sabato 25 nov
  • 30 anni fa l’omicidio Francese, una serata al Politeama

    Mario Francese

    Oggi alle ore 21:00 al Teatro Politeama si svolgerà la serata Una vita per la cronaca – Mario Francese – trent’anni dopo nel trentennale dell’omicidio del giornalista Mario Francese. L’iniziativa promossa dall’Ordine dei Giornalisti in collaborazione con la Zerotre.

    Alla serata parteciperanno i giornalisti Felice Cavallaro, Gian Antonio Stella e Francesco La Licata. Sono previsti anche tre momenti teatrali con Davide Enia (proporrà il monologo L’uccello grifone, Ernesto Maria Ponte (reciterà il monologo Sono mafioso scritto con Filippo D’Arpa) e Salvo Piparo (leggerà un monologo inedito e ispirato alla figura di Francese scritto da Felice Cavallaro e Filippo D’Arpa). Presenteranno i giornalisti Costanza Calabrese e Salvo Toscano.

    In occasione della serata sarà anche distribuito un volume monografico che ripropone l’ultima inchiesta di Francese, ancora attuale, sugli affari che la mafia stava preparando alla fine degli anni ‘70.

    Alle 9:30 ci sarà un momento di raccoglimento, per iniziativa dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani in viale Campania e 10:30 sarà celebrata una messa nella cappella delle suore Paoline (corso V. Emanuele, 456) seguito da un confronto sui temi etici del giornalismo e sui nuovi media.

    Palermo
  • 2 commenti a “30 anni fa l’omicidio Francese, una serata al Politeama”

    1. Ero presente e volevo ringraziare gli organizzatori per l’evento.
      Grazie alla qualità dell’interpretazione dei loro monologhi a DAVIDE ENIA,E.M.PONTE e S.PIPARO.

      Grazie agli interventi lucidi di F.LaLicata G.Stella

      GRAZIE a chi mi ha dato la possibilità di RICORDARE un VERO giornlista come MARIO FRANCESE.
      Pequod

    2. N0on esiste più da tempo nessun giornalista di denuncia. esiste però a differenza dei tempi di Mario Francese, uomo di coscienza personale, forse una maggiore com unicazione e possibilità di comunicazione.
      Forse oggi Francese non sarebbe stato ucciso, ma vivrebbe, come Saviano a Napoli (anche se lui non é un giornalista), prigionero nel proprio luogo. Alkmeno se ne parlerebbe, una volta Francese era uno strano, che se smetteva di scrivere molte poche p’ersone se ne potevano accorgere. Dico, una cosa é cambiata, anche grazie a Francese. Che ci scrive di certi argomenti é maggiormente tutelato, invece di essere ignorato, od abbandonato.
      La nostra tanta troppa storia di vittime, credo sia servita ad innalzare un certo livello di attenzione.
      Francese non é morto per niente.

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