martedì 22 ago
  • 100 passi di civiltà

    Spazzatura a Palermo

    Camminando in questa città di certo non mancano gli “scarti di riflessioni”. Capita così di imbattersi, una mattina, in uno, due, tre, quattro, cinque e più sacchetti bianchi ammucchiati intorno ad un cestino. Dante si riteneva soddisfatto per raccogliere le briciole cadute dalle mense dei grandi intellettuali e Theodor W. Adorno parlava degli avanzi dei pranzi come chiavi per comprendere la realtà. Però io, con un po’ di ingratitudine, non mi sento di poter far lo stesso.

    E mi domando, sarà arte contemporanea o inciviltà?

    L’arte contemporanea, è vero, si è sempre impegnata a narrare gli usi contemporanei, la nascita e la trasformazione degli scarti della società consumistica, ma in questo caso sarà più realistico pensare che siamo dinanzi ad un caso di inciviltà contemporanea, appartenente alla corrente pre-civilista del “verismo lagnuso”.

    Da qui “sorge spontanea la domanda”: ma la differenza tra cassonetto e cestino esiste ed è conosciuta? Se i cittadini si confondono e lasciano i sacchetti nel luogo sbagliato, forse è perché le parole contengono l’origine dell’azione incivile e scorretta.

    Dal vocabolario “lo Zingarelli minore” leggiamo le definizioni di cestino e cassonetto.

    Alla voce “cestino” tra i vari significati, troviamo quello che fa al caso nostro: “recipiente, specialmente piccolo, in cui si getta la carta straccia”, questa è la “carta già usata”, come definita dallo stesso dizionario.

    Alla voce “cassonetto” si legge: “contenitore mobile di grande capienza, collocato nelle strade per la raccolta dei rifiuti” questi sono gli “avanzi, scarti, spazzature” ovvero “immondizia” che, per voler approfondire, è il negativo del termine latino “mundus”, il cui significato è “mondo, pulito”.

    Per cui, per esclusione, nel cestino va la carta straccia, i sacchetti della spazzatura nel cassonetto.

    Di certo non può essere una giustificazione valida e concepibile dire che il cassonetto, che c’era fino a qualche giorno fa, è stato tolto per non si sa quale motivo, perché il cassonetto più vicino si trova a 100 passi… 100 passi di civiltà, non ad un km di distanza! Quanti anni ci vorranno per scoprire che il cassonetto si trova lì e successivamente fare lo sforzo di quei 100 passi per buttarvi la spazzatura?

    Ospiti
  • 15 commenti a “100 passi di civiltà”

    1. L’importante è che quando Bossi dice che siamo terroni quelli che fanno queste cose si sentono offesi,senza sapere di esserlo veramente.

    2. domani metto una foto di quello che c’è in via Margherito da Brindisi (all’Addaura) da oltre 2 settimane. ce li hai presenti i sachetti della foto? ecco, immaginateli moltiplicati x 200 e che occupano il bordo della strada per 50 metri. UNA COSA DA PAZZI.

    3. sacchetti*

    4. purtroppo a palermo i mascalzoni che fanno queste cose sono la maggioranza della popolazione ed oggi qualunque ipotesi di “rieducazione” è un’utopìa ormai irraggiungibile…

    5. naturalmente in prima linea ci sono i mascalzoni istituzionali, sindaco, assessori, dirigenti e impiegati regionali, provinciali, comunali, poliziotti, carabinieri, vigili urbani, finanzieri, ecc. ecc. che dovrebbero quelle regole farle rispettare ed invece pensano a riempirsi la pancia e la borsa o sono in tutt’altre faccende affaccendati.

    6. GUARDATE CHE DEGRADO ASSURDO ALL’ADDAURA.è da 1 mese così e le scuse degli scioperi, dei mezzi guasti, della strada bagnata pericolosa (?!?) per bellolampo sono esuarite
      http://img13.imageshack.us/my.php?image=dscf2276.jpg
      http://img161.imageshack.us/my.php?image=dscf2283.jpg
      http://img24.imageshack.us/my.php?image=dscf2284.jpg

    7. le foto si riferiscono ad un unico posto, la via Margherito da Brindisi. potrei continuare con la scogliera nella zona dei club Lauria e Plait Mare…

    8. Carissimi,
      dobbiamo trovare il coraggio di sfidare qualsiasi resistenza psicologica: quando vediamo qualche nostro concittadino comportarsi in maniera così incivile (gettare la spazzatura nel luogo o nel momento sbagliato, lasciare in giro la cacca del suo cane, occupare un parcheggio per disabili, lasciare l’auto sul marciapiede, etc…) proviamo a farglielo notare.
      Reagirà in maniera più o meno civile, ma dài oggi e dài domani, i risultati verranno.

