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	<title>Commenti a: IKEA fa alcune precisazioni sull&#8217;apertura a Palermo</title>
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	<description>...a Palermo pure io!</description>
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		<title>Di: margot</title>
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		<dc:creator>margot</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 10:21:16 +0000</pubDate>
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		<description>Ma nessuno ha notizie più aggiornate riguardo all&#039;apertura su palermo?ho contattato l&#039;ikea e mi hanno detto solo che è prevista a Catania ma di Palermo non sapeva dirmi nulla. dobbiamo rinunciarci?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma nessuno ha notizie più aggiornate riguardo all&#8217;apertura su palermo?ho contattato l&#8217;ikea e mi hanno detto solo che è prevista a Catania ma di Palermo non sapeva dirmi nulla. dobbiamo rinunciarci?</p>
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		<title>Di: marco</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-236068</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 23:56:04 +0000</pubDate>
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		<description>... ho saputo, da persone interne ad ikea, non dell&#039;ufficio stampa,ma altrettanto autorevoli,che la prossima sede sara&#039; a Salerno e che il progetto di Catania al momento e&#039; andato a monte... per una serie di &quot;problemi&quot;. Di Palermo, non se ne parla neanche al bar.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; ho saputo, da persone interne ad ikea, non dell&#8217;ufficio stampa,ma altrettanto autorevoli,che la prossima sede sara&#8217; a Salerno e che il progetto di Catania al momento e&#8217; andato a monte&#8230; per una serie di &#8220;problemi&#8221;. Di Palermo, non se ne parla neanche al bar.<br />
Saluti</p>
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		<title>Di: Uma</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235931</link>
		<dc:creator>Uma</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 20:48:33 +0000</pubDate>
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		<description>Sulla fattibilità del ponte ci sono le idee più svariate. Ma io voglio rimanere isolana, vuoi mettere che diventiamo la strada più facile per la &#039;ndragheta? No grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla fattibilità del ponte ci sono le idee più svariate. Ma io voglio rimanere isolana, vuoi mettere che diventiamo la strada più facile per la &#8216;ndragheta? No grazie.</p>
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		<title>Di: Uma</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235930</link>
		<dc:creator>Uma</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 20:44:36 +0000</pubDate>
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		<description>Allora chiamaiamoli interessi di personale elettorato? Ancora peggio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Allora chiamaiamoli interessi di personale elettorato? Ancora peggio.</p>
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	</item>
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		<title>Di: alieno</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235850</link>
		<dc:creator>alieno</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 08:10:46 +0000</pubDate>
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		<description>Non capisco come si fa ad affermare che una mafia di origine italiana sia la più potente al mondo...
La Cina, la Russia, la Turchia, i paesi dell&#039;europa dell&#039;est, il Giappone, i paesi dell&#039;america latina (Columbia, ecc.)hanno delle mafie realmenti potenti a livello mondiale e sicuramente indipendenti dal controllo dei servizi segreti...
CMQ. fesserie varie a parte il tema era IKEA e non credo proprio che un colosso come IKEA si avvicini in una zona come la Sicilia senza prima avere avuto delle rassicurazioni che la situazione mafia è sotto controllo, così come avrà fatto il gruppo di Carrefour, diciamo che per questi colossi il problema non è la criminalità in se stesso, ma le infiltrazioni mafiose e le conseguenze che esse comportano, infatti tutte le holding che si rispettino hanno inserito nello statuto il divieto alle società consociate di lavorare in Sicilia, Calabria, ecc.
E per concludere speriamo che IKEA così come le altre holding non abbandonino i loro progetti sulla Sicilia e Palermo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco come si fa ad affermare che una mafia di origine italiana sia la più potente al mondo&#8230;<br />
La Cina, la Russia, la Turchia, i paesi dell&#8217;europa dell&#8217;est, il Giappone, i paesi dell&#8217;america latina (Columbia, ecc.)hanno delle mafie realmenti potenti a livello mondiale e sicuramente indipendenti dal controllo dei servizi segreti&#8230;<br />
CMQ. fesserie varie a parte il tema era IKEA e non credo proprio che un colosso come IKEA si avvicini in una zona come la Sicilia senza prima avere avuto delle rassicurazioni che la situazione mafia è sotto controllo, così come avrà fatto il gruppo di Carrefour, diciamo che per questi colossi il problema non è la criminalità in se stesso, ma le infiltrazioni mafiose e le conseguenze che esse comportano, infatti tutte le holding che si rispettino hanno inserito nello statuto il divieto alle società consociate di lavorare in Sicilia, Calabria, ecc.<br />
E per concludere speriamo che IKEA così come le altre holding non abbandonino i loro progetti sulla Sicilia e Palermo&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ciusco</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235821</link>
		<dc:creator>ciusco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 23:14:01 +0000</pubDate>
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		<description>IKEA: a Palermo aprirà dopo Catania, Siracusa, Agrigento, Marsala, Enna, Caltanissetta, Scicli, Gela e Lampedusa; la verità è che siamo e saremo sempre gli ultimi in tutto, grazie a chi ci governa o fa finta...
