martedì 22 ago
  • Palermo: european capital of culture 2019

    Una giornata dedicata alle Capitali della Cultura. Il 5 maggio 2009 a Bruxelles la Commissione Europea organizza una giornata informativa sulle Capitali della Cultura.
    Durante l’incontro verranno spiegati i criteri, il processo di selezione e verranno condivise le buone pratiche tra le passate città elette Capitali della Cultura, le presenti e le possibili future.
    Le Capitali Europee per il triennio 2010 – 2013 sono già state scelte. Per quanto riguarda il periodo 2014 – 2019, i seguenti Paesi avranno il diritto di aggiudicarsi il titolo:
    2014: Svezia e Lettonia
    2015: Belgio e Repubblica Ceca
    2016: Spania e Polonia
    2017: Danimarca e Cipro
    2018: Paesi Bassi e Malta
    2019: Italia e Bulgaria
    Per registrarsi all’Information Day entro il 15 aprile 2009, inviare e-mail a: Eac-Culture@ec.europa.eu, specificando quale città si intenda rappresentare.

    Ce la facciamo per il 2019 a ottenere quel titolo europeo? Il tempo c’è: 10 anni! Non sarebbe una cattiva idea, anzi, sarebbe davvero un buona occasione – per l’area culturale della città – per modificare l’attuale profilo urbano e connotare con segni indelebili il territorio con la creatività e produzione artistica e culturale locale. Insomma un opportunità per cambiare i connotati culturali a questa città davanti agli occhi dell’Europa e cominciare a vivere di cultura senza andare fuori da Palermo.

    Sviluppare il potenziale della capitale europea della cultura. Uno studio redatto da un esperto indipendente tra il 1995 e il 2004 conferma il responso positivo dei media all’evento delle capitali europee della cultura. L’evento ha migliorato l’immagine delle città selezionate agli occhi dei suoi abitanti e ha aiutato a sviluppare cultura e turismo. L’UE vuole vedere le città che si fanno avanti come capitali della cultura, fare sempre di più per incoraggiare gli impatti a lungo termine sullo sviluppo culturale della città e dei relativi ambienti. Le nuove procedure europee includono una fase chiave di follow-up una volta che le città sono state selezionate alla candidatura di capitale europea della cultura.

    Come sono selezionate le città. Le città che si augurano di divenire capitali europee della cultura devono preparare un programma culturale che soddisfa criteri specifici: deve riflettere il carattere Europeo dell’evento e coinvolgere la partecipazione degli individui che ci vivono.
    Il sapore europeo può essere visto nei temi scelti, negli artisti e organizzatori culturali provenienti da diversi paesi che cooperano per la riuscita dell’evento. Il programma deve inoltre avere una durata e un impatto sostenibile a lungo termine sullo sviluppo culturale, sociale ed economico.

    Palermo con la sua posizione baricentrica nella geopolitica del Mediterraneo (e la relativa ricchezza di influenze) avrebbe tante carte potenzialmente in regola per vincere questa sfida ed essere proclamata capitale europea della cultura del 2019. Basta organizzare (management) queste carte esistenti (talenti) e presentarle efficacemente (piano di comunicazione) in maniera tale da mostrare (marketing) l’alto livello di valore sociale culturale ed economico europeo aggiunto dalla realizzazione dell’evento a Palermo.
    L’idea c’è (ed è bella), l’occasione a candidarsi pure (l’Europa). E c’è posto per tutti…più vario ed eterogeneo è il programma, maggiore è la possibilità di dimostrare la ricchezza dei suoi abitanti. Musica, danza, teatro, pittura, fotografia……
    Questo è il PONTE con il cuore dell’Europa!!!!!

    Di seguito le candidature delle città europee per i prossimi anni, e come queste città si stanno organizzando e preparando (chi più chi meno) a vincere la sfida “culturale” europea:
    ►Saint-Étienne 2013 ►Košice 2013 ►Banska Bystrica 2013 ►Alcalá de Henares 2016 ►Burgos 2016 ►Cáceres 2016 ►Cordoba 2016 ►Cuenca 2016 ►Lublin 2016 ►Malaga 2016 ►Palma de Mallorca 2016 ►Segovia 2016 ►Tarragona 2016 ►Torun 2016 ►Vilnius 2009 ►Istanbul 2010 ►Stavanger 2008 ►Liverpool 2008

    Chi ci crede alzi la mano……(astenersi membri del PPPC: partito palermitani pessimisti cosmici).

    Ospiti
  • 13 commenti a “Palermo: european capital of culture 2019”

    1. È una bella idea, io ci sto!

    2. Bellissima idea!!

    3. hai detto bene:….”potenzialmente in regola per vincere questa sfida”……. come per tante altre cose.

    4. beh, perchè no? in fondo palermo non potrà mai aspirare ad olimpiadi o expo (roma e milano prevarranno sempre), però capitale della cultura, anche considerato il nostro mega retaggio….

      un’informazione: chi finanzia le operazioni? contributi della Commissione, paga tutto lo Stato, nessun contributo?

      comunque, io ci sto!

