domenica 19 nov
  • Piazza Indipendenza e la Palermo che passa

    Vedere il tempo che passa è uno dei miei hobby preferiti. Adoro scrutare i minimi cambiamenti che un giorno ha lasciato in eredità all’altro, in una catena a cui non so dare un inizio, ma che certamente per me avrà fine. Credo sia questa la cosa più bella di continuare a vivere nella città in cui sei nato: ti accorgi, come fai con un figlio, quanto cresca di più ogni giorno. Ma io, che devo cercare sempre il pelo nell’uovo, guardo Palermo come guardo mia nonna: cerco di coglierne le crepe, le rughe, i cedimenti. Per questo cammino sempre a piedi. Uno dei miei osservatori preferiti è Piazza Indipendenza, l’antica Piana di Santa Teresa, il cui nome è mutato dopo la costruzione dell’obelisco ai caduti che adesso domina il centro della piazza. I bambini, se potessero, certamente abolirebbero il monumento o quantomeno le grate che lo attorniano, vero e proprio cimitero dei Super Santos.

    Da qui posso vedere le mie tre età che cambiano. C’è l’età della mia città, con la Piazza che si evolve, l’assetto viario che cambia, le fermate del bus lì dove prima c’erano le carrozze, molti alberi e negozi che spuntano come funghi e poi scompaiono, illuminati dall’insegna a intermittenza del Bar Santoro. Ci sono lo Stradone dei Porrazzi (ora Corso Pisani) e lo Stradone di Mezzomonreale (Corso Calatafimi) che quasi non si riconoscono più affollati come sono di automobili e motorini; c’è il Palazzo dei Normanni (che forse dovrebbero rinominarlo degli Inganni o degli Affanni, a seconda del punto di vista da cui vedi la cosa) che mi saluta mentre attraverso la strada; ci sono le lunette lignee delle edicole davanti il Papireto che hanno perso la loro battaglia contro lo smog e c’è l’aquila, lassù, sulla Porta Nuova che ogni giorno mi rammenta la fierezza di essere palermitana.

    C’è poi la mia età, che si fa sempre più piena e grande ad ogni passaggio. Ricordo che quando andavo alle elementari per me Palermo finiva a Piazza Indipendenza: dopo di essa il nulla, solo un groviglio di strade che non riconoscevo, senza nessuna insegna familiare, nessun posto a cui dare il nome casa. Poi, al liceo, il mondo per me è cambiato: tra questi cespugli ho passato intere giornate attendendo un autobus che non passava mai e che, se anche fosse passato, avrei perduto accidentalmente. Noi del Benedetto Croce facevamo capolino qui, sotto l’obelisco, a raccontarci dei prof acidi e pretensiosi, a scrivere con i pennarelli sulle panchine (lo so, non si fa, è un atto vandalico), a prendere in giro quelli del Vittorio che stavano fermi ore e ore davanti la Cattedrale ad arrampicarsi sul recinto di cemento. Tra questi sempreverdi ho dato il mio primo bacio: insomma ho ripreso alla lettera il detto palermitano dell’imboscarsi.

    L’ultima età è quella rubata: quella dei vecchi che giocano a carte tra i cespugli e i cani randagi (anche loro si imboscano), che quando passo distrattamente non mancano mai di fare qualche battuta in dialetto stretto o qualche cenno con il capo o il gomito all’amico di bisca seduto vicino; quella del venditore ambulante che cambia fornitura a secondo della stagione (calie e simenze d’inverno, bibbite ghiacciate d’estate); quella dei bambini che si divertono e urlano sulle giostre; quella dei ragazzi che, dieci anni dopo, stanno ancora lì, accovacciati sui motorini a discutere del Grande Fratello e di Kant. A loro rubo un po’ del tempo andato: è questa la mia maniera per arricchirmi.

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  • 12 commenti a “Piazza Indipendenza e la Palermo che passa”

    1. ad arrampicarsi sul recinto di cemento ?? cemento ? la balaustra lapidea vorrai dire??
      detto questo piazza indipendenza potrebbe costituire uno dei paesaggi piu’ belli della città e invece è uno squallore infinito…. negozietti di terza serie che hanno fagocitato il ventre dei palazzi storici.. una giostra che col suo castello minaccia di non farti passare…e ci riesce! due fiorai che hanno di molto allargato lo spazio del chioschetto occupando mezza piazza…..gazebi di qua gazebi di là . un guard rail che ti protegge dalla fossa dei danissinni…pardon dalla fossa della munnizza. dove temerari aspettano l’autobus i turisti per monreale…manco una panchina!! il semaforo lampeggiante che offusca la bellezza di porta nuovo… ma non potevano evitarlo o metterlo con il piedistallo a terra?
      macchina parcheggiate come capita….le palme morte…..
      insomma se tutto questo non ci fosse…..piazza indipendenza sarebbe un sogno!

