglese, quello distribuito dai furgoncini musicali, trovali una gelateria ottima, che faceva anche gelati alla frutta.
      Parlando fra noi ragazze, scoprimmo che il gestore era italiano (ma va?).
      Londra é davvero multiculturale.
      PS. Gli arancini a punta esistono e come, sono una tradizione della parte orientale, ma neanche attraverso la Sicilia vi spostate?

    21. Pizzolato, mai digerito il pudding, lo fanno ancora? e mai davvero capito cosa veramente sia.

    22. Uma, pudding è un nome generico che comprende cose tra loro molto diverse, per esempio il Christmas pudding è una torta fatta di frutta secca compressa, lo Yorkshire pudding è una cialda croccante fuori e morbida dentro, il rice pudding è una cremina di riso, etc., etc.

    23. Forse era il rice pudding, era schifoso, ricordo solo questo.

    24. Caro cittadino, n. 76345 credo proprio che nessuno voleva fare morale su niente, abbiamo solo detto che è meglio mangiare cibo locale e poi che c’entra l’incivilta’ dei palermitani con questo argomento.
      Io ho viaggiato tanto per il mondo con il camper, ho fatto viaggi all’insegna dell’avventura e sostengo sempre che per conoscere un popolo ti devi adeguare alle sue abitudini specialmente a quelle culinarie.

    25. ciao nicola, siamo stati compagni di scuola all’alberghiero si vedeva che eri una spanna superiore agli altri, anche io ho vissuto alondra , tra parentesi lo sai dillo forte e chiaro londra e’ strapiena di prodotti alimentari siciliani….che nedici di fermare questo viaggio di cibo e di persone ciao e in bocca al lupo

    26. Da Arancina ci sono andato anch’io qualche mese fa, sapete dopo giorni di english food o “presunto” italian, io ed i miei amici eravamo disperati ed, avendo preso la camera a quattro passi, una sera, avendo sentito parlare del locale, ci siamo arrischiati. Debbo dire che l’esperienza è stata più che positiva, la miglior pizza che abbia mangiato a Londra! Parlando con uno dei proprietari, persona decisamente alla mano e cordiale, abbiamo un pò saputo delle origini di questo locale. Che comunque partono da Roma per arrivare poi oltre Manica. Le arancine sono puntute perchè uno dei tre è messinese, nell’intenzione originaria dovevano essere il prodotto di punta, ma a quanto pare gli inglesi preferiscono la pizza…

    27. con tristezza vi sento parlare delle arancine e dello sfincione a londra:io le facevo in casa e la domenica li vendevo al mercatino di spitalfield.la mia gastronomia da strada era apprezzata da tutti e con una gioia particolare dai palermitani che sorpresi ne apprezzavano la qualita’. adesso,con poche possibilita’,le faccio una volta alla settimana per me e per qualche amico raro che mi viene a trovare a casa.
      e ogni sabato mi faccio lo sfincione o le panelle; e, qualche volta il panino con la milza; ricordando sempre la mia palermo lontana. ciao

    28. enzo,
      lascia il tuo indirizzo mail… vedrai che troverai fior fior di aiutanti e clienti! inoltre a parigi esistono diversi importatori di prodotti siciliani (che vendono tanto per dire, alle gallerie la fayette) e che (fino almeno a dicembre scorso) cercavano di espandersi a londra.. chissa!

    29. ti ringrazio luciano per l’intervento, comunque non ho piu’ la possibilita’ di lavorare per questioni di salute; per questo i miei prodotti non sono piu’ in giro per londra.ciao

    30. … si chiama arancino e non c’è problema di ossessione fallica, come dice qualcuno disinformato in questo blog, infatti ricorda una minna femminile (mondiale) e non un pinnolino palermitano. L’arancina semmai riflette una certa ossessione … pallica.

    31. Cari amici, insieme ad un amico catanese ho visitato entrambi i negozi di “arancina” , nella zona di Notthing Hill, per verificare di persona se la fama che questo “brand” siciliano si è guadagnata è veramente meritata .
      Effettivamente la pizza è di buona fattura e qualità, anche se preparata secondo la tradizione romana più che quella siciliana.
      Riguardo agli arancini, invece, non posso esimermi dall’affermare senza esitazione alcuna, che sono solo delle palle di riso fritte ( tra l’altro anche male) e che nulla hanno dei veri ed inimitabili arancini siciliani ( vuoi palermitani o catanesi).

    32. Quelle palermitane certamente non sono arancini! 😀

    33. Salve sono diego , un pasticciere siciliano , che gia da tempo esporto sia arancini che dolci siciliani , inizialmente esportavo in svizzera e adesso anche in italia , cerco un importatore a qui vendere il mio prodotto in inghilterra . Parliamo di prodotti prettamente artigianale certificato .. se qualcuno e interessato che mi contatti grazie distinti saluti diego

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