PONTE SULLO STRETTO: siamo stati vicini a farlo, c&#039;era l&#039;accordo tra mafia e ndrangheta, ma poi dopo gli ultimi eventi in Sicilia con il rallentamento della mafia, la ndrangheta ha preso potere (al momento è la mafia più potente al mondo), e quindi i nostri bravi politici, che lottano contro la mafia, hanno ben pensato di accantonare il progetto in attesa che la mafia risorga..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IKEA: a Palermo aprirà dopo Catania, Siracusa, Agrigento, Marsala, Enna, Caltanissetta, Scicli, Gela e Lampedusa; la verità è che siamo e saremo sempre gli ultimi in tutto, grazie a chi ci governa o fa finta&#8230;<br />
PONTE SULLO STRETTO: siamo stati vicini a farlo, c&#8217;era l&#8217;accordo tra mafia e ndrangheta, ma poi dopo gli ultimi eventi in Sicilia con il rallentamento della mafia, la ndrangheta ha preso potere (al momento è la mafia più potente al mondo), e quindi i nostri bravi politici, che lottano contro la mafia, hanno ben pensato di accantonare il progetto in attesa che la mafia risorga..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: peppenappa</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235770</link>
		<dc:creator>peppenappa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 10:27:41 +0000</pubDate>
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		<description>@Uma.
nn l&#039;opposizione. ho specificato che i tre sono di tre partiti diversi, due di maggioranza e uno di opposizione...
sugli interessi concreti maggioranza e opposizione sono categorie astratte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Uma.<br />
nn l&#8217;opposizione. ho specificato che i tre sono di tre partiti diversi, due di maggioranza e uno di opposizione&#8230;<br />
sugli interessi concreti maggioranza e opposizione sono categorie astratte.</p>
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	</item>
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		<title>Di: federico</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235742</link>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 21:15:01 +0000</pubDate>
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		<description>Mi chiedo se qualcuno ha davvero letto il comunicato dell&#039;Ikea, che smentisce l&#039;apertura di un nuovo punto di vendita a Palermo nel breve termine, mentre conferma l&#039;intenzione di aprirlo a medio o lungo termine. Ma sapete quanto tempo occorre per avviare un progetto di quella portata? Si parla del 2011 e 2011 sarà, state tranquilli (crisi varie permettendo ovviamente). Poi, nelle cose umane, come tutti dovrebbero ben sapere, una sola è certa...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedo se qualcuno ha davvero letto il comunicato dell&#8217;Ikea, che smentisce l&#8217;apertura di un nuovo punto di vendita a Palermo nel breve termine, mentre conferma l&#8217;intenzione di aprirlo a medio o lungo termine. Ma sapete quanto tempo occorre per avviare un progetto di quella portata? Si parla del 2011 e 2011 sarà, state tranquilli (crisi varie permettendo ovviamente). Poi, nelle cose umane, come tutti dovrebbero ben sapere, una sola è certa&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Uma</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235737</link>
		<dc:creator>Uma</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 20:32:33 +0000</pubDate>
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		<description>Insomma peppenappa, i tre vogliono un qualche tornaconto personale da sfoggiare con il proprio elettorato.
Capite tutti in che condiioni di mefitica tristezza si faccia politica ormai, e che senso ormai abbia questa &#039;disciplina&#039;, che ormai é solo garanzia di personale riconoscimento personale e professionale.
Anche quando una cosa potrebbe essere &#039;buona&#039;, siccome la propone una parte o se ne fa tramite una parte, deve essere ostacolata, fin quando anche l&#039;opposione non ne trovi parte utile al piatto. Questa é la politica, ormai ahimè da molti anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Insomma peppenappa, i tre vogliono un qualche tornaconto personale da sfoggiare con il proprio elettorato.<br />
Capite tutti in che condiioni di mefitica tristezza si faccia politica ormai, e che senso ormai abbia questa &#8216;disciplina&#8217;, che ormai é solo garanzia di personale riconoscimento personale e professionale.<br />
Anche quando una cosa potrebbe essere &#8216;buona&#8217;, siccome la propone una parte o se ne fa tramite una parte, deve essere ostacolata, fin quando anche l&#8217;opposione non ne trovi parte utile al piatto. Questa é la politica, ormai ahimè da molti anni.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: peppenappa</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235727</link>
		<dc:creator>peppenappa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 19:21:54 +0000</pubDate>
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		<description>diciamo che funziona più o meno così...i tre Consiglieri Comunali che sono intervenuti sull&#039;argomento dalle pagine del GdS, fanno parte della Commissione urbanistica del Comune, uno addirittura è presidente ed a Ciaculli ha la sua roccaforte elettorale...Sicuramente c&#039;è un interesse reale di Ikea
ad aprire un centro in quella zona, e siccome i tre che, fra l&#039;altro sono di tre partiti diversi, non sono stati interpellati ma fanno parte di una commissione chiave per il buon esito del progetto, avranno pensato bene di far sapere a mezzo stampa a chi di dovere che di questa cosa si dovrà discutere in una sede in cui loro sono presenti...per dirla alla palermitana &quot;vogliono essere chiamati&quot;...
