lunedì 21 ago
  • La retorica della strage

    Davvero, basta.

    Non scrivetelo più “Paolo Borsellino vive”.

    17 anni fa ci fu una strage di Mafia in cui morirono per l’esplosione di un’autobomba il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
    Morte. Autobombe. Strage.
    Di questo si tratta.
    Questo è urgente ricordare.
    Che la MAFIA è feroce, spietata e assassina.
    E ‘un talìa in faccia a nùddu.

    Borsellino non è vivo.
    È stato ammazzato.
    Paolo Borsellino è MORTO ucciso dalla MAFIA mentre la combatteva.

    Una differenza non da poco.

    Palermo
  • 23 commenti a “La retorica della strage”

    1. Retorica? Non direi. Il “vive” è un messaggio, appropriazione da parte della minoranza virtuosa di un eroe. La mafia uccide per annientare un nemico che così non può più nuocere. Contrapporre alla logica della morte l’ideale dell’eroismo(vita)non è affatto retorica. Si tratta di memoria attiva e partecipativa.

    2. Capisco il tuo ragionamento Walter, ma ieri mentre salivo tra le rampe di monte pellegrino oppure mentre ascoltavo il dibattito alla facoltà di giurisprudenza più volte mi sono chiesto,vedendo quelle agende rosse e quel grido continuo di “Paolo vive”una semplice domanda: “ma i palermitani dove sono?” ed oggi alle 16.55 in via D’Amelio…chi saremo?
      palermo dorme,come spesso è accaduto e chi prova a tenerla sveglio rischia di restare SOLO.

      mi permetto di segnalarvi questi 3 link che vorrei tanto che dedicaste del tempo ,poco,per ascoltare e leggere..

      13 luglio: intervento finale di tanograsso(9.25minuti)
      http://www.radioradicale.it/scheda/283386/presentazione-del-libro-di-maurizio

      16 luglio:sentenza processo addiopizzo
      http://www.addiopizzo.org/comunicati.asp

      18 luglio
      http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/58490/danneggiata-vetrina-negozio-prima-visione-titolare-denunciato-suopi-estortori.htm

      e poi non si dica che …..
      pequod

      p.s. rosalio mi è dispiaciuto che questa volta,a differenza di tante altre, vi sia
      sfuggita la notizia della sentenza del processo addiopizzo definita storica.Gds E-polis gli hanno dedicato due prime pagine ed interventi corposi al loro interno,mentre repubblica molto poco…

    3. Pequod hai ragione, ci è sfuggito. Cercheremo di rimediare.

    4. è vero, è facile nascondersi dietro un “paolo borsellino vive” e poi restare lì inermi.
      è meglio rendersi conto del fatto che paolo borsellino è morto ammazzato e con lui altre persone innocenti.
      e noi ogni giorno nel nostro piccolo dovremmo pensarci e dovremmo rifiutare, DOBBIAMO rifiutare gli atteggiamenti mafiosi che ci circondano anche nelle piccole cose.
      combattere la mafia nella vita pubblica e nella vita privata, dentro e fuori casa nostra.

    5. ha ragione Chiara ogni giorno nel nostro piccolo subiamo atteggiamenti mafiosi verso di noi e non ci sappiamo ribellare. Io per prima dico sempre ignora fai finta di non sentire e mi rendo conto che è sbagliato. Ma che fare? Io in prima persona prima mi ribbellavo ma adesso devo confessare che per proteggere i miei figli qualche volta subisco.

    6. so che è molto difficile, però dobbiamo cominciare a rifiutarsi proprio a partire dalle piccole cose quotidiane. forse a volte correre dei piccoli rischi e dire “no”, è meglio che calare la testa oggi e trovarsi in situazioni del genere domani…
      so che non è facile, ma siamo un popolo coscienzioso, siamo intelligenti e abbiamo tante qualità.
      non facciamoci offuscare dalla paura.

    7. Diceva la povera Rita Atria: ” Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici; la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci ” Dovremmo partire tutti da qui.

