lunedì 20 nov
  • Confessioni di un frigorifero

    L’interrogatorio si svolse alla Questura di Palermo, in una assolata mattina di luglio. Il corpo del reato era stato ritrovato per strada. E fu interrogato. Per la prima volta corpo del reato e accusato coincidevano!

    “Ha diritto ad un avvocato” – sentenziò il Commissario, con fare concitato e disturbato da tutto quel clamore.

    “No” – rispose con aria mesta e rassegnata l’accusato – “no, Commissario, se c’è da pagare pagherò il mio conto con la giustizia!”.

    “Allora andiamo ai fatti” – Il commissario era stato richiamato in Questura, dal posto di villeggiatura. Un’affollata cabina di Mondello dove era riuscito a portare la moglie e i due bambini, che affettuosamente chiamavano Cip e Ciop. Cip e Ciop, poveri, dolci bambini, rischiavano la vita quando, per pochi minuti erano costretti a spogliarsi in cabina. Perché, benché destinata a sette tessere e sette persone per una crisi coincidente con la nascita della Regione Sicilia, la cabina veniva frequentata da 20 famiglie con quattro figli a carico che facevano un totale di 80 ragazzi tutti votati all’uso delle scarpe da tennis, le quali riposte nella suddetta cabina, quando alle 15 del pomeriggio le temperature interne alle stesse toccavano circa 40° gradi, liberavano acidi misti a batteri che Gheddafi aveva richiesto all’Italia come armi di distruzione di massa. Ma il prezzo non riuscì mai ad essere pattuito per vari motivi…di Stato.

    Ma torniamo alla Questura. Inizia il drammatico racconto.

    “…Commissario Improvvisamente mi ritrovai sul pianerottolo di casa dove, a forza e con forza, ero stato portato. Non era bastata una persona… Ricordo nettamente due uomini forzuti. Uno alla mia parte inferiore e l’altro, alto, biondo con enormi occhi color del cielo, ma freddi come l’acqua del mare di Marsala. Gelido non ebbe molta compassione per me. La famiglia che sino allora mi aveva ospitato non fu più interessata alla mia presenza. Eh sì che ero stato un fedele servitore. Anch’io freddo, talvolta gelido, ma sempre presente al lavoro per il quale ero stato destinato. Un distacco che imponevano i fatti, le congetture. Li vidi tornare, marito, moglie e un piccolo bambino che da quando aveva appena mosso i primi passi e una certa autonomia, spesso si avvicina a me, con curiosità, con ammirazione quasi, ma prontamente veniva rimproverato ed invitato concitatamente dai suoi genitori ad allontanarsi da me. Anche il gatto di casa nutriva lo stesso interesse e anche lui come il bambino subiva gli stessi rimproveri, sempre con toni aspri. La mia solitudine notturna la vivevo con rassegnazione. Capitava che talvolta nelle sere più calde qualcuno della famiglia si avvicinava a me. Cercavo un po’ di calore, ma quello era precluso, come una condanna. Anzi era una parola che non andava neanche pronunciata nei miei confronti. Tornarono sì, tanti fogli tra le loro mani, “Offerte…offerte…” gridava il bambino correndo da una stanza all’altra. Fu una delle ultime cose che riuscii a percepire…poi il vuoto.

    Adesso da due giorni interminabili e due notti mi ritrovo qui, vicino un cassonetto…nudo e “svuotato”. Qualcuno che parla un’altra lingua rispetto a quella che ho udito per cinque anni di permanenza in casa, sussurra “Oh my God, a frigidaire in the street!!! Incivili!”….io abbasso gli occhi, mortificato, umiliato e offeso, non ho scelto io questa fine…passano gli uomini dell’AMIA…sbraitano. “Ma c’è un servizio gratuito per la raccolta dei frigoriferi, è scritto sull’elenco telefonico…” “Penso che in quella casa non sapevano…Vige l’omertà in questa città signor Maresciallo…!!!”…..

    Confessioni di un frigorifero ad un Commissario di Polizia!

    Ospiti
  • 6 commenti a “Confessioni di un frigorifero”

    1. mmhh
      avete notato che tutti i frigoriferi, ma anche le lavatrici, che stazionano nei pressi dei cassonetti sono tutti privi di motore? secondo voi cosa mettono i riparatori quando vi dicono “ci vuole il motore nuovo” ?

    2. “qualvolta”?

    3. Giusi,complimenti x il racconto e la fantasia narrativa…..aspirante scrittrice?

    4. @Rossella,grazie,sei molto gentile.Eh già,aspirante scrittrice!A presto.

    5. Le prossime confessioni su lavatrici e televisori.

      SEI UNICA

    6. Grazie Giacomo!!!!c’è anche quella del materasso,da qualche parte!

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