come di ce il Signor Scarpinato nel suo libro il ritorno del Principe..la politica è OSCENA, nel senso che si fà fuori dai luoghi deputati...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>diciamo che funziona più o meno così&#8230;i tre Consiglieri Comunali che sono intervenuti sull&#8217;argomento dalle pagine del GdS, fanno parte della Commissione urbanistica del Comune, uno addirittura è presidente ed a Ciaculli ha la sua roccaforte elettorale&#8230;Sicuramente c&#8217;è un interesse reale di Ikea<br />
ad aprire un centro in quella zona, e siccome i tre che, fra l&#8217;altro sono di tre partiti diversi, non sono stati interpellati ma fanno parte di una commissione chiave per il buon esito del progetto, avranno pensato bene di far sapere a mezzo stampa a chi di dovere che di questa cosa si dovrà discutere in una sede in cui loro sono presenti&#8230;per dirla alla palermitana &#8220;vogliono essere chiamati&#8221;&#8230;<br />
come di ce il Signor Scarpinato nel suo libro il ritorno del Principe..la politica è OSCENA, nel senso che si fà fuori dai luoghi deputati&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: iJerry</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235693</link>
		<dc:creator>iJerry</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 09:53:56 +0000</pubDate>
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		<description>scusami ma quando si parla di cose concrete le barzellette non servono... per questo ho messo l&#039;articolo sul ponte</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusami ma quando si parla di cose concrete le barzellette non servono&#8230; per questo ho messo l&#8217;articolo sul ponte</p>
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	<item>
		<title>Di: Rosalio</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235682</link>
		<dc:creator>Rosalio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 00:14:29 +0000</pubDate>
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		<description>V ti confermo che l&#039;indiscrezione circolava (e circola ancora) e quindi non c&#039;è alcuna bugia.
Non comprendo a che cosa ti riferisca con &quot;abbiamo babbiato&quot;.
Invito tutti a rimanere in tema (il tema del post non è il ponte di Messina). Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>V ti confermo che l&#8217;indiscrezione circolava (e circola ancora) e quindi non c&#8217;è alcuna bugia.<br />
Non comprendo a che cosa ti riferisca con &#8220;abbiamo babbiato&#8221;.<br />
Invito tutti a rimanere in tema (il tema del post non è il ponte di Messina). Grazie.</p>
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	<item>
		<title>Di: iJerry</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235681</link>
		<dc:creator>iJerry</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 23:42:30 +0000</pubDate>
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		<description>infatti...
io tifo per la serie hemnes azzurra... comò e comodini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>infatti&#8230;<br />
io tifo per la serie hemnes azzurra&#8230; comò e comodini</p>
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	<item>
		<title>Di: antony977</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235679</link>
		<dc:creator>antony977</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 23:20:07 +0000</pubDate>
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		<description>ma non si parlava di Ikea?
Adesso Ponte??!!??</description>
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Adesso Ponte??!!??</p>
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		<title>Di: iJerry</title>
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		<dc:creator>iJerry</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 22:19:47 +0000</pubDate>
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		<description>Note al volume di remo Calzona «La ricerca non ha fine. Il Ponte sullo stretto di Messina» [Dei, Roma] del professor Alberto Ziparo

1. Il Volume, curato dal Professore Ingegnere Remo Calzona, già consulente e coordinatore del Comitato Scientifico della Stretto di Messina, presenta uno studio recente sulle criticità del progetto vigente e cogente del Ponte (2002). Il rapporto introduce anche una nuova proposta progettuale, prospettata da Calzona e collaboratori dopo l’approvazione del preliminare oggi in vigore (2004): essa modifica radicalmente il disegno del ponte, abbandonando l’idea di campata unica da 3.300 metri, per reintrodurre l’ipotesi dei pilastri nello Stretto per una campata centrale più limitata (2000m) e riposiziona il manufatto, anche rispetto alle due sponde (sposta verso sud gli attacchi a terra, lievemente in Calabria, più marcatamente sulla sponda siciliana).

2. Il volume è evidentemente esito immediato di uno studio tecnico-scientifico ed è destinato esclusivamente ad ambienti accademici e professionali. E’ molto limitata infatti – forse intenzionalmente – la reinterpretazione comunicativa degli esiti dello studio, corredati spesso solo da notazioni strettamente didascaliche e talvolta presentate solo sottoforma di diagrammi, grafici o espressioni analitiche, con pochissimi commenti.

3. Le critiche al progetto vigente ed i vantaggi della nuova proposta sono presentati nell’ambito ristretto delle elaborazioni effettuate. La rigorosa limitazione di operazioni e risultati all’interno del corpo tecnico-scientifico delle indagini comporta una “reticenza” divulgativa, forse voluta (vista anche la collocazione accademica e soprattutto professionale dello stesso coordinatore, Calzona), che contrasta, però, con la gravità delle critiche al progetto vigente ( di cui viene messa in forte dubbio la costruibilità stessa) e con le innovazioni proposte dal nuovo profilo.

