venerdì 18 ago
  • La morte delle palme di Palermo o le palme della morte di Palermo?

    Palme come segnale di un orizzonte che introduce in un mondo esotico, ricco di echi e memorie del passato glorioso e perduto, colmo di suggestioni sensuali e raffinate, incorniciato di opere d’arte e bellezze scultoree, architettoniche, paesaggistiche. Questa la costante associazione tra la Sicilia, i suoi luoghi di incanto e magia, con gli alti fusti delle belle palme da dattero. Oggi trascinate nel fango del macero sotto il flagello di un’epidemia che il vento di una colpevole ingenuità ha portato nella nostra terra sulle ali di un grazioso coleottero d’inferno: il punteruolo rosso, novello barone volante e campione di altri tragici decessi.
    In fondo si aspettava. V’è nella memoria biblica e nostrana ampio ventaglio di esempi di pestilenze e mali epidemici scagliati in punizione. Visione terrifica ma salvifica che ad una colpa contrappone una giusta punizione. E forse aiuterebbe tornare a leggere in questi termini persino questo flagello del duemila evoluto, assurdamente importato senza che le attenzioni prodotte dalla scienza abbiano saputo arginare, impedire, prevenire. Sebbene qui la colpa dovrà probabilmente darsi alla solita ignoranza che rende tutto legittimo, scusabile, redento de iure.
    La morte delle belle palme di Palermo: che altro leggerci se non un simbolo dell’agonia di questa città le cui bellezze stanno sepolte tra le ingorde immondizie che ogni brulicante abitante accumula con tenacia irresponsabile? Qualcuno stupirà, attonito di tanta enormità: come? La colpa ai cittadini piuttosto che al solito elefante comunale? La colpa alle vittime dello sfacelo pubblico mai sazio di scandali e privilegi? Tutto intorno a noi crolla, lentamente, dandoci il tempo di scambiare le rovine per un paesaggio naturale. Soccorre il vento che di tanto in tanto sferza questi luoghi solitamente quieti e solleva tutto ciò che al nostro occhio appare ormai consustanziale all’urbe, l’immondizia dentro cui viviamo come in un’alcova di putrido conforto.
    La città che è divenuta maleodorante, rumorosa, terra di conquista di ogni ambulante che tale si improvvisi, discarica continua dei nostri fetidi scarti, è resa un ventre incancrenito che scoppia sotto l’urgenza dei gas mortiferi che la gonfiano e la uccidono. Nulla dura più di qualche giorno, fiori, villette, giardini, panchine, statue ripulite, ringhiere restaurate, marciapiedi rifatti. Un imponente, smisurato esercito di piccoli e grandi vandali, vili ed anonimi, che giorno dopo giorno sbrana, corrode, sventra, perfora, deturpa, ammorba, il labirintico dedalo di strade e viuzze che senza disegno e progetto è stato lasciato come un alibi dall’infernale abuso edilizio e urbanistico che ha disegnato il mostruoso volto di questa città negli ultimi quarant’anni. Ogni capanna, ogni lamiera innalzata a tetto viene lasciata per decenni in attesa che “altri” si occupino del ripristino delle regole che nessuno rispetta e meno di nessuno vuole. Mai un’esigenza di pubblica utilità che metta ordine, ridisegni, rada al suolo, ricostruisca, sostituisca. Solo quel piccolo e splendido spicchio non a caso alle spalle del tribunale, nei cui pressi pare di respirare un’aria di quell’Europa civile su cui tanti, solo a parole, si spendono coi bla bla elettorali e a cui appartenevamo prima che esistesse un’Europa, quando Palermo pareva una piccola Parigi…che stratosferica distanza ormai ci separa per sempre come un abisso incompiuto.
    Le palme che cadono, una ad una, come un dòmino ferale. Segno del destino che abbiamo colpevolmente lasciato che ci sovrastasse. Dovremmo cantare con Franco Battiato: E me ne andrò / dalla città / nell’attesa del risveglio. Oppure, mutando comportamento, innestando nuova linfa alle recenti vittorie contro il male assoluto che qui chiamiamo mafia, virando cioè dalla vigliaccheria diffusa al coraggio di un tempo, dall’anonimato al senso di responsabilità, dal timore al rispetto, oppure, dicevo, dovremmo adoperarci perché la morte delle palme sia segno di una rinascita possibile e mai come oggi a portata di mano?

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  • 29 commenti a “La morte delle palme di Palermo o le palme della morte di Palermo?”

