martedì 20 feb
  • Dei diritti e dei doveri

    Immaginate che un manipolo di persone tenga in ostaggio una maggioranza. Non verrà difficile e magari sorgeranno tante diverse situazioni ma avranno una costante: la minoranza la immaginerete armata. Vediamo di cosa.
    È giusto che per il proprio diritto allo sciopero poche centinaia di palermitani possano mettere a repentaglio il diritto alla salute dei restanti 999.000? L’arma, dunque, è il diritto. Sembra paradossale che il diritto funzioni da arma quando siamo abituati a pensare che il diritto e la sua tutela siano il fondamento della democrazia.
    La verità è che una democrazia non regge perché permette ai suoi cittadini di rivendicare i propri diritti. Questa legittima ed essenziale istanza quando diventa la sola o la preminente, non porta da nessuna parte. Il risultato è davanti gli occhi di tutti: ogni singolo abitante di questo confuso e disordinato Paese che è divenuto l’Italia ormai da quarant’anni, è accecato dalla rivendicazione del proprio diritto, qualunque esso sia. E per affermare i propri diritti ciascuno è pronto a dimenticare il correlativo dovere pur essendo sempre pronto a lamentarsi per il dovere mancato degli altri.
    Una democrazia si regge, al contrario, attraverso l’esercizio consapevole, diffuso e costante, del proprio dovere perché proprio grazie ad esso viene garantito il diritto altrui. Ciò che dunque va compreso ed esercitato è appunto questo, che per assicurare i nostri diritti non dobbiamo fare individualisticamente prepotenza sugli altri. Per garantire il proprio diritto sarebbe sufficiente esercitare il proprio dovere confermando così il diritto altrui. Allo stesso modo, il nostro diritto dovrebbe essere garantito dagli altri. A correggere eventuali inadempienze – che in questo sistema sarebbero le eccezioni – dovrebbe provvedere un’autorità terza. Questa autorità esiste ma la sua inefficacia deriva dal fatto che la relazione tra diritti e doveri è caduta. In questo confuso e disordinato Paese che è divenuto l’Italia, non bastano uomini, mezzi e tempo per badare a chi non compie il proprio dovere mentre, intorno a noi, un esercito di ricchi e fraudolenti legulei continua a imbastire babeliche ragnatele senza bandolo per garantirsi il ruolo remunerativo di caronte del ginepraio legislativo.
    Infine: chi vorrebbe denaro stampato su un solo lato? Nessuno, perché non avrebbe valore. Diritto e dovere sono lati inscindibili di una stessa moneta. Dunque…

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  • 13 commenti a “Dei diritti e dei doveri”

    1. Delirante, questo post.
      Scioperi che non causino disservizi o fastidi sono totalmente e definitivamente inutili. Se io lavoratore dell’Amia non venissi pagato (si fa per dire) o dovessi lavorare senza protezioni adeguate e per far valere questo mio diritto continassi a raccogliere l’immondizia come fosse niente… che tipo di attenzione credi otterrei? Quale effetto avrebbe la mia protesta?
      Lo sciopero – che ricordo, comporta la totale perdita del salario del giorno – è l’estremo atto di chi non ha altri mezzi per farsi ascoltare o per ottenere ciò che ritiene sia giusto.
      I cosiddetti “servizi essenziali” che devono essere garantiti, vengono implementati dal prefetto, tramite precettazione. E’ previsto dalla legge ma non significa che questi servizi azzerino il “fastidio” che lo sciopero “deve” procurare, per essere efficace. Altrimenti il prefetto avrebbe il potere di annullare lo sciopero in toto…
      Senza gli scioperi, anche durissimi o selvaggi dei decenni scorsi, oggi lavoreremmo ancora 14 ore al giorno, le donne in gravidanza sarebbero licenziate in tronco, e così via dicendo.
      Da tempo si cerca di far passare l’idea che scioperare sia un atto riprovevole ed ingiusto e che riuscire a causare disservizi alla maggioranza da parte di una minoranza sia da considerarsi quasi alla stregua di un atto di terrorismo. E si vaneggia di eventuali terzi soggetti che dovrebbero mediare o controllare (?!), soggetti risibili come i Garanti, che controllano senza sanzionare o che quando sanzionano vengono bellamente ignorati. Chi è che sa quante delle multe recentemente comminate dai vari garanti sono state fino ad oggi pagate?