4. La gran parte dei problemi del progetto vigente discende, secondo lo studio, dalla conferma della scelta della campata unica di 3300 metri con un sistema di cavi portanti di lunghezza eccezionale (5300 metri). Nonostante le “migliorie” apportate in sede di approvazione (2004), la funzionalità e la stessa realizzabilità del progetto preliminare rischia di essere messa in crisi in fase esecutiva. Infatti, date le prestazioni richieste al manufatto, atteso il contesto di riferimento, le tecnologie disponibili possono risultare inadeguate alle soluzioni proposte ( come già segnalato da diversi esperti, v. Architetto Italiano,”I dubbi sul Ponte” maggio-giugno 2005). “Quanto sopra non vuol significare che non si potranno fare in futuro ponti da 3300 m di luce, ma i livelli di rischio, le incognite di realizzabilità ed i costi dell’opera raggiungono oggi limiti che suggeriscono scelte di maggiore e documentata affidabilità e di minor costo: è quello che è sempre avvenuto nel passato lungo il cammino dello sviluppo scientifico. Queste indicazioni dovrebbero indirizzare la scelta progettuale verso soluzioni che rappresentano il trend dello sviluppo e del successo attuale, ovvero quelle che, al giorno d’oggi, rientrano nel campo delle scelte consapevoli, affidabili e documentate” (pag 186).

5. I materiali da costruzione oggi disponibili, attesa la luce estrema del ponte e la eccessiva lunghezza dei cavi portanti, prospettano un sistema strutturale principale (funi-torri-impalcato-pendini verticali) estremamente pesante, che finisce per dover soprattutto sorreggere se stesso. “Il sistema di sospensione della soluzione messa a gara nel 2004 è costituito da quattro cavi di sezione netta di un metroquadrato ciascuno(…) e un peso complessivo di 196.800 tonnellate” (pag.176). Aldilà dei pesi degli altri elementi, la lunghezza delle funi, la luce e le dimensioni degli altri componenti strutturali, si prospetta un sistema di eccezionale pesantezza che contrasta con le necessità di risposta rapida, immediata e armonica richiesta alle prestazioni del manufatto nella sua interezza, così come alle sue molte sezioni, rispetto alle sollecitazioni funzionali, ambientali e atmosferiche che deriveranno dall’esercizio nel contesto particolare dello Stretto.

6. I rapporti tra l’ampiezza della luce principale e le altre dimensioni sono tali da abbassare la sicurezza prestazionale della struttura, fino alla fase critica. “A questi effetti deve essere aggiunto, nel caso di un cavo per ponte sospeso, l’incremento di carico dei pendini, dovuto all’accresciuta lunghezza e, quindi, al peso proprio, che diventa un’aliquota principale del peso portato, fino a diventare prevalente rispetto al peso dell’impalcato, in prossimità delle torri. Questi effetti sono amplificati quando la luce da coprire diventa rilevante, da cui segue la riduzione di efficienza più che proporzionale rispetto all’incremento di luce del ponte, fino a che il peso proprio del ponte approssima il carico portato”(Calzona-Giuliano, pag.235). come si diceva, il manufatto sorreggerebbe soprattutto se stesso.

7. La drastica perdita di efficienza prestazionale e funzionale del sistema può mettere in crisi sia l’apparato nel suo insieme, sia le singole parti, sia i collegamenti tra gli elementi di un meccanismo complesso, composto da molte sezioni assemblate. A fronte della “pesantezza” del sistema, le prestazioni richieste potrebbero essere affrontate con un manufatto di dimensioni quali quelle in questione, soltanto in presenza di caratteristiche del materiale maggiormente impiegato – l’acciaio – completamente diverse da quelle oggi in commercio. La campata unica di 3300 metri al centro del sistema-ponte, di cui al progetto vigente, per evitare momenti critici irreversibili, quanto disastrosi, necessiterebbe di acciai molto più leggeri e, nello stesso tempo, più resistenti di quelli oggi disponibili. Ricordiamo che esperti di evoluzione tecnologica dei materiali da costruzione hanno stimato in un secolo e mezzo il tempo necessario per ottenere attrezzature rispondenti alle caratteristiche richieste dal progetto (v. anc. Architetto Italiano, mag/giu 2005). Ulteriori fatti critici derivano dalle tipologie dei collegamenti tra le diverse parti del manufatto che devono essere assemblate “esclusivamente a mezzo di saldature e risulterà di conseguenza pericolosamente vulnerabile alle rotture per sollecitazione di fatica” (Di Maio, 1998) e per iperdeformazioni della geometria. Tale situazione è in grado nuovamente di indurre condizioni critiche irreversibili in decine di elementi dell’apparato strutturale, riguardanti in particolare i collegamenti tra i diversi elementi portanti.