    1. grandissimo post. esatta espressione di tutti i miei pensieri sugli obbrobri di questa città che, incredibilmente, la gente vive con stolta spensieratezza o strafottenza

    2. Un imponente, smisurato esercito di piccoli e grandi vandali, vili ed anonimi, che giorno dopo giorno sbrana, corrode, sventra, perfora, deturpa, ammorba.
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      Questa è la foto della realtà. Molti sono over 60 e ragionano così da sempre, sono ignoranti e terroni e non c’è modo di convertirli. Il problema è che i figli di questi stanno crescendo come i genitori…sono giovani e non hanno il rispetto del bene comune, perchè tutto quello che si trova dopo la porta di casa non appartiene a nessuno e quindi può essere vandalizzato…

    3. La morte delle palme è il simbolo del malaffare palermitano che purtroppo coinvolge principalmente il ceto dirigente a cominciare dall’Università.
      E non scambiateli con la vituperata mafia, sono molto di peggio.

      leggi il Corriere della Sera pag 27
      e guarda il video sul sito del Corriere della Sera.
      Per scoprire un brandello di verità.

      Depero
      Stay Tuned

    4. meraviglioso articolo, ricapitolazione del nostro malessere e di quello della nostra città dove sembra di vivere il NULLA della Storia Infinita, che incombe e ci spaventa, grazie e complimenti per la capacità di sintesi e poesia

    5. Eppure pare che il giardiniere di villa malfitano abbia escogitato un metodo efficace per non farsi fottere le palme dal punteruolo…

    6. invece il punteruolo di villa tagliavia in via libertà ha escogitato un metodo per non farsi fottere dal giardiniere visto che stanno morendo tutte…

    7. Perchè non spendevano i 300 mila euro destinati per la pubblicità pagando invece qualche esperto botanico per risolvere questo flagello?Cmq sono con Fabius, tutto quello che non è mio ma della collettività si può distruggere, questa è la società in cui viviamo.

    8. vita hai ragione, articolo splendido su cui concordare pienamente. proprio non c’è da aggiungere altro!

    9. post molto molto bello, triste specchio dei palermitani.

    10. Spero che chi pensi che bombardare, in ambito urbano, le palme con insetticidi tossici sia una buona soluzione al problema del punteruolo non si lamenti per gli sforamenti ai limiti degli inquinanti in città o per la costruzione dell’inceneritore a Bellolampo…

    11. il ritmo incalzante dell’articolo fa proprio avvertire lo squallore e l’ODORE caratteristico della nostra bella,ci ostiniamo a vederla tale,città.Nei miei costanti ricordi resta tale,nelle parole di chi vi si è recato in vacanza,solo a volte è tale.Ormai da 4 anni vivo in toscana a Grosseto e quì,oltre a tanti elogi sulla mia amata città sento fare commenti dei quali non andare per niente orgogliosi,addirittura sentirsi dire che sia proprio BRUTTA!! perchè sporca,piena di immondizia e puzzolente oltre che disordinata,da chi nella propria città può vantarsi di avere solo un certo numero di monumenti al CINGHIALE,figura unica di riferimento come testimone di una cultura passata e presente.Il bello della Toscana è la campagna e tutti quei piccoli paesini deliziosi per andarci ad una sagra un giorno ma non per viverci,almeno personalmente,i quali hanno l’enorme pregio di essere puliti e curati e soprattutto valorizzati….col niente che hanno fanno miracoli.Noi della nostra storia invece che facciamo?Ci facciamo mangiare dal punteruolo rosso !

    12. Piccola correzione:la canzone citata è di Juri Camisasca.
      Per il resto caro Giampiero,lo sai anche tu che purtroppo non possiamo sperare in nulla di buono e proprio questo deve spronarci nel concentrare il più possibile le nostre forze su noi stessi

    13. Che bello leggerti, Giampiero, scrivi ancora !

    14. grazie a tutti quelli che hanno lasciato un commento, è il segno che nella metafora delle palme può leggersi il riscatto che questa città attende da noi. Valentina: prometto che lo farò.

    15. caro proboviro, sperare è difficile quando tutto intorno crolla. eppure ripetiamo che l’ultimo atto di ogni uomo è la speranza, prima che la morte copra tutto di silenzio. il fatto è che in questa eredità fatale, la speranza, consiste il segno della continuità dell’Uomo. una specie di passaggio del testimone, così che di ognuno di noi resti una fiammella che altri renderanno fuoco ardente. è quetione di tempo.

    16. un grazie voglio inviarlo anche a chi nel lasciare un commento ha trovato spazio e voglia di apprezzare l’articolo. la bellezza si nutre di relazioni, la bellezza come atto unilaterale è un assoluto che muore schiacciato dal proprio delirio. e nella scrittura la relazione è tra chi scrive e chi legge. grazie lo dico io a voi.

