giovedì 19 lug
  • Conoscere Palermo

    Pensavo a queste righe de L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera.

    «Tra dieci giorni, se non hai niente in contrario, potremmo andare a Palermo» le disse.
    «Preferisco Ginevra» rispose lei. Stava in piedi davanti al cavalletto ed esaminava una tela iniziata.
    «Come puoi vivere senza conoscere Palermo?».

    Ospiti
  • 46 commenti a “Conoscere Palermo”

    1. Bella domanda, questa!
      E’ il mio libro preferito…questa frase l’ho sottolineata con l’evidenziatore!

    2. «Come puoi vivere senza conoscere Palermo?»
      Come vivono esattamente tutti queli miliardi di esseri umani, tranquilli e senza crisi di panico, che non sono mai venuti a Palermo e che mai ci verranno! Semplice.
      Tutti questi luoghi comuni quali:
      «Come puoi vivere senza conoscere Palermo?»
      oppure
      «Vedi Napoli e poi muori»
      rappresentano – a mio modo di vedere – un autoesaltazione, un edonismo mistico-territoriale che frequentemente denota mancanza di visite/permanenze di/in altre città del pianeta Terra e relativa consapevolezza degli stili e condizioni di vita urbane.
      Mi viene da ridere a crepapelle quando leggo di questi amori urbani, per una Palermo senza la quale morirei, di cui non posso farne a meno, che amo appassionatamente, una Palermo senza la quale arrivano crisi di panico.
      Come skifio si fa ad amare appassionatamente una città in cui la convivenza con gli altri esseri panormiti è cosa non semplice per via della anarchia in fatto di mancanza di regole per la il comune vivere, una città che per quantità e qualità di servizi pubblici è agli ultimi posti dell’Italia….
      O forse la certezza della spiaggia di mondello, del tempo mite, delle arancine e della pasta a forno della mamma fa dimenticare le regole che invece permettono una piu’ civile convivenza nelle altre città d’Italia e d’Europa ?
      Mi continuo a scompisciare sempre piu’ dalle risate….
      Ma … probabilmente … tra il post dell’altro giorno di Rizzo (amo palermo ecc….) e questo di oggi sta per essere lanciata, in questo blog, una campagna di marketing territoriale finalizzata a diffondere a macchia di leopardo un senso d’affetto spasmodico negli altri individui sfiduciati e pessimisti per convertirli all’amore cieco per la città di Palermo ? Nel qual caso comprendo l’alto valore etico dell’iniziativa.
      😉

    3. quoto marco!
      Mo ricominciamo con la tiritera che siamo degli schifosi razzisti che disperezzano tutto e tutti!!

    4. @marcodisalvo Leggendo cio’ che hai scritto sono certa che tu palermo ce l’hai nel sangue. Sei innamorato della tua città e sei deluso perchè dalla strangande maggioranza de palermitani nn viene amata come la amiamo noi. Quando vado in vacanza fuori (lisbona, valencia, barcellona, dublino..) mi fa rabbia constatare come sia diffuso il rispetto per la cosa pubblica…poi quando rientro e dall’aereo vedo Punta Raisi il mare…la costa… mi emoziono. Certo si può vivere senza conoscerla..ma chi la conosce se ne innamora…