8. Anche lo studio di Calzona, nella precarietà generale delle condizioni di sicurezza strutturale e di efficienza funzionale dell’impianto, conferma alcuni problemi, già segnalati da altri esperti, che rendono assai improbabile la stessa costruzione e, in particolare, escludono decisamente il funzionamento quale collegamento ferroviario. Ciò è dovuto a numerosi parametri negativi, tra cui alcuni si confermano “insormontabili”: per esempio, le traslazioni laterali dovute all’azione del vento, che, se pur possono essere ridotte da “gonne” di protezione dell’impalcato, accentuano il regime di sollecitazione complessiva sullo stesso; ancora le dilatazioni termiche previste per la trave, le cui traslazioni ortogonali all’asse dei binari, richiederebbero elementi (giunti di circa 7 metri) assai lontani dai materiali esistenti in commercio; o ancora gli eccessi di tensione dovuti al peso sulle deformazioni di configurazione.

9. Lo studio di Calzona aggiunge altre riflessioni “non strutturanti”, ma decisamente ostative rispetto alla realizzabilità del progetto.
a. Il rispetto delle reali condizioni sismologiche dell’area: il progetto vigente, infatti, ha totalmente e colpevolmente trascurato la presenza di faglie attive che interesserebbero pesantemente i siti di torri e contrafforti/ancoraggi, specie dalla parte calabrese. “Misteriosamente in questa rappresentazione (……) sono scomparse le faglie sotto le pile, portando a pensare che queste potessero cadere in zone non interessate da faglie. La realtà delle sezioni, fatta nell’ambito degli studi per il progetto di massima, contraddice questa tesi e pone una nuova argomentazione ostativa alla realizzazione del ponte a campata unica proposta dalla Società SdM nel 2002” (pag.150).
b. La mancata assunzione della reale situazione geomorfologica dell’area:il progetto ha ignorato i numerosi studi effettuati anche da consulenti/esperti del Ministero delle Infrastrutture, tra cui il professor Alessandro Guerricchio, che illustrano l’estrema fragilità dell’assetto e i processi dinamici delle due zone interessate dalla costruzione del ponte: nello specifico, oltre ai problemi di allontanamento delle sponde, lo “scivolamento” delle formazioni idrogeologiche superficiali e profonde della Costa Viola verso lo Stretto.
c. I problemi di impatto ambientale che, secondo Calzona, sono esasperati dalla configurazione e dal posizionamento, oltre che dalle caratteristiche, del progetto del manufatto.
d. I problemi di impatto socio-territoriale: il progetto vigente non ha tenuto conto dei più recenti insediamenti a Ganzirri-Faro e, soprattutto, a Villa S.Giovanni (ignorata la presenza di circa 3000 abitanti di Porticello).

10. Calzona propone quale soluzione all’irrealizzabilità dell’attuale progetto-ponte un nuovo progetto, per altro simile. Esso prevede sempre un attraversamento aereo, però con campata centrale minore (2000 metri) e torri/pilastri nello Stretto. Tale ipotesi prevede un riposizionamento del manufatto tale da evitare i segmenti più critici di faglie attive e le aree ecologicamente più sensibili della Costa Viola e, soprattutto, di Ganzirri/Faro (laghetti). Ancora esso assume il reale status dei tessuti insediativi. Nella nuova configurazione l’abbandono della megacampata di 3300 metri riduce una serie di problemi strutturali, migliora gli effetti sismologici e, in parte, idrogeologici, tuttavia l’impatto ambientale, territoriale e paesaggistico complessivo risulta analogo a quello del progetto SdM. La più grossa perplessità suscitata dal nuovo disegno, proposto da Remo Calzona ed il suo team, riguarda, per gli aspetti di costruibilità, il ritorno ad una configurazione che prevede i pilastri nelle acque dello Stretto. E’ noto, infatti, che una simile soluzione è stata a lungo studiata e, quindi, abbandonata; a meno di realizzare delle torri/fortezze di eccezionali dimensioni, con problemi di impatto enormi, in quanto non esistono materiali per costruire pilastri di dimensioni accettabili e che garantiscano resistenza agli agenti atmosferici e ambientali ( in primis le correnti) dello Stretto per periodi superiori ad un decennio. A parte tutti gli altri problemi, già sollevati e irrisolti, per il progetto esistente.

11. Si continua, dunque, a discutere di progetti, tra l’altro, irrealizzabili. 
Bisogna riconoscere l’onestà intellettuale del gruppo di lavoro di Calzona–fonte tanto autorevole e interna al progetto ponte da suscitare clamore – nell’ ammettere che, al di là delle approvazioni istituzionali più o meno forzate, la questione è totalmente da riconsiderare.
