mercoledì 23 ago
  • Atterrare con il vento a Punta Raisi

    Atterrare con il vento non è pericoloso, ci sono da fare però alcune considerazioni. Di per sé il vento non è altro che il movimento dell’aria, lo stesso movimento di cui ha bisogno l’ala dell’aeroplano per generare la forza che lo tiene in volo (portanza), infatti l’aeroplano prendendo velocità non fa altro che creare del vento (flusso d’aria) intorno alla superficie alare. Questo “vento” ha normalmente però velocità e direzioni costanti (direzione del moto dell’aeroplano).

    Il vento teso (non a raffiche) ha velocità e direzioni costanti quindi facile da gestire, diventa un po’ più complesso gestire un vento a velocità variabile (raffiche) e direzione variabile, che nel caso in cui le variazioni siano ampie e repentine si chiama “wind shear”, noto a Palermo Punta Raisi a causa della conformazione orografica della zona, montagne intorno all’aeroporto a sud che creano discendenze notevoli se il vento viene dal settore sud-est-sud-ovest, mare a nord che ha sicuramente capacità di riscaldamento e raffreddamento differenti dalla terra, creando così moti convettivi (verso l’alto) d’aria anche in giornate di poco vento.

    L’atterraggio e il decollo di un aeroplano avvengono sempre controvento e in giornate di Scirocco e Ostro a Raisi è sempre in uso la pista 20 (appunto chiamata “la pista dello Scirocco”). Un vento sostenuto quindi aiuta l’aeroplano a generare portanza, implicando una velocità minore rispetto al suolo di atterraggio o di decollo, quella che conta infatti è la velocità dell’aria sulla superficie alare, tecnicamente chiamata velocità indicata, letta infatti sullo strumento di bordo chiamato anemometro, che “legge” la quantità d’aria che investe l’aeroplano.

    Per evitare però che un eventuale calo della velocità del vento diminuisca la forza di sostentamento (sempre proporzionale alla velocità indicata) si aggiunge una quantità di velocità proporzionalmente alla velocità del vento teso e a quella delle raffiche, alla velocità di atterraggio e avvicinamento stabilita.

    Per quanto riguarda la direzione del vento, ovviamente se non è allineato con la direzione dell’aeroplano, ciò comporterà uno scarrocciamento dello stesso dalla parte opposta della direzione di provenienza del vento, verrà qundi direzionato il muso dell’aereo di qualche grado verso la direzione del vento, chiamato tecnicamente “crab” (dall’inglese granchio, che cammina di traverso). Una tecnica di pilotaggio permetterà poi il corretto allineamento longitudinale in modo che l’aereo atterri parallelo all’asse della pista (ci sono alcuni tipi di aeroplani, come quelli prodotti dalla Boeing che tollerano l’atterraggio con asse longitudinale non allineato con l’asse pista).

    Più le variazioni di vento saranno frequenti e intense, più il passeggero avrà la sensazione di movimento che normalmente gli crea disagio. Importante per il pilota è non andare in “overcontrol” correggendo troppo le variazioni del vento. L’addestramento, l’allenamento e l’esperienza portano a fare tutto questo in modo sicuro e routinario, come dire: più facile a farsi che a dirsi.

    Ospiti
  • 23 commenti a “Atterrare con il vento a Punta Raisi”

    1. Molto interessante. Ho grande rispetto per il lavoro dei piloti che considero di grande professionalità.

      Purtroppo, però, non ce la faccio a non “scantarmi” quando atterro a Punta Raisi con il vento.

      Ma è vero che originariamente l’aeroporto doveva essere costruito dal lato di Bagheria, meno problematico dal punto di vista orografico?

    2. L’area prevista per era quella di vicino a Buonfornello…

    3. Fu Badalamenti in combutta con i politici dell’epoca a “pilotare” l’aeroporto nell’attuale location favorendo, peraltro, il sorpasso di quello di Catania che si accaparrò i flussi passeggeri da Agrigento e Caltanissetta (chi si arrischia ad attraversare Palermo dovendo prendere un volo?).