    17. scrivi benissimo. non vi è dubbio.
      molte delle cose che hai scritto le condivido pienamente.

      e devo confessare mi hai battuto sul tempo nello scrivere un post sulle povere palme.
      volevo organizzare un invio massiccio di mail al comune di palermo per fare qualcosa prima che sia troppo tardi.
      adesso che vien primavera il punteruolo continuerà imperterrito la sua strage.

      magari si può tentare una strategia in comune.
      che ne pensi?

    18. caro/a ierioggidomani,
      ufficialmente risulta che il comune sta facendo qualcosa e in effetti alcuni interventi sono evidenti. tutti noi crediamo non bastino davanti alle proporzioni del problema ma una parte dell’in più tocca a noi. davanti casa mia c’è una palma in uno spazio verde pubblico ovviamente sempre sopraffatto dall’immondizia, vi si trova di tutto dagli scarti di pesce degli ambulanti ai copertoni del vicino gommista ai frigo e alle lavatrici. lì c’è una palma chiaramente aggredita e uccisa. poco distante, nel giardinetto di casa mia vivono due palme piantate dal vecchio proprietario, una è diventata maggiorenne da poco, l’altra è più piccola. la mia parte di cittadino in cosa consiste? 1 la prox settimana andrò a segnalare il problema palma morta alla circoscrizione cui appartengo; 2 avendo saputo da poco della soluzione con medicinale ho già acquistato un veleno con cu ifaccio prevenzione sulle mie palme. ricordiamoci che lo Stato in senso diffuso, capillare sul territorio, siamo noi. fermo restando che la tua idea di un’azione forte di sensibilizzazione del comune e dei resposnabili è ottima e va pure seguita, magari con l’aiuto di rosalio?

    19. grande scenario opocalittico di degrado e distruzione che rispecchia la società non solo di palermo, dove le palme malate trovano uno spunto per parlare sempre di spocizia e voglia di pulito e di legalità che non arriva. Mi chiedo in tutto questo se è sufficiente spruzzare un pesticida come soluzione tampone.Si spera che il punteruolo voli dalle palme e attacchi le vere palme di palermo:i mali. Pensiamo positivo da una spina a volte nasce una rosa. Speriamo che dalle palme nasca un arcobaleno che spazzi via come la santuzza la peste da palermo

    20. Ma l’avete visto il video linkato nel primo commento ?
      C’è stata qualche reazione/spiegazione delle autorità comunali e sanitarie ?

    21. GRAVATA RESURGO.
      E’ questo l’augurio positivo, echeggiante antica, lontana saggezza, che porgo a Palermo città che mi dato i natali e a tutto ciò che simbolicamente Giampiero Finocchiaro associa alla palma. Pur piegata, mi rialzo! Vuol essere un grido di speranza.
      La palma da secoli, è abituata a non cedere, AGITATA RESONAT, scossa risuona, anche se squassata dal vento. Tra i soffitti lignei dipinti del Palazzo Ducale di Palma di Montechiaro, oltre al più conosciuto stemma ducale dei Tomasi, inquartato con gli emblemi dei Caro, La Restia, Traina, raffigurante il leopardo rampante, nella Sala delle Armi appare una palma che tristemente presenta la chioma abbassata perché violentemente legata ad un pietra. I Tomasi nella Terra del Gattopardo vollero la scritta: Gravata resurgo.

      Immagine del soffitto ligneo da cui si può leggere INCULTA DUCIORES CARIOTES, sebbene non coltivata, ben dolce è il frutto:
      http://www.terradelgattopardo.eu/I%20Tomasi%20e%20Palma/Particolare%20del%20soffitto%20a%20lacunari%20ligneo%20dipinto%20con%20lo%20stemma%20dei%20”Caro”%20nel%20Palazzo%20ducale.jpg

    22. Qualche settimana fa, andavo in giro per la Sicilia con degli amici venuti da fuori,mi hanno chiesto delle palme, del punteruolo, sapevano tutto… erano dispiaciuti, perchè veramente amano la Sicilia e il nostro patrimonio naturale.
      Questa cosa mi ha colpito, loro sono di fuori e sono più interessati di un qualsiasi abitante della Sicilia…

    23. grande post giampiero! ma forse c’è un aspetto positivo. se moriranno tutte le palme, se l’epidemia non sarà fermata forse ci sarà un riscatto: scomparirà quella linea delle palme che per sciascia segnava il confine tra il malaffare consustanziale al sud… e il progresso che privilegia il nord.