Non esistono solo i nodi legati alla costruibilità. Ma anche per questo l’operazione è evidentemente da abbandonare</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Note al volume di remo Calzona «La ricerca non ha fine. Il Ponte sullo stretto di Messina» [Dei, Roma] del professor Alberto Ziparo</p>
<p>1. Il Volume, curato dal Professore Ingegnere Remo Calzona, già consulente e coordinatore del Comitato Scientifico della Stretto di Messina, presenta uno studio recente sulle criticità del progetto vigente e cogente del Ponte (2002). Il rapporto introduce anche una nuova proposta progettuale, prospettata da Calzona e collaboratori dopo l’approvazione del preliminare oggi in vigore (2004): essa modifica radicalmente il disegno del ponte, abbandonando l’idea di campata unica da 3.300 metri, per reintrodurre l’ipotesi dei pilastri nello Stretto per una campata centrale più limitata (2000m) e riposiziona il manufatto, anche rispetto alle due sponde (sposta verso sud gli attacchi a terra, lievemente in Calabria, più marcatamente sulla sponda siciliana).</p>
<p>2. Il volume è evidentemente esito immediato di uno studio tecnico-scientifico ed è destinato esclusivamente ad ambienti accademici e professionali. E’ molto limitata infatti – forse intenzionalmente – la reinterpretazione comunicativa degli esiti dello studio, corredati spesso solo da notazioni strettamente didascaliche e talvolta presentate solo sottoforma di diagrammi, grafici o espressioni analitiche, con pochissimi commenti.</p>
<p>3. Le critiche al progetto vigente ed i vantaggi della nuova proposta sono presentati nell’ambito ristretto delle elaborazioni effettuate. La rigorosa limitazione di operazioni e risultati all’interno del corpo tecnico-scientifico delle indagini comporta una “reticenza” divulgativa, forse voluta (vista anche la collocazione accademica e soprattutto professionale dello stesso coordinatore, Calzona), che contrasta, però, con la gravità delle critiche al progetto vigente ( di cui viene messa in forte dubbio la costruibilità stessa) e con le innovazioni proposte dal nuovo profilo.</p>
<p>4. La gran parte dei problemi del progetto vigente discende, secondo lo studio, dalla conferma della scelta della campata unica di 3300 metri con un sistema di cavi portanti di lunghezza eccezionale (5300 metri). Nonostante le “migliorie” apportate in sede di approvazione (2004), la funzionalità e la stessa realizzabilità del progetto preliminare rischia di essere messa in crisi in fase esecutiva. Infatti, date le prestazioni richieste al manufatto, atteso il contesto di riferimento, le tecnologie disponibili possono risultare inadeguate alle soluzioni proposte ( come già segnalato da diversi esperti, v. Architetto Italiano,”I dubbi sul Ponte” maggio-giugno 2005). “Quanto sopra non vuol significare che non si potranno fare in futuro ponti da 3300 m di luce, ma i livelli di rischio, le incognite di realizzabilità ed i costi dell’opera raggiungono oggi limiti che suggeriscono scelte di maggiore e documentata affidabilità e di minor costo: è quello che è sempre avvenuto nel passato lungo il cammino dello sviluppo scientifico. Queste indicazioni dovrebbero indirizzare la scelta progettuale verso soluzioni che rappresentano il trend dello sviluppo e del successo attuale, ovvero quelle che, al giorno d’oggi, rientrano nel campo delle scelte consapevoli, affidabili e documentate” (pag 186).</p>
<p>5. I materiali da costruzione oggi disponibili, attesa la luce estrema del ponte e la eccessiva lunghezza dei cavi portanti, prospettano un sistema strutturale principale (funi-torri-impalcato-pendini verticali) estremamente pesante, che finisce per dover soprattutto sorreggere se stesso. “Il sistema di sospensione della soluzione messa a gara nel 2004 è costituito da quattro cavi di sezione netta di un metroquadrato ciascuno(…) e un peso complessivo di 196.800 tonnellate” (pag.176). Aldilà dei pesi degli altri elementi, la lunghezza delle funi, la luce e le dimensioni degli altri componenti strutturali, si prospetta un sistema di eccezionale pesantezza che contrasta con le necessità di risposta rapida, immediata e armonica richiesta alle prestazioni del manufatto nella sua interezza, così come alle sue molte sezioni, rispetto alle sollecitazioni funzionali, ambientali e atmosferiche che deriveranno dall’esercizio nel contesto particolare dello Stretto.</p>
<p>6. I rapporti tra l’ampiezza della luce principale e le altre dimensioni sono tali da abbassare la sicurezza prestazionale della struttura, fino alla fase critica. “A questi effetti deve essere aggiunto, nel caso di un cavo per ponte sospeso, l’incremento di carico dei pendini, dovuto all’accresciuta lunghezza e, quindi, al peso proprio, che diventa un’aliquota principale del peso portato, fino a diventare prevalente rispetto al peso dell’impalcato, in prossimità delle torri. Questi effetti sono amplificati quando la luce da coprire diventa rilevante, da cui segue la riduzione di efficienza più che proporzionale rispetto all’incremento di luce del ponte, fino a che il peso proprio del ponte approssima il carico portato”(Calzona-Giuliano, pag.235). come si diceva, il manufatto sorreggerebbe soprattutto se stesso.</p>
