martedì 22 ago
  • Grammatica siciliana quater

    Tante volte ho parlato di grammatica siciliana, regole peculiari e affini. Iniziai proprio così la mia avventura come autrice di Rosalio. Ci ritorno. È argomento inesauribile, anzi, argomento inesauribile è.
    Di recente riflettevo su come alcune espressioni siano incomprensibili, al limite del surreale per chi non è siciliano. Alcune volte anche per chi non è palermitano.

    • Per esempio, spesso quando chiedo ad alcuni alunni “hai fatto i compiti di grammatica?” la risposta più frequente è “non mi fido”. Ma fidarsi di chi? C’è qualcuno che vuole rubarti i libri e quindi non li tiri fuori perché non hai fiducia? Che poi, non mi fido è l’ultimo passaggio di una elaborazione più lunga. ‘Un m’a firu, diventa non me la fido, che poi si trasforma fino alla più fina versione non mi fido. Io, che non ho natali palermitani, ho appreso in questa città l’uso di questa espressione per dire “non sono capace” (esiste anche una variante più ”paesana” che è non ce la so), ma è usata anche nell’accezione di “non ce la faccio più”. Per esempio madre di un alunno esasperata: professore’ ce lo giuro non me la sto fidando più cu’ ‘stu picciuttieddu. Qualche giorno mi rovino (con leggera allusione alla fine che farà il ragazzino).
    • Altra espressione, un po’ più inquietante e un po’ meno astrusa da comprendere è a chi appartieni? Adoperata per indagare le origini (?) di una determinata persona e scoprire la “famiglia” di provenienza. Per esempio se arriva un nuovo inquilino in un palazzo si usa chiedere al vicino “ma a cu appartieni chistu?”.
    • Giorni fa mi capitò una cosa che davvero solo in Sicilia può succedere: un ragazzo si accosta alla mia auto nuova e, abbassato il finestrino e attirata la mia attenzione con due colpi di clacson, mi fa: “Scusa, ti posso chiedere una cosa?”. E io “dimmi” e lui: “Ma come macchina come ticci trovi? Sto andando in concessionaria a provarla…”. Che gli dovevo rispondere? “Mah come macchina micci trovo bene…credo mi deluderebbe se dovessi usarla come scolapasta!”. Che vogliamo dire con ‘sto come? Non è infrequente, nemmeno, entrare in un negozio e sentire una conversazione di tal genere: “Signorina, chiedo scusi ma come magliette avete solo queste?…”. Chissà forse si cerca qualcosa che abbia più di una funzione, che sia versatile. Che so, una maglietta da usare come coperta, o come zaino…coi tempi che corrono!
    • Da segnalare anche l’affetto che i siciliani hanno nei confronti di alcuni oggetti. Specie porte e portoni. Non c’è scritto nella vostra portineria si prega di accompagnare il portone? Da me sì. Ci teniamo noi ad accompagnarlo. Mischino, c’è paura ci resta male…
    • Infine ho scoperto di recente che un sacco di cose vanno “a paia”: un bellu paru ri cuosci, un bellu paru r’uocchi…ma non solo. Poco tempo fa una mia vicina, parlando di me con un’altra signora che si complimentava per i miei capelli, concordava dicendo: “Hai ragione, Maria ha vero un bel paio di capelli”…speriamo non volesse dire che ne ho due!
    Sicilia
  • 46 commenti a “Grammatica siciliana quater”

    1. tornare a casa in-ca-zz-a-to nero alle 3 di notte.e leggerti,mi ha fatto dimenticare tutto.
      sei la numero uno

    2. hahhah ah ah ha haha
      “”Ma come macchina come ticci trovi? Sto andando in concessionaria a provarla…”.
      me lo immagino proprio in faccia e non smetto di ridere.
      Sei troppo TOCA Marì.
      😀

    3. Ti scrivo ancor prima di leggere il post..finalmente!
      Mi sto preparando una bella colazione e lo leggeró pian pianino per godermelo meglio. Ma non potresti scrivere piú spesso? Controllo la pagina di Rosalio un paio di volte al giorno aspettando i tuoi divertentissimi post.
      Augurami una buona lettura

    4. sei strepitosa, brava davvero, un saluto di grande affetto.

    5. Tutto sopporto…tutto!
      Ma sentire il “non me la fido” mi fa troppo inorridire!
      Complimenti, Maria, continua così che CE LA SAI! 😉

    6. E dell’uso del “come” al posto di “quando”? Ricordo che la bidella delle elementari diceva “bambini, uscite come suona la campanella!”

    7. mia madre a mia nonna parla bene ai bambini è mia nonna mi chiama dal balcone salisci de sopra,di recente chi bella innata pigghia i mongoloidi ri picciriddri è lavali provate a capire cosa voleva dire mia nonna ciao a tutti

    8. @dea:
      I Montgomery? Da lavare da oggi in poi, dato che sono arrivate le belle giornate e presumibilmente l’inverno è finito?