    8. Alla conclusione di Gianno’ aggiungerei “fine a se stessa”; e non è una provocazione.
      Nessun dubbio sulla buona volontà e sulla sincerità dello slogan, ma si sa la fine che fanno certi slogan. Tanto per fare un esempio, l’esperto massimo di slogan in Italia è “walter i care”, ebbene, colleziona sconfitte e fa danni ovunque mette il suo “tocco”. A proposito, per carita! non lo facciano entrare nemmeno di passaggio come “turista” nella commissione antimafia, farebbe danni incommensurabili. E poi, lui che vive di slogans ha capito, da esperto, che è un tema che “tira” lo slogan antimafia, e la cosa non lascia indifferenti!
      Tornando al tema del post, io non dico che questo slogan “è vivo” (nella canzone Pablo ci stava, perché era teoria poetica, “hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo!”) sono colossali stupidaggini come dicono alcuni, ma qui si parla di guerra, di morti ammazzati, altro che teoria! Qui si può fare il paragone coi suoli contaminati da sostanze chimiche nocive, la vita siciliana è contaminata fin dal suolo, passa da tutte le componenti umane e sociali e finisce ai cervelli. Si tratta di guerra da combattere e sconfiggere come una guerra. Ieri in un tg locale qualcuno si chiedeva se ci fosse reale volontà politica di sconfiggere la mafia, è legittimo, a questo punto, porsi la domanda, e chiedersi fino a che punto non ci si limita a “potare” parzialmente … oltre a porsi la domanda si potrebbe rispondere che se la lotta fosse in stile guerra e quindi con rimedi adeguati – che non posso scrivere per non violare la policy -, una volta accertato il reato di mafia con tutte le sue ramificazioni, in un anno non ci sarebbe più traccia di mafia in Sicilia. Altro che slogans, qua si tratta di guerra …

    9. hoshi ti quoto pienamente.

    10. Purtroppo stasera, dopo la manifestazione di oggi pomeriggio in via D’Amelio, mi ripongo la stessa domanda che Pequod faceva riferendosi alla marcia di ieri:”ma i palermitani dove sono”????? C’era gente che è venuta apposta da ogni parte d’Italia, si sentivano accenti dal milanese, al marchigiano, al napoletano…..e i palermitani??? Mi sono sentita profondamente delusa e mortificata che ancora una volta la città ha lasciato solo chi ha tanto dato per lei. PALERMITANI ARRUSPIGGHIAMOCI!!!!!

    11. Enia, proprio così, Borsellino è stato ammazzato, non è vivo manco per niente, e stramuorto!
      E con lui morirà anche la sua memoria se non ci svegliamo.
      Riina si è svegliato dopo dodici anni dal suo arresto e ha mandato a dire:”Non guardate sempre e solo me, guardatevi dentro anche voi”..insomma, chiedetelo a LORO chi è stato.
      Anche Ciancimino Jr parla e straparla, e noi? sappiamo solo svantolare agende rosse nelle “feste” comandate? quando andremo a chiedere conto e ragioe sotto i palazzi invece di fare retorica antimafia, quando saranno morti i mandanti e tutte le loro generazioni? quando ne parleranno i libri di storia a gente distante e distratta anni luce?
      Ne stanno parlando Bolzoni e Viviano, ma sembra che a nessuno interessi andare in fondo.
      http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-8/bolzoni-viviano/bolzoni-viviano.html

    12. correggo: sedici anni dal suo arresto
      (gli accenti dimenticati li tralascio)

    13. Come mai Riina parla per la prima volta e non chiede sconti e abbuoni????

    14. Ciao Davide sono perfettamente d’accordo con te!!
      anzichè scendere in piazza e fiaccolate varie perchè non denunciamo tutti quei personaggi con i quali abbimo a che fare tutti i giorni, dal posteggiatore che controlla la zona ai piani più alti di società che vivono con fondi pubblici regionali e che per farseli passare ungono e regalano mazzette di denaro pubblico ad assessori venduti!….

    15. Che retorica tipicamente palermitana…

      Quando i palermitani non partecipano alle commemorazioni (tipo quella di ieri mattina in Via D’Amelio) si grida allo scandalo e si accusa la città di dimenticare Borsellino.

      Quando i palermitani riempono le strade di fiaccole (oltre mille persone ieri sera alla fiaccolata) si dice che sono inutili.

      Bah…alla facciazza di tutti PAOLO VIVE!

    16. Un’ennesimo post pieno di se e del nome dell’autore ma la sostanza ?? Martellarci le parti basse non serve a nulla!! Come la maggior parte dei suoi post anche questo risulta meno interessante meno sudato e meditato di molti e tanti commenti. La differenza è che questo diventa un post solo perchè l’ha scritto Davide Enia. Se Palermo dorme, soffre e a volte sembra di morire non significa che Paolo Borsellino muore con lei.