    5. Il punto è sempre lo stesso: Palermo è bellissima. Se solo non fosse abitata dai palermitani…

    6. @giusi
      non ho nessuna città del mondo nel sangue. Mi sento semplicemente cittadino del mondo. La mia natura, più nomade che stanziale, non mi permette di fare miei questi principi di “amore spasmodico per una città o “averla nel sangue”.
      Apprezzo alcuni lati di questa città, ad esempio Palermo ha un elevata percentuale di verde urbano (la prima in Italia) ed ha due riserve naturali terrestri (C.Gallo e M.Pellegrino) e una marina (C.Gallo), cio ne fa una città particolare. I polmoni di verde sono essenziali per il ricambio dell’aria inquinata dalle auto.
      Ma credimi posso stare senza mangiare le arancine, il panino con le panelle e la pastacolforno, e la 7veli, anche per un anno senza soffrire affatto. Posso stare senza andare a Mondello per anni d’estate; anzi le poche volte che ci vado solo in qualche pomeriggio di giorni lu-ma-me-gi di mesi invernali, quando è quasi deserta.
      Le cose per la maggior parte dei palermitani sono un “must” non corrispondono ai miei “must”, che invece sono, a titolo di esempio:
      1) rispetto di tutti per il bene pubblico
      2) rispetto di tutti per le regole del codice della strada
      3) azione collettiva contro le inefficienze della pubblica amministrazione locale per le quali paghiamo alte tasse.
      In generale considero le città con alta densità demografica, poco vivibili come qualità della vita. Ma se in una città a pari abitanti di Palermo si trovano servizi sociali, culturali, dei trasporti piu’ efficienti, allora non c’è nessun amore che tenga, il punto di riferimento per quei servizi di qualità sarà l’altra città e non Palermo. Per farla semplice, in tutto ci metto istintivamente anche la testa, e non solo il cuore, altrimenti la percezione e consapevolezza della realtà è falsata.

    7. a me la domanda sembra semplicemente “lucchia”, di coloro i quali non sanno che il mondo è tutto bello – e tutti gli abitanti di qualsiasi Paese ritengono il loro bello, tranne i palermitani che affetti, la maggior parte, da “isola mentale”, si credono eccezionali -, insomma puerilità, ignoranza, chiusura e … scimunizione.
      Il mondo è tutto interessante, pero’ ci sono gli uomini che lo danneggiano e in testa alle classifiche di quelli che sporcano il mondo ci sono la maggior parte dei siciliani, e poiché si parla pure di Napoli ci aggiungo pure loro al secondo posto.

    8. Ma il palermitano conosce la leggerezza dell’essere quando manda a morire i cani nei combattimenti ?

    9. @MarcoDiSalvo: perdonami la curiosità, ma in quante città hai vissuto e per quanto tempo?
      E poi in ogni caso essere nomade in ogni caso significa non avere radici?

    10. non ho radici territoriali, non le sento

    11. come si può vivere a Palermo?

    12. A mio parere non le senti perche sei sempre stato li e non hai conosciuto il distacco, poi magari mi sbaglio.
      E poi che noia, sempre quest’eterna discussione tra palermo fa schifo, palermo è bellissima.
      Ogni dieci post si ripresenta sempre nelle stesse vesti, ma sviscerata in ogni aspetto. Ho già dato.
      Kundera avrà trovato in Palermo ciò che altri non hanno apprezzato e ne ha fatto quest’omaggio… è un problema forse?

    13. @Mao
      “A tuo parere” non sai nulla su di me e sulla mia storia.

    14. Vivo fuori, e Palermo mi manca tanto(e non pensavo che mi sarebbe successo quando sono andata via),odio la sua sporcizia ,l’inciviltà di una parte dei suoi abitanti(perchè non tutti sono uguali)ma mi manca e vorrei tornarci a vivere.
      Tutto il mondo è bello e anche Palermo lo è,chi la detesta troppo,forse non si è mai spostato fuori ed è stanco…
      L’insostenibile leggerezza dell’essere è un libro bellissimo e che Kunder abbia citato Palermo dovrebbe solo emozionarci…perchè Palermo è una città con mille schifezze e difetti …ma è molto bella…e se fosse rivalutata giustamente(cosa che non credo accadrà mai purtroppo)…potrebbe essere tanto bella quanto le altre città d’Europa.
      Ognuno la pensa come vuole su Palermo,basta solo rispettare il punto di vista degli altri anche di chi dice di amarla nonostante le mille cose che non vanno e l’inciviltà di una parte della popolazione.
      Tempo fa mi colpì una frase di un mio amico a cui ho fatto vedere la città in occasione delle vacanze…..mi disse:”solo ora,vedendola,capisco perchè ti manca così tanto”…il mio amico non è Palermitano ma vive ed è nato in Lombardia!