    4. Ho avuto lo scorso ottobre la spiacevole esperienza di decollare da punta raisi, volo ryanair, con vento fortissimo. Il pilota, pochi minuti prima delle manovre di decollo, aveva avvisato noi passeggeri della turbolenza prevista, ma credetimi, mai avrei immaginato (avendo familiarità con voli in cui si balla) che nei minuti successivi avrei avuto colloqui privati con il padreterno. E’ stato terribile. Tanto potenti erano i vuoti d’aria che sobbalzavamo dalla poltrona spinti dalla forza di gravità. Terribile. Non ho ancora superato lo shock, e ho una paura incontrollata a rimettere piede su un aereo.
      Una domanda per il pilota Gaudio: ha mai visto su sky il programma “Mayday: disastri aerei?” 🙂

    5. bel pezzo….
      …solo una piccolissima precisazione: la “forza di sostentamento” (la portanza) non è semplicemente proporzionale alla velocità ma al suo quadrato…con conseguenti effetti ancora più significativi – come ben sai – al suo variare… 😉
      per finalità divulgative magari è preferibile semplificare i concetti, come giustamente hai fatto…tuttavia, per chi ci legge, il concetto è che se la velocità – ad esempio – si riduce del 10%, la portanza diminuisce invece di quasi il 20%…(a parità di assetto, flap, etc.)

    6. Bello il post e bello il video

    7. Sono tornato da Roma a Palermo sabato col volo alitalia che arriva alle 20.50….
      Se ricordate che vento c’era, potrete immaginare…Precisazione: non sto criticando il pilota…Dico solo che atterrare con tutto quel vento è un’esperienza emozionante, non per forza in senso positivo…

    8. Quello che è limitante è la componente di vento al traverso (ogni modello di aeroplano ha il suo limite di vento al traverso che dipende dalle condizioni della pista, bagnata o asciutta) e/o le condizioni particolari che possono interessare un aeroporto (come il Windshear per Punta Raisi). Le condizioni di vento vengono costantemente aggiornate sia dalle misurazioni della torre di controllo che dai riporti diretti dei colleghi, che se incontrano windshear riportano via radio l’entita e tipo del fenomeno (di coda, di prua, leggero, medio, forte). Inoltre l’esperienza di un pilota che opera spesso su Raisi (come quello di una compagnia italiana per esempio) fa si che si può aspettare derminate condizioni durante l’avvicinamento alla pista. Per quello che è la mia esperienza a Raisi con vento forte da sud il windshear si può trovare a un paio di quote significative tra 1000 e i 3000 piedi (300 e 900 metri circa), quote ancora ritenute di sicurezza. Avvicinandosi alla pista normalmente il vento si stabilizza ed è raro trovare windshear medio o forte, ciò non vuol dire comunque che l’aereo non balli ;-).

    9. nel bel mezzo della tempesta di vento del 29 marzo, alle 22.45, ero in discesa su un airbus 319 della Easyjet verso l’aeroporto palermitano.
      Il volo da Milano era stato perfetto, liscio. Ma gli ultimi 5 minuti sono stati un tagadà sussultorio e laterale con le ali che si alzavano e abbassavano a pochi metri in altezza dalla pista.
      Penso che metà aereo stava pregando.
      Il contatto col suolo è stato non molto dolce e poi ho avuto la strana sensazione di forte velocità rispetto alle altre volte. Andavamo veloci per un atteraggio, ma immagino siano le procedure da protocollo, oppure il mio stato di particolare apprensione ha falsato le percezioni sensoriali.
      Il vento era talmente forte che da fermo l’aereo ha ballato un po’ ed una volta usciti, siamo spostati di peso.
      I piloti sono bravi, ma chi è abilitato alla guida di un aereo non puo’ che essere bravo, quindi come potete immaginare, “loro” gli hanno fatto l’applauso.
      Non ho mai fatto un applauso ad un pilota in vita mia, sarebbe come offendere la sua professionalità.
      Mi posso spaventare, ma mai fare un applauso ai piloti di un aereo, semmai gli mando una cesta natalizia a casa se sapessi i loro nomi.
      Un ragazzo inglese accanto, attonito, guardandomi dice: why handclapping ?
      Lo sapevo che prima o poi qualcuno seduto accanto a me avrebbe fatto quella domanda in inglese.
      E io fra me e me: e ora che gli rispondo?
      Me ne esco così: it’s a local ritual, of tribal taste, .. you know… some air disaster all around this airport (sea and mountain) in the last decades made some people scary of take-off and landing here.
      Sembro’ essersi convinto della mia semplice e arrangiata spiegazione che ho trovato sul momento.
      Ma quella era la migliore spiegazione o era la piu’ stupida?
      La prossima volta, se mi capita nuovamente una domanda del genere, spero mi venga spontanea una risposta diversa, piu’ creativa, del tipo: it’s like they’re watching a theatre performance, and appreciate it very much. Now you will see pilots coming here moving heads forward and downward in a thanking way ! Welcome in Palermo: a never ending living theatre performance! La potremmo usare come spot turistico negli aerei in arrivo a Palermo. 😉

    10. Ciro, se ti può consolare l’applauso in cabina di pilotaggio è molto difficile sentirlo….

    11. Bel video.Affascinante…!Coinvolgente…!
      Si.Ma…
      Domanda!Ma gli apparecchi elettronici non sono vietati in fase di decollo e atterraggio?!
      Domanda lecita…credo.