    24. un articolo dal carattere incalzante, che mette in risalto il problema urgente della morte delle palme.
      sono una corritrice dello stadio delle palme, ma forse adesso lo dovremmo chiamare “stadio delle palme morte” come lei allude nell’articolo. l’immagine di questo imponente e nello stesso tempo allegro albero, è sempre stata il simbolo di questo stadio, forse uno dei pochi angoli di questa città in cui è presente un po’ di verde. un verde che però col morire delle palme, si andrà spegnendo come ormai sta facendo questa città..perdendosi in un buio che sembra non volerlo combattere, ma solo subirlo. affidandoci ai luoghi comuni per esempio la mafia, e lasciando che l’appellativo “mafiosi” sovrasti i nostri esseri forse diversi ma troppo offuscati da una società che ci vuole tutti uguali.
      in conclusione, se no si prendono provvedimenti rapidi, non so se gli allenatori per farci tenere la testa dritta ci potranno continuare a dire “tu guarda la chioma della palma”.

    25. Magie della rete: attraverso internet persone che nn si conoscono affatto o che nn hanno modo di parlarsi direttamente, hanno comunque la possibilità di comunicare e scambiarsi idee. Certo, nulla può essere paragonato alla meravigliosa chiaccherata, fatta uno di fronte all’altra, in cui oltre alle parole si trasmettono messaggi col linguaggio del corpo, che comunica più di mille parole!!!
      Ho avuto modo di leggerTi altre volte (sempre a scrivere anche a tarda notte!!!Nn si ferma mai!!!) e ogni volta mi dico…caspita…che visione pessimistica della vita che ha quest’uomo!!!Sembra quasi di vivere in un mondo tremendo, fatto da persone false, ipocrite, disoneste, che pensano solamente a un tornaconto personale. Una persona che scrive quello che ho letto forse nn è in grado di fidarsi di nessuno e questo credo sia triste perchè se tante persone disoneste ci stanno, ce ne sono tante altre serie e oneste, che credono ancora nei valori dell’amicizia, dell’amore, della famiglia, della solidarietà. Ci sono anche le persone che vorrebbero rendere il mondo un posto meraviglioso in cui vivere, ma forse queste persone stanno un pò nascoste, per paura di farsi del male, o per nn entrare in strani compromessi, diventando come gli altri.
      Dai post che leggo come risposta, mi accorgo che siamo davvero in tanti a voler vedere le cose andare per i verso giusto.
      Allora mi chiedo…nn è che forse ciascuno di noi dovrebbe farsi avanti, smettere di avere paura e rischiare in prima persona pur di vedere il mondo migliorare?!

    26. Scusate…c’è modo di cancellare il mio post?!Lo rileggo e nn mi piace affatto!!!Inutile vivere ancora nel mondo dei sogni, è proprio il caso di crescere e intervenire in prima persona. Il principale male del mondo? l’INDIFFERENZA!!!Basta fare finta di nn vedere quello che ci capita attorno per nn avere “responsabilità” e “problemi”. Bisogna intervenire in maniera compatta, tutti insieme. Nello specifico: come risolvere il problema del punteruolo rosso?!Beh…innanzitutto è opportuno sapere che, così come già detto Giampiero, è stato autorizzato dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, in via eccezionale, l’utilizzo di alcune sostanze attive; inoltre la situazione viene costantemente monitorata dai servizi fitosanitari per adottare le iniziative più appropriate che devono essere attuate, sia da parte delle amministrazioni locali che dei privati interessati dal fenomeno. ERGO…teniamoci informati e in contatto…

      Buona serata a tutti voi 😉

      Alla prossima

    27. siamo un gruppo di artisti di Cagliari dell’associazione Carovana S.M.I. impegnati in un progetto interegionale di formazione
      per giovani artisti, Movimenti Urbani, che nel programma comprende un
      evento di spettacoli a Palermo alla fine di settembre 2010. A partire dall’idea e dagli scritti del narratore Carlo A. Borghi (Palm fiction), stiamo
      lavorando per la creazione di un’azione performativa e interattiva con
      il pubblico della città sul tema delle Palme a rischio di estenzione
      per l’attacco del punteruolo rosso. sarebbe per noi molto importante metterci in contatto con altre persone di Palermo che si stanno mobilitando su questo tema.
      il nostro obbiettivo sarebbe quello di
      produrre un’azione artistica su questo tema per stimolare e collegare
      movimenti di opinione e azioni di denuncia come si sta facendo a Roma, collegando la Sicilia e la Sardegna dove il punteruolo è già arrivato.
      vi ringraziamo per l’attenzione.
      Cordiali saluti
      Ornella D’Agostino
      direttrice artistica
      Carovana S.M.I.
      email carovana@tiscali.it

    28. Faccio parte del corpo di ballo El Kahina di Palermo che ha già portato in scena uno spettacolo per raccontare con la poesia della danza e del canto la storia della palma martoriata dal punteruolo.
      La prima mondiale è andata in scena al Teatro Antico di Segesta il 07.08.2010.

      http://www.utilitymagazine.it/it/turismo/reportage/1763-va-in-scena-a-segesta-la-palma-clandestina-di-sabah-benziadi.html

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