    15. Kundera non Kunder ovviamente…mi è saltata la a finale!:)

    16. molte delle persone che da turisti o da estranei alla città, hanno l’opportunità di vedere e vivere per un po’ Palermo, se ne possono innamorare.
      Molto spesso le persone che da fuori vengono e si innamorano di Palermo, hanno la fortuna di imbattersi nell’ospitalità e nell’accoglienza da parte di alcuni amici e conoscenti che vivono a Palermo.
      In queste condizioni è facile innamorarsi di una città, in quanto l’accoglienza calda e l’ospitalità di molti palermitani aumenta quel sentimento di amore per la città.
      Ma ci sono molti che arrivano in questa città e non si imbattono in questa calda accoglienza (per sfortuna) di alcuni palermitani, anzi vengono derubati da ragazzini sullo scooter, vengono sfruttati dai cocchieri del centro, vengono assaliti dai tassiti che per 40 euro li portano dal Porto a via Volturno, vengono quasi arrotati dal palermitano di turno che non rispetta le striscie pedonali, ecc.
      Questa seconda categoria di arrivati a Palermo molto probabilmente avra’ difficoltà a nutrire facili sentimenti di innamoramento.
      Il fattore “amico che mi accoglie e che mi ospita e che mi culla e coccola”, gioca un ruolo estremamente importante nell’immagine che questi arrivati a Palermo si fanno della città.
      Ma è in tutto il mondo così. Un film visto 1000 volte.
      Kundera e Goethe magari non sono andati in 100 altre città di cui si sono invece innamorati altri scrittori di altre parti del mondo.

    17. E’ innegabile che non ci siano problemi a Palermo (mafia,disoccupazione ecc) ma non credetevi che il resto del mondo sia il paradiso!!!.Purtroppo un difetto del palermitano è quello di lamentarsi sempre ..Forse se invece di lamentarsi ci rimboccassimo le maniche facendo qualcosa per la nostra città come per esempio la raccolta differenziata, che da altre parti è la regola e non l’eccezione,non sarebbe male.Ma ci sono anche pregi dei palermitani:
      Adesso sempre piu commercianti denunciano i propri estortori,non sono razzisti (tranne qualche sporadico caso)ecc quindi dire che i palermitani in generale siano il male maggiore non sono d’accorso.
      La verità è che lo Stato Italiano, di Palermo e del Sud se nè sempre fregato .Siamo sempre stati abbandonati a noi stessi (complici le cattive amministrazioni).
      Del resto la metropolitana ,i tram sono servizi pubblici ma mica spetta ai palermitani costruirla.
      Se manca il lavoro non è mica colpa loro…Tutti promettono ma il lavoro dov’è?
      Io penso che la sicilia sia stata annessa alla repubblica Italiana solo nel 1992 quando il rumore delle bombe è arrivato a Roma.Falcone e Borsellino nn sono stati grandi solo per avere lottato contro il sitema politico-mafioso ma hanno fatto ricordare allo stato che la Sicilia fa parte dell’Italia.
      A proposito Falcone,Borsellino,P.Puglisi (e tanti altri che sono morti per il bene di questa terra) erano palermitani…

    18. Quoto marcodisalvo al 101 %.
      Sulle radici, ho letto da qualche parte e condivido , che dove ci sono i tuoi cari ormai non più vivi, ecco lì sono le tue radici.

    19. Palermo è una nave bellissima ….,
      peccato per l’equipaggio ….

    20. Amo Palermo perchè qui sono nata e cresciuta.Amo la mia bella terra di Sicilia, ma non ho alcun orgoglio di essere palermitana nè siciliana.
      Francamente me ne infischio.
      Anch’io ho viaggiato molto, ma il fatto di non sentire l’appartenenza a questa terra, non deriva da questo.
      Non riesco ad identificarmi,da sempre, col palermitano.
      Semplicemente mi sento diversa.

    21. Da palermitano che ha vissuto tre anni in Irlanda e che momentaneamente si trova a Firenze,posso dirvi che tutto il mondo è paese e soltanto chi ha vissuto fuori vede come vanno veramente le cose.
      Il “sentito dire” non mi è mai piaciuto e ho sempre voluto verificare di persona quello che avviene da altre parti,a volte chiedendomi “Perchè a Palermo non siamo così?”,”Perchè noi palermitani dobbiamo comportarci sempre alla stessa maniera”,ecc,ecc ma tantissime altre volte dicendo a me stesso:”Voglio tornare a Palermo”!!
      Posso dire di avere un rapporto di odio/amore con questa città,a volte mi fa rabbia vedere il comportamento dei miei concittadini ma molto più spesso mi intriga quello che ancora non conosco,la storia della città,la sua cultura e anche i palermitani che per partito preso,non sapendo nemmeno che si scrive “Ruggero Settimo” e non “Ruggero VII” fuggono solo per rifugiarsi in un anonimo condominio della periferia milanese.