    12. Pier, i video in cabina vengono girati talvolta, anche per motivi didattici interni, inoltre hai mai visto i filmati ai TG vari in TV? Il passeggero non può sapere quando è sicuro utilizzare apparati elettronici. Inoltre ci sono alcuni tipi di apparati che sono più fastidiosi di altri, spesso per esempio il famoso Gameboy ha dato fastidi. Sicuramente atterraggio con nebbia e visibilità di 125 metri non sarebbe stato fatto. Ti assicuro che è più pericoloso guidare parlando al telefono o fumando la sigaretta 😉

    13. Grazie per l’interessante video, mi ha fatto piacere vederlo come fossi in cabina(nn avrei mai potuto vederlo se nn così)un pensiero molto apprezzato(almeno da me)come voler condividere l’esperienza con altri.Un’elogio più in generale poi a tutti i piloti xchè il vostro mestiere è davvero importante e di grande professionalità e responsabilità…

    14. Un post molto originale. Complimenti.

    15. Ti ringrazio Gilberto.Esaudiente e molto tranquillizzante la tua risposta.Davvero.Io sinceramente ho avuto un attimo di dubbio…Sai:Spegnere tutti gli apparecchi elettronici…per me è un ordine,non un consiglio.E te lo dice uno che se la fa sotto(scusate la parvenza di poesia)quando parte e arriva da Palermo.Da Milano invece,si sente più tranquillo.Proprio per quell’effetto che il “wind share” provoca.A proposito…ma l’installazione di questo apparecchietto a Isola delle Femmine,come ricordo,se non sbaglio,in un vecchio post,com’è finita?!
      Comunque questo post è stato positivo.Un pò mi ha rassicurato… 🙂

    16. Pier, da quel che sò è ancora in alto mare, ne sapete sicuramente di più voi che siete del luogo.

      Grazie a tutti voi per l’ascolto o meglio per la lettura, mi verrebbe da dirvi quello che non posso più dire da dicembre: Grazie per aver volato con noi….

    17. Conosco un po’ di piloti Alitalia e devo dire che ho sempre riscontrato una grande professionalità. Mi fa rabbia che Gilberto e tanti suoi colleghi così qualificati non volino.

    18. oggi 27 Aprile volo ap2852 roma palermo. A319 ap ma equipaggio alitalia come l’aereo. non ho mai avuto tanta paura in 10 anni di voli. Mi piacerebbe sapere chi era il comandante visto che ho sentito passeggeri gridare aiuto e pregare. se era presente un malato di cuore se lo giocavamo. Scirocco a 72 nodi con raffiche, 20 minuti prima dell’arrivo il comandante annuncia vento forte su palermo possibilita’ dell’alternato ma lui fara’ un tentativo. bene sono stati 15 minuti di continui correzioni, vuoti d’aria per non so’ quanti metri, andatura sbandata e ancora correzioni era come essere schiacciati sul terreno, si intravede la pista ma l’aereo sbanda a dx a sx di nuovo vuoto d’aria sento che decide la riattaccata, riprende quota con molta fatica, sale e poi di nuovo un vuoto di 3 o 4 sec il peggiore. non finiva mai, scorgo delle montagne in virata molto molto molto vicine mai visto una cosa simile. a Catania Ho saputo che poco dopo hanno evacuato la torre di controllo di p.raisi per troppo vento e quindi chiuso l’aeroporto. ora mi chiedo e’ vero che l’ultima decisione spetta al comandante ma con la strumentazione di bordo e il meteo inviato da terra, non era meglio andare a catania da subito e evitare il mal di schiena e reni che ancora sento dopo 13 ore ?? Senza contare che la riattaccata sara’ normale procedura ma a p.raisi con le montagne vicine……….e se ti pianta un motore?
      Cosa ne pensate? eroe il comandante? troppa sicurezza o il comandante e’ andato in over control e in questo mio caso e piu’ facile a dirsi che a farsi.

