giovedì 17 ago
  • Pizzo alla Noce, condanne per mafiosi e commercianti

    La terza sezione del Tribunale di Palermo ha condannato a 18 anni il boss del quartiere della Noce Pierino Di Napoli nel processo sulle estorsioni nel quartiere della Noce. Condannati con lui Eugenio Rizzuto (15 anni), Salvatore Alfano, Giovanni Vitrano e Pietro Di Maio (12 anni) ma anche tre commercianti che non avevano ammesso di aver pagato: Tommaso La Rosa, Natale De Caro e Giovanni Ottaviani (otto mesi).

    Sono stati assolti Antonino Vernengo (la proposta in questo senso era stata avanzata dagli stessi pm Maurizio De Lucia e Roberta Buzzolani) Fabio Chiovaro e Francesco Picone e sono stati scagionati i commercianti Salvatore Castelllo, Giovanni Scimone e Alessandro Buscemi.

    È stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno per le parti civili costituite: Addiopizzo, Federazione della Associazioni Antiracket, Sos Impresa, Confcommercio, Confindustria e Provincia di Palermo.

    Palermo
  • 2 commenti a “Pizzo alla Noce, condanne per mafiosi e commercianti”

    1. Viene riconosciuto,IL PRINCIPIO DI RESPONSABILITA’da parte dei commercianti condannati……….
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      Con la sentenza emessa dal collegio del tribunale, presieduto da Vittorio Alcamo, a latere Lorenzo Chiaramonte e Salvatore Fausto Flaccovio, ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno per le parti civili costituite, la Provincia regionale di Palermo e alcune associazioni che si battono sul fronte dell’antiracket: si tratta di Addiopizzo, della Fai, la Federazione antiracket, di Sos Impresa, Confcommercio e Confindustria Palermo. Tutte avranno una provvisionale immediatamente esecutiva di 40 mila euro ciascuna. In maniera simbolica i giudici hanno deciso pure che i commercianti condannati debbano risarcire solo Addiopizzo e Fai, che erano parte civile contro di loro, pagando un risarcimento da 500 euro ciascuno; una cifra doppia, mille euro a testa, dovrà essere versata anche in favore della Provincia.
      …………
      pequod

    2. ADDIOPIZZO
      APPELLO AI COMMERCIANTI
      L’appello di Addiopizzo è inequivocabile: “Cari amici, al fine di costringere i commercianti a pagare il pizzo, in questi ultimi mesi a Palermo si è verificato un incremento delle intimidazioni mafiose.

      Tutte le settimane abbiamo registrato casi di denunce per colla nei lucchetti, danneggiamenti o incendi. In passato quasi tutti gli imprenditori andavano a cercare un ‘amico’ per ‘mettersi a posto’ ed ottenere un sconto, oggi in molti hanno chiamato immediatamente polizia o carabinieri. Se tutti facessero come loro il fenomeno del pizzo non sarebbe così diffuso. Addiopizzo e Libero Futuro hanno inviato, a molti commercianti, la lettera di aiuto e sostegno che vi mandiamo in allegato. Vi chiediamo di aiutarci a diffonderla. Stampatela, consegnatela ed inviatela, anche via mail, ai vostri contatti e soprattutto ai vostri amici commercianti”. A seguire la lettera intergrale del comitato antiracket.

      “Caro collega, caro imprenditore, negli ultimi anni le azioni delle forze dell’ordine e della magistratura hanno decapitato l’organizzazione mafiosa e tutto fa sperare che l’azione di contrasto continuerà nel tempo. Molti imprenditori e commercianti vittime del racket del pizzo stanno decidendo di cogliere questo momento favorevole per liberarsi definitivamente del peso del ricatto mafioso e dell’umiliazione di pagare l’organizzazione criminale. Peraltro, anche lei converrà che soltanto uniti potremo vincere la piaga del racket delle estorsioni. Si dice che a Palermo l’ottanta per cento degli imprenditori paghi e in quest’ultimo periodo si è registrata anche una recrudescenza del fenomeno attraverso intimidazioni varie ed “attack” nei lucchetti. Per questa ragione abbiamo deciso di scriverle manifestandole la nostra vicinanza. L’associazione antiracket, infatti, ha lo scopo di assistere, consigliare e tutelare gli imprenditori nel massimo della riservatezza. Abbiamo aiutato già molti imprenditori ad uscire dal tunnel del racket in modo sicuro, senza conseguenze ed anche senza clamore. Le garantiamo la riservatezza e qualora decidesse di accettare il nostro aiuto (naturalmente gratuito) ci impegniamo sin d’ora ad evitare esposizioni mediatiche in modo da ridurre al minimo gli eventuali rischi. Le recenti operazioni delle forze dell’ordine hanno sostanzialmente destrutturato l’organizzazione mafiosa palermitana, ma se non ci sarà anche la ribellione dei tanti commercianti taglieggiati, in breve tempo, nuovi estortori si presenteranno per riaffermare la propria signoria territoriale sulla sua zona e sulla sua attività economica. Si tratta di una scelta di libertà, quella libertà di cui ogni essere umano ha diritto anche nell’esercizio della propria attività d’impresa. Questo periodo di difficoltà potrebbe quindi divenire per lei l’opportunità di una svolta vincente e decisiva.
      LIBERARSI DAL RACKET È POSSIBILE… INSIEME!”

      Palermo, 30 gennaio 2009

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