    22. Alessandro rispondendo a te, dico, dovremmo recupare il nostro giusto orgoglio.
      Insegno a scuola, e vedo l’orgoglio di essere non dico siciliani, ma persone che fanno il massimo e manifestino di essere il massimo svanire. Ho un passato sportivo, una mentalità agonistica per attitudine e per formazione familiare.
      L’essere il massimo semza dimenticare mai gli altri, e questa é accezione siciliana, perché nessuno può mai fare niente senza essere parte di una comunità, con cui comunica e ondivide le idee, le esperienze, e le aspirazioni.
      Ho sempre pensato che fosse possibile e sempre mi trovo costretta a ricredermi, ma non perdo mai la speranza che sia davvero possibile.

    23. non cambierei questa città con nessun’altra, però molto spesso succedono delle cose che mi fanno imbestialire perchè non accadono da nessun’altra parte se non forse nei film di Fantozzi… scesi dall’aereo a Puntaraisi, miracolosamente in orario, rimaniamo bloccati 20 minuti al controllo passaporti perchè… è tutto chiuso a chiave e non c’è l’ombra di un agente!
      abbiamo dovuto chiamare il 113 per farci “liberare”!!!!
      solo a Palermo…

    24. Posso tollerare tutto, ma non sentire o leggere “tutto il mondo è paese”!

    25. quoto marcodisalvo, è strana tutta sta promozione..
      in questo momento in cui il degrado regna sovrano io ho un pò perso quell’attaccamento incondizionato verso la mia città;
      soprattutto quando torno da città in cui il senso civico,il rispetto del codice della strada, il rispetto per la cosa pubblica sono ormai regole interiorizzate.

      prima quando ero più piccola e andavo all’estero mi sentivo furba a non fare la fila ad esempio, ora osservando con gli occhi di un’adulta mi chiedo: ma perchè noi siamo così indietro?

    26. quoto chi ha scritto “Palermo è una nave bellissima”
      …il titanic 😀

    27. Quando si sta a Palermo per lungo tempo – per capirci, tre settimane sono già troppe! – e non i consueti 8 giorni che rappresentano il tempo limite dentro il quale si è colui che arriva in attesa di una nuova partenza, con la giusta energia dentro che consente di restare spettatore (anche se interessato) e di non subire gli eventi nefasti, dicevo che quando si resta a lungo a Palermo si finisce col diventare affetto da disturbi fobico-ossessivi; in questo caso fobia della sporcizia … dell’incuria, dell’abbandono, dell’apatia. Io quando torno a casa da una pseudo-passeggiata devo ogni volta rifarmi la doccia immediatamente, per allontanare anche il senso di oppressione e di confusione mentale che mi provoca l’ambiente circostante. Stamattina ho fatto un giro in bicicletta, a Mondello marciapiedi tutti dissestati, immondizia dappertutto, erbacce, incuria, non ho visto nemmeno uno degli addetti al decoro urbano e alla pulizia, nemmeno un precario se non un impiegato dell’amia. Stessa desolazione a Pallavicino, villa Niscemi, tutto il viale Strasburgo. L’immondizia era pure alle fermate degli autobus, e qui si deve riflettere seriamente, perché quella è arte concettuale, opere inconsapevoli di artisti incompresi perché non erano sacchetti buttati a caso, erano sistemati con criterio, soprattutto quelli semi aperti dove parte del contenuto rimaneva all’interno dei sacchetti e parte era disseminata rispettando logica e armonia nelle forme e nei colori, e poi, ripeto, l’immondizia in almeno 7 (le ho contate) fermate dell’autobus in quattro quartieri diversi non può essere dovuta al caso, è arte concettuale!
      Questo è il periodo nel quale uno dei migliori momenti di benessere è quello della doccia (magari qualcuno la associa ad altri esercizi, prima o dopo, o durante 😀 ), ebbene, andare in giro a Palermo subito dopo vuol dire esaurimento immediato dello stato di benessere. Ho vissuto e fatto il turista in diverse capitali europee e città d’arte italiane, dove, al contrario, la suddetta sensazione di benessere è permanente per diverse ore. E la passeggiata è un esercizio rilassante (e per chi ne è interessato anche istruttivo) a tutti gli effetti. Per fortuna tra una settimana me ne torno a Parigi e non rischio di aggravare i disturbi fobico-ossessivi.
      N.B. a parte la retorica scimunita che contiene la frase “città bellissima che amo e della quale non posso farne a meno …”, ecco, io vorrei sapere a quali criteri pensano quando lo scrivono dato che in tutti i parametri seri conosciuti siamo in fondo, ultimi o penultimi, in tutte le classifiche sulla vivibilità e sull’efficienza sociale e amministrativa? Forse perché pensano ai monumenti lasciati dai normanni e da altri?