    9. ahhahahhahahahaha 😉
      bacioni

    10. A tradurre meglio di così, non mi fido! 🙂

    11. bravo angelo te la fidi

    12. Non per sminuire il post, ma da insegnate dovresti sapere che ormai “Mi fido di” in alcuni dizionari lo trovi eccome in italiano!!! Con significato “Essere capace di fare qualcosa”. Ho due dizionari zanichelli che riportano il lemma come corretto.

    13. @gianlu 84: quindi tu usi il lemma NON ME LA FIDO per dire non sono capace?:-)

    14. Maria, il prossimo post…sull’utilizzo corretto della punteggiatura (che non è un optional!).

    15. Maria come si dice a Trento..”sei la Meglio!”
      …che ne dite dell’espressione “quanto vi levate?”
      sapreste tradurla rapidamente in italiano?
      poco tempo fa ho assistito ad una conversazione spassossissima tra una turista con due bambini e una vecchietta palermitana che le diceva :”Che saporiti sti bambini..quanto si levano?” dovevate vedere la faccia della “polentona”… 🙂

    16. Signorina Maria, mi scusi di nuovo,
      ma alla fine la macchina in concessionaria l’ho comprata!!
      Meno male che mi ha detto di come sicci trovava lei!!
      Grazie grazie…

    17. @mariacubito: Certo che si può usare e lo uso eccome.

    18. …ovviamente mi riferisco al “non mi fido”.

    19. Beh, alcuni termini finiscono per essere riconosciuti anche dai dizionari più prestigiosi.

      Ma il portone voi lo accompagnate?
      Siccome ha paura di uscire da solo la sera…

    20. Beh mirko non per fare il guastafeste di nuovo 🙂 , ma anche “Accompagnare” ormai è riconosciuto in senso figurato anche in relazione agli oggetti, per cui è italianissimo dire “Accompagnare la porta”

    21. ” FIDIS enim manare poetica mella te solum….” ” Omnes naturae PAREMUS …”……

    22. Mi arruolo tra i tuoi allievi.

    23. cara maria il portone si accompaqgna per non farlo sbattere…….altrimenti si cotoliano i vetri

    24. Io non riesco a trattenermi quando sento:
      E’ UN CONTINUO…
      si ok…
      è un continuo cosa?

    25. a me piace tanto l’espressione “c’è umido”!

    26. e la variante palermitana “c’è umito”!!!!

    27. ce la sai sul serio Maria. Il me la fido, comunque, è un classico scolastico….

    28. 1. qualche mese fa la mia collaboratrice domestica mi ha chiesto: “signora, ce l’ha un ponzello? Che c’è un poco di mattola da levare” (io, onesta, ho dovuto chiedere spiegazioni!)
      2. il palermitano nasce così: ieri ho chiamato mio figlio (anni 2) e mi ha risposto “quà tono”.

    29. Maria, investiga sul gomitare, detto anche rovesciarsi

    30. ne dimenticavo un’altra:
      “signora, ma i bambini dove sono, all’esilio?” (all’asilo)

    31. L’estate scorsa,sono andato al borgo vecchio,per acquistare della sarda salata,da utilizzare per andare a pesca di totani/todari,così ho cominciato a guardarmi intorno,e con stupore noto che il mitico venditore non era al solito posto,così mi avvicino ad un ragazzo che stazionava su di una vespa,e gli chiedo,dove avrei potuto trovare le sarde” cucì ma ca un c’iera chiddu ca vinnieva saidi?( la r salta..).. Lui mi guarda e mi dice: Nu livaru! io rimasto male per la risposata gli dico come nulivaro?(lo hanno tolto) e ora come faccio? il ragazzo afferra al volo,mi guarda,con uno strano sorriso,indica una bottega, e mi dice nuovamente: Nu livaro!(il NU era stacato) allora guardo il dito teso e mi rendo conto che per livaro,intendeva quello che vende le olive……

    32. Mia madre viene a trovarci in quel di Roma, entriamo nell’adrone del palazzo insieme ad una bambina del condominio che poverina non riesce a spingere il tasto per chiamare l’ascensore vista l’altezza. Mia mamma per fare la simpatica si rivolge con un sorriso alla piccola dicendo: “che fa non te la fidi ad ammaccare il bottone?”. La bambina, di chiare origini locali, guarda mia madre perplessa e sensa dire nulla prende le scale. Mia madre si gira verso di noi e dice con stupore “mma, forse non mi ha capito!!!”, ma va’.
      Ciao.

    33. @bha:Gomitare già fatto (n.d.r con rispetto parlando), @detu mi hai fatto ridere, però mattola per indicare polvere lo uso pure io!
      @stanco: non era facile capirlo però!
      @Giuseppe è meravigliosa…mi sa che me la “vendo”in radio!;-)

    34. “Di recente riflettevo su come alcune espressioni siano incomprensibili, al limite del surreale per chi non è siciliano.”
      Credo che senza questa espressione, assai equivocabile il post mi sarebbe risultato più simpatico.
      Magari mi sbaglio.. grammaticalmente il dialetto palermitano(specie nell’uso dei verbi transitivi) spesso è da brivido.. ma incomprensibile non direi, almeno non nei casi sopra elencati.