<p>7. La drastica perdita di efficienza prestazionale e funzionale del sistema può mettere in crisi sia l’apparato nel suo insieme, sia le singole parti, sia i collegamenti tra gli elementi di un meccanismo complesso, composto da molte sezioni assemblate. A fronte della “pesantezza” del sistema, le prestazioni richieste potrebbero essere affrontate con un manufatto di dimensioni quali quelle in questione, soltanto in presenza di caratteristiche del materiale maggiormente impiegato – l’acciaio – completamente diverse da quelle oggi in commercio. La campata unica di 3300 metri al centro del sistema-ponte, di cui al progetto vigente, per evitare momenti critici irreversibili, quanto disastrosi, necessiterebbe di acciai molto più leggeri e, nello stesso tempo, più resistenti di quelli oggi disponibili. Ricordiamo che esperti di evoluzione tecnologica dei materiali da costruzione hanno stimato in un secolo e mezzo il tempo necessario per ottenere attrezzature rispondenti alle caratteristiche richieste dal progetto (v. anc. Architetto Italiano, mag/giu 2005). Ulteriori fatti critici derivano dalle tipologie dei collegamenti tra le diverse parti del manufatto che devono essere assemblate “esclusivamente a mezzo di saldature e risulterà di conseguenza pericolosamente vulnerabile alle rotture per sollecitazione di fatica” (Di Maio, 1998) e per iperdeformazioni della geometria. Tale situazione è in grado nuovamente di indurre condizioni critiche irreversibili in decine di elementi dell’apparato strutturale, riguardanti in particolare i collegamenti tra i diversi elementi portanti.</p>
<p>8. Anche lo studio di Calzona, nella precarietà generale delle condizioni di sicurezza strutturale e di efficienza funzionale dell’impianto, conferma alcuni problemi, già segnalati da altri esperti, che rendono assai improbabile la stessa costruzione e, in particolare, escludono decisamente il funzionamento quale collegamento ferroviario. Ciò è dovuto a numerosi parametri negativi, tra cui alcuni si confermano “insormontabili”: per esempio, le traslazioni laterali dovute all’azione del vento, che, se pur possono essere ridotte da “gonne” di protezione dell’impalcato, accentuano il regime di sollecitazione complessiva sullo stesso; ancora le dilatazioni termiche previste per la trave, le cui traslazioni ortogonali all’asse dei binari, richiederebbero elementi (giunti di circa 7 metri) assai lontani dai materiali esistenti in commercio; o ancora gli eccessi di tensione dovuti al peso sulle deformazioni di configurazione.</p>
<p>9. Lo studio di Calzona aggiunge altre riflessioni “non strutturanti”, ma decisamente ostative rispetto alla realizzabilità del progetto.<br />
a. Il rispetto delle reali condizioni sismologiche dell’area: il progetto vigente, infatti, ha totalmente e colpevolmente trascurato la presenza di faglie attive che interesserebbero pesantemente i siti di torri e contrafforti/ancoraggi, specie dalla parte calabrese. “Misteriosamente in questa rappresentazione (……) sono scomparse le faglie sotto le pile, portando a pensare che queste potessero cadere in zone non interessate da faglie. La realtà delle sezioni, fatta nell’ambito degli studi per il progetto di massima, contraddice questa tesi e pone una nuova argomentazione ostativa alla realizzazione del ponte a campata unica proposta dalla Società SdM nel 2002” (pag.150).<br />
b. La mancata assunzione della reale situazione geomorfologica dell’area:il progetto ha ignorato i numerosi studi effettuati anche da consulenti/esperti del Ministero delle Infrastrutture, tra cui il professor Alessandro Guerricchio, che illustrano l’estrema fragilità dell’assetto e i processi dinamici delle due zone interessate dalla costruzione del ponte: nello specifico, oltre ai problemi di allontanamento delle sponde, lo “scivolamento” delle formazioni idrogeologiche superficiali e profonde della Costa Viola verso lo Stretto.<br />
c. I problemi di impatto ambientale che, secondo Calzona, sono esasperati dalla configurazione e dal posizionamento, oltre che dalle caratteristiche, del progetto del manufatto.<br />
d. I problemi di impatto socio-territoriale: il progetto vigente non ha tenuto conto dei più recenti insediamenti a Ganzirri-Faro e, soprattutto, a Villa S.Giovanni (ignorata la presenza di circa 3000 abitanti di Porticello).</p>
<p>10. Calzona propone quale soluzione all’irrealizzabilità dell’attuale progetto-ponte un nuovo progetto, per altro simile. Esso prevede sempre un attraversamento aereo, però con campata centrale minore (2000 metri) e torri/pilastri nello Stretto. Tale ipotesi prevede un riposizionamento del manufatto tale da evitare i segmenti più critici di faglie attive e le aree ecologicamente più sensibili della Costa Viola e, soprattutto, di Ganzirri/Faro (laghetti). Ancora esso assume il reale status dei tessuti insediativi. Nella nuova configurazione l’abbandono della megacampata di 3300 metri riduce una serie di problemi strutturali, migliora gli effetti sismologici e, in parte, idrogeologici, tuttavia l’impatto ambientale, territoriale e paesaggistico complessivo risulta analogo a quello del progetto SdM. La più grossa perplessità suscitata dal nuovo disegno, proposto da Remo Calzona ed il suo team, riguarda, per gli aspetti di costruibilità, il ritorno ad una configurazione che prevede i pilastri nelle acque dello Stretto. E’ noto, infatti, che una simile soluzione è stata a lungo studiata e, quindi, abbandonata; a meno di realizzare delle torri/fortezze di eccezionali dimensioni, con problemi di impatto enormi, in quanto non esistono materiali per costruire pilastri di dimensioni accettabili e che garantiscano resistenza agli agenti atmosferici e ambientali ( in primis le correnti) dello Stretto per periodi superiori ad un decennio. A parte tutti gli altri problemi, già sollevati e irrisolti, per il progetto esistente.</p>