    28. palermo e’ meravigliosa,ha un difettuccio solo.
      i palermitani

    29. Leggevo oggi un articolo su un quotidiano on line di un giornalista che si è preso la briga di verificare su un tratto autostradale chi, fra automobilisti nostrani e stranieri, ripettasse i limiti di velocità o altre norme del codice della strada.
      Sarà stato puro caso ma il giornalista in questione ha dovuto constatare che i più rispettosi erano gli italiani mentre gli stranieri, udite, udite, anche gli svizzeri, si comportavano in modo pressochè simile ai canoni tanto deplorati da coloro i quali sostengono, per carità, magari a ragione, che una delle piaghe della nostra città è il modo di guidare dei palermitani che dimostrano in questo parte della loro arroganza, vastasaria, inciviltà.
      Tornando agli automobilisti, gli stranieri, mi viene da pensare, visto il comportamento sulle strade nostrane, che la paura del regime sanzionatorio nei loro paesi di provenienza sia più alta del loro senso civico.
      E no, cacchio, così non vale.
      Ma se le creassimo noi le ronde, non quelle a controllo degli extracomunitari, per carità, quelle contro i vastasi, cli incivili, gli arroganti, etc. etc.
      Una task force di volontariato autorizzata ad elevare elevate contravvenzioni, multe, segnalare disservizi, operatori ecologici, già spazzini, che non fanno il loro dovere, sporcanti colti in flagrante e quanto altro utile alla causa comune.
      E’ risaputo, all’essere umano siddru ‘cci tuocchi a sacchietta si spascia u telefono e con la mania di telefonini ultratecnologici che c’è in giro assai se ne dovrebbero risolvere di problemi.

    30. Be’, se l’Italia è il paese delle libertà, c’è chi non
      si fa scappare l’occasione….e ne approfitta subito !

    31. Il commento del post sulla città di Palermo non viene da un palermitano, ma da un romanziere ceco (lo sarà in tutti i sensi?? Non credo), non lo dimentichiamo. Questo annulla la maggior parte dei commenti di questo post che parlano della vanagloria del palermitano. Il post verte più su ciò che di Palermo pensa lo straniero ce non l’autoctono, ma qui non si perde occasione per tornare all’arrembaggio contro il palermitano.

    32. Appena tornato da Barcellona….semplicemente un altro pianeta!
      una cosa mi ha colpito tra le tante..nei bar,per strada..ovunque..niente telefonini(molto rari..) Noi,Italiani, siamo un popolo di malati!
      Pequod

    33. Le bellezze artistiche di Palermo non sono state fatte dai palermitani.
      In quanto alla proverbiale maleducazione che ci contraddistingue, propongo di affidare la Sicilia tutta in comodato d’ uso alla Svizzera. Una decina di anni basterebbero per rimetterci sui giusti binari.

    34. Goethe sosteneva che non puoi dire di conoscere l’Italia se non conosci la Sicilia. Goethe amava soggiornare a Palermo anche se ci giurerei, oggi la troverebbe un tantino rovinata!