    2. Complimenti per il post, su molte cose la pensiamo allo stesso modo. La democrazia purtroppo è un sistema fallimentare e l’Italia lo sta dimostrando (involontariamente?) a tutto il mondo. Possiamo avere l’impressione che altrove funzioni molto di più ma dobbiamo anche fare i conti col fatto che solo grazie a una dura imposizione il sistema democratico sembra apparentemente aver successo. Tuttavia, al di là di questa semplice polemica, se volete anche riduttiva, credo che si nasconda il peggio, la parte più mostruosa: cosa viene dopo la democrazia? Siamo assolutamente impreparati su questo, privi di ideali e ideologie valide. Se aggiungiamo inoltre che non è più tempo di rivoluzioni, di rivolte e prese di posizione poichè le masse sembrano essere regredite a una fase infantile, cullate dal consumismo sfrenato e dal menefreghismo, allora è davvero tutto catastrofico. Io tuttavia una fede ce l’ho, e non è di ripiego.

    3. La minoranza che sciopera e lede i diritti della maggioranza bla bla. Signor Finocchiaro, la situazione in cui ci troviamo ha cause ben identificabili, i 900 scioperanti sono solo la causa emergente. Lei conosce la storia del piano rifiuti regionale? Si è fatta un’idea sul perché il comune non ha denari per adeguare il contratto AMIA?

    4. panduri, delirante è credere che astratte chiacchiere (sempre valide per ogni demagogico buonismo che copre sotterranei interessi) possano sostituirsi alla raltà concreta. dell’Amia – e qui rispondo anche a pepè – si conoscono vizi e virtù sia della dirigenza (di cui grazieadio si dice) che della base (di cui porcodiavolo non si dice) se si ha a cuore la verità e non la propria versione, magari ideologicamente compromessa. da cittadino a entrambi riporto un dato di realtà: pare che i lavoratori amia siano in eccesso; pare che i lavoratori lavorino in modo che l’immondizia non venga raccolta mentre lo stipendio percepito; pare che l’aumento tarsu debba finanziare “per forza” lo straordinario di tutti i lavoratori dietro l’alibi del salvataggio di alcuni posti di lavoro. se i “pare” fossero confermati, come pare…, quale sarebbe la logica deduzione?
      chi crede più che basterebbe azzerare i vertici per rilanciare una società il cui personale è abituato in un modo conosciuto solo alle aziende del sud italia? magari voi anonimi panduri e pepè?

    5. Isaia Panduri

      i disagi dello sciopero non ne costituiscono l’obiettivo ma una conseguenza. Ora, ci sono disagi e disagi: impedire il traffico automobilistico cittadino per alcune ore impedendo alle persone di andare a lavorare si può anche accettare per una giusta causa che poi anche i disagiati finiscono con sposare. Mettere a repentaglio la vita di chi circola per strada attraverso una emergenza sanitaria non è accettabile, è solo l’ennessimo gesto di maleducazione di molti palermitani.

    6. Pare che sia in Emilia, mediamente di csx, sia in Lombardia, mediamente di cdx, funzioni diversamente. Sa perché, signor Finocchiaro? Io lo so perché ci ho vissuto e lavorato a lungo, in quelle regioni.

    7. Perché se in una città della Brianza, Seregno Lissone Monza a scelta l’abitante di un condomino lascia la spazzatura fuori posto o fuori orario più di due volte di seguito l’operatore avverte il caposquadra che a sua volta segnala alla polizia urbana e la terza volta viene multato pesantemente tutto il condominio. Così tutti i condomini aprono gli occhi per trovare il colpevole. A contorno di tutto ciò una gestione seria della filiera della raccolta differenziata e dello smaltimento dei rifiuti, a diferenza di ciò che è stato fatto quì, riciclo del 5%. Cosa potevano fare questi 912 operatori non necessari? Raccolta differenziata porta a porta. Perché non lo fanno? Perché non esiste un piano operativo di raccolta differenziata, perché dovrebbero lavorare sul serio, perché chi li ha messi lì ne avrebbe delle conseguenze, perché questo è il sistema che la maggioranza degli elettori sostiene, di cui si lamenta ma di cui è la causa prima. Noi siamo questo.

