martedì 21 nov
  • Oggi domani un concorso…al Banco

    Era il tormentone dei bei tempi dell’università (fine settanta, primi ottanta): “Oggi domani un concorso…al Banco”. Quello al Banco di Sicilia era il “posto” per antonomasia, il sogno di chi aspirava ad una sistemazione sicura per poter mettere su famiglia e rendersi indipendente da quella d’origine. Una cosa che mi ha sempre colpito di Palermo è che persino dei rispettabili imprenditori brigavano perché i loro figli fossero assunti dal Banco di Sicilia o da altra banca, locale o nazionale. L’impresa, il rischio, la competizione erano, per la cultura corrente dell’ epoca, da fuggire, ma anche oggi, se qualche ragazzo in più si cimenta con l’impresa, è più per necessità che per scelta.

    Se giri per Amsterdam o Londra o altra città del nord Europa, non è facile trovare sportelli bancari fronte strada. Sono costosi (affitto, guardie giurate, vetri blindati e altre misure di sicurezza, ecc.), questi costi si riverserebbero su una clientela che mal li tollererebbe e sono quindi spariti, sostituiti da ATM (bancomat) e dall’operatività online. A Palermo, invece, continuano a sbocciare sportelli bancari, con una concentrazione che, in alcune zone, ha dell’incredibile eppure, nonostante tutto, immancabilmente, si fa la fila (“chi è l’ultimo?”).

    Secondo me c’è qualcosa di insano in tutto questo. È come con il traffico, altra originale forma di ammortizzatore sociale: per avere l’impressione di fare qualcosa, ci si incolonna in auto nelle strade o si fa la fila negli uffici o nelle banche. Se ci fosse qualcosa di meglio da fare, se il clima socio-economico fosse quello del nord est degli anni migliori, non ci si potrebbe permettere di perdere il tempo così: si pretenderebbero, a furor di popolo, strade fluide, mezzi di trasporto e servizi efficienti.

    Ma l’insano rapporto con il sistema bancario non è una prerogativa della clientela retail, anche quella corporate a Palermo non scherza! Ricordo di aver partecipato come relatore ad un convegno organizzato, nei primi anni ’90 al Mondello Palace, dalla maggiore banca italiana di credito industriale (oggi confluita nel Gruppo Intesa Sanpaolo), per la quale allora lavoravo. La platea era costituita dagli imprenditori dell’associazione industriali e ricordo ancora come il rappresentante degli edili declinò l’invito a porgere un saluto perché non voleva “indispettire quelli dell’IRFIS” mentre il presidente degli industriali, il mitico Lagumina, esordì il suo discorso con un’esortazione alla platea ad applaudire alla notizia dei risultati di bilancio del Banco di Sicilia, freschi di agenzia. Riflettiamoci! Una banca è, per un’impresa sana, un fornitore di una particolare materia prima: il denaro. Quale imprenditore applaude ai risultati di bilancio di un suo fornitore (specie se vi ha generosamente contribuito pagando commissioni, interessi, ecc.)? C’è qualcosa che non va…

    Palermo
  • 7 commenti a “Oggi domani un concorso…al Banco”

    1. Gentile signor Didonna,
      francamente non capisco a cosa allude quando dice che nel nord dell’Europa non è facile trovare sportelli bancari.. dopo 6 mesi di vita a Londra, 3 a Ginevra e 4 anni di vita a Milano non mi è sembrato di vedere cosi pochi sportelli…anzi…
      saluti

      luciano

    2. mi ricordo una cosa, appunto dei tempi universitari.
      Il fidanzato di una mia collega passando insieme alla sua ragazza e al suocero in via cavour davanti la sede del banco di Sicilia disse indicandolo con fare entusiasta: ” Ecco un giorno io “entrerò” qui…..e il suocero gli rispose:” Figlio mio, qui cambiali non se ne pagano!”
      Ciao

    3. Se prendiamo, ad esempio, via Sciuti all’altezza di via Giusti (che non è esattamente la city di Palermo), vediamo che sono stati aperti 3 sportelli dirimpettai: MPS, Intesa e Banca Nuova. A Lugano analoga concentrazione di sportelli ha senso per la prevalente natura finanziaria dell’attività cittadina mentre ad Amsterdam la densità di sportelli in centro città mi sembra di gran lunga inferiore a Palermo e non certo per scarsa cultura finanziaria della popolazione.
      E’ questo che notavo.

    4. non volevo iniziare una diatriba sulla opportuna presenza di filiali sul territorio.. certo è che trattandosi di imprese private, in fondo, si saranno fatte i loro calcoli! nel mio ultimo ritorno a palermo (dicembre) ho notato che unicredit ha ceduto diverse filiaili BDS e Banca di Roma (che erano praticamente attaccate); gli acquirenti sono stati BPER, pop sant’angelo… evidentemente hanno pensato tutte quante che ci fossero margini di profitto sufficienti per far fronte a quei numerosi costi da lei elencati. se invece fosse stata un’unica banca ad accollarsi tutte le filiali cedute (banca nuova tanto per fare un nome…) allora avrei potuto pensare anch’io che c’era un’indicazione politica..ma in questo caso mi sembra che sia stato il mercato a decidere.. grazie

    5. Secondo me, questa politica di sviluppo di sportelli è favorita dalla scarsa informazione dell’utenza che ne paga il costo. Quanti sono dotati di un pc possono oggi usufruire di un c/c a costo sotto zero (neanche il bollo), zero spese per bonifici, bollettini, mav, ecc. comododamente a casa e pure con fido, se lo si desidera. La gente non sa che paghiamo i più alti costi in Europa per i servizi bancari.

    6. Donato la “gente” non sa neanche che al sud la merce “denaro” costa il 70% più che al nord!
      Forse non sa neanche che per un’impresa che opera in particolari settori tipo quello edile tale costo aumenta notevolmente, creando un regime di concorrenza sleale con le imprese del nord.
      Perchè allora fare impresa al sud?
      Perchè non aspirare al posto in banca?

    7. Ci fosse ancora il BANCO !!! Quello vero però. Quello in cui valeva la pena lavorare e dire “oggi domani un concorso al Banco”. Quello per cui ho fatto e vinto il concorso, senza raccomandazioni, con dedizione e voglia di partecipare alla ricostruzione di una sicilia nuova e diversa. Ma non ci siamo riusciti, la forza distruttiva della politica siciliana ha vinto. Vi ricordate il presidente Provenzano quando arrivò da Roma con la notizia di MCC. Da li inizia il declino del BdS e la sua morte.

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