sabato 25 nov
  • Sognare

    I miei sonni sono bui come una cantina senza lampada. Il fatto è che io non sogno. Ma vorrei. Così mi chiedevo se qualcuno ha inventato qualche macchina miracolosa capace di fabbricare sogni. Non mi importa che si realizzino. Io per esempio vorrei sognare di essere un fachiro o mangiatore di fuoco. Per stupirti ancora, per farti sorridere. Almeno mentre dormo.

    Sognare (illustrazione di Giuseppe Lo Bocchiaro)

    I racconti di tre righe
  • 14 commenti a “Sognare”

    1. Faccio un sacco di sogni. Sogni troppo lunghi, con troppa gente, sogni senza capo nè coda. Aspetto un sogno molto breve, semplice. Il sogno, per esempio, di una mattina e di una sera, senza l’affanno del tempo che c’è in mezzo.

    2. Smettere di sognare è lo sbaglio più grande che fanno le persone.

    3. Sogno sempre papà e mamma e vorrei continuare a sognarli così come se ci fossero ancora e la mattina mi sveglio sperando che la sera arrivi presto e posso tornare a letto, dormire e ricominciare il mio sogno.Purtroppo il giorno non è così c’è sempre “l’ affanno del tempo che c’è di mezzo”

    4. C’è un fumetto dell’inglese Neil Gaiman: “Sandman”. Una sorta di supereroe che entra nei sogni degli umani e interagisce con gli stessi sogni. È un fumetto di pura arte onirica. Non si trova facilmente ma una volta avuto in mano è innamoramento. Lo consiglio. Per aiutare a sognare.

    5. Si, un inventore di sogni c’è stato, e stato Albert Hofmann, e tanti sperimentatori…poeti lisergici come Allen Ginsberg, scrittori come Aldous Huxley….
      Io mi addormento beata con la testa sul cuscino, naturalmente, e sogno….sogno…sogno…da piccola pensavo addirittura di entrare nei sogni degli altri e che gli altri entrassero nei miei tanto erano e sono vividi….

    6. senza offesa daniele ma sembra che il mondo non ti scalfisca, la vita su te scivola come l’acqua della pioggia su un impermeabile, per questo non sogni, lo dici tu stesso quando esprimi il desiderio di sognare nient’altro che te stesso che meraviglia qualcuno/a, te stesso guardato, ammirato, amato senza fine,al centro dell’attenzione di chi ami e temi di perdere! diverso è chi sogna: elabora in modo inconsapevole le emozioni che gli altri o le cose intorno a sè intarsiano nella sua anima…forse hai imprigionato la tua anima ?

    7. *è stato

    8. @Manuelo, forse la tua vita è troppo fuori di te, piena di cose e persone, forse fai troppe cose, dovresti fermarti, fare un pò di silenzio intorno, tu sei un poeta, da quello che leggo mi pare che la tua vita interiore sia intensa ma forse la tua fantasia,la tua forte creatività deve scendere, andare in profondità, e allora darai spazio ai sogni veri, senza affanni, quelli che ti lasciano a bocca aperta e t’impegnano l’indomani a cercare di capire di più te stesso…parola di una che sogna da sempre

    9. Se provo a “scendere”, @vita, le riflessioni mi ispirano soltanto un sentimento oscuro di acuta miseria : un poveruomo. Lacerato tra mille interessi e nessun interesse, incapace di scelte definitive e decisioni difficili. E non sono neppure un poeta.

    10. non devi riflettere, questa è un’attività razionale, essere e ascoltarsi, essere e ascoltare, e sei un poeta

    11. adesso basta e buonanotte, eh !

    12. caro Billi, leggere di sogni in un periodo in cui si scrive principalmente di munnizza, è un “apostrofo rosa”… grazie

    13. @manuelo. “Quando stai per rinunciare
      quando senti che la vita è stata troppo dura con te,
      ricordati chi sei.
      Ricorda il tuo sogno.” (S.Bambarén)

    14. Ma perchè vi permettete di giudicare lo scrittore? Chi vi dice che ciò che scrive è anche ciò che vive? Il sigor Billitteri mi pare scriva di ogni cosa. Significa forse che vive “ogni cosa”?
      Mi parrebbe più giusto leggere e giudicare solo le emozioni che le parole hanno saputo suscitare in noi. Non è questa la vera abilità di chi scrive? Immedesimarsi in ogni vita, in ogni sentimento, in ogni emozione e riuscire a raccontarla con una veridicità da lasciarci nel dubbio che sia reale. Per permetterci di immedesimarci se è una situazione che conosciamo e viviamo; per permetterci di sognare e viverla come nostra se ci è estranea.
      Chiedo scusa al sig. Billitteri se ho divagato e le voglio dire che spesso, non sempre ma spesso, lei sa darmi questo tipo di emozione.

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