    35. Goethe visitò la Sicilia nel 1787!!!!!!!!!

    36. Giuseppe, il mio era un modo per dire che di sicuro E’ STATA incantevole prima di diventare la paziente terminale che è oggi.

    37. Conoscere Palermo e le sue “Megastrutture”.
      Sono abbonato a Mondo Sky e mi piace constatare, su National Geographic ed altro, che il 2000 è arrivato nel mondo. Guardo alla mia “amata” città e mi mangio il fegato.
      1132, La Cappella Paladina… dei Normanni. 1185, La Cattedrale. 1865/1874, Il Teatro Politeama. 1875/1891, Il Teatro Massimo (Alla sua apertura, per monumentalità e dimensione (oltre 7.700 metri quadrati), suscitò le invidie di molti; come si può facilmente verificare leggendo i giornali italiani dell’epoca (es: “L’illustrazione italiana” del 6 giugno 1897). Perfino Re Umberto, con una gaffe clamorosa, dichiarò: “Palermo aveva forse bisogno di un teatro così grande?”).1891, Mondello (poi data in gestione, ad una società Belga). 1952/1955, Il grattacielo INA. Anni 60-70, il clericale grattacielo di villa Sperlinga (gratta o solletica?). Per ritrovare “un’altra “spisazza”, dobbiamo aspettare gli anni 1970/2009…: La circonvallazione di Palermo che ancora non è finita. Abbiamo fatto qualche pulizia di alcune piazze, ristrutturato “quel che c’era” (di ieri Il Castello a mare) e abbiamo messo le strisce blu, dandole in gestione a ditte del Nord (Apcoa Mantova http://www.rosalio.it/2006/11/24/nonsolomoda-strisce-blu-tribunale-e-cassate/ I Belgi si e i Mantovani no?
      Io un’idea di “mini struttura” l’avrei.
      In viaggio di nozze sono stato a Caracas la capitale del Venezuela ed ho visitato una delle teleferiche più alta del mondo, 3.000 e più mt.. Andate su Google Earth e digitate “Monte Cuccio”. Ingrandite finché non vi appaiono dei quadrettini azzurri e se ci cliccate sopra, vedrete delle foto meravigliose. Io sono uno dei pochi Palermitani, che ha visto quei panorami… “in diretta oculare” (sarà anche per questo che amo la mia città?). Quella stradina bianca sale dalla vallata più bella che creatore potesse donare alla nostra città. Se Mondello e Monte Pellegrino, altre perle incastonate nella città più mite d’Europa, sono il nostro, pressoché naturale orgoglio, Monte Cuccio e la sua vallata lo sono del tutto (naturali). 1.055 mt. e siamo in paradiso anzi meglio. Per andare in paradiso ci vuole una vita di “regolamenti”, più o meno condivisibili. Per andare a Monte Cuccio, basterebbe una teleferica da “4 soldi” (vedi mondo Sky!). In cima al monte che sovrasta Caracas (quasi sempre avvolto nelle nebbia) c’è una struttura di 10 piani e in ogni piano, un ristorante con cucine diverse.
      Bene, a Monte Cuccio, una volta arrivati in cima farei visitare la vallata con un trenino in miniatura (vedi DisneyWord ma, senza andare lontani, Gardaland http://www.tuttiparchi.com/news+cronaca-riapre-gardaland.php con 1/10° di questa spesa si potrebbe realizzare: funivia, trenino e almeno 5 stazioncine-ristoro con vari livelli di servizi e costi!
      Volendo esagerare, per Palermo sarebbe uno schiaffo all’immobilismo, si potrebbe organizzare un parco giochi per bambini e perché no? Una pista da sci invernale giacché quasi ogni anno, arriva la neve aiutata dagli (inflazionati al Nord) cannoni da neve!
      Venti minuti di teleferica e come il Teatro Massimo: Ma Palermo, aveva bisogno della teleferica? Si e per me, sarebbe solo l’inizio… La fantasia non ha confini!