<p>11. Si continua, dunque, a discutere di progetti, tra l’altro, irrealizzabili.<br />
Bisogna riconoscere l’onestà intellettuale del gruppo di lavoro di Calzona–fonte tanto autorevole e interna al progetto ponte da suscitare clamore – nell’ ammettere che, al di là delle approvazioni istituzionali più o meno forzate, la questione è totalmente da riconsiderare.<br />
Non esistono solo i nodi legati alla costruibilità. Ma anche per questo l’operazione è evidentemente da abbandonare</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alieno</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235673</link>
		<dc:creator>alieno</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 21:23:42 +0000</pubDate>
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		<description>secondo me il progetto ikea a Palermo è vero: la smentita da parte di ikea si è resa necessaria dalla sequenza di eventi il primo che annunciava l&#039;apertura del centro e di un immediato secondo attacco da parte di alcuni o almeno uno solo amministratore comunale, sicuramente della zona di ciaculli che si sarà sentito snobbato dall&#039;iniziativa che ha reso dichiarazioni su una fantomatica difficoltà nell&#039;apertura di questo centro. da questa presenza sulla stampa di notizie, o più che di notizie di un dibattito cittadino sull&#039;apertura di un centro proprio nel momento in cui sarebbe stato meglio non scoprire l&#039;identità dell&#039;investitore e quindi di ikea, secondo me ha reso inevitabile questo comunicato, sperando in un intervento...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>secondo me il progetto ikea a Palermo è vero: la smentita da parte di ikea si è resa necessaria dalla sequenza di eventi il primo che annunciava l&#8217;apertura del centro e di un immediato secondo attacco da parte di alcuni o almeno uno solo amministratore comunale, sicuramente della zona di ciaculli che si sarà sentito snobbato dall&#8217;iniziativa che ha reso dichiarazioni su una fantomatica difficoltà nell&#8217;apertura di questo centro. da questa presenza sulla stampa di notizie, o più che di notizie di un dibattito cittadino sull&#8217;apertura di un centro proprio nel momento in cui sarebbe stato meglio non scoprire l&#8217;identità dell&#8217;investitore e quindi di ikea, secondo me ha reso inevitabile questo comunicato, sperando in un intervento&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fabius</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235672</link>
		<dc:creator>fabius</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 20:09:38 +0000</pubDate>
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		<description>A san Francisco hanno costruito il ponte nel 1936...lungo 2,7 km.
Ribadisco: quelli che non vogliono il ponte nel 97% dei casi sono anti-Berlusconiani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A san Francisco hanno costruito il ponte nel 1936&#8230;lungo 2,7 km.<br />
Ribadisco: quelli che non vogliono il ponte nel 97% dei casi sono anti-Berlusconiani.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: manuel fantoni</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235671</link>
		<dc:creator>manuel fantoni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 20:08:06 +0000</pubDate>
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		<description>@ iJerry: si, e la terra è piatta.......</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ iJerry: si, e la terra è piatta&#8230;&#8230;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Calò</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235670</link>
		<dc:creator>Calò</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 19:52:13 +0000</pubDate>
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		<description>@iJerry
Sei sicuro di di questo. Guarda che ci lavorano fior di ingegneri sull&#039;opera. 
Anch&#039;io dubito che partiranno mai i lavori, ma dire che è impossibile da fare mi sembra esagerato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@iJerry<br />
Sei sicuro di di questo. Guarda che ci lavorano fior di ingegneri sull&#8217;opera.<br />
Anch&#8217;io dubito che partiranno mai i lavori, ma dire che è impossibile da fare mi sembra esagerato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: iJerry</title>
		<link>http://www.rosalio.it/2009/01/29/ikea-fa-alcune-precisazioni-sullapertura-a-palermo/#comment-235669</link>
		<dc:creator>iJerry</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 19:41:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rosalio.it/?p=4743#comment-235669</guid>
		<description>innanzitutto perchè con le attuali conoscenze ingegneristiche un ponte con campata unica di 3,2 chilometri non reggerebbe...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>innanzitutto perchè con le attuali conoscenze ingegneristiche un ponte con campata unica di 3,2 chilometri non reggerebbe&#8230;</p>
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