venerdì 24 nov
  • Un piccolo miracolo

    Via Salvatore Puglisi

    Non credo di peccare di presunzione quando affermo che a Palermo è possibile fare miracoli con poco. Lo squallore nella quale questa città è avvolta fa si che anche un piccolissimo intervento (tipo raccogliere la spazzatura ogni giorno!) sia percepito come un grandissimo beneficio. Da qui l’idea: piccoli interventi, fatti dalla cittadinanza che supplisce ad un’amministrazione latitante (anche perchè quando è attiva va a Dubai a mangiare aragoste a spese del contribuente..); faccio un esempio che chiarirà tutto. Abito in zona Fiera. Non molto lontano dalla stazione della “metropolitana” Fiera c’è un piccolo spazio di circa 100mq, in via Salvatore Puglisi, a ridosso di una strada senza nome, spesso frequentata da spacciatori e altro. Questi 100mq di verde selvaggio e incolto sono chiusi da una recinzione ormai distrutta. Da che ricordi (circa 25 anni), questo terreno è sempre rimasto così, azzardo per vincoli urbanistici. Eliminare le piante in eccesso, mettere una luce aggiuntiva, qualche panchina e si riqualificherebbe con pochissimo un’intera area abbastanza degradata. E, visto che il Comune ha altro cui pensare, un comitato di cittadini potrebbe cercare di muoversi in autonomia: qualcuno che si informi al Catasto sulla proprietà del terreno (ripeto, il terreno è abbandonato…le ipotesi possono essere tante, mille eredi, mafia, terreno agricolo vincolato…in ogni caso non se ne fa molto…), altri che si occupano della pulizia, altri che cerchino uno “sponsor” (sull’esempio di tanti comuni della Lombardia in cui ogni aiuola ha uno sponsor che paga le, modeste, spese di mantenimento) e così via. Interventi del genere sono possibili in ogni angolo di Palermo e in varie forme (installazione di piccole aiuole, fioriere, pulizia dei muri..), praticamente a costo zero: la mano d’opera non manca a Palermo e poi, dopo tanto lamentarsi, è una buona occasione per fare qualcosa di concreto. Oltretutto c’è anche un tornaconto per gli abitanti della zona: un miglioramento delle condizioni di vita, più sicurezza (almeno nel caso citato) ed un conseguente aumento del valore degli immobili. Che ne dite, riusciamo a compiere questo miracolo?

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  • 15 commenti a “Un piccolo miracolo”

    1. Se poi si riuscisse a convincere il fruttivendolo che giornalmente staziona ai margini del ponte di via autonomia a non gettare a fine giornata le cassette della frutta (vuote) nella striscia di terreno rialzata che costeggia la trincea dei binari, il gioco sarebbe fatto.
      Piccole cose…

    2. per non parlare del fatto che essendo un ponte non si dovrebbe neache stazionare per questioni di sicurezza…

    3. La città muore sommersa dalla sporcizia e dall’assenza di regole e civiltà. Il quartiere della Kalsa è morto e i tempi del Kalsa Art sono lontani anni luce. Peccato veramente perchè questo quartiere risplendeva finalmente di una luce diversa, si respirava un’ aria diversa fatta di arte, incontri, musica, spettacolo e ora il nulla. Adesso tutto è stato sostituito da un prato morto dove la domenica si riempe di gente incivile che posteggia vounque senza regole, sporca e gli ambulanti ovunque che assediano la passeggiata. Per non parlare degli ambulanti che ormai hanno messo su un’attività a tutti gli effeti al semafaro di fronte il prato davanti la chiesa della Kalsa, quello che vende pesce e frutti di mare e quello che vende panini di fornte. Praticamente sono lì in painta stabile e poi esce l’articolo sul Giornale di Sicilia sulla lotta agli ambulanti e ai non in regola….buffoni! I vigili ci passano ogni giorno ci sostano pure accanto ma fanno finta di niente! Poi c’è la questione Piazza Magione terra di nessuno con gazego montati in pianta stabile, bordello fino all’alba con musida dj, ballo sballo e burdello e le forse dell’ordine non vedono nulla e certo. Piazza Marina che ormai è diventata proprietà degli Africanini vastasi, arroganti e violenti, l’altra sera ho avuto una questione con un di questi che mi intimava a male parole di fermarmi perche doveva fargli fare la manvora a una macchina che doveva posteggiare. Tra l’altro ho visto e sentito che praticamente hanno un capo anhc elui Africano che comando tutto quindi un’associazione bella e buona a due passi dalla caserma dei Carabinieri che è lì di fronte. Volevo segnalare anche che regolarmente di pomeriggio e di mattina dal meusaro e panellaro di fronte la Chiesa della Kalsa alcuni efficentissimi lavoratori dell’Amia se la grattano tutto il giorno!