    9. @antonio lo nardo
      Io ho provato… la risposta è stata “Sì lo so, ma io me ne fotto!”

    10. lo faccio sempre

    11. Federico, ricevere queste risposte è (purtroppo) inevitabile. Ma sono risposte date d’istinto. E’ probabile che dopo:
      1) il tizio ci riflette su a mente serena e si pente;
      2) il tizio non si pente, ma lo racconta in giro agli amici con tracotanza (“Uno si è permesso di dirmi…”). Allora è probabile che qualcuno gli farà notare quanto sia stato incivile;
      3) il tizio non ci riflette per niente, ma la prossima volta, prima di ripetere quel comportamento, avrà qualche esitazione pensando “Talè, evitiamo. M’abbutta questionare di nuovo con qualche rompiscatole”.

      Insomma, io credo che i buoni (come i cattivi) comportamenti sono “virali”: più siamo e meglio è.

      D’altra parte, è proprio ciò che raccontiamo quando torniamo dall’estero: “lì, se butti una carta a terra c’è sempre qualcuno che ti rimprovera”.

      Facciamoci di più I FATTI NOSTRI.

    12. @antonio lo nardo
      mi vedi ovviamente d’accordo, anche perché fin troppo spesso l’indignazione supera la stanchezza e non riesco proprio a starmene zitto, ma devo dirti che l’idea che mi son fatto della nostra città è oggi parecchio drammatica, per non dire apocalittica. Quanti sono i palermitani autenticamente “cittadini” a cui sta a cuore il bene comune? Mille? Duemila? Diecimila forse. E gli altri settecentomila? Forse nel nostro non riuscire ad adeguarci siamo solo pazzi che non sono impazziti come tutti gli altri.

    13. Non succede solo a palermo, quindi non capisco cosa c’entri bossi (non merita la maiuscola)…
      Gettare l’immondizia per terra senza criterio resta comunque un gesto incivile, dal sacchetto dell’immondizia alla cicca di sigaretta.

    14. vi inoltro questa mail che gira da qualche giorno,possiamo dar una mano per migliorare anche un pò la situazione??
      Da: Salvatore Granata – Legambiente Sicilia
      Date: 4 marzo 2009 10.59
      Oggetto: Fw: dossier discariche
      A: Undisclosed-Recipient

      Come forse saprete, la Siciliana Calcestruzzi, azienda simbolo del controllo mafioso sulle opere edili
      nel comprensorio di Trapani, è stata confiscata ed assegnata in gestione ad una cooperativa aderente
      all’associazione Libera. Questa vicenda ha assunto un grande valore per le evidenti implicazioni relative
      alla affermazione di una cultura della legalità, e per questo richiama attenzioni ed interessi diversi.
      Lo stabilimento,con le intuibili difficoltà del caso, è oggi impegnato nella produzione di conglomerati
      attraverso il riciclaggio dei materiali provenienti dalle demolizioni, con ciò incentivando la costruzione di
      una filiera virtuosa in un settore improtante del ciclo dei rifiuti.
      Ciò premesso, vorremmo sostenere questa esperienza in modo visibile per le ragione accennate e, al tempo
      stesso, avviare una campagna di sensibilizzazione contro le micro discariche di materiali edili che infestano
      il territorio siciliano.
      L’idea è quella di realizzare, in collaborazione con la cooperativa che gestisce lo stabilimento, un dossier fotografico
      per segnalare i casi di discariche diffuse, per denunciarne gli effetti sull’ambiente e per indicare la soluzione
      del riciclaggio.
      Vi invitiamo, perciò, ad inviare al Regionale documentazione fotografica delle discariche a vostra conoscenza,
      con l’indicazione del sito e delle caratteristiche, magari individuando responsabilità e raccontando l’impegno del
      Circolo.
      Siamo certi che ciò contribuirà pure alla soluzione dei casi denunciati ed a dare la giustà diffusione alle
      attività dei nostri Circoli.
      Contiamo di avere presto un riscontro.
      A presto.
      Salvatore Granata

    15. INCONCEPIBILE! nei telegiornali nazionali tedeshi parlano dell’emergenza rifiuti di Napoli e delle proteste che si stanno verificando in questi giorni. Mentre i nostri telegiornali neanche un cenno!!! Mi sa che il ns caro governatore non vuol far sapere in giro che il suo piano di pulizia è fallito! e non ce lo vuole fare sapere! e meno male che siamo in democrazia e che le informazioni dovrebbero circolare liberamente e pubblicamente!!!
      per cui a chi vuoi che freghi se ci sono immondizie sulle strade di palermo e dintorni!!!
      l’importante è però che i soldi per il ponte ci sono… chissà che se limangerà però!!!

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