    17. è un pò arraggiatello…

    18. Vi ricordo che i commenti dovrebbero riguardare più il post che chi lo scrive. Grazie.

    19. pippinello, rilassati e rispondi: borsellino è vivo o è morto?
      Ti aiuto: se rispondi “è morto”, è incontestabile ai fini della scienza e della verità storica.
      Se rispondi “è vivo” fai un “salto retorico”, e non t’arraggiare, si chiama così.
      COsa c’entra poi il fatto che Palermo (cito testuale) “dorme, soffre e a volte sembra di morire”? Se poi aggiungi “non significa che Paolo Borsellino muore con lei” fai a mio parere un errore.
      Perché, e questo penso sia il senso del post, Paolo Borsellino -ahinoi- è MORTO. Ucciso dalla mafia.
      MI piacerebbe capire dove le tue parti basse sono state colpite. Ma, forse, confondo io l’alto ed il basso, ma è retorica di bassa lega la mia. Salutamu

    20. attenzione a fare affermazioni decise.Proprio in questi giorni si riaprono le indagini e si parla di
      “mandanti occulti”,e di “verita’” da rimettere in discussione anche se acquisite in sentenze passate in giudicato.Proprio quando la piazza viene meno.
      La piazza non ha elementi per aiutare a scoprire
      perche’ questo magistrato e’ stato assassinato,
      la piazza si esprime grossolanamente e superficialmente,
      su basi emotive.

    21. 19 LUGLIO

      via d’amelio ore 16.30
      grida,a volte direi schiammazzi ,TANTE parole ,invettive, cori venuti da lontano e poi…. “politica”.

      via d’amelio ore 21.30
      silenzio,luci di fiaccole,compostezza di chi vive QUI…
      ringrazio chi ha organizzato tutto questo e mi ha dato davvero la possibilità di… RICORDARE I MORTI.

      pequod

    22. Caro”il dottore” a mio avviso, l’unica cosa retorica è la sua domanda: “Paolo Borsellino è vivo o è morto”?
      Il ragionamento che ne sussegue poi lo trovo quasi privo di senso. Probabilmente sono io a non trovare il senso, per qualche ragione retorica di bassa lega.Ritengo poi che se qualcuno è arraggiato se noi gli diciamo non ti arraggiare vogliamo solo provocare chi in realta arraggiato non lo è affatto. La retorica con la quale si afferma che chi è morto in un modo così atroce e traumatico (per tutta la nostra città e per l’italia) vuole soltanto rafforzare da una parte la perdita ( la morte ) di Borsellino ma al contempo dire facciamo in modo che non sia morto per nulla che non si sia sacrificato invano (è davvero così complesso capire cio’?)
      Ci martelliamo le parti basse ( anche questa è una figura retorica) quando invece di supportare ed impegnarci a voler cambiare pagine a fare in modo che chi prova a rilazarsi non si senta solo, ci piangiamo addosso, guardiamo solo le cose negative e siamo sempre e solo pronti a criticare ce le martelliamo alla grande. ma questa mi sembra una costante dell’autore di questo post. Pieno di sè…ma la sostanza dov’è??

    23. la sostanza potrebbe venire anche dai lettori.
      Intendo dire che i lettori possono provarci a dare un quadro piu’ vicino possibile alla realta’.
      Realta’,non Retorica.
      1.il Terrorismo e’ stato annientato.la Mafia NO
      Che spiegazione puo’ avere?
      2.sia Falcone che Borsellino sembrava potessero avere risultati decisivi,nella lotta alla Mafia,ma,come si sa,si ritrovarono “soli”,
      perche’ le loro indagini toccavano non solo i mafiosi,ma anche persone che con i mafiosi
      si ipotizzava ci facessero o permettessero affari.
      Trovarsi soli li ha condannati,ma la riflessione piu’ significativa da fare,secondo me,e’ che evidentemente “pezzi” di varie istituzioni non condividevano il “modus operandi ” di questi magistrati,
      e non li seguivano.
      Quindi c’e’ da chiedersi,si spingevano troppo con le loro congetture?Se le loro congetture avevano buoni razionali,perche’ escludere che in via d’Amelio
      non ci fu solo mafia,sia nella ideazione che nella esecuzione,ma anche altri coinvolgimenti?
      Ergo,dire che Borsellino fu ucciso
      (solo)
      dalla Mafia,appare quantomeno riduttivo.
      Se poi cosi’ fosse,potremmo tirare le conclusioni che i 2 magistrati si lasciassero condurre da eccessive fantasie e vedere malaffare dove questo non c’e’.
      Il che e’ anche possibile,come qualche caso purtroppo dimostra.Fare confusione e’ anche possibile,dato che la mafia e’ un’organizzazione segreta ,ha sistemi collaudati,ed i suoi misteri si rivelano quando c’e’
      chi li svela,cioe’ pentiti collaboratori di giustizia.
      Le cui affermazioni vanno comunque presi con le pinze .E questo e’ un altro grosso problema.

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