    8. Sono molto sconcertato, ho sempre apprezzato molti di voi, Cittadino, Isaia, e molti altri.
      Per questo mi sento ancora piu deluso.
      Oramai ci limitiamo a galleggiare su quel che appare o si sente, nessuno piu pensa, analizza, cerca, scruta, si chiede, chiede.
      Di che stiamo parlando?
      Sciopero dell’Amia?
      E siete sicuri che l’Amia sia in sciopero?
      A me risulta che questi “tipi” non sono in sciopero, e soprattutto non sono dell’Amia.
      Sono ex detenuti dell’Essemme (creata da Cammarata ) che al 99% sono addetti allo spazzamento e non alla raccolta.
      Non c’è nessun sciopero, ma solo uno stato d’agitazione dove “questi” lavoratori si astengono dallo straordinario.
      BENE, NESSUNO DI VOI SI E’ INFORMATO SU QUESTO?
      E SE LE COSE STANNO COSI’ COME HO DETTO?
      COSA VI VIENE IN MENTE?
      AIUTINO?
      -Il servizio di raccolta notturno chi lo fa?
      -Se si astengono SOLO dallo straordinario, che fanno nel NORMALE orario di servizio?
      – Il servizio di raccolta a Palermo è quindi subordinato ad un lavoro STRAORDINARIO?
      – Il Prefetto CHE FA?
      – I lavoratori AMIA ( non essemme) aderiscono allo stato d’agitazione? e SE NO DOVE SONO? QUANTI SONO?
      – La DIGOS si limita a controllare quando vanno al palazzo o magari stasera si presenta a controllare quanti mezzi escono, quante presenze ci sono ecc, ecc.
      – IL PREFETTO E’ INFORMATO? si è fatto lui stesso delle domande?
      *******************************
      In buona sostanza, sono in buona parte concorde con Isaia ed in parte con gli altri.
      Come posso?
      Semplice, c’è un’anomalia di fondo in quel che sta succedendo.
      I lavoratori hanno diritto allo sciopero se fosse tale ( rinuncia all’ORDINARIO con azzeramento della giornata salariale).
      In casi ECCEZZIONALI 4 beduini ( con rispetto x quei fantastici nomadi) non possono mettere a repentaglio la salute di 1000000 di persone.
      MA QUI…. non è ne questo nè quello.
      4 SCAFAZZATI ( ecco meglio) MAFIOSAMENTE istigati da .. ( mi censuro da solo ma tanto lo sapete) riescono a coinvolgere tutta una cittadinanza, questa è MAFIA.
      +++++++++++++++++
      Quindi vi prego, io sono DIMISSIONARIO, ho fatto il mio tempo credo, e questa è la goccia che fà traboccare il vaso.
      Non vi soffermate sulle cose che vi appaiono, guardatele da un’altra prospettiva e a fondo.
      Vi prego non siate arrendevoli e non limitatevi a ” è giusto o sbagliato”.
      ANDATE OLTRE

    9. sì goku, anche leggere con attenzione non sarebbe una cattiva idea.

    10. sì giampiero, anche solo stare qui a parlarci addosso E’ una cattiva idea.
      scriviamo, scriviamo.
      .. e quando abbiamo tempo leggiamo.
      PFff

    11. @GOKU: in effetti, se non sono in sciopero ma si attengono scrupolosamente alle norme di sicurezza e agli orari prestabiliti (quindi non perdendo la giornata) la cosa prende un altro aspetto, ovvero quello della solita furbata alla siciliana (o all’italiana, se preferite), secondo la quale si può fare bordello senza rischiare nemmeno un centesimo.
      Detto questo, devo anche concordare con GOKU su un altro punto: quello degli ex carcerati che non si possono mai toccare, che fanno quello che gli pare, che sono gli unici in grado di mettere la città sottosopra e che, di fatto, hanno in pugno la città.
      Gli uomini (alcuni) della Gesip non sono gestibili dalla loro stessa società, nessun tipo di controllo o di sanzione riesce a convincerli a lavorare quanto pure toccherebbe loro. Ma del resto, chi è che si mette a discutere con due o più ex carcerati? che gli dici? ti faccio rapporto? quelli ti tagliano le gomme, la faccia, ti bruciano la macchina e poi ti ridono in faccia…

    12. se oggi avessi dovuto scrivere sulla “monnezza” avrei detto solo due cose :
      ” è la goccia …”
      ” è il binomio mafia/immondizie del sud…”
      ——
      concordo con Giampiero
      “…che la relazione tra diritti e doveri è caduta.”
      ormai l’inciviltà la fa da padrone……
      ——
      vorrei tanto Petrosino…

    13. La libertà è innanzitutto un DOVERE prima che un DIRITTO, solo se ciascuno di noi fa bene il proprio dovere, si garantisce il diritto dell’altro.
      I doveri sono “positivi”, poiché “non basta il non nuocere, ma bisogna giovare ai propri fratelli”. In questa veste il dovere diventa un espressione dell’Amore.Come avviene per il diritto, il senso del Dovere è una forza, un’energia capace di trascinare come una corrente, di cambiare le cose, di migliorare i rapporti e la qualità della Vita stessa della Nazione. E’ la stessa energia che ha agito in Ghandi e in Martin Luther King, che ha ispirato gli ideali del Risorgimento e della Resistenza (Liberazione) e che alimenta il lavoro di tutti gli uomini e le donne di buona volontà volto al progresso verso la vera espressione di ciò che chiamiamo l’Anima della Nazione. Tale visione distingue il sacrosanto e necessario esercizio di un dovere dal semplice essere contro (qualcuno o qualcosa) o seguire il tornaconto di una parte.

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