mercoledì 18 ott
  • Trombe

    Suonavano le trombe pestando sui pistoni come dannati sui tizzoni. Ma il suono stridulo lacerava l’aria, trafiggeva la calma apparente, svegliava la noia e la cacciava. E nuvole di polvere annunciavano una tempesta di sabbia, o forse un manipolo di vendicatori. E le trombe facevano da faro per guidarli. Ora chi sa suonare suoni, chi sa cavalcare cavalchi. E chi dorme si svegli.

    Trombe (illustrazione di Giuseppe Lo Bocchiaro)

    I racconti di tre righe
  • 3 commenti a “Trombe”

    1. Spero veramente che le trombe suonino alte e superino i tromboni e stamani ci sveglino veramente!
      Così noi svegli ,con tutti i sensi all’erta , potremmo andare…………a votare!!!!!

    2. Quando imboccò la superstrada la luna era all’orizzonte. Si mischiò agevolmente al traffico. Guidava con una mano sola mentre l’altra sfilava una sigaretta dal pacchetto. Se la mise in bocca e avvicinò l’accendino. Che serata di merda ! Che giornata, che vita di merda ! La cosa più brutta era l’aver capito di odiarlo ormai questo sport. Il calcio. Che razza di sport ! Che sport da bestie, che apoteosi di decerebrati ! Non si sarebbe mai rassegnato ad un allenatore del genere, era impossibile, era troppo. Accese nuovamente la radio, premette l’accelleratore e, al suono di una tromba, puntò diritto verso la luna.

    3. “Se voi farete suonare le vostre trombe, noi faremo suonare le nostre campane! “

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