    2. Se cercassi di cogliere le rughe, le crepe e i cedimenti di mia nonna e mia nonna, putacaso, se ne addunasse, minimo minimo mi tirerebbe una scarpa attipo sbush!

    3. sono più anziana,condivido piazza indipendenza è sempre bella a quella fermata il pulman del comune salivano i bambini,di cortile cascino noi della kalsa salivamo a piazza marina,con le nostre divise a pensarci erano carine,a quadrucci bianche e rosa completa di cappellini visto che tutta la giornata la passavamo sotto il sole cocente di agosto,alla colonia comunale della favorita,dove i bambini dei quartieri popolari passavano le vacanze,allora il villino,era cosa da ricchi

    4. Nato e cresciuto a piazza indipendenza,ne avrei da scrivere,ma onestamente passa u priu visto che se non usi via alternative sei costretto a passare da una stupida censura e attesa di giudizio da parte del sistema rosalio……

    5. Alkestis, hai detto quello che io celato: ma questo è il bello di poter scrivere (e di avere il piacere di esser letta). Il non detto viene sempre a galla, in maniera più o meno palese. Secondo me Piazza Indipendenza è uno scorcio incantevole di Palermo, ma per certi versi dimenticato: in realtà è un punto nevralgico anche per il turismo e meriterebbe forse più attenzioni.

    6. N.A.T. qui non si pratica la censura. Se rispetti la policy dei commenti non hai nulla da temere. Ti invito a rimanere in tema. Grazie.

    7. Studiando anch’io Comunicazione, mi capita spesso di passare dalla piazza.
      Un giorno, uno come tanti, un turista mi chiese se fossero normali tutte quelle auto parcheggiate sul marciapiede nei pressi di Palazzo d’Orleans.
      La risposta credo che la sappiate un po’ tutti…

    8. Su Piazza Indipendenza ho scritto tanto, almeno da sette anni (Repubblica, rivista della Fondazione Salvare Palermo, siti internet, ecc.). Volete sapere quante leggi viola ogni giorno quel luogo, ovviamente per l’operato di chi vi lavora, transita, ecc.? Decine e decine. La “stazione di posta” (l’edificio all’angolo con corso Alberto Amedeo) è sotto sequestro dal Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Vigili Urbani, il Cortile Criscione attende dal 1872 (controllate, c’è la lapide sul muro, accanto la fermata amat) una sistemazione (proprio quello il cui muro di contenimento è crollato da pochi giorni, implicando la riduzione della carreggiata), i benzinai dovrebbero probabilmente ridursi di numero, le auto dei dipendenti della regione posteggiate dentro le aiuole meriterebbero una multa al giorno, le giostre e i fiorai non dovrebbero esserci (regolamento del Comune sull’uso delle aree verdi e norme per la vendita dei fiori, approvate nel 2008). E poi, lo spaccio, l’usura ai vecchietti che giocano a carte ecc. Continuo?

    9. la cosa piu’ assurda è che non si tratta dell’ultima periferia della città, ma una zona centrale , davanti ai palazzi del potere……che dite sarà proprio per questo che è di norma non rispettare le norme ?
      ….

      Ps: nel mio triste elenco dell’altro giorno mi sono dimenticata di parlare della “magnifica” tettoia – pensilina che hanno costruito anni fa davanti la chiesa M. dei Rimedi ……qualcuno me la spiega? perchè io ancora un senso non l’ho trovato!

    10. Alkestis, si tratta di un riparo post terremoto del 6 settembre 2002. Il prospetto della chiesa ha una bella lesione, la tettoia dovrebbe proteggere in caso di un eventuale crollo, e le barre laterali limitano l’accesso. E siccome i “fondi emergenza sisma” sono finiti mi sa che ce la possiamo “assuppare” ancora per un bel po’

    11. …forse lì non si rispettano le norme proprio perchè si chiama…”Indipendenza”…:-)

    12. a piazza indipendenza ho incontrato x la prima volta la mia zita :)))

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