lunedì 21 ago
  • Raccolta differenziata

    Scese per strada cercando di evitare la mondezza della città serenamente putrida. Cercò tra i rifiuti i suoi pensieri, quelli che aveva messo in un unico contenitore con l’illusione di liberarsene. Si chiese se la raccolta differenziata avrebbe migliorato le cose. Invece riprese i pensieri con sé, come una tosse stizzosa. Poi ingoiò la medicina del tempo.

    Raccolta differenziata (illustrazione di Giuseppe Lo Bocchiaro)

    I racconti di tre righe
  • 4 commenti a “Raccolta differenziata”

    1. Non è vero che la racolta differenziata in Italia non funziona ! ci sono cassonetti pieni di :ideali , cultura , libertà , speranze , solidarità , legalità….. e rimasto vuoto solo il cassonetto del:POTERE.

    2. Potessi li butterei tutti i miei pensieri. Pensate che bello : senza pensieri. Come una rapa, come la verdura. Prima cosa : le file. Se sei una rapa non devi fare nessuna fila. Non devi aspettare. Si aspetta per tutta la vita ma solo per colpa dei pensieri. Per vivere e per morire. Per comprare la carta igienica, per prendere i soldi. E se non hai soldi devi aspettare in file ancora più lunghe. Quante volte abbiamo detto : non vedo l’ora di andare a letto. Aspettiamo l’ora di andare a letto ! Poi ci svegliamo troppo presto e aspettiamo per alzarci. E ancora aspettiamo che esca il caffè. Perchè pensiamo che il caffè ci aiuti nel risveglio, perchè dobbiamo andare a lavorare. Considerate un cassiere delle poste. Sta tutto il giorno davanti a gente che aspetta, mentre lui aspetta l’ora di chiusura. Poi magari piove e aspetta ancora. Per non bagnarsi troppo.

    3. manuelo, per fortuna non sei una rapa, almeno per me, tieniteli stretti i tuoi pensieri, o almeno l’attitudine al pensare, merce non deperibile.
      fanne concime prezioso…

    4. Bisogna tenere i pensieri buoni, sensati, costruttivi,
      quelli che ci servono per vivere.
      Gli altri bisogna tenerli a bada con una buona meditazione interiore, sapendo che torneranno , ma avranno sempre meno forza.
      Così non c’è più bisogno di aspettare, ma si può finalmente vivere.

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