    35. e sono contenta che una volta ti ho fatto ridere pure io, tu lo hai fatto spesso.
      1. il fratello di una mia (ex) amica, famosissimo per le sue gaffes, a Bologna, seduto al tavolino di un elegante bar in centro: “signorina, che fa ce lo può dare un colpo di sponsa al tavolo, che è sporco?” allo sguardo inebetito della ragazza commenta col suo amico “magari c’è rimasta male, qua non si usa…”
      2. un mio caro amico di torino all’inizio dei suoi lunghi soggiorni panormiti restava sempre perplesso sull’uso del verbo “avvicinare” nel senso di “venire”, nelle espressioni tipo “magari più tardi avvicino”…

    36. @Stanco:
      molto, molto forzata.
      Se fosse stata una venditrice ri saiddi salati sarebbe stata più credibile. ‘Nn’alivaru avrebbe magari lasciato intuire l’atto di forza delle istituzioni che l’avessero tolta magari perchè trovata, scoperta, senza licenza di vendita.
      Nu livaro no, non mi convince anche perchè o ‘bburigu, il Borgo di Santa Lucia, lo conoscono bene l’idioma palermitano e nessun burghitano direbbe livaro per indicare il venditore di olive e tu ti sei rivolto a lui in palermitano il che esclude un eventuale timido tentativo da parte del ragazzo di una “traduzione” andata a male.

    37. il non me la fido l’ho sempre detestato!
      mi ricordo a scuola le fazioni del non sono capace contro il non me la fido!

    38. @Ninni:
      Mi rivolsi al ragazzo in dialetto(il mio), magari io, non sono un asso del nostro idioma,e non ho colto la “a” di alivaro.Personalmente la cosa,alla fine mi ha fatto ridere,inquanto la differenza che coglievo era solo quella del nu/no staccato,o come meglio da te specificato Nn’..questo per me faceva cambiare il significato.Pensai proprio,come hai detto tu,che le istituzioni l’avessero tolta magari perchè trovata scoperta, senza licenza di vendita o altro..
      Non ho capito questa:
      molto, molto forzata.
      Se fosse stata una venditrice ri saiddi salati sarebbe stata più credibile.?

    39. @Stanco:
      In effetti sono stato poco accorto nell’esprimermi.
      Scusa se ho destato la tua suscettibilità, ne hai pienamente ragione.
      Credo che ‘nn’alivaru sia più vicina all’espressione dialettale ed era solo questo che volevo significare.

    40. ciao prof sono la sua stellina annalais anche avvolte detto annatisa ,ma non da lei ma dai miei compagni, ha me questo nome non pice meglio come mi chiama lei. Le voglio un mondo di bene ,spero che insieme in gita potremmo divetirci bye annalais.

    41. Io il portone lo accompagno per non farlo sbattere!
      Altrimenti come si direbbe?? Chiudere delicatamente il portone?? bleee

    42. Maria è sempre Maria. Leggerei sempre i suoi post, anche se li conoscono a memoria. Sono contenta per come si è evoluta la sua vita, ma devo ammettere che per noi rosaliani è stata una perdita.

    43. ma è così difficile da comprendere che il siciliano
      è una lingua e che di conseguenza il dialetto palermitano(proveniente dalla suddetta lingua) ha altri modi di dire, forme sintattiche e grammaticali dell’italiano? ma secondo voi non è altrettanto ridicola l’espressione inglese “how old are you?” (quanto sei vecchio?) oppure l’espressione italiana “ho marinato la scuola”? la scuola marinata.. sì, come le alici. e giù risate…

    44. Volevo solo far notare la meravigliosità del nostro dialetto (o forse è meglio “lingua”?) e come rispecchi pienamente la nostra storia: il palermitano non ha il tempo futuro nelle coniugazioni del verbi. Usa indifferentemente il presente: “ora vegnu” – “rumani vegnu”.
      Sarà perchè siamo abituati al carpe diem?
      Maria, che ne dici?

    45. Ma della “grevianza” vogliamo parlare?

    46. Attenzione, fermi tutti. Parlare di lingua palermitana mi sembra molto azzardato, è evidente che manca la forma scritta, manca una produzione letteraria, seppur minima. Le ultime poesia scritte in siciliano erano quelle del Pitrè, di Meli, ma stiamo parlando dell’800. Il bellissimo dialetto palermitano, che è poi il dialetto che parlo con le persone a me più care, anche nella città che mi ha
      adottato, ha il grosso limite che per molti anni è stato represso, nelle scuole si puniva ai miei anni chi si esprimeva in dialetto…anche con le bacchettate sulle mani….pensate che qui in Sardegna lo insegnano nelle scuole elementari e ci sono le scritte bilingue nelle strade e nel quotidiano locale non è raro leggere interventi in “limba” sarda, e lo parlano tutti, non è la lingua o il dialetto dei ceti popolari, anzi…ma il discorso si fa lungo, domani vado a lavorare con il motore, l’ho posteggiato alla villa e mi porterò la tovaglia per andare a mare…..

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