    5. prima Palermo città d’arte, poi capitale della cultura!

    6. Come nelle altre città europee che si sono candidate e che hanno vissuto la dimensione di capitale europea della cultura, i finanziamenti per l’iniziativa sono di carattere sia pubblico che privato.
      L’essere capitale della cultura comporta un aumento di turismo quindi un vasto ritorno economico per il territorio.
      Per quanto riguarda il finanziamento pubblico
      l’Asse 3 del nuovo Programma Operativo 2007-2013 della Sicilia finanzia iniziative per la valorizzazione delle identità culturali.
      Bisogna attivare progettazione, partenariati e reti tra operatori artistici e culturali e attivare partenariati tra istituzioni pubbliche e gruppi di finanziatori privati (telecomunicazioni, Aziende ICT, banche).
      Un operazione non certo semplice, ma una bella sfida per un operazione di immagine della città che se riuscisse anche al 60-70% in termini di efficacia, comporterebbe un cambiamento dell’etichetta di Palermo con conseguenti risvolti economici, culturali e sociali.
      Questo post è una proposta provocatoria in tempi come questi, ma se non riusciammo a vedere, sognare, immaginare, tentare di provaci, discutere e confrontarci su queste sfide, come possiamo trovare la forza di iniziare un altra giornata con stimoli nuovi ?
      Gli operatori culturali e artistici della città che si riuniscono per parlare dell’emergenza cultura a Palermo, possono avere quest’altro stimolo.
      E’ un opportunità che l’Unione Europea offre alle città europee. Chi vince la candidatura, vince la possibilità di migliorare la qualità della vita attraverso le arti e la cultura !!!

    7. Un appunto al signor Spataro:Oltre Instanbul, nel 2010 sarà Capitale Europea Della Cultura la Città di Pècs(Ungheria)!!

    8. Gli attuali amministratori non credo siano interessati: per diventare Capitale Europea della Cultura bisogna effettuare investimenti coordinati e ricompresi in un programma. Insomma, niente investimenti a pioggia o in emergenza; va tutto pianificato. Dunque, non conviene.

    9. C’è anche un gruppo su facebook inerente l’argomento di questo post.

    10. la candidatura come quella di capitale della cultura è da intendersi come elemento di un progetto e come destinazione di un viaggio partito indipendentemente che intende andare oltre e prescindere dalla candidatura stessa. Pertano è uno spunto, una occasione, non il colpo di teatro dell’ultimo momento privo di un’idea e di un progetto forte alle spalle. La provocazione di Ciro in questi termini potrebbe essere facilmente accolta dai nostri amministratori che non amano certo il progetto, ma amano le trovate eclatanti e “cool” dell’ultimora, per conquistare preziose quanto effimere mezze pagine di giornale.
      La proposta di ciro però drammaticamente evidenzia non tanto il vuoto progettuale degli amministratori, che ormai è da considerare la nostra condizione incontroverbile, quanto il vuoto di pensiero e progettuale dei nostri artisti e uomini di “cultura”. Pochi si concepiscono anche come intellettuali, che intendono occupare un ruolo preciso nella dinamiche della società e pochissimi sanno andare oltre la sterile ed improtruttiva polemica (finalizzata generalmente ad ottenere risorse economiche in cambio di silenzio) verso un’amministrazione pubblica che ha il torto di essere assente, che però può permettersi il lusso dell’assenza perchè a loro volta nessuno fa nulla per impedire l’assenza stessa, così che, anche coloro che dovrebbero sottolineare le mancanza, sono di fatto assenti e non svolgono il ruolo di denunzia civile e vigile che comporterebbe il mestiere di artista ed intellettuale (a meno che naturalmente non vengano toccati i propri piccoli interessi). L’insieme di queste considerazioni dovrebbero lasciare ben sperare Ciro, la totale inconsistenza di una nostra candidatura, per la contestuale e cronica assenza di tutti i soggetti che dovrebbero svolgervi un ruolo determinante, potrebbe essere una delle condizioni per darci come città finanche la faccia tosta di candidarci come capitale della cultura… al quel punto però mi auguro vorremo occupare il ruolo di capitale della cultura “assente” o meglio “dell’assenza”.

    11. Vediamo un po’ i suggerimenti della EC “The keys to success”

      http://ec.europa.eu/culture/our-programmes-and-actions/doc487_en.htm

      Dopo averli letti e aver letto a balzelloni le 622 pagine del “Palmer Report” penso che Palermo possa anche candidarsi, non è vietato, ma quanto alle possibilità di successo … mi permetto di dubitarne.

    12. Vedo che anche da quelle parti c’è una sezione del PPPC… è un partito estremamente ramificato 😀
      Un saluto e in bocca al lupo. (anche dalle nostre parti ci stiamo attrezzando x il 2019)

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