sabato 19 ago
  • Vuoto di memoria

    Una volta ho letto che alcuni traumi, alcuni shock, sono così forti da farti rimuovere quella porzione di vita dalla memoria. Forse è quello che è successo domenica a molti palermitani. Siamo a martedì e il dopo gara da tipico “bar dello sport” è stato praticamente inesistente. Le persone che ho incontrato in questi giorni non hanno (insolitamente) toccato l’argomento calcio. Nessuno ha parlato di niente che fosse lontanamente vicino a delle sfumature rosanero. Ho visto mogli e fidanzate felici andare a cena fuori o al cinema. È stata una domenica strana, velatamente triste. Una domenica d’amarezza e di silenzio. Ieri sera sono stato in un locale di Palermo a festeggiare la laurea di una amica e mi è capitato di ascoltare la breve conversazione di due giovani. Che mi dici di domenica? Hai visto che schifo? – chiedeva il ragazzo con la birra in mano all’amico – e l’altro rispondeva con una mezza smorfia infastidito: Domenica? Ma di che parli? Non ricordo…comunque è stato veramente uno schifo.
    So di persone che non ci hanno dormito. Li capisco, la “cosa” brucia un po’ a tutti. Non si era visto mai e non se l’aspettava nessuno. Umiliante.
    Forse il trauma ha colpito anche me. A poco, a poco si mettono a fuoco dei flash. Vedo un ragazzo di 36 anni con una maglia sudata che piange seduto in un angolo mentre viene ripreso da delle telecamere. Vedo delle figure pallide e stanche che si avvicinano con dignità alla folla per “raccogliere” i fischi dovuti mentre altri, poco distanti, festeggiano uno scudetto che non è uno scudetto.
    Ma cosa è successo domenica a Palermo? Lo sanno in pochi. Quello che però vogliamo ricordare è che mentre i nostri cugini gioiscono per una mano fortunata a “poker”, le mani dei palermitani sono sempre due, ben aperte e con le cinque dita per palmo ben in vista. Come per dire: “Ciao, ciao Catania. Alla prossima stagione…e buona fortuna per la vostra salvezza ormai vicina…”.

    Palermo
  • 16 commenti a “Vuoto di memoria”

    1. accidenti.. mi sa molto di deja vu.. peccato che a milano si parli con gli stessi toni della recessione mondiale e del fatto che molta gente si sta ritrovando a spasso… miracoli dell’autonomia siciliana…

    2. dalla descrizione si sarebbe detto tu stessi commentando un evento luttuoso. lo trovo cinico ed eccessivo. stiamo parlando di un gioco che, come tale, implica anche le sconfitte. non perdiamo il senso della misura, per favore.

    3. ai perfettamente ragione,domenica x tutta la giornata non ho fatto altro che pensare come si fà a farsi fare 4 gol dal catania,giocatori senza dignita pensano solo ai soldi .

    4. grazie giampaolo.. stavo iniziando a preoccuparmi..

    5. E’ il solito refrain,la vittoria ha mille padri e la sconfitta è orfana.

    6. Possiamo anche dire che di vorrebbero tre mani…per fare ciao ciao ciao (5-1 , 5-0, 5-3)…

    7. Nel precedente post ho usato come nick “rosanero” ed è comparso un avatar che non mi appartiene. Evidentemente il nick è stato usato anche da qualcun altro prima di me. Mi scuso con il proprietario…

    8. Domenica? E che è successo ?!?

    9. Caro Will,la verità è che hanno fatto la peggiore partita della stagione quando avrebbero dovuto fare la migliore…
      Bisogna abbassare la cresta!

    10. Luciano, é normale che ne parlino a Milano, stanno li alcuni dei responsabili, gli speculatori per intenderci, quelli che prima si sono arricchiti con gli imbrogli finanziari e probabilmente hanno qualche colpa per la recessione che ti fa paura. Anche questi sono miracoli, non dell’autonomia (che é nefasta, d’accordo) ma del similpaeseitalia, dove all’origine nel tentativo di fare una specie di Paese si rubava a una parte per sviluppare e arricchire l’altra, e si continua a rubare usando meccanismi moderni ma altrettanto perversi. Arrangiati con la recessione ora!
      Il calcio? Si é verificato uno dei tre risultati possibili, al quale i palermitani, presuntuosi, non avevano pensato. Passata la sorpresa non resta che rimediare. Ma il rimedio é fare una squadra seria, non incompleta come questa e con una panchina da serie B, insomma, una squadra logica in rapporto al budget annuale che é comunque di 80 milioni e non di 15 milioni come il Chievo. Ma dubito dello spirito di rivendicazione dei palermitani e sono sicuro che non c’é NESSUN GIORNALISTA PALERMITANO che ha il coraggio di dire chiaramente a Zamparini che il pubblico paga per senso di appartenenza e per ambizione sportiva legittima e non per alimentare le casse del zampa-market, e che lui deve spendere i soldi che paga il pubblico per costruire una squadra all’altezza del budget di 80 milioni annui. Deve spendere bene solo quelli pero’, non c’é bisogno dei suoi, di quelli personali. Per fare cio’ occorrono DS e allenatore competenti che operano nel mercato e non Zamparini che alla luce di tutti i bidoni da lui presi e spacciati per campioni… ma Zamparini é sempre alla ricerca di capri espiatori sui quali scaricare i suoi errori, e lo fa con arroganza…strano, non ha ancora capito che nessuno crede ai suoi alibi?