    38. 19/8/2009 “Adoro la mia città” di Fabio Rizzo. Tra l’altro, il 22/8, ha scritto: …”quello che a me mi fa incazzare del palermitano è la mancanza totale di propensione al rischio, al rilancio, alla scommessa impossibile: quelle cose che fanno muovere il mondo. mi fa incazzare il fatalismo palermitano insomma. se io nasco così, è inutile che mi sbatto tanto per crescere e cercare la scalata, picchì tanto, nascivu cca unne un succiere niante… cu m’u fa fare, io m’accuntiantu.”…
      Se non è Belga o Mantovano, sarà Milanese ad “amare il rischio”… Isole minori docet!

    39. IL GATTOPARDO -Visconti 1963- La Sicilia non vuole cambiare
      http://www.youtube.com/watch?v=FP52mfF5gUc&feature=related

    40. Numero primo ti contraddico, L’asse di Via Libertà ed il Giardino Inglese e Garibaldi, li dobbiamo ad un’eccezionale occasione di autonomia locale del 1849-51, capitanata da Ruggero Settimo (di cognome e non di titolo).
      Quasi tutto l’800 palermitano, si deve o a palermitani, o a chi non era palermitano d’origine (vedi whitaker), ma lo divenne per adozione.
      Giuseppe Battista Filippo Basile non era palermitano? Suo figlio Ernesto? neanche? Tutta la scuola del Liberty fra fine ‘800 ed inizio ‘900 nessuno di loro era palermitano?

    41. Ninni i palrmitani all’estero sono educatissimi, viceversa i tedeschi, gli svizzeri, gli inglesi da noi, diventano dei selvaggi. Ognuno pensa di comportarsi in luoghi esterni al suo come luogo chiede.

    42. Si parlava di calcio (specchio fedele della “nostra Longobarda e taroccata Patria”) e l’anno scorso, ho visto il pezzo del Gattopardo (postato da Francesco La Monica)… Da pelle d’oca!
      Non abbiamo alibi, qualcuno ci aveva avvertiti e spronati a guardarci da noi stessi e dal colonizzatore di turno: http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Tomasi_di_Lampedusa nel 1956, forse presagendo ciò che stava avvenendo alla nostra martoriata terra, finisce di scrivere “il Gattopardo”. http://it.wikipedia.org/wiki/Elio_Vittorini Elio Vittorini, un Siculo che dopo 4 tentativi di fuga, riuscì ad emigrare al nord, tirapiedi della Mondadori, si guardò bene dal leggere “attentamente” IL capolavoro o si infastidì quando lesse: …”Sono almeno 25 secoli che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche, eterogenee civiltà. Tutte venute da fuori, nessuna fatta da noi, nessuna che sia germogliata qui. Da 2.500 anni non siamo nient’altro che una colonia”… Il romanzo venne pubblicato nel 1958 (postumo, Tomasi di Lampedusa morì nel 1957) grazie a http://it.wikipedia.org/wiki/Elena_Croce (Napoletana trapiantata a Roma) e a Feltrinelli (…fece uscire libri che scossero profondamente le coscienze di molti…(tranne quella dei nostri governanti Siciliani N.d.R.)) nel 1959, un anno dopo la sua pubblicazione, il “Gattopardo” vince il Premio Strega!
      Nel 1963, Luchino Visconti (Milanese) dirige il film tratto dell’omonimo romanzo (Palma d’oro, come miglior film, al 16° festival di Cannes) e manda un ulteriore messaggio al popolo Siciliano. Burton Lancaster (Newyorchese), con una interpretazione che fra 200 e più anni sarà ricordata dai nostri nipoti, pronipoti e noi non abbiamo il pudore (postumo) di vergognarci del secolare immobilismo.
      …”Il sonno caro Chevalier. Un lungo sonno, questo e ciò che i Siciliani vogliono ed essi odieranno sempre tutti quelli che vorranno svegliarli. Sia pure per portar loro i più meravigliosi doni… e detto tra noi, io dubito sinceramente che, il nuovo regno abbia molti regali per noi nel suo bagaglio.”…

      Uma ti devo contraddire, post in lavorazione!

