venerdì 23 feb
  • “G8 University Students’ Summit”

    Oggi e domani si svolge a Palermo, presso la sede della Società Siciliana per la Storia Patria (piazza San Domenico, 1), il G8 University Students’ Summit. L’incontro di Palermo raccoglierà proposte e indicazioni sui temi dello sviluppo sostenibile, della legalità e della pace per il summit dei rettori del G8 che si svolgerà a Torino.

    L’incontro di oggi inizia alle 14:30 e domani si svolgerà dalle 9:30 il dibattito Educazione per lo sviluppo sostenibile introdotto e coordinato da Pierluigi Diaco.

    Gli studenti dell’Onda si sono dati appuntamento oggi alle 16:00 a piazza Verdi per un corteo di protesta.

    “G8 University Students' Summit”

    Palermo
  • 6 commenti a ““G8 University Students’ Summit””

    1. non si ha idea di quello che hanno combinato ‘sta manata di incivili in via Roma e dintorni! Hanno messo in ginocchio la città! Gente che non riusciva a tornare a casa, gente che non poteva andare a lavoro, auto, motorini, autobus, taxi ed ambulanze bloccati per ore…siamo il paese delle banane!!

    2. @Beny:
      ti riferisci agli studenti dell’Onda (un gruppo veramente esiguo) o al sistema di sicurezza certamente sproporzionato?

    3. mi riferisco a quell’esiguo gruppo di “manifestanti” (…mbah…manifestare in pieno centro alle 16 di un giorno feriale…leggi “rompere le palle per rompere le palle”…ma chi li autorizza…bah) ed al servizio di sicurezza schierato manco ci fosse stato Bin Laden

    4. ma stiamo scherzando?!?
      se voi almeno sapeste contro cosa, perchè e per cosa manifestavano i ragazzi dell’ onda si potrebbe anche capire una simile critica alle modalità ke hanno usato per esprime il loro dissenso.
      ma si capisce immediatamente che non solo non ne avete idea, ma nemmeno vi interessa saperlo.
      Quello contro cui manifestavano è il così detto “Bologna process”: intesa a livello europeo che, a partire dal 1998, si propone di impostare le linee guida dell’istruzione superiore europea sui criteri della privatizzazione e della commercializzazione del sapere.
      Opporsi a ciò significa credere nell’istruzione pubblica, libera da qualsivoglia organo regolatore superiore ed accessibile a tutt@.
      è a dir poco paradossale chiamare “incivili” chi lotta in difesa della cultura e credere che vogliano “rompere le palle per rompere le palle” ritenendo quale unico problema reale i rallentamenti del traffico cittadino invece ke il futuro delle politiche scolastiche europee che dovrebbero essere atte a garantire quel progresso socio-culurale necessario ad una società che voglia dirsi democratica e egualitaria.

      se avete a cuore la civiltà, per favore riflettete su chi sono i veri incivili

    5. @shoutREBEL: beato te che, evidentemente, non hai fretta, che non devi curarti di arrivare tardi ad un appuntamento di lavoro, che tieni alla cultura e che puoi fare il “ribelle urlatore”!! Quello che non è chiaro agli stundeti dell’ONDA (o chi per loro) è che bloccare il traffico veicolare in una città come Palermo dove o ti muovi in macchina o ti muovi in scooter o arrivi in ritardo (e vi prego non attaccate con la menata sulle biciclette…io non posso usarla e quindi uso il motorino…mettiamola così) vuol dire, occhio e croce, mettere in ginocchio chi esce di casa per vuscarisi ‘u panuzzo…
      Per protestare “per la salvezza della cultura” si organizzano sit in, seminari all’università e nelle scuole o manifestazioni in punti che non impediscano agli altri esseri viventi di espletare i propri “chiffari”

    6. Io ritengo che il grosso dei disagi sia dipeso dalla elefantiaca protezione messa in atto dai servizi di sicurezza.

      Per chi non lo sapesse, via Roma era transennata all’altezza di via Venezia con reti di protezione che impedivano il passaggio fin dall’ora di pranzo. Dietro la rete, una ulteriore barriere fatta con i mezzi anti-sommossa della polizia. Nelle ore successive è stato impedito il passaggio anche sui marciapiedi. Gli autobus erano deviati ma non si sapeva dove. “Ovviamente”, nessuna indicazione a beneficio dei cittadini, tranne quanto pubblicato sui giornali. Perciò, tutti a piedi (che fa anche bene!).

      Francamente, mi sembra un apparato eccessivamente sovradimensionato rispetto all’evento da proteggere ed all’entità delle manifestazioni.

      Così, però, si è ottenuto l’effetto di far discutere dei disagi anziché del merito.

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