    11. Volevo rispondere a Luciano e Giampaolo: Dire che è solo una partita di pallone, che è solo un gioco, ricordare che esistono altri problemi ben più gravi, non alleggerisce il peso di un onta che per i tifosi del Palermo sarà incancellabile…se a Voi non interessa, lo rispetto, se la cosa vi sfiora, lo capisco, ma abbiate anche voi Rispetto per chi da Domenica soffre per qualcosa che a voi sembrerà stupida e superficiale, ma che ancora per qualcuno (purtroppo per pochi)vuol dire molto, forse troppo, ma essendo una cosa che tocca il cuore e che scorre nel sangue, riguarda la sfera emotiva e dunque non è controllabile.
      Nessuna vittoria da qui a fine campionato potrà restituire a noi MALATI alcun tipo di gioia, nessuna scusa potrà essere accettata da chi ha infangato la storia di questa maglia. Spero (ma non ci credo) che non gli facciano più indossare la maglia rosanero fino al prossimo anno, che giochino con la seconda, anzi con la terza, anzi ne inventino una da indossare fino a fine campionato, non sono degni di rappresentare i nostri colori.
      Detto questo, domenica sarò a Firenze, ma non per loro, solo ed esclusivamente per la MAGLIA!!!

    12. ho iniziato a disinteressarmi di calcio, quando sono andato allo stadio!

      troppa volgarità, troppe offese gratuite, troppi insulti…

    13. Sono profondamente deluso dal comportamento di R. Gueli, che ritenevo serio giornalista. Domenica dopo la partita ha fornito un assist a Zamparini chiedendogli: “Zenga ha battuto Ballardini…” e l’altro: “4 a 0”. Perché non gli ha chiesto se Pulvirenti -che incassa 30 milioni e fa una squadra seria- non ha battuto Zamparini che con un budget di 80 milioni fa squadre incomplete che cambia ogni sei mesi e con una panchina da serie B?
      Ora Gueli aggrava il suo caso, e fa un altro assist a Zamparini (a danno dell’anello debole, i calciatori che fanno cio’ che é nelle loro possibilità, coraggioso!), gli chiede se “i tifosi hanno fatto bene a protestare contro i calciatori”, l’altro prende l’assist e fa finta di non sapere che la maggior parte dei tifosi ne ha le scatole piene dei metodi di mercato di Zamparini, del suo scaricare su altri le sue responsabilità, e delle sue delegittimazioni nei confronti dell’allenatore. Lo sanno tutti che da domenica la maggior parte dei tifosi contesta pure Zamparini, perché i giornalisti non glielo dicono in faccia? SERVILISMO, di tutti i giornalisti appena vedono Zamparini, non solo da parte di Gueli.
      Io non posseggo la mail di Zamparini, né la posseggono tutti quelli che la pensano come descrivo in questo post. Allora chiedo a W. Anselmo se é capace di riassumere il contenuto di questi miei due post e fare le domande giuste a Zamparini su questi due temi principali: 1) le sue campagne acquisti inadeguate al budget -80 milioni- e le squadre incomplete con panchina da serie B; SOTTOLINEANDO, una volta per tutte, che i tifosi pagano per senso di appartenenza e per ambizione sportiva e non per alimentare la SUA SOCIETA’ PRIVATA, dove lui agisce da padre padrone. 2) I tifosi hanno contestato principalmente i suoi metodi.
      Confido nel suo coraggio.

    14. Se ho capito ben, il ragazzo di 36 anni che piange è Giovanni Tedesco…
      E’ vero: anche a me è capitato di parlare molto poco di domenica (soprattutto sono stato costretto dagli sfottò di amici catanesi…), e anch’io ho notato “il velo” di tristezza scivolato su Palermo il lunedì (naturalmente sono d’accordo con coloro che la vedono come un’esagerazione, ma una passione è una passione!); quando ho preso il caffè al bar, di tutto si parlava tranne che del derby; mi è anche capitato un caso più bizzarro (o Bizzarri?!): parlare del gol (bellissimo) di Mascara come se fosse completamente avulso dalla partita…!
      Ma, in fondo, le disgrazie sono altre, e purtroppo ne abbiamo tante davanti agli occhi…

    15. a gabriele e gigi:
      nessuna mancanza di rispetto per i tifosi.. neanche a me, che non sono grande appassionato di calcio, fa piacere un’umiliazione del genere, specie se i colleghi mi prendono per il c..o il giorno successivo! erano i toni che mi sembravano esagerati, tutto qui… quanto al riferimento di gigi per milano.. beh, mi sembra un po’ semplicistico dire che se ne parla a milano perchè li ci sono i responsabili..inoltre, cosa impedisce di parlarne anche a palermo.. in fondo non stiamo discutendo di filologia medievale ma di un evento mondiale che sta sconvolgendo le vite di miliardi di persone…

      la cosa che contestavo è l’incredibile attenzione che si dedica a palermo per un evento, importante per carità, come un derby, rispetto a qualcosa che è sentito a livello mondiale come il problema numero 1..

    16. Luciano, cio’ che chiami semplicistico non é altro che verità “semplice”. A quanto pare non hai capito le ragioni storiche: quelle del passato, né quelle piu’ recenti. Certo che se ne parla nel mondo intero, ma c’é chi ne parla perché ha subito e subisce, e chi dovrebbe parlarne con rimorsi. Ma se non sei sintonizzato…ritengo inutile continuare, anche perché é OT e tra non molto Rosalio esce il cartellino giallo.

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