    43. Uma ti devo contraddire, sai cos’è l’abbrivio?
      Prima dell’unità (della “spartizione” delle fortune Meridionali?) d’Italia il Regno delle Due Sicilie, come si evince e si trascura… http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_delle_Due_Sicilie#La_decadenza_del_meridione_e_il_brigantaggio …e non ci s’informa… http://cronologia.leonardo.it/storia/a1864e.htm. “Restano a chiarire le motivazioni che hanno indotto gli ambienti accademici del Regno d’Italia prima, del periodo fascista e della Repubblica poi, a mantenere fin quasi ai giorni nostri (?? N.d.R.), una versione dei fatti così lontana dalla verità”. Ancora (ci sarebbe da riportare metà Wikipedia), fu introdotta la carta moneta (dal 1866 a corso forzoso) al posto degli scudi in oro, anche perché fu prelevato il tesoro napoletano. Fu reintrodotta la tassa sul macinato, cioè sul pane, che era l’elemento essenziale per la sopravvivenza dei poveri. Fu introdotta una tassa sul sale e sui tabacchi, che allora la Sicilia esportava in tutto il mondo, introducendo il monopolio di stato. Si ebbero quindi, come del resto in altre parti d’Italia, sommosse popolari dei ceti affamati, che furono anche ferocemente spente dalla polizia e spesso dall’esercito del Regno unitario.
      Il conseguente saccheggio delle risorse Meridionali, ancora oggi è assai nota! (non mi dilungo sul miliardo e 750 milioni di petrolio e gli 850 milioni di metri cubi estratti in Sicilia nel 1995 mentre, intanto che scrivo, i Milanesi pagano la benzina meno di noi!).
      Se ci è chiaro cos’era il regno delle due Sicilie, prima di tali “saccheggi” dei Piemontesi, prima e del Longobardi, poi ed ancora oggi (mentre alcuni, pochi di noi si mangiano il fegato e… Basta!), dovrebbe essere chiaro cosa intendo “per abbrivio”.
      La storia non si cambia in 24 ore e nemmeno in pochi anni. Le opere citate dai Palermitani illustri (stendiamo un velo pietoso sulle “adozioni”), sono da datare negli anni immediatamente successivi dalla “novella invasione”… Non avevano ancora capito che molto stava cambiando. (vedi post 27/8 h 14:30: “1875-1891 il Teatro Massimo, Re Umberto e… “stuiativi u mussu”!
      Un capitolo a parte riguarda il ruolo della mafia, con “le scarpe strette” con tutti i colonizzatori appena “gli prendevano le misure”, svolse un ruolo fondamentale nei “cambi di guardia”… vedi anche sbarco degli alleati in Sicilia e prefetto Mori inviato da Mussolini. http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Mori.

    44. non mi dilungo sul miliardo e 750 milioni di petrolio
      Errata corrige:
      (non mi dilungo sui 1.253 MILIONI di BARILI di petrolio estratti in Sicilia nel 1995
      (millenovecentonovantacinque!)
      Un paio di conferme, un sito: http://www.laltrasicilia.org/modules.php?name=News&file=article&sid=711
      …”In altre parole la Sicilia è una cassaforte energetica per l’Italia (e fin qui poco male) ma ai custodi di questa cassaforte non vengono lasciate che le briciole di quanto esce dal loro scrigno.”…
      E un commento al sito:
      “Volevo solo aggiungere che i residenti in Friuli acquistano la benzina con una discreta riduzione (in media -0.170 al litro) in base a quanto lontano risiedono dalla frontiera ex-jugoslava. E’ il colmo se consideriamo che in Sicilia, con tutto l’apparato petrolchimico sparso per l’isola, paghiamo il carburante a prezzo pieno, senza defiscalizzazione, e con tutte le accise ed i balzelli inventati negli anni, incluse le varie guerre coloniali. Sarebbe ora che qualche politico “quacquaracquà” (rubo un’espressione del presidente Catania) si desse una mossa, cominciando a tutelare veramente gli interessi dei siciliani”.

    45. palermo e’ bellissima ma viverci e’ difficile.
      Mi fa rabbia vederla trascurata e mi fa rabbia soprattutto il fatalismo ed il pressapochismo della maggior parte dei palermitani. Chissa’ se cambiera’mai…

    46. Verissimo!
      il libro un pò meno perché ritiene – come chi digita – che l’essere devvere forte, solido…

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