      Saluti e Baci a tutti dalla Kalsa (Grazie Diego)

    4. l’idea di per se non è male..ma mi sembra un attimino ingiustio dato che chi dovrebbe fare questi lavori (Comune, AMIA, non so!) percepisce regolarmente lo stipendio. Per cui la gente del quartiere, che immagino nel frattempo faccia un altro lavoro, deve sottrarre tempo e denaro al proprio impiego per avere dei servizi che gli spetterebbero per diritto. va bene passare dalla lamentela all’azione, ma forse prima è il caso di “ripulire” i posti di lavoro (dai dirigenti all’ultimo dipendente) con una selezione meritocratica.

    5. Si può seguire il modello di Agrigento dove già lo fanno:
      http://80.21.215.99/AGRIGENTO/SERVIZI/arredo%20urbano.htm

    6. … lo fanno anche a Marsala… (http://www.comune.marsala.tp.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3314)

      … e in tutti i comuni del centro-nord…

    7. Forse stiamo esagerando. Che l’Amia è allo sbando e ciò ha ripercussioni sul servizio alla città è un fatto recente e va affrontato con tutto il rigore del caso.
      In tempi normali la città alle 4 del mattino è ben ripulita…lo vedo con i miei occhi e penso lo vediamo tutti.

      Ma che il Palermiatno medio è incivile e usa la città come un enorme contenitore dove conferire di tutto di più è una realtà vecchia di secoli.
      Dunque è qui il bandolo della matassa. Certo le iniziative di volenterosi cittadini non guasterebbero ma se non si interviene sulla causa anche queste verranno vanificate in meno che niente.
      Come fare? Non parlare più di sensibilazione di spot e bla bla bla….evidentemente l’incivele non è sensibile ed è del tutto refrattario!Praticamente se ne fotte! Ci vuole repressione e sanzioni, forse toccando la saccoccia ci si pensa e si diffonde a catena la sensazione che forse è meglio cercare un cestino.

      Poi ti rispondono dal Comune che i Vigili per i controlli sono pochi e bla bla bla….però per la zona rimozione e le ztl bastano sempre…Insomma non c’è volontà politica e “U pisci feti sempre ra tiesta”

    8. e se nel frattempo ci impegnassimo, col supporto di Rosalio, per attivare una convenzione simile con il Comune di Palermo? se questo strumento non esiste ancora, il primo passo è crearlo.. cosa ne pensate? a chi dovremmo rivolgerci? al sindaco o al consiglio comunale?

    9. Solita mentalità apatica siciliana. Appena uno propone un’idea interessante il siciliano, chissà quanto inconsciamente o in maniera volontaria, ti trova l’impedimento … per non agire.
      Emanueluccia sembra il nick di una giovane, nuova generazione, insomma, ma vecchio atavismo … e poi quelli che in fatto di analisi ti dimostrano di saperne sempre “di più”, più di tutti, basta dire l’ultima parola … Ma che ce ne frega dei vigili? o dell’Amia? Per il momento si agisce, si mostra l’esempio, si educano gli incivili con l’esempio e le denunce, e poi si obbliga quel posto chiamato Comune a imporre le regole e farle rispettare; farle rispettare ai vigili, all’amia, agli incivili, ma prima si deve agire, mettendo da parte, se possibile, l’atavismo.

    10. … era per dire: bla bla bla digitati dal computer, scuse, analisi sterili; occorrono scarpe e pantaloni vecchi, sbracciarsi ed agire, le analisi le conosciamo tutti, non c’è bisogno di venirle a spiegare (per farsi bello?). Tra l’altro l’esercizio fisico farebbe bene alla salute, dopo ore a digitare inutilmente; educare gli incivili è pure una bella soddisfazione come vivere in un posto pulito
      … a proposito di giardini e botanica: nulla contro le palme, ma si potrebbero piantare anche fuori dalle città, invece ce ne sono ovunque, appena si “crea” un simil-giardino ( ovviamente non mi riferisco al giardino inglese nè a villa Trabia, magnifici, fatti da gente seria, pero’ … ), viste da lontano stancano sempre uguali ( ne mettessero, almeno, una ogni tanto in mezzo ad altri alberi, tanto per variare il paesaggio … che monotonia! … tra marmi grigi e palme dappertutto … ), non fanno del tutto Europa, come certo atavismo e l’apatia …

    11. Luciano, come sempre, ha ottime idee. Esiste anche un approccio più “militante” a queste faccende… 🙂

      http://www.guerrillagardening.it/

    12. @Mr Wrong,
      ah ah ah, che spettacolo!

    13. bravissimo Mr Wrong 🙂
      W i guerrillagardening!
      poi volendo anche gli orti in città..
      http://www.compagniadelgiardinaggio.it/orti-urbani
      allora, si va di zappa?

    14. …perfettamente daccordo con Gigi, anche sulla “questione palme”.
      Che ne dite di passare ai fatti? Di aiuole abbandonate palermo è piena… Individuiamone una decina, stabiliamo un calendario di interventi e incontriamoci li, muniti di attrezzi, sacchi per la spazzatura (tanti) e, per ciascuno, almeno una pianta o un fiore. A partire dal prossimo settembre io sono disponibile.

    15. luciano.lavecchia@yahoo.com

      contattatemi e ci organizziamo..

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