    19. lunedi ho avuto la stessa esperienza di marco, ero sul volo precedente al suo, ap6178, proveniente da napoli; sono 10 anni che settimanalmente scendo a palermo ma lunedi è stato traumatico per me e per tutti; eravamo già sulla pista, completamente in balia del vento, poi anche il nostro pilota ha riattaccato e dopo un vuoto d’aria tremendo ho pensato che non ce l’avremmo fatta…
      sinceramente critico molto la scelta del pilota di aver voluto “provare” ad atterrare e critico anche le hostess che, una volta stabilizzata la situazione in quota, non si sono preoccupate di verificare se qualcuno avesse problemi…e ci sono state persone che hanno avuto problemi…

    20. Salve a tutti.
      Sono uno dei passeggeri terrorizzati del volo Pescara-Palermo sull’ATR72 della Flyonair (operato da Avantiair)del tristemente famoso 27 aprile 2009 per lo scirocco devastante.
      Da quanto ho potuto capire forse è stato l’unico dei voli ad atterrare quella mattina.
      Il volo fino a poco prima dell’atterraggio è stato pressochè regolare, poi, come annunciato, abbiamo incontrato una notevole perturbazione. I fenomeni, però sono andati peggiorando mano a mano che ci avvicinavamo a terra. Non so descriverlo tecnicamente, ma l’ATR72, cambiava repentinamente direzione laterale, inclinazione e perdeva ripetutamente quota per vuoti d’aria sempre peggiori fino all’atterraggio.
      Per la prima volta dopo tanti voli ho assistito a scene di pianto e grida da parte dei passeggeri, l’hostes dietro un sorriso stampato di plastica stringeva forte con le mani il seggiolino.
      Ero convinto che da lì a qualche secondo il pilota avrebbe dirottato il volo altrove, e invece tra le grida dei passeggeri ha atterrato lo stesso.
      La paura forse potrà aver modificato i miei ricordi, ma l’aereo in atterraggio è stato rispinto su poi è andato giù violentemente frenando bruscamente in una traietturia praticamente curva.
      E’ rimasto “fermo” per circa dieci minuti ondeggiando paurosamente per il vento. Successivamente, ho scoperto dai giornali il perchè di questa inspiegabile sosta in pista: la torre di controllo proprio negli istanti in cui atterravamo è stata evacuata per pericolo crollo da vento a 130 km/h.
      Ora mi chiedo era il caso di atterrare in quelle condizioni, con la torre in fase di evacuazione e con l’aeroporto chiuso?
      Il volo era operato da Avantiair, compagnia tedesca ed era stato attivato da poco: aveva fatto soltanto altri due voli su PA, non ci sarà stata mica scarsa conoscenza da parte del pilota tedesco delle caratteristiche dell’aeroporto?
      Non una parola di scuse abbiamo ricevuto dal pilota.
      Ho fatto numerosi tentativi di ricerca sulla rete per avere qualche informazione sul perchè di quell’assurdo atterraggio per capire se è stata una mia esagerazione o se effettivamente abbiamo corso qualche rischio. Qualcuno sa darmi qualche spiegazione o notizia al riguardo?

    21. Ciao niki

      Qualcosa conosco e vorrei darti delle notizie visto che gli adetti ai lavori non si vedono e non rispondono a queste decisioni di atterrare a tutti i costi o tentare.

      1. e da esludere che la torre sia stata chiusa se non subito dopo che il tuo aereo abbia toccato terra. e come chiudere il pronto soccorso dopo un tamponamento a catena. se li bevono…..(l’enav).
      2. sull’ATR si sentono parecchio tutte le fasi di un volo, perche’ piu’ piccolo di un jet, pero’ e meno veloce perche’ha motori ad elica ha piu’ portanza ed ecco perche’ atterra piu’ facilmente anche in condizioni di vento forte.
      e come entrare in un tunnel a 120kmh di notte con vento e pioggia con un tir o con una 500.
      3. e’ vero, so per certo che p.raisi e’ uno degli aeroporti italiani dove i piloti fanno addestramento, prima di esservi abilitati, perche’…perche’ e messo molto male, ma non e’ il solo. (genova, reggio calabria ecc.)
      4. E’ molto fastidioso e veramente spiacevole,ti rovina la giornata di lavoro che devi affrontare, ma sono certo che ci vogliono troppe concause, errori sfortunati per causare un disastro aereo.

    22. venerdi 15 gennaio 2010 in arrivo da mxp il volo delle ore 19,00 easy jet non è riuscito ad atterrare a Palermo.Come mai gli altri voli ,alitalia e wind jet sono atterrati in orario?forse il nostro pilotino era poco esperto???

    Lascia un commento (policy dei commenti)

Atterrare con il vento a Punta Raisi, 4.8 out of 5 based on 5 ratings