domenica 19 nov
  • Un autobus che si chiama Desiderio

    Le statistiche ed i numeri hanno sempre esercitato un fascino particolare su di me, sin da bambino, ed anche perché ogni tanto si trovano delle belle chicche…questo è il caso del rapporto “Indicatori sui trasporti urbani”, pubblicato dall’ISTAT il 25 marzo 2009, che si riferisce a dati del 2007; già immagino le prime obiezioni: 2007? Un po’ datato come rapporto, no? Beh, in realtà questo è un approfondimento di una rilevazione diffusa nell’agosto 2008; i tempi della raccolta dati e dell’analisi sono ben differenti da quelli che vorremo, inoltre l’ISTAT deve fare di necessità (poche risorse) virtù, ergo, chista è a zita.

    Si scopre così che a Palermo vi è una disponibilità di 8,6 autobus per 10.000 abitanti, e qui sta già il primo dato curioso: l’ISTAT non considera la “metropolitana” di Palermo come metropolitana, escludendola dal computo delle vetture disponibili e, d’altra parte, come biasimarli: quale essere sano di mente che ha preso almeno una volta il trenino da Giachery fino a Vespri, passando per Notarbartolo – con cambio – la chiamerebbe metro?

    Palermo ha dunque più vetture per abitante di comuni come Bari (5,5), Messina (3,4) ma meno di Milano (17,9), Torino (15,5), Roma (12,3) e Genova (12,4). Fatti i dovuti calcoli l’ISTAT stima in 557 i mezzi disponibili a Palermo, un numero da tenere a mente quando si leggono le inchieste sullo stato dei mezzi AMAT; il parco mezzi risulta inferiore rispetto a città “comparabili” (Palermo è la 5^ città per popolazione, prima di Genova e dopo Torino) ma il dato sorprendente è nascosto sotto l’etichetta “posti-km”; il numero di posti-km è dato dalla capacità media dei veicoli in dotazione per il numero complessivo di km percorsi da tutti i mezzi disponibili; il numero di posti-km per Palermo risulta ben lontano non soltanto dai “soliti noti” ma anche da città nostrane ben più piccole: Palermo 1,79 mln di posti-km, Catania 1,47, Messina 1,51. Ora, Catania vanta un parco mezzi (comprensivo di metro e autobus) di 310 vetture, Messina di “sole” 83 (comprensivo di tram e autobus) eppure il loro numero di posti-km è molto vicino a quello di Palermo; si potrebbe obiettare che la capacità media di un treno di metropolitana è di gran lunga superiore a quella di uno sgangherato “806”, ma è anche vero che CT ha solo tre vetture di metropolitana (dato estrapolato) mentre Messina 10 di tram, pochine per alzare più di tanto la capacità media delle vetture disponibili; è più probabile dunque che gli autobus palermitano “macinino” meno km dei mezzi catanesi e messinesi; a fronte di questa inefficienza la validità del biglietto ordinario è recentemente passata da 120 a 90 minuti, una diminuzione del 25% che si traduce come se il vecchio biglietto fosse aumentato a 1,5€. E io pago!

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  • Un commento a “Un autobus che si chiama Desiderio”

    1. Secondo me “a fronte di questa inefficenza” c’è il fatto che i palermitani rallentano i bus marciando e posteggiando sulle corsie preferenziali creando ostacoli e tappi sulle stesse.

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