domenica 19 nov
  • Tovaglioli

    A casa di mio nonno la prima cosa che si metteva a tavola erano i tovaglioli.
    Erano di stoffa, come quelli che hanno i ristoranti.
    Forse meno belli, ma come quelli.
    Molto più profumati, ma come quelli.
    Ognuno diverso dall’altro, ma come quelli.
    Io credo che a casa mia manco ci stanno i tovaglioli di stoffa.
    Se ci stanno sono morti in qualche cassetto.
    Me li immagino da qualche parte vicino all’argenteria.
    Anche lei abbandonata chissà dove, che aspetta che venga qualche ospite importante per prendere aria.
    Io sono convinto che a casa mia l’argenteria non si uscirebbe manco se venisse a cena il Papa.
    Al limite, per fare figura, si sdrammatizzerebbe con un «Benny che fa prenoto da Charme?» e si risolverebbe la cosa.
    Mio nonno invece a queste cose ci teneva.
    A casa sua l’argenteria stava in vetrina: apparata nel salone!
    Che pure se non c’era niente da mangiare, chi veniva a trovarlo la doveva vedere.
    Lui la tavola l’avrebbe consàta pure se fosse venuto un chierichetto.
    Credo che non abbia mai usato un piatto di carta.
    Come fai a mangiare sulla carta?
    Con la carta ci scrivi, mica ci mangi?
    Vero è che zio Nino, che passava giornate intere al circolo a giocare a briscola, con le carte riusciva a farci mangiare una famiglia intera… ma quello è un altro discorso.
    A casa di mio nonno i tovaglioli a tavola li metteva il più piccolo.
    Se mancavano, era colpa mia.
    Non mancavano mai!
    Mio nonno ci teneva, ai tovaglioli.
    Ed io ci tenevo, a mio nonno.
    I tovaglioli ci sono?
    Sì!
    E allora mangiamo!
    Mangiavamo mentre mia nonna ci raccontava cose.
    Delle cose, che raccontava mia nonna, non me ne ricordo neanche una.
    Forse non erano cose importanti.
    Servivano solo da sottofondo, come la televisione.
    E lei andava avanti per tutto il pranzo, proprio come la televisione, finchè mio nonno la spegneva con una frase:
    «Stuiativi ‘u mussu».
    E noi capivamo al volo che se era arrivato il momento di “stuiarci ‘u mussu”, non c’era più niente da mangiare.

    Colonna sonora: Diamante (Zucchero).

    Ospiti
  • 17 commenti a “Tovaglioli”

    1. Bentornato
      bellissima storia, scritta con la classe che ti contraddistingue.

    2. complimenti, sembra di vedere tutto ciò che si legge.

    3. questo post mi ha gratificato… perchè io i tovaglioli li uso ancora!! Ne abbiamo decine (ereditati da genitori e suoceri) e li metto, tutti diversi,
      così ognuno sa qual è il suo. Lo faccio soprattutto per motivi ecologici, ma anche per affetto, così, per ricordo.

    4. Che piacere ritrovarti!
      Che piacere rileggerti!

    5. Che strazio togliere le tracce di sugo dai tovaglioli!
      Indubbiamente una bella tovaglia ricamata stona assai con i tovaglioli di carta.

    6. mi hai dato un’idea per il prossimo regalo che mi puoi fare. Bravo!

    7. Post carino, mi fa venire in mente quando da bambino pranzavo dai nonni, casa popolare in zona Falsomiele, millenni fa.

      Solo un piccolo appunto grammaticale: usi il verbo “stare” alla romana, cioè al posto del verbo essere:
      “Io credo che a casa mia manco ci STANNO i tovaglioli di stoffa.
      Se ci STANNO sono morti in qualche cassetto.”.
      Dubito che tua nonna abbia mai detto “Unni STANNU i tovaglioli?”. Avrà detto “Unni su/sunnu i tovaglioli?”.

      Con affetto.

    8. Mio nonno avrebbe detto:
      unni su’ i stujamussu?
      Mi’, st’anno ti farai vedere più spesso?

    9. @ maria letizia: Un bavaglio? Ma sai che c’avevo pure pensato? 😀
      @Totò: Ma certo, figurati che con i chili messi su tra Pasquetta e 25 Aprile ora riesco a farmi vedere persino da Ustica!
      @ GioCa: in famiglia utilizziamo il verbo stare piuttosto che quello essere da quando durante un’animosa discussione su dei calzini smarriti, qualcuno, trovandoli, tradusse in siciliano in maniera assai inopportuna la frase “SONO QUA!”

    10. Mio nonno teneva ai tovaglioli e pure ai portatovaglioli! Erano degli anelli in legno che li avvolgevano e io ci giocavo facendoli rotolare per la tavola…

    11. Che belle le antiche tavolate coi nonni !
      Ho una foto che ne ritrae una in un tavolo rotondo coi due nonni ai lati e tutti noi piccoli tra le braccia di mamma e papà, circondati dall’alone di luce della lampada che sembra l’arcobaleno…

    12. …ebbravo mimmu’.

    13. Dolcissimo…mi hai fatto pensare al mio caro nonnino! un’altra “stampa” d’uomo davvero! 🙂

    14. Perchè erano più belli quei giorni e quei periodi? Perchè eravamo più piccoli e spensierati oppure perchè c’era molta più armonia in famiglia….? Peccato che le famiglie di oggi nn possano godere di questi periodi e dei loro ricordi….

    15. Si, mi pare di vedere queste scene, u nonno assittato a capo tavola che comanda e ordina e i fimmini in cucina a sgambettare per compiacere i masculi della famigghia. Famigghia?? questa parola mi fa venire in mente altre cose….famigghia, clan, mafia, è tutto un volo pindarico.

    16. Complimenti, da un immagine chiara quasi offuscata dal tempo ma in un certo senso viva.
      Mi ricorda molto le cene in famiglia, quelle di tanto tempo fa, quelle che ormai.. si vedono nelle “cassette” (e non nei dvd) o.. quelle che si hanno scolpite nei ricordi.
      Un abbraccio.

    17. rob, anche oggi il papà al posto del nonno è assittato a capo tavola e comanda e ordina ai fimmini in cucina…

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