martedì 17 ott
  • Il gioco delle tre carte

    Chiese di giocare, lo fecero sedere al tavolo. Distribuirono le carte e a lui toccarono una tigre, la spada e un grappolo d’uva. Giocò la spada e caddero le teste degli arroganti. La carta della tigre era una tigre di carta e non faceva gioco. Vinse col grappolo d’uva: strinse la carta tra le mani e versò il succo nel boccale della ragione. E tutti ne bevvero. Per lasciarla sveglia, al sicuro dai mostri.

    I racconti di tre righe
  • 6 commenti a “Il gioco delle tre carte”

    1. E’ un quadro. La tigre è un gatto di Guttuso e dà un senso di disagio, la spada è rossa del sangue dei potenti e vien voglia di riprodurla. L’uva è luminosa e c’è un desiderio di ribellione. Il boccale è di Morandi, perfettamente inanimato. Tonalità fredda, un tuffo al cuore per un oggetto privo di vita propria. Tutt’intorno le teste dei potenti ma queste le può disegnare chiunque.

    2. @”Il gioco delle tre carte”
      @”Il treno delle storie”
      “C’è una donna che semina il grano
      volta la carta si vede i VILLANO.
      il VILLANO …comanda la terra
      volta la carta viena la Guerra!”
      (grande De Andrè!)

    3. Ho sbagliato “VIENE la guerra” scusate!

    4. Caro Billi, questa di oggi è STU-PEN-DA.

    5. Caro Daniele, Ti ringrazio! Oggi capita proprio a fagiolo!!!!

    6. @salvo : giusto Gira la carta e…:YES WE CAMP!!!
      YES WE CAMP!!! YES WE CAMP!! Ma veramente mi sembrerebbe più giusto dirlo in ..milanese !!! e gira la carta e … c’è l’elogio all’INTEGRITA’ MORALE del nostro Presidente !

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